Il presidente americano ha annunciato sul social Truth che domani riprenderanno in Pakistan i colloqui tra Usa e Iran. Ma non c’è ancora alcuna conferma ufficiale da parte dei media statali iraniani riguardo l’invio della delegazione iraniana. Secondo l’agenzia di stampa statale iraniana Irna, le “richieste irragionevoli e irrealistiche, i frequenti cambi di posizione, le continue contraddizioni” e il blocco in corso dell’amministrazione Trump “non lasciano alcuna chiara prospettiva di negoziati fruttuosi”. Gli iraniani, scrive Axios, sospettano che il negoziato sia una trappola per un attacco a sorpresa. Lo Stretto di Hormuz è intanto di nuovo chiuso al passaggio delle navi, in attesa dei negoziati. Vance ringrazia il Papa per aver detto che non intende discutere con il leader americano.
Wsj, Emirati chiedono sostegno finanziario a Usa
Gli Emirati Arabi Uniti hanno avviato colloqui con gli Stati Uniti per ottenere un sostegno finanziario nel caso in cui la guerra con l’Iran dovesse far precipitare il ricco stato del Golfo Persico in una crisi ancora più profonda. Lo hanno riferito funzionari statunitensi al Wall Strett Journal, secondo cui, la scorsa settimana il governatore della Banca Centrale degli Emirati Arabi Uniti, Khaled Mohamed Balama, ha sollevato l’idea di una linea di swap valutario con il Segretario del Tesoro Scott Bessent e con funzionari del Tesoro e della Federal Reserve durante alcuni incontri a Washington. Gli Emirati hanno sottolineato di aver finora evitato le peggiori conseguenze economiche del conflitto, ma di poter comunque aver bisogno di un sostegno finanziario.
Spari Usa contro nave da carico iraniana nel Golfo di Oman
Gli Stati Uniti ha colpito una nave da cargo battente bandiera iraniana, intercettata nel Golfo dell’Oman, e ha assunto il pieno controllo dell’imbarcazione. Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth. La nave Touska – riferisce Trump – ha cercato di superare il blocco, è stata messa in guardia ma si è “rifiutata di ascoltare e così la Marina l’ha fermata colpendo la sala macchine. Ora è sotto la custodia degli Stati Uniti”.
Due navi crociera attraversano lo Stretto
La compagnia di viaggi tedesca Tui ha confermato che due delle sue navi da crociera hanno attraversato con successo lo Stretto di Hormuz. In un aggiornamento sul suo sito web condiviso oggi, Tui rileva che “Mein Schiff 4 e Mein Schiff 5 hanno superato con successo lo Stretto di Hormuz”, senza specificare quando, e sono ora dirette verso il Mediterraneo. “Il passaggio è avvenuto sulla base del coordinamento e delle autorizzazioni pertinenti da parte delle autorità, in modo controllato e con un’attenta considerazione della situazione di sicurezza”, recita il comunicato, in cui la compagnia ringrazia “capitani ed equipaggi” che “hanno reso possibile il passaggio sicuro con grande professionalità e prudenza”. Non è chiaro se ci fossero passeggeri a bordo delle navi. I siti di monitoraggio continuano a mostrare pochissimi movimenti attraverso lo Stretto, che secondo Teheran rimane chiuso.
Media, da Usa gioco mediatico per fare pressione su Teheran
L’agenzia di stampa della Repubblica islamica dell’Iran (Irna) ha accusato gli Stati Uniti di condurre un “gioco mediatico” per “fare pressione sull’Iran” e ha aggiunto che “non vi è alcuna chiara prospettiva di negoziati fruttuosi”.
Trump: “Definita idea alla base di accordo, ottime possibilità”
Su una probabile intesa con l’Iran “l’idea alla base dell’accordo è definita. Credo che abbiamo ottime possibilità di portarlo a termine”. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, secondo quanto riportato da Axios.
Premier pachistano sente Pezeshkian: non hanno parlato dei colloqui
Il primo ministro pachistano Muhammad Shehbaz Sharif ha avuto in serata un colloquio telefonico con il presidente della Repubblica Islamica dell’Iran Masoud Pezeshkian. Tuttavia, non si è discusso, nell’ambito dei previsti colloqui tra Iran e Stati Uniti, della partecipazione o meno di Teheran. Secondo una dichiarazione rilasciata dall’ufficio del premier durante la loro conversazione, durata circa 45 minuti, i due leader hanno avuto uno scambio approfondito sulla situazione regionale attuale. Sharif ha ringraziato il presidente Pezeshkian e la leadership iraniana per aver inviato la loro delegazione per i colloqui a Islamabad dell’11 e 12 aprile 2026. Il primo ministro ha informato il presidente iraniano dei suoi recenti incontri con diversi leader mondiali, tra cui i vertici di Arabia Saudita, Qatar e Turchia. Ha affermato che questi incontri sono stati estremamente utili per costruire un consenso a sostegno di un processo di dialogo e diplomazia duraturo, volto a portare una pace duratura nella regione devastata dalla guerra. Sharif ha inoltre ringraziato la leadership iraniana per i colloqui costruttivi avuti con il feldmaresciallo Syed Asim Munir durante la sua visita a Teheran questa settimana. Il primo ministro ha ribadito che, con il sostegno di amici e partner, il Pakistan rimarrà pienamente impegnato nei suoi sforzi onesti e sinceri per promuovere la pace e la sicurezza regionale. Ha inoltre espresso il suo rispetto per la Guida Suprema, l’Ayatollah Mojtaba Khamenei. Il presidente Pezeshkian ha ringraziato il premier e il feldmaresciallo per il forte impegno del Pakistan a favore del successo degli sforzi di pace, affermando al contempo che le relazioni tra Iran e Pakistan continueranno a rafforzarsi in futuro.
