“La linea dell’Italia non cambia, sostegno a Kiev e pressione su Mosca”. Nessuna delega all’Usa” da parte dell’Europa, ma anche “meno formati che si sovrappongono e che non hanno legittimità per parlare per l’Ue”. “Serve figura che rappresenti Ue per Kiev”. Un chiaro riferimento al recente vertice E3 su Kiev, da cui Roma è stata esclusa. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla Camera in un’ora circa di comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 18-19 giugno. Sull’Iran, “sosteniamo il negoziato sempre che sia ancora possibile”. Duro il passaggio contro i coloni e il ministro della Sicurezza nazionale di Israele. Non mancano stoccate alle opposizioni sulle rinnovabili (“massimo storico di energia elettrica prodotta”), migranti (“l’80% in meno”) e la narrazione “del ridicolo armamentario del governo illiberale”.
Dopo l’intervento della premier si è tenuta la discussione generale. Nella replica, durissima la premier contro i 5 stelle che l’avevano accusato di “indossare ginocchiere” con Netanyahu e Trump. Poi ironia contro le opposizioni “per la perdita di Orban”. “Avete presentato 6 risoluzioni”, ha aggiunto. Ai vannacciani: “Avete votato sei volte la fiducia contro il governo, non siete la vera destra.”
Spazio alle opposizioni durante la presentazione delle risoluzioni. La dem Elly Schlein: “Avete fallito”. Il 5s Giuseppe Conte: “La premier regina delle tasse”. Angelo Bonelli (Avs): “Bugie su Soros e rinnovabili”.
Nel pomeriggio, dopo la rituale colazione con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la premier farà le comunicazioni al Senato.
Mattarella riceve Meloni e ministri in vista Consiglio
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della tradizionale colazione di lavoro in vista del prossimo Consiglio Europeo di Bruxelles, ha ricevuto oggi al Quirinale, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, il Vice Presidente del Consiglio dei Ministri – Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, il Ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di coesione e il PNRR, Tommaso Foti e il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Alfredo Mantovano.
Schlein a Meloni, con noi no aumento tasse, con voi pressione record
“C’è una distanza enorme tra il Paese che racconta la premier Meloni e chi vive fuori di Palazzo Chigi. Nel suo intervento è un susseguirsi di successi, ma la realtà è molto differente. Non si preoccupi, presidente Meloni, non siamo noi e non vogliamo noi ad aumentare le tasse sul lavoro e sull’impresa, l’avete voi questo portando la pressione fiscale al record degli ultimi 12 anni oltre il 43%”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein.
Schlein: “Avete fallito, fatevi aiutare. Avete affossato tutte le nostre proposte”
“Avevate promesso di ridare centralità all’Italia, ma fin qua l’avete data solo alla Cpi per avere liberato e riportato a casa con un volo di Stato un torturatore ricercato. Avete fallito, e il prezzo lo stanno pagando gli italiani. Fatevi aiutare. L’opposizione ha presentato in questo Parlamento diverse proposte e voi le avete tutte affossate. Chiedere all’Europa di essere più forte quando avete lavorato per indebolirla. L’Italia merita di più”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein in occasione delle comunicazioni alla Camera della premier in vista del Consiglio europeo.
Schlein, sulle rinnovabili Meloni mente sapendo di mentire
Sulle rinnovabili “mentite sapendo di mentire. Certo che sono cresciute le rinnovabili, ma meno della media europea. E certo che sono cresciute, ci mancherebbe anche che vi metteste col cacciavite a svitare gli impianti”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein.
Schlein a Meloni: basta bugie e propaganda, Paese è fermo
“Voglio raccogliere l’appello del coraggio alla verità della premier Meloni. Su 43 mesi del vostro governo, presidente Meloni, la produzione industriale è calata per 35. Basta bugie, basta propaganda”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, nell’Aula della Camera, dopo le comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista della riunione del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno 2026. “Abbiamo una crescita che sta a zero nonostante il Pnrr, il Paese è fermo e noi vogliamo che riparta e che ricominci a crescere”, ha aggiunto.
Meloni: “C’è chi fa politica con gli insulti e la volgarità”
“C’è chi fa politica con gli insulti e la volgarità. E chi risponde con la propria storia”. Lo scrive sui social la premier, riferendosi alle parole pronunciate dal deputato 5 stelle Silvestri oggi in aula alla Camera.
Conte: “Silvestri? Critica a subalternità, no offesa personale”
“Nessuna offesa personale. È ovvio che è una critica dovuta al fatto della subalternità. Quindi non c’è nulla da speculare”. Giuseppe Conte risponde così ai cronisti in Transatlantico che gli chiedono delle parole di Francesco Silvestri su Giorgia Meloni.
Silvestri: “No strumentalizzazioni, accusa a Meloni è di sudditanza politica”
“Non strumentalizziamo. Sono quattro anni che questo governo è inginocchiato a Trump e alla politica di Netanyahu: ecco spiegato l’arcano delle mie parole. Se poi qualcuno ha voluto trasformare l’accusa che ho rivolto a una chiara postura politica in un atteggiamento sessista, allora c’è malafede al solo fine di strumentalizzare e nascondere la verità. Tra l’altro lo ha fatto non avendo nessuna contezza della mia storia politica né di quella del Movimento 5 stelle. La mia cultura è diversa da quella di qualcun altro: io mi chiamo Silvestri e il mio cognome finisce con la I e non con la O”. Così Francesco Silvestri, deputato M5s, intercettato dai cronisti in Transatlantico.
