martedì, Giugno 9, 2026

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Quentin Tarantino, dal “nuovo” Kill Bill al film di David Fincher: il regista sta vivendo una fase creativa da riscoprire

Quentin Tarantino ha scelto di prendersi del tempo per sè. Lavora a quello che dovrebbero lavorare la maggior parte dei registi, ovvero a soggetti e sceneggiature da proporre, ma lui – a differenza della concorrenza – lo fa con una consapevolezza diversa. Una sicurezza che deriva non solo dal successo che, abilmente, ha costruito in questi anni ma anche dalla voglia di non scendere più a compromessi. Tarantino, anche l’ultima volta che è passato per Roma allo scopo di ritirarsi il premio alla carriera che gli aveva tributato il RomaFilmFestha detto chiaramente che tornerà a girare un film nel momento in cui sentirà davvero l’esigenza di farlo.

Tradotto vuol dire che Tarantino chiede ed esige carta bianca. La produzione deve adeguarsi a quel che il regista tira fuori: il problema più grande non sono le idee che arrivano con buona cadenza, ma la fattibilità delle stesse. Il noto regista si è sempre divertito ad agire sul filo del rasoio. Quasi come se, ogni volta, ci fosse un limite da superare. Un’asticella da alzare. Il rapporto con la concorrenza è sempre stato relativo, malgrado le parole spese per i film che vengono pubblicati e prodotti al giorno d’oggi.

Quentin Tarantino da Kill Bill alla collaborazione con David Fincher

Tutti troppo prevedibili e scontati, ma le parole di Tarantino non sono quelle di un veterano deluso dalla settima arte. Somigliano, semmai, più a un grido d’allarme: servono idee nuove e qualcuno che sappia osare per realizzarle. Qualche progetto, in cantiere, il regista di Knoxville ce l’ha. Ora bisogna capire chi può e vuole assecondarlo. Nel frattempo Tarantino si è tolto qualche soddisfazione con la versione restaurata di Kill Bill: i due capitoli della saga cinematografica saranno uniti in un unico prodotto con materiale inedito.

Quentin Tarantino tra la restaurazione di Kill Bill e nuovi progetti cinematografici
Quentin Tarantino tra la restaurazione di Kill Bill e nuovi progetti cinematografici (profilo Instagram ufficiale) – Cineblog

La visione è prevista a Roma il prossimo 25 maggio 2026. In anteprima. A giugno sarà disponibile per il pubblico italiano. Chi pensa, però, che per Tarantino questa sia l’ultima fermata professionale si sbaglia: il regista non prende la macchina da presa, ma sceglie volutamente di concentrarsi sulla scrittura. Anche per altri. Il primo della lista è David Fincher: il suo ultimo film infatti è tratto da una sceneggiatura dello stesso Tarantino. L’opera arriverà su Netflix il prossimo 23 dicembre 2026.

Il “regalo di Natale” su Netflix

Un regalo di Natale che Tarantino e Fincher scegli di fare agli appassionati. Quasi come un avvertimento: “Stiamo tornando”. Sicuramente queste sono avvisaglie della volontà del regista USA di tornare a cimentarsi in primo piano con la settima arte. Si è preso del tempo per riflettere e creare. Ora sembra tutto pronto affinché i frutti messi in circolo nei mesi scorsi possano trovare contesto e qualità per essere gustati dal grande pubblico.

Quentin Tarantino approda su Netflix
Quentin Tarantino approda su Netflix (Instagram profilo ufficiale) – Cineblog

Questo vuol dire, anche se non c’è ancora una conferma ufficiale, che la sceneggiatura del suo ultimo film (quello dove dovrebbe figurare anche da regista) non solo è in cantiere, ma avrebbe già un buon soggetto di partenza. Tutto il contrario rispetto al destino riservato a The Movie Critic. Una sorta di incompiuta che rimarrà nella carriera del regista tra rimpianto e occasione sprecata, ma il mancato sviluppo di quell’opera non è dipeso solo da lui. Ora, comunque, è tempo di guardare avanti.

Il futuro alla regia

Tarantino lo fa ripartendo dai grandi classici come Kill Bill, a cui ha dato nuova linfa, e aiuta i colleghi meritevoli come David Fincher. Al punto che persino un interprete viene Brad Pitt non ha potuto e voluto tirarsi indietro per il ruolo da protagonista. Il regista americano, dunque, riprende a giocare sul velluto. Se questa sarà una premessa che agevolerà un ritorno in sala con un’opera a sua firma (anche sul piano della regia), solo il tempo potrà dirlo.

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