Israele a Sanchez: “La sua posizione è ipocrita”
Le parole del premier spagnolo Sanchez, nel corso di un meeting elettorale del Psoe a Gibraleon, in Andalusia, hanno provocato una reazione immediata da parte di Israele. Il ministro degli Esteri, Gideon Saar, in un messaggio su X ha accusato Sanchez di “ipocrisia” e denunciato presunte posizioni ostili nei confronti dello Stato ebraico.”Non accetteremo una lettura ipocrita da chi ha una relazione con regimi totalitari che violano i diritti umani come la Turchia di Erdogan e il Venezuela di Maduro. Un governo che riceve ringraziamenti dal brutale regime di Iran e organizzazioni terroriste e che si è dedicato a diffondere l’antisemitismo”. ha scritto Saar nel post. “Non abbiamo nulla contro i cittadini della Spagna, al contrario, ma contro il doppio standard del governo di Pedro Sanchez”, ha concluso.
Esercito Regno Unito: “Situazione in Stretto di Hormuz è critica”
L’esercito del Regno Unito ha dichiarato che la situazione nello Stretto di Hormuz e nel Golfo Persico è “critica”. Il centro operativo per le operazioni commerciali marittime del Regno Unito (Ukmto), gestito dalle forze armate, ha segnalato “un elevato livello di attività da parte delle forze navali nella regione”. Si afferma che esiste un “rischio di attacco o di errore di valutazione” nel corso d’acqua.
Media, negoziati ancora non confermati ma Islamabad si sta preparando
Islamabad si sta preparando a ospitare il secondo round di negoziati tra Usa e Iran, che secondo quanto annunciato dal presidente Usa Donald Trump dovrebbero prendere il via domani, anche se mancano ancora le conferme di Pakistan e Iran, con alcuni media statali iraniani che scrivono che Teheran non prenderò parte ad alcun colloquio finché Washington non solleverà il proprio blocco navale. Stando a quanto riporta il New York Times, la capitale pakistana è stata messa in stato di massima sicurezza, con una modalità simile a quella adottata per i colloqui dello scorso fine settimana. Le autorità hanno definito un perimetro di tre chilometri ed evacuato l’hotel di lusso dove la delegazione Usa, guidata dal vicepresidente JD Vance, ha incontrato i funzionari iraniani. Inoltre, i funzionari pakistani hanno dichiarato che avrebbero dispiegato altri 10.000 uomini delle forze di sicurezza in città, inclusi centinaia di forze speciali e cecchini.
Axios: “Iran sospetta che il negoziato sia una trappola per un attacco a sorpresa”
L’Iran sta ridimensionando le aspettative rispetto ad un nuovo round negoziale a Islamabad e sembra sospettare che le dichiarazioni di Donald Trump su un possibile accordo possano essere una copertura per un attacco a sorpresa da parte degli Stati Uniti. Lo scrive Axios. Fino al pomeriggio gli iraniani non avevano ancora confermato l’invio di negoziatori a Islamabad, e diversi funzionari iraniani hanno sollevato l’ipotesi che la vera intenzione di Trump possa essere quella di riprendere la guerra. L’agenzia di stampa statale iraniana Irna ha negato che fossero previsti colloqui e ha affermato che le “richieste irragionevoli e irrealistiche, i frequenti cambi di posizione, le continue contraddizioni” e il blocco in corso dell’amministrazione Trump “non lasciano alcuna chiara prospettiva di negoziati fruttuosi”. Non è chiaro, aggiunge Axios, quando esattamente dovrebbero iniziare i colloqui, né quando Vance dovrebbe lasciare Washington.
Gaza, un morto e tre feriti per raid israeliani
Un palestinese è morto e tre sono rimasti feriti nell’area centrale di Gaza in seguito a un raid dell’esercito israeliano, stendo a quanto riferito da funzionari del Ministero della Sanità di Gaza e rilanciato da diverse testate internazionali. Negli ultimi giorni le autorità locali hanno segnalato che gli attacchi israeliani si sono intensificati, nonostante l’accordo di cessate il fuoco raggiunto a ottobre dello scorso anno: stando al ministero, più di 775 persone sono state uccise da allora.
Media Iran: “Teheran ha respinto il secondo round di colloqui”
L’Iran ha respinto l’ipotesi di un secondo round di colloqui di pace con gli Stati Uniti, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale iraniana Irna, ripresa da Sky News. L’assenza di Teheran dai colloqui è dovuta alle “richieste eccessive di Washington, alle aspettative irrealistiche, ai continui cambiamenti di posizione, alle ripetute contraddizioni e al blocco navale in corso”, ha riferito l’agenzia.