Conte, Meloni fugge dai summit Ue come Schettino
“Meloni non si affaccia più ai summit europei, non si è presentata a quello in Montenegro. Perché, cosa doveva fare? Stentavo a crederci: doveva presentare un francobollo”. “Ma cosa fate, gli offesi? Non può fare l’offesa perché fino all’ultimo giorno dovete difendere l’interesse nazionale, non scappare alla Schettino”. Lo dice il presidente del M5s, Giuseppe Conte, in Aula alla Camera.
Conte, l’inchiesta sul Ponte è la prima pietra… tombale
“C’è il giochino che vi è fallito fra le mani: il Ponte sullo stretto. Avevate promesso di mettere la prima pietra. La prima pietra è arrivata ed è tombale: l’inchiesta sulla corruzione”. Lo ha detto il presidente del M5s Giuseppe Conte in occasione delle comunicazioni della premier in vista del Consiglio europeo.
Conte: Da Trump a Messina ‘ponti’ portano male a Meloni
“Meloni la smetta con i ponti perché portano male, a lei e all’Italia. Dal ponte con Washington a quello con l’Europa. E ancora: vi siete ostinati di mantenere il ponte con Netanyahu a prezzo del genocidio e ci hanno ripagato torturando i nostri connazionali e nemmeno si sono scusati. Ora il governo israeliano ci definisce il Paese delle ciabatte. Ma come fa a non difendere l’onore della patria?”. Lo dice Giuseppe Conte, presidente M5s, in Aula alla Camera.
Conte: “Meloni regina tasse, Italia descritta con Chatgpt”
“Meloni passa come la regina delle tasse, è la pressione fiscale più alta degli ultimi dieci anni. L’impressione è che la Meloni si alzi la mattina, consulti Chat Gpt e chieda ‘rappresentami un mondo fantastico”. Lo dice il presidente del M5s, Giuseppe Conte, in Aula alla Camera.
Bonelli (Avs): Meloni bugiarda su Fratoianni, mai preso soldi da Soros
“Le bugie Meloni non le racconti, è inammissibile che dica bugie da bugiarda accusando Fratoianni di aver preso i soldi da Soros. Ci aspettiamo le scuse. Le bugie della presidenza del Consiglio sono inaccettabili”. Lo ha detto Angelo Bonelli di Avs intervenendo in Aula in occasione delle comunicazioni della premier in vista del Consiglio europeo.
Bonelli a Meloni, smetta fare vittima e portarsi tifo
“Meloni ha fatto un comizio come fosse in Piazza del Popolo. Smetta di fare la vittima, non è solo lei che si è fatta da sola, qua ci sono tante persone che si sono fatte da sole, la smetta di raccontare una storia che non esiste nel paese. Meloni ha fatto la cheerleading, ha organizzato il tifo fra le tribune dei parlamentari di Fdi, ma non governa il Paese. Conosciamo la sua propaganda”. Lo ha detto Angelo Bonelli di Avs intervenendo in Aula in occasione delle comunicazioni della premier in vista del Consiglio europeo. Poi, rispondendo ai deputati di FdI che rumoreggiavano per l’uso del termine cheerleading: “Cheerleading è chi organizza il tifo – ha detto Bonelli – Se non si può più esercitare una critica, perché esiste una dittatura della maggioranza anche sull’analisi del linguaggio dell’opposizione no grazie”.
Bignami (FdI) chiede sospensione Silvestri
“Le parole pronunciate da Silvestri sulle ginocchiere rappresentano un livello di confronto politico inaccettabile e indegno delle istituzioni repubblicane. L’allusione contenuta in quella espressione richiama stereotipi offensivi e colpisce non solo il presidente del Consiglio, ma il principio stesso secondo cui il merito, il consenso e il percorso politico debbano essere riconosciuti senza insinuazioni sessiste o degradanti”. Lo dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami. “Come ha dichiarato il presidente Meloni nella sua replica – prosegue -, la sinistra non riesce ad accettare che c’è qualcuno che senza mai indossare le ginocchiere è arrivata a ricoprire quel ruolo senza aiuti, senza favoritismi e senza scorciatoie. E ai difensori della dignità della donna a corrente alternata dà fastidio che la prima donna premier in Italia sia arrivata dalla destra perché voi non siete stati capaci di proporla. Quando il linguaggio politico scivola nell’insulto personale e nella delegittimazione attraverso riferimenti umilianti, viene meno il decoro richiesto a chi ricopre un mandato parlamentare. Per queste ragioni chiediamo formalmente alla Camera dei Deputati di valutare l’applicazione delle sanzioni previste dal Regolamento e di disporre la sospensione del deputato Francesco Silvestri per la gravità delle espressioni utilizzate. Allo stesso tempo, riteniamo che un gesto di responsabilità politica imporrebbe allo stesso Silvestri di rassegnare le proprie dimissioni”.
Meloni lascia la Camera, attesa al Quirinale e nel pomeriggio al Senato
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha lasciato la Camera dopo aver tenuto la replica alla discussione generale sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue. La premier è attesa al Quirinale per la consueta colazione di lavoro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e i ministri, dopodiché alle 15 è in programma al Senato la discussione generale sulle comunicazioni.
