I recenti licenziamenti che mi hanno colpito Studi Marvel hanno scatenato una reazione durissima da parte di Evangeline Lillyche ha deciso di intervenire puntando il dito contro una scelta che, a suo avviso, mette seriamente a rischio il futuro del lavoro creativo nel settore.
«Stanno sostituendo gli artisti con l’AI». Con queste parole, l’attrice ha espresso tutta la sua frustrazione per i tagli inseriti in un più ampio piano di riduzione del personale avviato da Disney, riaccendendo il dibattito sul ruolo dell’intelligenza artificiale nell’industria dell’intrattenimento.
L’attrice, nota per aver interpretato Spero Van Dyne nel Marvel Cinematic Universe, ha raccontato in un video pubblicato su Instagram di aver ricevuto la notizia dei tagli e di aver deciso di contattare direttamente Andy Parcostorico artista del team Marvel. «Gli ho scritto per chiedergli: “È vero? Sta davvero succedendo?”», ha spiegato, aggiungendo che la conferma ricevuta l’ha lasciata profondamente colpita. «Non riesco a credere che Disney abbia licenziato gli artisti che hanno dato vita all’universo Marvel con la loro immaginazione e il loro talento».
Park, presente in Marvel da quasi due decenni, è stato uno dei principali artefici dell’identità visiva del franchise, contribuendo alla creazione di costumi e concept iconici. Proprio per questo, la sua uscita – insieme a quella di molti altri professionisti del reparto visivo – ha assunto un significato simbolico.
Nel suo intervento, Lilly ha poi sollevato una questione ancora più delicata: il possibile ricorso all’intelligenza artificiale per sostituire il lavoro umano. «Le persone che hanno inventato questi personaggi, che li hanno progettati per prime, ora vengono rimpiazzate dall’AI», ha dichiarato, spiegando come queste tecnologie rischino di utilizzare e rielaborare il lavoro degli artisti senza riconoscerne adeguatamente il valore.
L’attrice non ha nascosto la propria indignazione, arrivando a rivolgere un messaggio diretto alla compagnia: «Vergognatevi per aver voltato le spalle alle persone che hanno costruito il potere che state usando oggi». Un’accusa che riflette una preoccupazione sempre più diffusa nel settore, dove l’equilibrio tra innovazione tecnologica e tutela della creatività umana appare sempre più fragile.
Le sue parole si inseriscono infatti in un dibattito più ampioche coinvolge non solo il mondo del cinema, ma l’intera industria culturale. L’uso dell’intelligenza artificiale nei processi creativi solleva interrogativi complessi: fino a che punto può essere considerato uno strumento e quando, invece, rischia di diventare un sostituto? E soprattutto, quale spazio resta per gli artisti che hanno contribuito a costruire l’identità di franchise globale come il Marvel Cinematic Universe?
Al momento, i Marvel Studios non hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali sulla questione.
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