Netanyahu, operazione Israele-Usa non è ancora finita
L’azione congiunta tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran “non è ancora finita”. Lo ha affermato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in un discorso tenuto insieme al Presidente argentino Javier Milei, in visita nel Paese. Lo riporta il Times of Israel. “Ogni momento potrebbe portarci nuovi sviluppi”, ha aggiunto Netanyahu, “chissà cosa ci riserverà il domani o dopodomani”. Netanyahu ha infine assicurato che gli Stati Uniti e Israele “raggiungeranno i loro obiettivi e porteranno più speranza e più luce ai popoli liberi del mondo”.
Netanyahu accoglie Milei a Gerusalemme
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha accolto il presidente dell’Argentina Javier Milei a Gerusalemme. I due si sono salutati con un abbraccio, poi Netanyahu ha scherzato sulla somiglianza fonetica tra ‘Javier’ e la parola ebraica per amico, ‘chaver’. Entrambi hanno alzato il pollice in segno di approvazione per i fotografi prima dell’incontro, mentre Netanyahu ha detto al suo ospite: “Mi fa molto piacere che tu sia qui”. Lo riporta il Times of Israel.
Due navi da crociera hanno attraversato lo Stretto di Hormuz
Tui Cruises ha annunciato oggi che due delle sue navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz. In una dichiarazione pubblicata sul proprio sito web, la società ha affermato di aver ricevuto i permessi necessari dalle autorità competenti. Le navi si dirigeranno ora rapidamente verso il Mar Mediterraneo. La compagnia di crociere ha precisato che tutti i passeggeri a bordo delle navi erano già stati rimpatriati e che entrambe le imbarcazioni operavano con equipaggi ridotti. Lo riporta Bbc Persian.
Ue condanna attacco a Unifil di ieri in Libano
L’Unione europea “condanna l’attacco contro Unifil che è costato la vita a un soldato francese e che, secondo ogni probabilità, è stato perpetrato da Hezbollah”. Lo scrive in un comunicato il portavoce del Servizio europeo di azione esterna, Anouar El Anouni, riaffermando “l’incrollabile sostegno” dell’Ue alla missione di interposizione Onu e sottolineando il “ruolo vitale” dei peacekeeper nel preservare la stabilità nella regione. “Gli attacchi contro i caschi blu e il personale delle Nazioni Unite sono inaccettabili, costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale e devono cessare immediatamente. Chiediamo che venga condotta un’indagine rapida, approfondita e indipendente per garantire che i responsabili siano chiamati a risponderne”, scrive il portavoce del Seae. L’Ue esprime la sua “piena solidarietà” alla Francia e all’Onu, porge le sue “più sentite condoglianze” alla famiglia della vittima e augura una pronta guarigione ai feriti, aggiunge.
Bruxelles “esorta tutte le parti a rispettare il cessate il fuoco concordato, e Hezbollah a disarmarsi e a porre fine immediatamente ai suoi attacchi. Reiteriamo il nostro impegno a favore della sovranità e della stabilità del Libano, nonché a favore della de-escalation nella regione”, sottolinea El Anouni.
Media, delegazione Teheran a colloqui solo con fine blocco navale
L’agenzia di stampa iraniana Tasnim ha riferito che la delegazione negoziale della Repubblica Islamica non si recherà in Pakistan per incontrare la delegazione degli Stati Uniti “finché continuerà il blocco navale” nello Stretto di Hormuz.
Casa Bianca: “Vance guiderà la delegazione Usa in Pakistan”
Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance guiderà la delegazione statunitense ai colloqui con l’Iran in Pakistan, stando a quanto dichiarato da un funzionario della Casa Bianca. L’aggiornamento arriva poco dopo che il presidente Donald Trump aveva indicato che Vance non avrebbe guidato la missione, a cui parteciperanno anche l’inviato speciale del presidente Steve Witkoff e il genero di Trump, Jared Kushner.
Libano, Macron incontrerà premier Salam martedì
Il presidente francese Emmanuel Macron incontrerà martedì a Parigi il primo ministro libanese Nawaf Salam, alle prese con una fragile tregua tra Israele e il gruppo militante Hezbollah, sostenuto dall’Iran. Lo rende noto l’Eliseo, spiegando che la visita sottolinea l’impegno di Macron a garantire il “pieno e completo rispetto del cessate il fuoco”, nonché il sostegno della Francia all'”integrità territoriale” del Libano. Ieri Parigi ha accusato Hezbollah di aver teso un’imboscata ai caschi blu della missione Unifil che è risultata nella morte di un soldato francese e altri tre feriti. Macron esorterà le autorità libanesi a “fare piena luce sull’incidente” e a “identificare e perseguire i responsabili senza indugio”, ha aggiunto il suo ufficio, sottolineando che i soldati dell’Unifil, “che stanno svolgendo le loro missioni in condizioni difficili e supportando la consegna di aiuti umanitari nel Libano meridionale, non devono in nessun caso essere presi di mira”. Hezbollah ha negato il coinvolgimento nell’attacco che ha ucciso il peacekeeper francese. I combattimenti nel sud del Libano hanno visto le posizioni Unifil ripetutamente prese di mira dalle forze israeliane e di Hezbollah.