Ascani: “Dovevo intervenire sulle parole di Silvestri, mi scuso con l’Aula”
“Mi scuso, non ho colto quel senso nelle parole di Silvestri. E’ stata una mia mancanza. Se lo avessi colto, sarei intervenuta”. Lo dice Anna Ascani, presidente di turno dell’aula alla Camera, durante l’intervento di Francesco Silvestri dei 5 Stelle nel passaggio sulle ‘ginocchiere’ parlando della premier Giorgia Meloni.
Parla Ravetto (Fn), FdI e Lega lasciano l’aula
Tutti i Fratelli d’Italia e i leghisti hanno lasciato l’aula quando ha preso la parola per la dichiarazione di voto Laura Ravetto di Futuro nazionale, il partito di Vannacci. (di Giovanna Vitale)
Ravetto (Fn) a Meloni: “Questo governo ha tradito la fiducia degli elettori”
Se futuro nazionale “non ha votato la fiducia a questo governo, non è stato per fare un favore alla sinistra, ma perché questo governo ha tradito la fiducia degli elettori. Chi tradisce il programma per cui e stato votato favorisce la sinistra”. Lo dice la deputata Laura Ravetto (Fn).
Magi a Meloni: “Uso distorto parole di Emma Bonino”
“Devo inevitabilmente cambiare un po’ le cose da dire e anteporre una replica alla presidente del Consiglio che ha citato in maniera distorta e parziale le parole di Emma Bonino di qualche anno fa. Se Emma fosse in quest’aula sicuramente replicherebbe in modo più efficace. Ha dimenticato, presidente Meloni, di dire che Emma Bonino rivendicava la missione mare Nostrum nella convinzione che sopra i cadaveri non si costruisse democrazia e non si costruisse benessere e chiedeva la modifica della legge della legge Bossi-Fini”.
Lo ha detto Riccardo Magi nell’intervento per le comunicazione della premier Giorgia Meloni in vista del Consiglio Ue alla Camera. Meloni aveva detto: “Non sono io a sostenere che il governo Renzi abbia barattato la flessibilità con una maggiore accoglienza agli immigrati, l’ha sostenuto una persona molto più autorevole di me, quella persona si chiama Emma Bonino”.
Standing ovation FdI e urla ‘Brava Giorgia!’ al termine intervento premier
Standing ovation dai banchi di FdI al termine dell’intervento della premier Giorgia Meloni. Le sue ultime parole hanno visto i deputati di fratelli d’Italia alzarsi tutti in piedi con qualcuno che ha urlato ‘Brava Giorgia!’, anche dagli altri gruppi della maggioranza sono partiti applausi e in molti si sono alzati.
Meloni ai M5S: “Qui senza mai indossare ginocchiere, mancato rispetto per le donne”
“Boldrini si è indignata perché il collega si rivolgeva alla sottoscritta dicendo ‘signor presidente’. Mi chiedo se questo sia davvero il punto del rispetto delle donne. O sia piuttosto quello di ascoltare un collega che mi dice che ho indossato delle ginocchiere. Collega Silvestri, quello che voi non riuscite ad accettare è che c’è una donna che è arrivata dove è arrivata senza mai indossare delle ginocchiere, senza favoritismi e senza scorciatoie “. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Aula alla Camera, in fase di replica dopo la discussione generale sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue, chiamando in causa l’intervento di Francesco Silvestri del M5S. Alzando la voce e con tono irato, ha concluso: “vi dà fastidio che la prima donna presidente del Consiglio sia arrivata dalla destra perché voi non siete stati capaci di proporla”.
Meloni, forfait a vertice Montenegro? Ero a festa Arma, lo rifarei
“Sulla partecipazione del vertice in Montenegro le ricostruzioni sono francamente abbastanza surreali, cioè io non sarei andata perché ero piccata. Guardate, mi pareva che almeno una cosa fosse chiara, arrivati a questo punto: quando ho qualcosa da dire, io la dico. Non è che faccio queste cose ‘nannimorettiane’, no? Mi si nota di più se vengo e sto in disparte o se non vengo per niente. Io non sono abituata a lavorare così”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso delle repliche dopo la discussione generale sulle comunicazioni rese dalla premier nell’Aula della Camera in vista del prossimo Consiglio europeo. “Quando ho qualcosa da dire, io prendo e la dico. Non so se voi eravate abituati, se altri erano abituati a questi atteggiamenti infantili, ma io penso che una grande nazione come l’Italia non debba avere atteggiamenti infantili”, le parole della premier che ha poi aggiunto: “Non sono riuscita ad arrivare al vertice in Montenegro, me ne scuso ancora una volta. Ero ad assistere alla festa dei Carabinieri, è una cosa della quale vado fiera. È una cosa che rifarei. Non cambia nulla del nostro impegno e, se posso dire, proprio perché ho partecipato a tutti i vertici possibili e immaginabili, nessuno dei miei colleghi ha sempre partecipato a tutti i vertici che oltre tutto sono moltissimi. Escludo che nelle altre nazioni accada quello che accade in Italia se il presidente del Consiglio dei Ministri una volta non riesce ad arrivare a quel vertice, escludo che ci sia un analogo dibattito nei loro paesi”.
