Troppe responsabilità: gite e viaggi d’istruzione in bilico. Il mese di maggio è per eccellenza il periodo in cui si realizzano le gite scolasticheda sempre uno degli appuntamenti più attesi dagli studenti di ogni età. Ma sono sempre meno i docenti disposti ad accompagnare ragazze e ragazzi.
Il quotidiano online La Tecnica delle scuola è stato recentemente lanciato un sondaggio tra i docenti sul tema ei risultati sono sorprendenti. Perché gli episodi critici che si verificano durante queste attività didattiche al di fuori della scuola sono sempre di più e spesso i giudici condannano i docenti accompagnatori. Un sondaggio che acquista ancora più valore alla luce della notizia, arrivata oggi, della morte di un ragazzo precipitato dal balcone di un hotel a Lignano Sabbiadoro e deceduto dopo 10 giorni di coma.
Il sondaggio
Il sondaggio, effettuato dall’8 all’11 maggio, ha dato il suo verdetto. Oltre mille docenti, 1.084 per la precisione, alla domanda secca se i viaggi andassero aboliti tout court si sono espressi in maniera chiara: in 816 hanno risposto affermativamente. Il docente accompagnatore lo fa “su base volontaria e di fatto senza retribuzione”, specificano. E se ci fosse una retribuzione adeguata? Il 55% si rifiuterebbe anche con una punizione aggiuntiva. “Troppe responsabilità” è la risposta più ricorrente. Quanto basta per fare comprendere le difficoltà di una intera categoria per il carico di responsabilità che devono sopportare quotidianamente sul lavoro. Così, il viaggio d’istruzione rischia di essere eliminato dalle attività didattiche offerte dalla scuola.
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Ultimi episodi
Lo scorso 3 maggio, uno studente pugliese in gita con i compagni a Lignano Sabbiadoro è precipitato da un balcone dell’hotel in cui alloggiava: è morto dopo 10 giorni di coma. Il 17 aprile, una studentessa di sedici anni in gita scolastica nella Capitale è rimasta ferita da alcuni materiali caduti da un’impalcatura sulla facciata della chiesa di Sant’Ignazio, in centro storico. Per fortuna, la ragazza non ha riportato ferite gravi. Ma si è trattato della classica tragedia sfiorata. Dieci giorni dopo, a Sesto Fiorentino, un autobus che trasportava studenti campani in gita scolastica ha avuto un incidente andando ad impattare con degli alberi. La rottura di alcuni vetri ha causato lievi ferite ad alcuni studenti. “Portare fuori per più giorni gli studenti – è la risposta aperta di uno degli intervistati – è una responsabilità enormeanche perché riescono a comprare alcol, droga ea fare cose pericolose – tipo il salto dei balconi – malgrado la sorveglianza costante: si riesce a dormire sì e no due ore per notte. Bisognerebbe poter scegliere chi portare e chi no”.


La testimonianza
Alberto Pinzone è un giovane docente di Palermo reduce da un viaggio con una classe di ragazzini. “Per fortuna, non è accaduto nulla”, dichiara. Ma ci racconta che occorre stare allerta anche di notte. “Alle 23 – racconta – i ragazzi dovrebbero essere in camera a dormire perché dovrebbero consentire il riposo anche ai docenti. Ma questo non accade mai: si assembrano nelle stanze, anche in venti, e fuori dalle camere a fare confusione, schiamazzi, scherzi. Si rincorrono, spostano i letti. E spesso mi è capitato di dovermi di alzarmi verso le due, le tre di notte per rimproverare i ragazzi e ristabilire l’ordine. Più piccoli di età sono gli studenti e peggio è da questo punto di vista. I ragazzi delle ultime classi sono più gestibili. Per fortuna nulla di pericoloso o di illecito, ma caos. Ci si riesce ad addormentarsi attorno alle 5 del mattino e alle sette suona la sveglia. Per noi docenti accompagnatori è un rincorrere il riposo”.