Sanchez: “Ora sospendere l’accordo Ue-Israele, viola i diritti”
“È giunto il momento che l’Ue rescinda il proprio accordo di associazione con Israele. Non abbiamo nulla contro il popolo israeliano, anzi, è proprio il contrario. Ma un governo che viola il diritto internazionale e, di conseguenza, i principi e i valori dell’Ue non può essere nostro partner. No alla guerra”. Lo scrive su X il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez. La questione finirà probabilmente sul tavolo dei ministri degli Esteri al Consiglio del Lussemburgo, martedì prossimo. Sinora è sempre mancata l’unanimità necessaria per sospendere l’intesa.
Trump: “Tutto già negoziato, a Islamabad dovrebbe essere veloce”
“Tutto è già stato negoziato: domani sera a Islamabad dovrebbe essere veloce”. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a Fox, ribadendo comunque che se l’Iran non firmerà gli Stati Uniti faranno saltare in aria le centrali elettriche.
Fonti iraniane: “Il nostro team negoziale andrà in Pakistan martedì”
Una delegazione iraniana arriverà martedì in Pakistan: lo hanno riferito fonti iraniane vicine ai negoziati con gli Usa, secondo quanto riporta la Cnn. Il team di Teheran dovrebbe essere lo stesso dell’ultimo round, con il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ed il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf. Gli iraniani – aggiungono le fonti – si aspettano che mercoledì ci sia l’annuncio di una proroga del cessate il fuoco. Se poi le cose andranno per il verso giusto e Donald Trump accetterà di recarsi a Islamabad, anche il presidente iraniano andrà in Pakistan per “incontro” e la firma di una “dichiarazione congiunta”.
Trump: “Se l’Iran non accetta l’accordo sarà fatto saltare in aria”
“Se l’Iran non accetterà l’accordo, l’intero paese sarà fatto saltare in aria”. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a Fox, sottolineando che non è sua intenzione ripetere lo “stesso errore” fatto da Barack Obama con l’accordo sul nucleare, un’intesa definita più volte dal presidente “pessima”.
Trump: “E’ l’ultima possibilità per Teheran”
Il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato a Fox News che questa è “l’ultima possibilità” per l’Iran di accettare un accordo di pace. Trump ha anche affermato che non commetterà “lo stesso errore” dell’ex presidente Barack Obama, la cui amministrazione firmò l’accordo nucleare globale con l’Iran nel 2015. “Se l’Iran non firma questo accordo, l’intero Paese verrà distrutto”, ha avvertito Trump.
Trump: “Vance non sarà in Pakistan per motivi di sicurezza”
Il vicepresidente JD Vance non parteciperà al nuovo round di trattative in Pakistan per motivi di sicurezza. Lo ha detto Donald Trump a Ms Now.
Teheran: “Sono gli Usa a violare la tregua con un blocco navale illegale”
“Il blocco statunitense dello Stretto di Hormuz è illegale e viola l’attuale cessate il fuoco”. Così il portavoce del Ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei su X dopo che Donald Trump ha accusato l’Iran di violare l’accordo di cessate il fuoco. “Il blocco dei porti e delle coste iraniane non solo viola il cessate il fuoco, mediato dal Pakistan, ma costituisce anche un atto criminale”, ha sottolineato Baghaei, aggiungendo: “Viola la Carta delle Nazioni Unite, che considera il blocco dei porti e delle coste di un Paese un atto di aggressione” e “rappresenta una punizione collettiva nei confronti del popolo iraniano”.
La delegazione Usa in Pakistan sarà guidata da Vance
La delegazione americana in Pakistan sarà guidata dal vicepresidente JD Vance. Lo riporta Abc citando l’ambasciatore americano all’Onu Mike Waltz.
Trump: “Basta fare il bravo ragazzo con l’Iran”
“No more Mr Nice Guy”, basta fare il bravo ragazzo. Donald Trump parla a se stesso nel lungo post sull’Iran pubblicato sul social Truth. Lo fa per spiegare che finora è stato “bravo” ma se Teheran non accetterà l’accordo “equo e ragionevole” degli Stati Uniti allora smetterà di essere “Mr Nice Guy” e distruggerà le centrali elettriche e i ponti del paese.
Trump: “Nelle trattative in Pakistan coinvolto anche Kushner”
Nelle trattative in Pakistan sarà coinvolto anche Jared Kushner. Lo ha detto Donald Trump al New York Post, tornando a non escludere la possibilità di un suo viaggio a Islamabad qualora fosse raggiunto un accordo. “Dobbiamo vedere cosa succede domani”, ha spiegato.


Fox: Witkoff sta andando in Pakistan per le trattative con l’Iran
L’inviato Steve Witkoff sta volando in Pakistan per le trattative con l’Iran. Lo riporta Fox.