Meloni: “No contrari a rinnovabili ma a speculazione”
“Non siamo contrari alle energie rinnovabili, ma siamo contrari alla speculazione”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Fdi, vergognosa frase M5s sulle ‘ginocchiere’ di Meloni, si apra istruttoria
Polemica in Aula alla Camera per una frase del pentastellato Francesco Silvestri durante il dibattito sulle comunicazioni della premier. Silvestri è andato all’attacco sottolineando che “dopo il referendum si è detto che la linea del governo era di raddrizzare la schiena, rialzarsi dalla posizione che aveva avuto nei confronti di Netanyahu e di Trump” ma “lei non ha rialzato la schiena, ha semplicemente indossato delle ginocchiere per stare più comoda. Noi abbiamo bisogno di un leader completamente diversi e spero che tra qualche mese” sarà così, ha detto. “E’ vergognoso – ha stigmatizzato nel suo intervento Paolo Trancassini di FdI – dire che qualcuno dovrebbe mettersi le ginocchiere anziché alzare la testa, lo dico alle belle anime della sinistra: sapete perfettamente quando si dice a una donna che si debe mettere le ginocchire davanti a un uomo. Questo è un fatto vergognoso!”. Trancassini ha chiesto alla presidenza di intervenire: “mi auguro che si apra una istruttoria”. “Verificheremo assolutamente”, ha detto il presidente Lorenzo Fontana.
Meloni al vannacciano Pozzolo: “Per sei volte avete votato contro il governo”
“Per sei volte avete votato la fiducia contro il governo, per mandare a casa questo governo. Non mi si parli di vera destra perché la vera destra non è mai funzionale alla sinistra”. Così la premier Giorgia Meloni nella replica dopo la discussione generale sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue rivolgendosi ai vannacciani.
Ue: Meloni, errore consentire percorso più veloce ingresso Kiev
Questa “è una maggioranza che non ha ambiguità” neanche sul tema dell’ingresso dell’Ucraina nell’unione europea, mentre il centrosinistra “presenta sei risoluzioni”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni in sede di replica alla Camera dopo il dibattito sulle comunicazioni in vista del Consiglio Ue. “Sarebbe un errore consentire che il percorso di adesione dell’Ucraina fosse più veloce di quello dei Balcani, utilizzando due pesi e due misure. Il Cancelliere tedesco Merz cerca una sintesi, il dibattito deve essere pragmatico”, osserva la premier. “Il lavoro del governo è stato quello di correggere l’Europa”, dice la presidente del Consiglio.
Meloni: “Governo non ha ambiguità, le opposizioni presentano sei risoluzioni”
“Questo governo” in politica estera “non ha ambiguità, sarà difficile quando ci arriverete voi al governo, visto che oggi presentate sei risoluzioni”. Lo dice la premier Giorgia Meloni, durante le repliche alla Camera.
Ue, Meloni: “Non sono d’accordo con ipotesi superamento unanimità”
“Non sono d’accordo sul superamento dell’unanimità nell’Unione europea. Non credo che l’Ue debba essere un club nel quale chi è più forte impone la propria volontà agli altri”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Aula alla Camera, in fase di replica dopo la discussione generale sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue. “La politica le sue sintesi le sa trovare, anche su temi più divisivi come quello dell’Ucraina. Il problema dell’Europa sta semmai da un’altra parte. Il punto è semmai quanto si rispettano quelle sintesi e quanto quelle sintesi vengono ribaltate”, ha aggiunto.
Meloni: “Isolare Israele non è funzionale ai nostri obiettivi”
“Isolare Israele non sarebbe funzionale ai nostri obiettivi, a una presenza europea necessaria, compresa l’opzione dei due stati”. Lo dice la premier.
Ironia Meloni: solidarietà a opposizione per perdita Orban come fonte ispirazione
“Consentitemi in apertura all’esito di questo dibattito di esprimere la mia personale solidarietà, la solidarietà di tutto il governo alla opposizione per la perdita di Victor Orban, principale fonte di ispirazione e principale argomentazione da un decennio a questa parte in quest’aula che oggi chiaramente comincia ad avere delle sue difficoltà”. Così la presidente del Consiglio.
In corso la replica di Meloni
È iniziata la replica della presidente del Consiglio Giorgia Meloni dopo la discussione generale sulle comunicazioni in vista del prossimo Consiglio europeo.
M5s: a differenza Meloni non crediamo in buona fede Israele
“Se ascoltiamo il discorso di Meloni sull’Ucraina di 3 anni fa è uguale a quello di oggi. Forse anni fa il discorso sull’aggressore e l’aggredito poteva funzionare. Poi però è arrivata Gaza. E Gaza ha svelato tutta l’ipocrisia. Meloni sulle sanzioni ad Israele dice: ‘non bisogna isolare la popolazione civile’. Poi però vediamo come trattate i russi, isolando i popoli. Meloni non condanna il bombardamento di Beirut, ma chiede ‘premura per i civili’. Un po’ come ci ha risposto sul commercio di armi con Israele, quando ci ha detto che sarebbe continuato, ‘ma ci premuriamo che Israele non ne faccia uso sui civili’. Il problema è che abbiamo creato le condizioni morali affinché Ben Gvir facesse quello che ha fatto agli attivisti della Flotilla, addirittura davanti alle telecamere. E allora proviamo a immaginare cosa accade quando quelle telecamere sono spente. Ci spiace, ma a differenza di Meloni noi non crediamo alla buonafede di Israele, di chi stermina 70 mila persone”. Lo ha detto in Aula Riccardo Ricciardi, capogruppo M5S alla Camera, nel dibattito dopo le comunicazioni della premier Meloni sul prossimo Consiglio Ue.
