martedì, Giugno 30, 2026

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Venezuela, l’eroina a quattro zampe si chiama “Tsunami”: ha individuato 100 persone sotto le macerie

La grande paura, la grande speranza. Dal 24 giugno scorso, il terrore di uno tsunami in grado di distruggere il poco che il terremoto ha lasciato in piedi ha accompagnato chi scava ancora fra le macerie. Ma è proprio lì che Tsunami è diventato anche sinonimo di speranza che arriva grazie a un fiuto ineguagliabile e la capacità di sentire che c’è ancora gente da salvare dove nessuno lo crede possibile. Manto bianco e nero, un occhio azzurro e uno marrone, Tsunami è un un cane da soccorso e nel Venezuela in cui il terremoto sembra aver liquefatto anche la macchina statale, è diventata un simbolo.

“Lei è la resilienza”, dice il suo conduttore, Jorge Beensche con orgoglio sabato raccontava: “Oggi ha salvato 13 persone”. Almeno trenta il giorno prima. Nove anni fa era solo una cucciola di border collie maltrattata e denutrita, salvata dai volontari dell’associazione Aproa. Sono stati loro a contattare Beens, fondatore e direttore del Centro di formazione delle squadre cinofile di intervento in disastri (K-Sar Ecid)per segnalargli la cagnolina ancora debole, ma estremamente intelligente. E lui ha capito che Tsunami aveva tutti i requisiti per diventare un’operativa delle squadre di soccorso.

Quando il terremoto ha investito il Venezuela, era alla soglia di una meritata pensione. Non si sa quanti anni abbia, di certo ne ha nove di servizio, non solo in Venezuela. Fra i pochissimi cani da soccorso venezuelani con certificazioni e abilitazioni internazionali, la border collie ha fatto diverse missioni all’estero, incluso in Turchiadopo il devastante terremoto del 2023. E nelle ore più difficili del Venezuela, è diventata fondamentale. Secondo la sua guida, da sola avrebbe individuato quasi un centinaio di persone, tutte estratte vive. Anche a costo di una lunga seduta dal veterinario per disidratazione e ferite alle zampe dopo le ore in missione.

(afp)

Quando la terra trema e di interi quartieri rimangono solo maceriei cani da soccorso sono parte essenziale, se non necessaria delle squadre di soccorso. Più di qualsiasi macchinario, sono loro “lo strumento” più efficace per capire dove scavare. Ma ci vuole addestramento, formazione per loro e le guide, tempo, investimenti e per questo anche le squadre cinofile di soccorso in Venezuela scarseggiano. Ecco perché fra i soccorritori arrivati ​​dell’estero ce ne sono 186 a quattro zampe.

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E almeno loro non hanno bisogno di traduttori volontari, come quelli che hanno dovuto raggiungere in fretta e furia le squadre internazionali e accompagnarle per fare da ponte fra loro ei team locali, che spesso non parlano lingue diverse dallo spagnolo. È così che Tsunami è diventato un simbolo nel Venezuela che dopo il terremoto ha scoperto liquefatte anche le istituzioni e adesso è alla disperata ricerca di eroi.

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