Trump: “Offriamo accordo equo, se non accettano distruggeremo centrali elettriche e ponti”
“Stiamo offrendo un accordo molto equo e ragionevole, e spero che lo accettino perché, se non lo faranno, gli Stati Uniti distruggeranno ogni singola centrale elettrica e ogni singolo ponte in Iran”. Lo scrive Donald Trump su suo social Truth. Se gli iraniani “non accetteranno l’accordo, sarà un onore per me fare ciò che deve essere fatto, ciò che altri presidenti avrebbero dovuto fare all’Iran negli ultimi 47 anni. E’ ora che la macchina di morte dell’Iran finisca”, aggiunge Trump.
Trump: “Dall’Iran grave violazione ma la pace ci sarà”
L’Iran ha commesso una “grave violazione” del cessate il fuoco, ma un accordo di pace ci sarà. Lo ha detto Donald Trump ad Abc. “Accadrà. In un modo o nell’altro. Con le buone o con le cattive. Accadrà”, ha osservato.
Trump: “I miei negoziatori vanno a Islamabad, domani le trattative”
“I negoziatori americani “stanno andando a Islamabad, in Pakistan. Saranno lì domani per le trattative”. Lo annuncia Donald Trump sul suo social Truth.
Pasdaran: “Stiamo ricostruendo più missili e droni durante la tregua”
Il comandante delle forze aerospaziali delle Guardie Rivoluzionarie Majid Mousavi ha dichiarato che l’Iran sta ricostruendo le riserve di missili e droni a un ritmo più rapido rispetto a prima, durante il cessate il fuoco in corso con gli Stati Uniti. “Durante il cessate il fuoco, la nostra velocità di aggiornamento e rifornimento delle piattaforme di lancio di missili e droni è maggiore rispetto a prima della guerra.
Il nemico non è in grado di adottare tali misure ed è costretto a far arrivare munizioni goccia a goccia dall’altra parte del mondo”, ha aggiunto, citato da Mehr, sottolineando: “Hanno perso anche questa fase della guerra. Hanno perso lo Stretto, il Libano e la regione”.
Iran, da domani tornano i voli internazionali da Mashhad
L’Iran riprenderà i voli internazionali dalla città nord-orientale di Mashhad a partire da domani: lo ha annunciato l’Organizzazione per l’aviazione civile, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Irna.
Papa: “La tregua in Libano motivo di speranza per tutto il Levante”
“La tregua annunciata in Libano è motivo di speranza, un segno di sollievo per il popolo libanese e per il Levante”. Così Papa Leone al termine della messa al termine del Regina Caeli dopo la messa presieduta alla spianata di Kilamba.
Media Iran: “Respinte due petroliere, volevano attraversare Hormuz”
Questa mattina due petroliere che stavano tentando di attraversare lo Stretto di Hormuz sono state costrette a tornare indietro in seguito agli avvertimenti delle forze armate iraniane. Lo riporta l’agenzia iraniana Tasnim. Al momento del proseguimento del blocco navale statunitense contro l’Iran le due petroliere battevano bandiera del Botswana e dell’Angola e intendevano transitare attraverso questa strategica via d’acqua, ma grazie all’intervento delle forze armate iraniane sono state costrette a cambiare rotta e a ritirarsi.
Idf: “Confermiamo che è Hezbollah la responsabile della morte del soldato Unifil francese”
“L’intelligence delle Forze di difesa israeliane (Idf) conferma: Hezbollah ha aperto il fuoco contro le forze Unifil durante il cessate il fuoco, uccidendo e ferendo alcuni membri del personale”. Lo scrive su X l’esercito israeliano. Nell’episodio è rimasto ucciso un militare francese.
“Una cellula terroristica di Hezbollah ha aperto il fuoco contro le forze Unifil mentre queste tentavano di bonificare la zona di Al-Ghandouriyah, nel sud del Libano. A seguito della sparatoria, un soldato Unifil è rimasto ucciso e altri tre membri del personale sono rimasti feriti, due dei quali gravemente”.


Turchia “ottimista” sulla proroga del cessate il fuoco tra Usa e Iran
Il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, si dice “ottimista” su una proroga del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran.
Media: giovane palestinese ucciso dall’Idf nel sud di Gaza
Un giovane palestinese è stato ucciso ieri sera a colpi d’arma da fuoco dalle forze israeliane a nord-ovest di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. Lo scrive l’agenzia palestinese Wafa. Secondo fonti mediche, Yousef Hassan è stato ucciso da colpi di arma da fuoco sparati da veicoli militari israeliani di stanza a nord-ovest di Rafah. Il suo corpo è stato trasportato al complesso medico Nasser di Khan Younis.
In precedenza, un bambino era rimasto ferito da colpi di arma da fuoco israeliani nella zona di Mawasi. Fonti mediche hanno inoltre annunciato la morte di Ahmed Hani Obeid, 25 anni, deceduto a causa delle ferite riportate in un attacco israeliano nel nord di Gaza circa un anno fa.
New York Times: per l’intelligence Usa l’Iran ha ancora il 70% di missili balistici e il 60% dei lanciatori
L’Iran ha ancora accesso a circa il 70% dei missili balistici che aveva in arsenale prima dell’inizio del conflitto e circa il 60% dei lanciatori di missili. E’ quanto scrive il New York Times rivelando una valutazione dell’intelligence Usa, secondo la quale Teheran ha ancora il controllo del 40% del suo arsenale di droni. Il giornale americano riporta ancora che al momento dell’entrata in vigore del cessate il fuoco di due settimane, l’8 aprile scorso, Teheran aveva accesso a metà dei suoi lanciatori di missili balistici.