Della Vedova (+E), Meloni torna antieuropeista, prenda spunto da Rama
Meloni “prenda appunti da quello che dice il suo amico, il leader albanese, che ha detto: sono pronto a entrare” in Ue “e a rinunciare al diritto di veto. Visto che sta tornando al punto di partenza dell’antieuropeismo”, Meloni “prenda spunti dalle cose che dice Rama: no al diritto di veto e riforma della commissione. Altro che prendersela in modo stucchevole con i burocrati di Bruxelles”. Lo ha detto Benedetto Della Vedova, di Più Europa, intervenendo in Aula alla Camera in occasione delle comunicazioni della premier in vista del Consiglio europeo.
Provenzano (Pd): “Meloni non va più dal benzinaio ma conto lo pagano cittadini”
“Anche oggi ha attaccato l’Europa. La Commissione europea ha molti, tanti limiti, ma ci siete voi dentro, presidente. Siete voi che volete un bilancio europeo risibile e con Fitto, togliete persino ai fondi di coesione ai territori”. Così Giuseppe Provenzano, responsabile esteri del Pd, parlando in Aula dopo le comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista del Consiglio Europeo del 18 e 19 giugno.
“Siete voi nazionalisti che la rendete immobile, salvo poi festeggiare per un minimo di flessibilità, ma questi 14 miliardi che deve usare per gli investimenti sulle rinnovabili, quello che non ha fatto fin qui e continuate con le misure tampone, come sulle accise, tanto lei dal benzinaio, presidente, non ci va più, ci vanno però i cittadini, i lavoratori, le imprese che pagano il conto delle guerre di Trump e Netanyahu”.
Provenzano (Pd): “Meloni fuori da processi decisionali, ha fallito per vicinanza a Trump”
“L’Italia non c’è ai principali processi decisionali europei”. Così Giuseppe Provenzano, responsabile esteri del Pd, parlando in Aula dopo le comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista del Consiglio Europeo del 18 e 19 giugno. “Lei non vuole che l’Europa si autoescluda – aggiunge -, ma finora l’unica che si è autoesclusa è lei, presidente Meloni”. Quanto alla mancata partecipazione dell’Italia ai recenti vertici, “io penso che ci sia una ragione di fondo, che la sua assenza sia la conseguenza di un vuoto di strategia, perché la politica estera è stata a lungo il suo terreno di propaganda. Oggi, invece, è la principale ragione della sua crisi e del suo fallimento, perché è crollata l’intera impalcatura su cui si leggeva, la vicinanza a Donald Trump”.
Fratoianni: Meloni dimentica dire crisi originata da suoi amici Trump-Netanyahu
“Lei ci ha parlato lungamente della crisi di Hormuz, della situazione in Iran, in Medio Oriente, dello shock che quella crisi sta producendo a livello globale sul terreno economico e non soltanto, e su questo è necessario impegnarsi per ristabilire la piena libertà di navigazione, per impedire che uno Stretto così decisivo possa essere usato come leva, come strumento di ricatto. Ma ancora una volta, sorprendentemente, misteriosamente, si è dimenticata di dire al Parlamento che la crisi e tutto ciò che ne sta derivando ha una origine molto precisa, l’aggressione criminale e illegale che il suo amico Trump e il suo amico Netanyahu hanno scatenato contro l’Iran”. Così il deputato di Avs, Nicola Fratoianni, parlando nell’Aula della Camera nel corso della discussione generale sulla comunicazioni rese dalla premier Giorgia Meloni in vista della prossima riunione del Consiglio europeo. “Guardate che non è che si può andare avanti all’infinito così, perché altrimenti è anche difficile, se non impossibile, collocare il nostro paese su una sponda non solo giusta, ma utile a costruire una via d’uscita alle crisi che abbiamo di fronte, che si stanno, per altro ulteriormente accentuando”, ha aggiunto. “Signora presidente, senza riconoscere la natura di quello che sta accadendo, è inutile che ci chieda di riconoscere la buona fede di tutti. Il punto è la scelta politica, quella che ancora oggi ha fatto sì che non abbia nominato né Trump né Netanyahu. I nomi scompaiono, ma è una scelta politica”, ha concluso.
Fratoianni: “Il governo ha fatto la patrimoniale sul ceto medio”
“I salari hanno perso 8 punti di potere di acquisto mentre sono aumentati i miliardari e i loro patrimoni. Ma, come ci ha ricordato” Meloni, “mai una patrimoniale sulle grandissime ricchezze, perché volete difendere il ceto medio. Solo che voi la patrimoniale l’avete fatta sul ceto medio, togliendo diritti e opportunità, aumentando il carico fiscale. Il punto sono le scelte politiche”. Lo ha detto Nicola Fratoianni, di Avs, intervenendo in Aula in occasione delle comunicazioni della premier in vista del Consiglio europeo.
Silvestri (M5S): “Con Trump e Netanyahu ha semplicemente indossato delle ginocchiere”
“Dopo il referendum si è detto che la linea del governo era di raddrizzare la schiena, rialzarsi da una posizione supina che aveva avuto nei confronti di Netanyahu e di Trump, lei non ha rialzato la schiena, ha semplicemente indossato delle ginocchiere per stare più comoda. Noi abbiamo bisogno di un leader in una condizione sociale completamente diversa e spero che tra qualche mese arriverà”, ha dichiarato in aula il deputato Francesco Silvestri, capogruppo M5s in commissione Esteri, intervenendo in discussione generale sulle comunicazioni di Meloni in vista del prossimo Consiglio europeo.
Otto risoluzioni alla Camera su comunicazioni Meloni in vista del Consiglio europeo
Sono otto le risoluzioni che sono state presentate alla camera sulle comunicazioni della premier in vista del consiglio europeo del 18 e 19 giugno. La maggioranza ha presentato un testo, poi ci sono quelli del Pd, del M5s, di Avs, di Azione, di Italia viva, di Più Europa e di Futuro nazionale.
