Le delegazioni di Usa e Iran, dopo giorni di braccio di ferro, guidate dal vicepresidente americano Vance e dal capo del Parlamento iraniano Ghalibaf sono attesi in Pakistan per un nuovo round di negoziati. Fonti americano hanno riferito ad Axios che il vicepresidente americano dovrebbe partire entro martedì mattina (ora americana), mentre i media iraniani riportano che la delegazione iraniana non è ancora partita. “Senza un accordo entro mercoledì ripartono le bombe”, minaccia Trump. “Gli Usa vogliono la resa, non ci pieghiamo”, la replica di Teheran. Netanyahu avverte: “Il lavoro in Iran non è finito”. Il clima di incertezza spinge le Borse in rosso e il petrolio al rialzo.
Media iraniani: “Una petroliera ha violato il blocco navale”
“Una petroliera iraniana, nonostante le affermazioni degli Stati Uniti riguardo a un blocco navale, ha attraversato con successo lo Stretto di Hormuz dopo aver consegnato un carico di due milioni di barili alle isole Riau indonesiane”. Lo riporta l’agenzia stampa Tasnim
Media, Vance arriverà in Pakistan mercoledì
Il vicepresidente americano JD Vance dovrebbe arrivare a Islamabad, capitale del Pakistan, tra la tarda mattinata e il primo pomeriggio di mercoledì ora locale per i colloqui con l’Iran. Lo riporta Al Jazeera citando fonti vicine ai mediatori.
Media iraniani: “Nessuna delegazione è ancora partita”
“Nessuna delegazione iraniana è ancora partita per Islamabad”. Lo riporta la tv di Stato di Teheran.
Media Iran: “La Petroliera Teheran ha violato il blocco navale Usa”
Una petroliera iraniana è rientrata in Iran attraverso lo Stretto di Hormuz, nonostante il blocco imposto dagli Stati Uniti, e dovrebbe raggiungere l’isola di Kharg domani. Lo riporta l’agenzia Tasnim, l’agenzia affiliata ai Pasdaran. La petroliera era partita dall’Iran alla volta dell’arcipelago di Riau, in Indonesia, alla fine di marzo, dove ha scaricato due milioni di barili di petrolio greggio.
L’Iran giustizia un uomo per accuse legate alle rivolte di gennaio
L’Iran ha giustiziato per impiccagione un uomo di nome Amirali Mirjafari per “attività armate” e per “aver guidato alcuni manifestanti” durante la rivolta di gennaio in Iran: lo ha dichiarato oggi la magistratura in un comunicato. “Mirjafari è stato accusato di “operazioni per conto di Israele, dell’ostile governo statunitense e di gruppi ostili alla sicurezza del Paese”, per aver incendiato la moschea di Gholhak durante le proteste e per aver guidato i manifestanti attraverso i social media “affiliati al nemicò”, aggiunge il comunicato, precisando: “ha confessato le sue attività, tra cui l’attacco alle forze di polizia, il lancio di oggetti contro cabine telefoniche e autobus e l’incendio di una motocicletta”. Secondo l’agenzia Irna, nel frattempo altre 22 persone sono state condannate a pena detentiva fino a 10 anni in due provincia per “collaborazione con il nemico”.
Iran: “Pronti a risposta decisiva alla violazione degli impegni da parte del nemico”
“Le forze armate iraniane, con la loro superiorità, non permetteranno al americano presidente, bugiardo e illuso, di sfruttare la situazione e di creare false narrazioni sulla situazione bellica, soprattutto per quanto riguarda il controllo dello Stretto di Hormuz”: lo ha dichiarato oggi il comandante del Comando di Khatamolanbia, Ali Abdollahi, citato dall’agenzia Tasnim, sottolineando: “risponderemo in modo appropriato a qualsiasi violazione dell’impegno (del cessate il fuoco in corso con gli Stati Uniti)”. “L’Iran è pronto a dare una risposta decisa, risoluta e immediata alle minacce e alle azioni del nemico”, ha aggiunto in una dichiarazione rilasciata in occasione dell’anniversario della fondazione delle Guardie Rivoluzionarie, due mesi dopo la Rivoluzione Islamica del 1979.
Media: “Sherpa Usa e Teheran sono arrivati a Islamabad”
Gli sherpa delle delegazioni di Stati Uniti e Teheran sono arrivati a Islamabad in vista dei colloqui per la pace. L’arrivo delle delegazioni ufficiali è previsto invece nelle prossime ore. Lo riporta Al Jazeera citando fonti diplomatiche pakistane.
Capo magistratura: “Paese si prepara a nuovi attacchi Usa”
Il capo della magistratura iraniana, Gholamhossein Mohseni Ejei, ha affermato che Teheran deve mantenere una “prontezza al 100%” in caso di nuovi attacchi da parte degli Stati Uniti, secondo un video diffuso all’agenzia stampa Fars. Secondo Ejei, esiste una “forte possibilità” di ulteriori attacchi perché Washington non ha ancora raggiunto i suoi obiettivi di guerra, nonostante l’uccisione di numerosi alti funzionari iraniani. In un secondo video, Ejei ha inoltre dichiarato che l’Iran risponderà al sequestro, avvenuto domenica nel Golfo dell’Oman, di una nave cargo battente bandiera iraniana da parte degli Stati Uniti, definendolo una “violazione” del cessate il fuoco. “Il blocco navale di cui parlano è senza dubbio una chiara violazione, e la Repubblica islamica risponderà certamente”, ha affermato.