Da allora le sue forze hanno potuto dissotterrare circa 100 lanciatori, arrivando quindi ad un totale di lanciatori operativi pari al 60% di quelli pre-guerra. Le forze iraniane stanno anche lavorando per dissotterrare altri missili, finiti sotto le macerie provocate dai raid Usa e israeliani.
Una volta completato questo processo, secondo l’intelligence americana Teheran avrà a sua disposizione il 70% dei missili balistici che aveva nei suoi arsenali.
L’esercito israeliano procede alla distruzione di villaggi nel sud del Libano nonostante la tregua
Le Forze di difesa israeliane continuano la distruzione sistematica dei villaggi nel Libano meridionale durante un cessate il fuoco, e i comandanti militari hanno dichiarato ad Haaretz che case civili, edifici pubblici e scuole vengono demoliti nell’ambito di una più ampia politica di “bonifica dell’area”.
Secondo quanto riferito dai comandanti, decine di mezzi pesanti, tra cui escavatori gestiti da appaltatori retribuiti, sono stati portati nella zona nelle ultime settimane, con alcuni operai pagati in base al numero di strutture distrutte. Una fonte a conoscenza dei dettagli ha affermato che alcuni appaltatori avevano già lavorato a Gaza e che in un villaggio sono attualmente in funzione contemporaneamente circa 20 escavatori.
Secondo alcune fonti, la politica prevede la demolizione su vasta scala di infrastrutture civili ed è stata riproposta in Libano a partire da tattiche già utilizzate nella Striscia di Gaza.
Fonti pachistane: secondo round di negoziati a Islamabad entro venerdì
Due fonti della sicurezza pachistana affermano che il secondo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran si terrà probabilmente entro venerdì. Parlando con Al Jazeera a condizione di anonimato, hanno dichiarato di essere giunti a questa conclusione sulla base di diversi elementi. Innanzitutto, hanno citato il fatto che “due aerei da trasporto pesante statunitensi, i C-17 Globemaster, sono atterrati alla base aerea di Noor Khan a Rawalpindi”, vicino alla capitale pakistana Islamabad. Le fonti hanno fatto sapere che “le strade dall’aeroporto alla Zona Rossa di Islamabad sono state temporaneamente chiuse, a indicare un rafforzamento delle misure di sicurezza”. Infine, secondo le fonti, “sia l’hotel Serena che il Marriott di Islamabad sono stati evacuati e non saranno consentite nuove prenotazioni fino a venerdì”. Il primo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran si è svolto presso l’hotel Serena di Islamabad l’11 aprile.
Financial Times: Teheran ha studiato e imparato dalla guerra in Ucraina
L’esercito iraniano ha studiato in profondità la guerra in Ucraina per trarne lezioni operative e tecnologiche, con un’attenzione particolare all’uso massiccio dei droni, all’intelligenza artificiale e alla modernizzazione delle tattiche militari. E’ quanto emerge da un lungo reportage del Financial Times che ha analizzato oltre 300 articoli pubblicati negli ultimi cinque anni su riviste militari iraniane, che offrono uno spaccato raro del dibattito interno alle forze armate della Repubblica islamica.
Tra le figure chiave citate compare Hossein Dadvand, comandante di un importante istituto di addestramento a nord di Teheran, che già prima del recente conflitto con Israele e Stati Uniti aveva invitato a investire su unità più mobili, produzione di droni a basso costo anche tramite stampanti 3D e integrazione dell’intelligenza artificiale nei sistemi d’arma. Le pubblicazioni, firmate da ufficiali, comandanti e analisti, indicano che Teheran ha osservato con attenzione sia le prestazioni russe sia la capacità ucraina di adattarsi a un avversario più potente. Tra le priorità emergono il rafforzamento delle capacità di cyberwarfare, l’ammodernamento della difesa aerea e una revisione della pianificazione strategica, ritenuta carente di fronte alle “nuove minacce”. Le riviste militari offrono anche indicazioni su possibili scenari operativi, come il controllo dello Stretto di Hormuz o la difesa da un’invasione anfibia, suggerendo approcci aggressivi nel primo caso e l’uso di mine navali come deterrente nel secondo.
Un altro tema ricorrente riguarda la necessità di rinnovare la flotta aerea, con proposte per l’acquisto di caccia russi Su-35 e per l’integrazione di droni suicidi e sistemi di selezione dei bersagli basati su intelligenza artificiale.
Vance: “Grato al Papa per aver detto che non vuole dibattere con Trump”
“Sono grato a Papa Leone per aver detto questo. Mentre la narrativa dei media alimenta costantemente i conflitti – e sì, disaccordi reali ci sono stati e ci saranno – la realtà è spesso molto più complicata”. Così JD Vance in un post su X saluta le parole con cui il Pontefice, parlando con i giornalisti durante il volo verso l’Angola, ha spiegato che i suoi discorsi non sono da interpretare “come se cercassi di dibattere nuovamente con il presidente Trump, cosa che non è nel mio interesse”.