Braga (Pd): Meloni torna in Parlamento nervosa, isolata e senza risposte
“Nervosa e astiosa, esplicitamente irritata per i vertici che la escludono, dichiara aumento delle spese militari, attacca e minaccia l’Europa. Ecco Meloni oggi alla Camera dopo mesi. Non una premier all’altezza dei tempi difficili, ma un capo di partito senza idee e senza soluzioni”. Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera.
In corso alla Camera la discussione sulle comunicazioni della premier Meloni
È in corso alla Camera la discussione generale sulle comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista del Consiglio Ue. La premier è in Aula.
Meloni: “Burocrati di Bruxelles non ribaltino decisioni politiche”
“Le sintesi che la politica raggiunge, all’esito di lunghissime discussioni, non sono un esercizio dialettico. Sono l’esercizio della democrazia. Ognuno di noi, quando si presenta in Consiglio Europeo, lo fa con alle spalle un mandato del proprio parlamento. Quel Parlamento, a sua volta, opera secondo un mandato popolare. Per questa ragione le decisioni che noi prendiamo devono essere rispettate, devono essere attuate, non possono essere rimesse in discussione, o addirittura ribaltate, da interpretazioni surreali, ammantate come tecniche, di burocrati che non devono rendere conto a nessuno delle proprie decisioni, e che forse anche per questo hanno finito per perdere il contatto con la realtà”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni alla Camera.
Terminate le comunicazioni alla Camera, aula riprende alle 10.45
E’ stata sospesa la seduta dell’aula della Camera, dopo le comunicazioni del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in vista del prossimo consiglio Ue del 18 e 19 giugno. La premier, che è intervenuta per poco meno di un’ora, è ora attesa in Senato per la consegna del testo del suo intervento. L’aula di Montecitorio, come comunicato dal presidente Lorenzo Fontana, riprenderà i lavori alle 10.45, con la discussione generale, la replica del premier, e poi l’esame e il voto delle risoluzioni presentate. Il tutto per circa 5 ore di lavoro previste.
“Italia non insegue corso eventi, vuole contribuire a determinarlo”
“Il contesto è complesso e delicato, e in questo scenario l’Italia sa che la sfida più importante è saper scegliere cosa è più giusto in luogo di ciò che è più facile. Per farlo continueremo a interpretare con lucidità i cambiamenti dello scenario internazionale, a promuovere soluzioni pragmatiche ed efficaci, difendendo i nostri valori e i nostri interessi. Continueremo, cioè, ad agire con realismo e determinazione, senza cedere alle semplificazioni, senza nascondere la realtà dei fatti, perché le decisioni più importanti per il futuro dell’Europa richiedono anzitutto il coraggio della verità”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo. “È con questa consapevolezza che parteciperemo al prossimo Consiglio europeo, non per inseguire il corso degli eventi, ma per contribuire a determinarlo – sottolinea la premier -. Questa, del resto, è la linea che abbiamo seguito finora, una linea fondata sulla chiarezza delle scelte, sulla serietà degli impegni assunti, sulla difesa dell’interesse nazionale nel quadro di una dimensione europea. Una strada che non promette scorciatoie, ma risultati e non cerca il consenso più facile, ma le decisioni più giuste. Ed è su questa strada ancora una volta che chiediamo il sostegno di questo Parlamento”.
Meloni: “Definiremo con l’Ue le misure finanziabili con la flessibilità”
“Con pragmatismo, nelle prossime settimane provvederemo a definire, in stretto raccordo con la Commissione europea, un paniere di misure finanziabili grazie alla flessibilità che abbiamo ottenuto. E questo consentirà, tra l’altro, di alleggerire il bilancio nazionale e di avere più risorse per sostenere le famiglie e le imprese in questa difficile congiuntura”. Lo ha detto la presidente del Consiglio.
“Non accetteremo bilancio Ue con risorse inferiori a fronte maggiori contributi”
“La novità del prossimo Consiglio è che per la prima volta si parlerà dei numeri del prossimo Qfp e quindi vale la pena di ribadire almeno tre concetti per noi fondamentali. Primo, non accetteremo un bilancio in conseguenza del quale a fronte di maggiori contributi l’Italia rischia di avere a disposizione risorse inferiori. Secondo, i cosiddetti rebates vanno eliminati. Se si arriverà a mantenere questo sistema anacronistico chiederemo che in qualità di terzo contributore netto al bilancio dell’Ue anche l’Italia goda dello stesso privilegio. Tre, chi vuole finanziare le nuove priorità tagliando le politiche tradizionali deve guardare altrove. Da parte nostra siamo pronti a investire su competitività e difesa, ma questo non si potrà fare a spese della PAC, della Pesca o della Coesione”. Così la premier.
“Ridicolo l’armamentario opposizione su governo illiberale”
“Ridicolo l’armamentario dell’opposizione sul governo illiberale”. “Questo governo non è contro lo stato di diritto, tutt’altro, sa però che nella civiltà occidentale il fondamento dello stato di diritto è l’uguaglianza di fronte alla legge: quindi il principio va rispettato alla stessa maniera da tutti, Commissione inclusa”, ha continuato, parlando delle “condizionalità legate al rispetto dello stato diritto”.
