Alle Maldive è il giorno del recupero dei corpi dei cinque italiani morti ieri durante un’immersione subacquea. Secondo il Maldives Independent, l’unico corpo già recuperato, al momento, sarebbe quello di Monica Montefalcone, la ricercatrice dell’Università di Genova che guidava la spedizione.
Le altre quattro vittime sono la figlia ventenne di Montefalcone, Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino, Gianluca Benedetti e Federico Gualtieri. Le autorità maldiviane hanno lavorato tutta la notte nonostante il maltempo, e oggi le operazioni – considerate ad altissimo rischio – andranno avanti, se le condizioni meteorologiche lo consentiranno.
Sulla tragedia indaga la Procura di Roma. Intanto nell’arcipelago monta la polemica: secondo alcuni non sarebbero state rispettate le norme sulle immersioni e sarebbe stata ignorata l’allerta meteo. L’Ambasciatore d’Italia a Colombo – competente per l’arcipelago – è arrivato da qualche ora nella capitale Malè per incontrare i responsabili della guardia costiera.
Greenpeace: “Cordoglio per Monica Montefalcone, storica collaboratrice”
“Greenpeace Italia esprime profondo cordoglio per la tragica scomparsa di Monica Montefalcone, della figlia Giorgia Sommacal e delle altre persone morte ieri durante un’immersione alle Maldive”. Lo scrive Greenpeace in un comunicato, ricordando che Monfalcone “è stata una storica collaboratrice dell’associazione ambientalista per il progetto Mare Caldo sugli effetti della crisi climatica nel Mediterraneo e per il progetto AMPower sull’allargamento delle aree marine protette italiane”.
Montefalcone e Oddenino alle Maldive per una ricerca di Unige
Monica Montefalcone e l’assegnista Muriel Oddenino erano alle Maldive per una ricerca per conto di Unige, un viaggio che l’università di Genova organizza ogni anno. Le altre tre vittime erano con loro a titolo personale. Secondo quanto si apprende, la missione di Unige non comprendeva attività di immersione, ma solo di snorkeling. Sulla barca da cui si sono immerse le vittime erano presenti altri studenti dell’università di Genova.
Montefalcone era sopravvissuta allo tsunami del 2004
Nata a Milano, volto anche della tv, Montefalcone era sopravvissuta allo tsunami del 2004 che colpì anche le Maldive. “La più esperta, la più brava, la più competente”, dicono di lei dal Dispav, il suo dipartimento all’Università di Genova.
Le autorità: “Operazione di recupero ad alto rischio”
“Si ritiene che gli altri quattro subacquei si trovino nella stessa grotta in cui è stato recuperato il primo corpo, che si estende fino a una profondità di circa 60 metri”. Lo conferma, in un comunicato, la Maldives National Defense Force (Mndf), spiegando che l’operazione in corso per la ricerca ed il recupero dei sub italiani è “ad alto rischio” e vede impegnati sommozzatori specializzati, imbarcazioni e supporto aereo. A complicare il quadro, conferma l’autorità maldiviana, pesano le avverse condizioni meteorologiche.
“Il corpo recuperato è quello di Monica Montefalcone”
Secondo quanto riporta la testata Maldives Independent, l’unico corpo già recuperato, al momento, sarebbe quello di Monica Montefalcone, la ricercatrice dell’Università di Genova che guidava la spedizione. Gli altri quattro sarebbero ancora intrappolati nella grotta, a circa sessanta metri di profondità.
La procura di Roma avvia un’indagine
Sulla tragedia alle Maldive indaga la Procura di Roma. Gli inquirenti, coordinati dal procuratore capo Francesco Lo Voi, attendono la comunicazione da parte del consolato sull’episodio costato la vita a cinque italiani, deceduti nel corso di una immersione a circa 60 metri di profondità. I magistrati, alla luce dell’incartamento che arriverà dalla sede diplomatica, valuteranno la fattispecie per cui procedere ed eventualmente affidare deleghe alle forze dell’ordine.
Una sesta sub non si è immersa e si è salvata: sta tornando in Italia
A bordo della Duke of York c’era anche una studentessa genovese che non si è immersa con gli altri cinque sub, rimanendo a bordo. La ragazza al momento starebbe rientrando in Italia. La famiglia della giovane sarebbe già stata contattata dalla Farnesina.
Il biologo marino: “Per quelle grotte serve un brevetto speciale, ma loro erano esperti”
Sulla tragedia alle Maldive Roberto Danovaro, direttore per dieci anni della Stazione zoologica Anton Dohrn a Napoli, spiega: “A volte bisogna percorrere tunnel angusti e passare attraverso fessure strette. Il pulviscolo rende l’acqua torbida. In alcuni casi usiamo il filo di Arianna”. L’isola Alimathà nell’Atollo Vaavu – nei pressi della quale sono morti i cinque italiani – è celebre tra i sub per i cosiddetti “kandu”, i canali naturali che collegano la laguna interna al mare aperto.
La madre di Gianluca: “Dolore indicibile”
“Ho saputo la notizia dall’ambasciata, non ce la faccio a dire proprio niente e potete solo immaginare il dolore. Ora sono con la sua compagna”. Sono le parole della madre di Gianluca Benedetti al Gazzettino, a poche ore dalla morte del 44enne padovano nell’immersione nell’atollo di Vaavu, alle Maldive. Benedetti era istruttore subacqueo e capobarca. Dopo una lunga esperienza nel mondo delle banche e della finanza, aveva deciso di trasformare la subacquea, passione di lunga data, in impegno lavorativo a tempo pieno.