Il vicepresidente, che si è convertito al cattolicesimo sette anni fa, ha poi aggiunto che dal momento che il Papa “predica il vangelo, come deve” questo “inevitabilmente significa che offra le sue opinioni su questioni morali del momento”. “Il presidente e la sua intera amministrazione, lavorano per applicare questi principi morali in un mondo nel caos. Lui sarà nelle nostre preghiere – conclude Vance riferendosi a Papa Leone – e spero che noi saremo nelle sue”.
Dopo l’attacco senza precedenti di Trump al Papa per le sue posizioni su guerra con l’Iran e migranti, nei giorni scorsi Vance aveva detto che il Papa dovrebbe “attenersi alle questioni morali”, lasciando al “presidente degli Stati Uniti la definizione delle politiche pubbliche”. Ed in un altro intervento era arrivato a dire che il Papa deve stare “attento quando parla di teologia”.
Cnn: il traffico nello Stretto di Hormuz completamente fermo
Il traffico nello Stretto di Hormuz è “completamente fermo” dopo gli spari di ieri contro due navi commerciali. Lo riporta la Cnn citando di dati di Marine Traffic, secondo cui la maggior parte delle imbarcazioni presenti nell’area si è spostata verso zone ritenute più sicure, addentrandosi nel Golfo Persico o dirigendosi verso il Golfo di Oman.
Israele, il gabinetto di Netanyahu discute i preparativi per la fine della tregua
Una riunione ristretta del gabinetto del premier israeliano, Benjamin Netanyahu, discute oggi “i preparativi per la possibilità dell’interruzione della tregua con l’Iran”. Lo riporta l’emittente israeliana.
Pezeshkian: “Trump non può privarci del nucleare”
Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, torna a rivendicare il “diritto del popolo iraniano” a beneficiare del nucleare. In affermazioni riportate da Al Jazeera, il capo di Stato dell’Iran ribadisce: “Trump non ha il diritto di negare i diritti a un popolo o di affermare che l’Iran non può beneficiare dei suoi diritti nucleari”. “Le dichiarazioni del nemico sulla distruzione della nostra civiltà e sul ritorno dell’Iran all’età della pietra rivelano le intenzioni e gli obiettivi degli aggressori”, evidenzia ancora Pezeshkian secondo cui “il nemico non è riuscito a raggiungere i suoi obiettivi, ha violato il diritto internazionale e ha attaccato infrastrutture, scuole e ospedali”.
Teheran: “Da Ue retorica ipocrita sul diritto internazionale”
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha criticato le dichiarazioni dell’Alto rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri e la politica di sicurezza Kaja Kallas, la quale ha affermato che, in base al diritto internazionale, il transito attraverso le principali vie navigabili deve rimanere aperto e gratuito. “Basta con questa retorica. La cronica incapacità dell’Europa di far rispettare le norme del diritto internazionale ha trasformato la sua retorica sul ‘diritto internazionale’ in una palese dimostrazione di ipocrisia”, ha dichiarato Baghaei sabato sera al programma X. “Di quale ‘diritto internazionale’ state parlando? Di quello che permette all’Ue di essere soddisfatta dell’aggressione israelo-americana contro l’Iran e di ignorare i crimini commessi contro l’Iran?”, ha sottolineato, aggiungendo: “Dopo l’aggressione degli Stati Uniti contro l’Iran dalle loro basi e installazioni militari situate intorno allo Stretto di Hormuz, il passaggio incondizionato attraverso lo Stretto di Hormuz non è più un problema, e gli Stati Uniti sono indubbiamente responsabili di questa situazione”.
Trump pubblica video di iraniani che appoggiano azioni Usa
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ripubblicato sul suo social Truth dei video in cui alcuni iraniani scandiscono slogan di apprezzamento e sostegno alle azioni degli Stati Uniti contro la Repubblica islamica.
Trump ha poi pubblicato un’altra immagine con la didascalia: “Il meglio deve ancora venire”.
Trump: “Israele è un grande alleato, a differenza di altri”
“Che Israele piaccia o meno, ha dimostrato di essere un grande alleato. Sono coraggiosi, audaci, leali e intelligenti, a differenza di altri che hanno mostrato la loro vera natura in un momento di conflitto e stress”. Lo afferma il presidente americano Donald Trump sul suo social Truth, sottolineando che lo Stato ebraico combatte duramente e sa “come vincere”.
Kamala Harris: “Trump trascinato in guerra da Netanyahu”
Secondo l’ex vicepresidente Kamala Harris, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sarebbe stato “trascinato” nella guerra con l’Iran da Israele contro la volontà del popolo americano. Trump “è entrato in guerra, ci è stato trascinato da Bibi Netanyahu, mettiamolo in chiaro”, ha affermato Harris durante una raccolta fondi del Partito Democratico a Detroit. “È entrato in una guerra che il popolo americano non vuole, mettendo a rischio i militari americani”, ha aggiunto.