“Non è concepibile che un documento informale, come la relazione informale sullo stato di diritto, predisposto da funzionari in base ad articoli di giornale, non su istanze giurisdizionali, possa assumere carattere vincolante capace di bloccare senza contraddittorio l’erogazione dei fondi a uno stato membro – ha aggiunto -. E deve far riflettere che Paesi accusati di violare lo stato di diritto quando sono governati da maggioranze reputate sgradite, diventino poi di colpo pienamente in linea con i principi europei al cambio di governo, pur rimanendo inalterate le leggi che vengono contestate”. “Continueremo – ha concluso Meloni – a lavorare per correggere queste distorsioni perché sono lontane dall’idea di Europa che abbiamo in mente”.
“Possiamo investire 14 miliardi in tre anni per mitigare il caro energia”
“La possibilità di attivare su base volontaria la cosiddetta ‘National Escape Clause’ ci consentirà di investire 14 miliardi di euro, nei prossimi tre anni, per mitigare l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia, che colpisce soprattutto le famiglie vulnerabili e le imprese energivore, ma più in generale tutti gli italiani”. Lo ha detto la presidente del Consiglio. “Si tratta di un risultato molto importante, che in parecchi consideravano impossibile, ma che abbiamo centrato, dimostrando la capacità dell’Italia di far valere in Europa i propri interessi, e di proporre soluzioni efficaci e di buon senso. Anche in questo caso – ha aggiunto – ho ascoltato polemiche surreali, spesso basate su affermazioni infondate, come accade spesso quando gli argomenti scarseggiano. La posizione del nostro governo su alcune misure del Green Deal è nota e non è mutata”.
“Finiti i tempi i cui l’Italia accoglieva più immigrati per avere flessibilità”
“Sono lontani i tempi in cui l’Italia per avere maggiore flessibilità di bilancio doveva dirsi favorevole a ricevere più immigrati illegali. Quelli erano altri tempi. Oggi c’è un governo che riesce a ottenere maggiore flessibilità mentre riesce ad ottenere una riduzione dell’80% degli immigrati illegali che sbarcano sulle coste italiane”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Meloni: “Con noi massimo storico elettricità prodotta da rinnovabili”
“Con il nostro governo abbiamo raggiunto il massimo storico di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili. Lo so, può dare fastidio. Peraltro ricordo che lunedì scorso la Commissione ha approvato ulteriori 23 miliardi di aiuti di stato a sostegno della produzione nazionale di energia elettrica da fonti rinnovabili. Si prevede che gli impianti aggiungeranno un totale di 37,15 GW di capacità di produzione di energia elettrica, un risultato che aumenterà del 48% l’attuale capacità di energia prodotta da fonti rinnovabili”. Così la premier.
Nucleare, Meloni: “E’ vera soluzione a nostra dipendenza energetica”
Il Governo ha varato “il disegno di legge delega sull’energia nucleare che riteniamo la vera soluzione alla nostra dipendenza energetica nel medio-lungo periodo”. Così la premier.
“Al summit Nato l’Italia con il 2,8% del Pil in spese per la difesa”
Sulla difesa “siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità e lo ribadiremo al vertice Nato, dove l’Italia si presenterà con il 2,8% del Pil investito in difesa e sicurezza. Segnalo un aumento dello 0,71%, garantito però soprattutto dalle spese legate alla sicurezza sul proprio territorio”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Iran. Meloni: negoziato fragile, sempre che sia ancora possibile
“Sul piano diplomatico continuiamo a sostenere l’altalenante dialogo tra Stati Uniti e Iran e l’importante opera di facilitazione svolta da diversi paesi, in particolare Qatar e Pakistan, nella consapevolezza che il negoziato resta fragile e che le questioni ancora aperte sono molteplici e complesse, sempre che un negoziato sia ancora possibile alla luce delle ultime notizie che conoscete anche voi”. Lo afferma la premier.
“Sì a sanzioni contro coloni e Ben Gvir, rispondiamo al mittente sue frasi”
“L’Italia intende sostenere misure contro coloro che come i coloni violenti fomentano l’odio e l’estremismo. Come il ministro Ben Gvir che abbiamo chiesto di sanzionare dopo l’inaccettabile comportamento nei confronti di cittadini italiani. Approfitto per rispedire al mittente le dichiarazioni che lo stesso ministro ha fatto, inaccettabili per l’Italia e poco dignitose per Israele”. Lo ha detto la presidente del Consiglio.
Libano, Meloni: “Chi colpisce Unifil colpisce la comunità internazionale”
“Ogni attacco contro Unifil, contro il suo personale, contro le sue basi, contro la libertà di movimento della missione è inaccettabile. Lo abbiamo condannato senza ambiguità e continueremo a farlo. La sicurezza dei caschi blu deve essere garantita da tutti gli attori sul terreno. Chi colpisce o minaccia Unifil non colpisce soltanto una missione delle Nazioni Unite, colpisce la comunità internazionale e uno dei pochi presidi che in questi anni hanno contribuito a evitare un conflitto ancora più ampio”. Così la premier.