Cosa sono le crociere subacquee
Viaggi di lusso da migliaia di euro per gli appassionati di immersioni. Quello delle navi da crociera subacquee – come la Duke of York, su cui viaggiavano i cinque italiani che hanno perso la vita alle Maldive – è un business consolidato. Tutt’altro che di nicchia: ne sono disponibili centinaia in tutto il mondo, con decine di agenzie specializzate nei viaggi dedicati all’esplorazione delle profondità del mare. I prezzi possono variare dai 130 a più di 500 euro al giorno per le mete più esclusive.
Muriel e Federico, i due ragazzi che avevano dedicato la vita al mare
Muriel Oddenino, la ricercatrice “col sorriso da bambina e la gentilezza nel cuore” e Federico “Chicco” Gualtieri, il “ragazzo che parlava ai fondali”. Sono i due piemontesi nel gruppo dei cinque italiani vittime di della tragica immersione alle Maldive. Muriel, biologa marina ed ecologa di Poirino, e Federico, istruttore subacqueo di Borgomanero, non erano turisti in cerca di svago, ma giovani che avevano scelto di dedicare ogni respiro alla salute del pianeta. L’articolo
Disorientati, incastrati o avvelenati. Tre ipotesi per una strage
Non sono ancora chiare le cause della morte dei cinque italiani, tutti sub esperti con un brevetto speciale. Le ipotesi su cui ruota l’indagine della polizia maldiviana sono diverse: dalla perdita di orientamento nella grotta – complice la scarsa visibilità per la sabbia smossa dal moto ondoso – alla tossicità dell’ossigeno delle bombole. Senza escludere la possibilità che uno dei cinque sia rimasto incastrato e gli altri abbiano finito l’aria o siano stati colti dal panico e siano andati in narcosi nel tentativo di aiutarlo. L’articolo
L’incognita sull’uso del “filo di Arianna”
È ancora da stabilire se in profondità i cinque sub abbiano usato o meno il “filo di Arianna”: una corda che permette maggiore sicurezza (ed è obbligatoria per determinate grotte) soprattutto quando si esplorano le cavità, consentendo ai sub di rimanere vicini e ritrovare entrata e uscita.
La spedizione senza una guida esperta locale
Non è chiaro se l’immersione della spedizione italiana, a oltre 50 metri, essendo di natura scientifica fosse regolata da altri permessi ma, da quanto risulta al Maldives National Defense Force che sta operando per il ritrovo dei corpi dei sub italiani, non ci sarebbe stato un “master” maldiviano ad accompagnarli nella grotta, come invece prevedrebbe la legge dell’arcipelago.
Alla Maldive scoppia la polemica: non rispettate norme sulle immersioni
Dopo la tragedia, oltre alla commozione, sui social tra i maldiviani crescono le polemiche su tre aspetti delle immersioni subacquee che “troppo spesso alle Maldive non vengono rispettati”: il limite di immersioni ricreative a 30 metri che in molti casi viene ignorato; la necessità di una guida locale ed esperta sempre presente in determinate immersioni complesse e anche le allerte meteo che, a detta di molti, c’erano ma sarebbero state sottovalutate.
Sono 112 i turisti morti alle Maldive negli ultimi sei anni
Gli incidenti legati alle immersioni e agli sport acquatici sono relativamente rari nell’arcipelago, sebbene almeno 112 turisti siano morti negli ultimi sei anni, di cui 42 in immersioni o facendo snorkeling.
Il più grave incidente subacqueo nella storia delle Maldive
Quello accaduto ieri è il più grave incidente subacqueo nella storia del Paese, hanno riferito le autorità maldiviane. “Sono profondamente addolorato per il tragico incidente subacqueo avvenuto nell’atollo di Vaavu – ha dichiarato il ministro del Turismo delle Maldive in un comunicato – la Guardia Costiera e tutte le autorità competenti sono attivamente impegnate nelle operazioni di ricerca e recupero”.
Condizioni meteo avverse, il recupero potrebbe slittare
Al momento, le condizioni meteo potrebbero impedire l’avvio delle operazioni di recupero, ma dovrebbe essere effettuata una prima immersione volta a esplorare i punti di accesso della grotta, in attesa di un miglioramento delle condizioni meteorologiche.
Il ricordo del professore di Monica Montefalcone: “Una scienziata appassionata, le avevo lasciato i miei corsi”
Carlo Bianchi, che fu professore della docente universitaria morta alle Maldive, traccia un profilo della collega: “Aveva ricevuto il Tridente d’oro dell’Accademia internazionale, massima onorificenza per un biologo marino. Era una mia allieva e avevo lasciato a lei i miei corsi”. L’articolo
Il primo corpo ritrovato a 60 metri
Le Forze di Difesa delle Maldive, che coordinano le operazioni di ricerca e soccorso, hanno dichiarato che il primo corpo è stato ritrovato in una grotta a una profondità di 60 metri e “si ritiene che anche gli altri quattro subacquei si trovino nella stessa cavità”.
Il ministro maldiviano: “Setacciamo le acque nella zona dell’incidente”
Il ministro del Turismo delle Maldive, Mohamed Ameen, ha reso noto che la Guardia Costiera e le forze di sicurezza stanno setacciando le acque intorno al punto in cui i subacquei sono stati dichiarati dispersi ieri pomeriggio.
Sul luogo dell’incidente arrivati i sommozzatori della guardia costiera
Sul luogo dell’incidente in cui sono deceduti 5 subacquei italiani sono giunte le imbarcazioni di soccorso della Guardia costiera maldiviana. A bordo sono presenti i sommozzatori della Guardia costiera e della polizia e un esperto sommozzatore italiano che ha già collaborato con le autorità.