Ghalibaf: “Progressi nei negoziati, ma ancora lacune”
Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Baqer Ghalibaf, ha dichiarato in un’intervista all’agenzia di stampa iraniana Tasnim che “ci sono stati progressi nei negoziati con gli Stati Uniti, ma ci sono ancora grandi lacune”. “Abbiamo giunto a conclusioni su alcune questioni, ma non su altre, e sono state sollevate varie proposte. Siamo ancora lontani da una discussione definitiva. Insistiamo su alcune questioni che per noi non sono negoziabili”. Ghalibaf, che ha guidato il team negoziale iraniano nei colloqui che sono crollati nella capitale pakistana una settimana fa, ha aggiunto: “I negoziati a Islamabad non hanno eliminato la nostra diffidenza verso gli Stati Uniti, ma penso che la comprensione reciproca tra le due parti sia diventata più realistica”.
Ghalibaf: “Vogliamo pace duratura per evitare nuova guerra”
Mohammad Baqer Ghalibaf, presidente del parlamento della Repubblica islamica, ha dichiarato in un’intervista televisiva: “Vogliamo una pace duratura affinché la guerra non si ripeta”, sottolineando che la Repubblica islamica e gli Stati Uniti hanno opinioni differenti su diverse questioni nucleari e sullo Stretto di Hormuz. “Naturalmente, l’essenza della negoziazione è la comprensione, ma noi abbiamo i nostri principi”, ha aggiunto Ghalibaf chiarendo che nei colloqui trilaterali “abbiamo sottolineato con forza la nostra totale sfiducia nei confronti dell’America”.
Iran: media, Teheran ha ancora 70% scorte missili balistici
Secondo le valutazioni dell’intelligence statunitense, l’Iran ha probabilmente ancora accesso a circa il 70% delle sue scorte di missili balistici prebelliche e a circa il 60% dei suoi lanciatori di missili. Lo riporta un rapporto del New York Times. Secondo il Times, quando l’8 aprile è entrato in vigore il cessate il fuoco di due settimane tra Iran e Stati Uniti, Teheran aveva accesso a circa la metà dei suoi lanciatori di missili balistici. Da allora, il rapporto afferma che è riuscita a dissotterrare altri 100 lanciatori, portando il totale dei lanciatori missilistici operativi a circa il 60% del totale prebellico. Oltre ai lanciatori, il rapporto afferma che l’Iran sta anche lavorando per recuperare eventuali scorte di missili rimaste sepolte sotto le macerie degli attacchi statunitensi e israeliani. Una volta completata l’operazione, i funzionari dell’intelligence statunitense ritengono che Teheran disporrà di arsenali missilistici pari a circa il 70% di quelli prebellici.
Centcom: commercio marittimo iraniano fermo da blocco Usa
Il Comando Centrale degli Stati Uniti, CentCom, ha diffuso una foto del cacciatorpediniere lanciamissili Pinckney mentre pattugliava le acque della regione, affermando che “il blocco ha completamente interrotto il commercio marittimo iraniano”.
Guterres condanna attacco contro soldati Unifil in Libano
Il segretario generale dell’Onu Guterres condanna l’attacco all’Unifil in Libano, in cui un soldato francese è rimasto ucciso e altri tre feriti. “Esprimo le mie più sentite condoglianze alla famiglia, agli amici e ai colleghi del soldato di pace caduto e auguro una pronta e completa guarigione ai soldati di pace feriti”, ha scritto su X. “Questo è il terzo incidente nelle ultime settimane che ha causato la morte di soldati di pace in servizio in Libano”, ha aggiunto. “Questi attacchi devono cessare. Tutti gli attori coinvolti devono rispettare la cessazione delle ostilità e il cessate il fuoco”.
Libano, Mattarella a Macron: “Attacco a Unifil inammissibile, missione fondamentale per la stabilità”
“Ho appreso con profondo sgomento la triste notizia della morte del sergente capo Florian Montorio, caduto questa mattina nel sud del Libano durante un attacco contro la missione Unifil. In questa luttuosa circostanza desidero farle giungere, Signor Presidente, le espressioni del più sentito cordoglio della Repubblica Italiana e mio personale, insieme alla condanna per un gesto inammissibile contro una missione fondamentale per la stabilità dell’area e presidio di affermazione del diritto umanitario internazionale”. È il messaggio che il capo dello Stato Sergio Mattarella ha inviato al presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, per la morte del casco blu francese in Libano. “Siamo vicini al lutto della Francia con sentimenti di solidale partecipazione, mentre auguriamo un pronto e completo recupero ai commilitoni feriti”, conclude Mattarella.
Media: Israele si prepara a una possibile ripresa dei combattimenti
Israele si sta preparando per una possibile ripresa dei combattimenti con l’Iran. Lo riferisce l’emittente israeliana Canale 12 dopo che, secondo Axios, il presidente Donald Trump ha convocato una riunione nella Situation Room della Casa Bianca in seguito all’annuncio di Teheran sulla nuova chiusura dello Stretto di Hormuz.
Trump convoca riunione nella situation room. Axios: “Senza svolta la guerra riprende”
Donald Trump ha convocato questa mattina una riunione nella situation room per discutere della nuova crisi sullo Stretto di Hormuz. Lo riporta Axios citando due funzionari americani, uno dei quali ha riferito che se non ci sarà presto una svolta, la guerra potrebbe riprendere nei prossimi giorni.