Pakistan: “Le delegazioni arrivano oggi contemporaneamente”
Le delegazioni americana e iraniana “arrivano oggi a Islamabad contemporaneamente” e “il secondo colloquio si terrà come previsto”. Lo afferma un funzionario pakistano ad Al Arabiya.
Teheran chiede il rilascio immediato della nave sequestrata da Usa
L’Iran ha condannato il sequestro della nave cargo Touska, battente bandiera iraniana, da parte delle forze statunitensi e ha chiesto il “rilascio immediato dell’imbarcazione, dei marinai, dell’equipaggio e delle loro famiglie”, in una dichiarazione diffusa dal ministero degli Esteri. Teheran, che aveva già promesso ritorsioni per il sequestro, ha definito l’operazione “estremamente pericolosa” e “criminale”. “Non vi è dubbio che la Repubblica islamica dell’Iran utilizzerà tutte le sue capacità per difendere gli interessi nazionali e la sicurezza dell’Iran e per tutelare i diritti e la dignità dei suoi cittadini”, si legge nella nota. “E’ inoltre chiaro che la piena responsabilità per ogni ulteriore escalation nella regione ricade sugli Stati Uniti”, si legge ancora. Non è chiaro quante persone si trovassero a bordo nella loro nazionalità.
Axios: “Vance partirà oggi per Islamabad”
Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance partirà questa mattina per il Pakistan, dove domani sono in programma colloqui con l’Iran a Islamabad. Lo scrive Axios citando tre fonti statunitensi e aggiungendo che anche gli inviati speciali del presidente americano Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, dovrebbero recarsi a Islamabad per i colloqui. Fonti hanno riferito alla Cnn che un secondo round di colloquio tra le delegazioni statunitensi e iraniane è attualmente previsto per domani a Islamabad. Al momento non c’è ancora alcuna conferma da parte dell’Iran sulla sua partecipazione ai negoziati, ma una fonte ha confermato alla Bbc che una delegazione guidata statunitense da Vance si recherà in Pakistan “presto”.
Trump: “Negozierà o avrà problemi mai visti primi”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato di essere fiducioso che l’Iran avvierà i negoziati, aggiungendo che altrimenti il Paese “avrà problemi seri”. Nel messaggio telefonico con il programma radiofonico The John Fredericks Show, Trump ha detto che “beh, negozieranno, e se non lo faranno, si troveranno di fronte a problemi mai visti prima”. Trump ha aggiunto che “spero che raggiungano un accordo equo e che ricostruiscano il loro Paese, ma quando lo faranno non avranno armi nucleari. Non avranno accesso a un’arma nucleare, né alcuna possibilità di averla. E non possiamo permettere che ciò accada. Potrebbe significare la distruzione del mondo, e non lo permetteremo”.
Trump: “Siti nucleari iraniani distrutti, riesumarli sarà difficile”. E attacca la Cnn
“L’operazione Midnight Hammer ha comportato la completa e totale distruzione dei siti contaminati da polveri nucleari in Iran. Pertanto, riesumarli sarà un processo lungo e difficile”. Lo scrive il presidente degli Stati Uniti Donald Trump su Truth. Secondo Trump “la Cnn, con le sue notizie false, e altre reti e piattaforme mediatiche corrotte, non rende giustizia ai nostri grandi aviatori, cercando sempre di umiliare e sminuire.
Hormuz, passate solo 3 navi in 12 ore: 27 costrette a invertire rotta
Solo 3 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nelle ultime 12 ore. Lo scrive l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, citando i dati di tracciamento delle imbarcazioni.In un post su X il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dichiarato che 27 navi sono state costrette a invertire la rotta oa fare ritorno ai porti iraniani a causa dell’attuale blocco navale dello Stretto di Hormuz. “Questo blocco verrà fatto rispetto e si applica a tutte le imbarcazioni, indipendentemente dalla bandiera”, ha avvertito una voce fuori campo in un video pubblicato insieme al post, che mostra un elicottero impegnato nel pattugliamento del canale navigabile. “Qualsiasi imbarcazione che manifesti l’intenzione di entrare in un porto iraniano o di uscirne sarà soggetta al diritto di visita e perquisizione, in conformità con il diritto internazionale. Qualora tentate di forzare il blocco, ne imporremo il rispetto ricorrendo alla forza”, afferma la voce.
Ghalibaf: “Non accettiamo negoziati sotto minaccia”
“Trump, con l’imposizione del blocco e la violazione del cessate il fuoco, vuole trasformare, a suo avviso, questo tavolo di negoziato in un tavolo di resa o giustificare una nuova onda di provocazioni belliche. Non accettiamo negoziati all’ombra della minaccia e nelle ultime due settimane ci siamo preparati per rivelare nuove carte sul campo di battaglia”. Lo scrive su X il presidente del parlamento iraniano e negoziatore, Mohammad-Bagher Ghalibaf.


