Ogni volta che Cristoforo Nolan pubblica un trailer, il cinema online reagisce come se fosse appena stato scoperto un nuovo vangelo audiovisivo.
Analisi frame per frame, teorie cosmiche, video-saggio da quaranta minuti su una singola inquadratura di una porta che si apre lentamente. Eppure, questa volta, qualcosa è diverso.
Il nuovo trailer di L’Odissea — l’attesissimo adattamento dell’Odissea di Omero firmato dal regista britannico — ha generato un entusiasmo molto meno compatto del previsto. E non per dettagli marginali o polemiche da fandom tossico. Il problema sembra più profondo.
Per la prima volta dopo anni, una parte del pubblico ha guardato un trailer di Nolan e invece di pensare “questo sarà gigantesco” ha iniziato a chiedersi: “Sì, ma dov’è la magia?”.
Nolan trasforma Omero in un survival movie?
Guardando le nuove immagini, la sensazione dominante è piuttosto chiara: L’Odissea sembra molto meno fantasy di quanto molti si aspettassero.
Certo, c’è il gigantismo tipico di Nolan. Le inquadrature IMAX urlano budget miliardario anche quando mostra semplicemente qualcuno che cammina nel fango. I paesaggi sono enormi, le battaglie sporche, il mare sembra voler divorare chiunque entri nell’inquadratura.
Ma proprio qui nasce il problema. L’Odissea di Omero non è soltanto un racconto di guerra, sopravvivenza e ritorno a casa. È soprattutto un viaggio ultraterreno, ambiguo, visionario. È un poema pieno di dèi capricciosi, mostri assurdi, seduzioni mitologiche e follia marina.
Nel trailer invece sembra dominare una specie di realismo medievale molto vicino a Game of Thrones. Più acciaio e sangue che mistero. Più polvere che leggenda.
E il rischio è evidente: Nolan potrebbe aver trasformato il poema più allucinato della storia occidentale in un gigantesco film sulla fatica fisica.
Il vero problema del trailer è la fotografia
Sui social molti fan stanno discutendo soprattutto della componente visiva. Ed è difficile ignorare la questione. Per un film che dovrebbe raccontare ciclopi, dèi e mari maledetti, L’Odissea appare sorprendentemente… grigio.
La fotografia mostrata nel trailer sembra quasi anestetizzata. Toni desaturati, luce fredda, immagini che ricordano più un dramma storico premium che un’epopea fantasy capace di trascinare lo spettatore fuori dalla realtà.

Naturalmente bisogna essere onesti: Nolan gira pensando al grande schermo, soprattutto all’IMAX. Vedere un trailer compresso online spesso penalizza il suo cinema. È successo anche in passato. Ma qui il dubbio resta. Perché il problema non sembra tecnico. Sembra proprio estetico.
Nolan continua a fare Nolan, anche quando dovrebbe smettere
La dichiarazione più rivelatrice del regista è arrivata durante il Late Show con Stephen Colbert, quando Nolan ha spiegato che il film sarà raccontato in modo “non lineare”. A questo punto viene quasi da sorridere.
Christopher Nolan potrebbe dirigere persino una pubblicità di tostapane e trovare il modo di spezzare la narrazione su tre linee temporali diverse.
Il punto è che l’Odissea, forse più di qualsiasi altro racconto classico, possiede già una struttura narrativa potentissima. Frammentarla ulteriormente rischiando di trasformare il viaggio di Ulisse in un gigantesco puzzle emotivamente distante.
E Nolan, negli ultimi anni, sembra sempre più attratto dall’idea di impressionare lo spettatore invece che trascinarlo dentro l’immaginario del racconto.
Matt Damon è Ulisse, ma il cast sembra quasi troppo perfetto
Poi c’è il cast. Matt Damon nei panni di Ulisse è una scelta che sulla carta funziona benissimo. Accanto a lui ci sono Zendaya, Tom Holland, Anne Hathaway, Robert Pattinson, Charlize Theron è praticamente metà di Hollywood.
Ed è quasi inquietante quanto tutto sembri enorme, perfetto e controllato. Forse troppo. Perché il rischio che aleggia attorno a L’Odissea è quello del “kolossal impeccabile”. Quei film giganteschi, tecnicamente irreprensibili, che però non riescono mai davvero a sporcare l’anima dello spettatore.
Il film potrebbe essere straordinario. Oppure incredibilmente distante
Va detto chiaramente: giudicare Nolan da un trailer è quasi sempre pericoloso. Anche Oppenheimer sembrava, nei primi materiali promozionali, un progetto freddo e cerebralissimo. Poi è diventato uno dei fenomeni cinematografici più devastanti degli ultimi anni. Eppure questa volta resta una sensazione difficile da ignorare.
L’Odissea dovrebbe far sentire il mare, la paura, il desiderio, la follia del ritorno. Dovrebbe essere sporca di mito, non soltanto di fango.
Christopher Nolan resta probabilmente uno degli ultimi registi capaci di trasformare il cinema in evento collettivo globale. Ma il nuovo trailer di L’Odissea lascia intravedere un rischio enorme: che nel tentativo di rendere Omero “realistico”, finisca per togliere proprio ciò che rende eterno il suo racconto.