Iran, Meloni: “Italia non è parte del conflitto e non intende diventarlo”
“Nel prossimo Consiglio Europeo si discuterà anche della crisi in Medio Oriente, che continua a destare enorme preoccupazione sotto il profilo umanitario, della sicurezza regionale e della stabilità economica globale. Le conseguenze di questa crisi incidono direttamente sugli equilibri internazionali, sulla libertà di navigazione, sui mercati energetici, sulle catene di approvvigionamento dai fertilizzanti alle materie prime critiche e quindi anche sulle economie europee, compresa quella italiana. Anche qui la nostra linea è la stessa fin dall’inizio, l’Italia non è parte del conflitto e non intende diventarlo”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo. “Il nostro obiettivo è che la guerra termini al più presto, che si eviti un ulteriore allargamento della crisi e che si creino le condizioni per riportare in confronto dentro un percorso politico e diplomatico – spiega la premier -. Chiaramente questo non significa restare fermi o ignorare le conseguenze che la crisi produce a livello globale e direttamente sui nostri interessi nazionali, significa al contrario muoversi con responsabilità, tutelando i cittadini italiani, le nostre imprese, i nostri militari presenti nell’area, la sicurezza degli approvvigionamenti e la libertà delle rotte commerciali”. “E qui voglio ribadire – aggiunge – che consideriamo inaccettabile qualsiasi tentativo di alterare unilateralmente le regole che garantiscono il libero transito attraverso lo Stretto, perché la libertà di navigazione è un bene comune mondiale e non può essere piegato a logiche di ricatto e perché consentire che qualcuno selezioni chi può e chi non può passare da uno snodo marittimo fondamentale significherebbe aprire il varco a un mondo nel quale le grandi rotte marittime diventano tutte strumenti di pressione politica, dico eccezionale militare. Quando accade a Hormuz, dunque, non riguarda soltanto Hormuz. Per questo è necessaria una risposta ferma, coordinata, responsabile della comunità internazionale nel suo insieme. Ed è la ragione per cui in questi mesi abbiamo lavorato in stretto coordinamento con i nostri principali partner europei e atlantici per valutare le opzioni necessarie a garantire la sicurezza della navigazione e la tutela delle rotte commerciali nell’area di Hormuz”.
“Iran, Ue sia pronta rafforzare pressione misure mirate”
“Lavorare perché la guerra” in Medio Oriente “finisca al più presto, mantenere aperto lo spazio della diplomazia e garantire la circolazione nello stretto di Hormuz”. Così la premier Giorgia Meloni. “L’Europa ha gli strumenti” per essere protagonista nella guerra “a partire dal regime sanzionatorio: se l’Iran continuerà a minacciare la libertà di navigazione di Hormuz l’Europa dovrà essere pronta ad aumentare la pressione attraverso misure mirate”, afferma la premier.
“Ucraina, è l’Ue a dover negoziare, nessuna delega a Usa”
“Dobbiamo contribuire a costruire le condizioni della pace, lavorando insieme ai nostri alleati a solide garanzie di sicurezza per l’Ucraina, una nuova architettura di sicurezza europea che possa assicurare stabilità nel lungo periodo, obiettivo per il quale è chiaramente indispensabile preservare l’unità euroatlantica, rafforzare il coordinamento tra Europa e Stati Uniti, sfida non sempre facile ma necessaria, solo che coordinamento non significa delega”. Così la premier, Giorgia Meloni.
“No a formati. Sì a figura che rappresenti Ue”
L’Unione europea deve guidare il dialogo tra Ucraina e Russia “e non subirlo. Occorre individuare chi possa rappresentare gli interessi europei al tavolo negoziale.
Nessun formato ha la legittimità di parlare a nome dell’Europa. Serve una figura autorevole”. Lo dice la premier Giorgia Meloni.
Linea Italia non cambia, sostegno a Kiev e pressione su Mosca”
La nostra solidarietà all’Ucraina resta piena, convinta, concreta. Sosteniamo attivamente la sua difesa, la resilienza del suo sistema energetico, la sicurezza dei suoi impianti nucleari, progetti per la ricostruzione. La nostra linea non cambia. Sostenere Kiev, mantenere la pressione su Mosca rappresentano ancora oggi, a nostro avviso, l’unico modo concreto di creare condizioni che possano costringere all’apertura di una seria stagione negoziale. Per questo sosteniamo il 20esimo pacchetto di sanzioni europee, perché fino a quando la Russia rifiuterà di cessate il fuoco e l’avvio di trattative reali, sarà necessario mantenere alta la pressione politica ed economica”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Meloni: “Conflitto in Ucraina supera oggi per durata Prima guerra mondiale”
“Il prossimo Consiglio Europeo si riunirà ancora una volta in una fase di trasformazioni profonde, di sfide complesse, dalla guerra in Ucraina, che proprio oggi supera per durata la Prima guerra mondiale, alla crisi in Medio Oriente, dalle tensioni che impattano sull’economia globale, alle esigenze di rafforzamento della sicurezza e della difesa comune, dalle iniziative necessarie a garantire competitività al nostro al nostro sistema produttivo, fino alle nuove emergenze sanitarie internazionali, l’Unione Europea è chiamata a dimostrare capacità di iniziativa, unità, visione strategica”.
Sui banchi del governo i vicepremier Salvini e Tajani
Sui banchi del governo sono presenti i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani e, tra gli altri, i ministri Alessandro Giuli, Gilberto Pichetto Fratin, Giuseppe Valditara, Carlo Nordio, Marina Calderone, Andrea Abodi.
Sono iniziate nell’Aula della Camera le comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno
Dopo l’intervento di Meloni si svolgerà il dibattito. A seguire, le repliche della presidente del Consiglio, i pareri del governo sulle risoluzioni e, infine, le dichiarazioni di voto e il voto sui documenti presentati dai gruppi. Nel complesso l’Aula sarà impegnata per circa cinque ore. Nel pomeriggio Meloni svolgerà le comunicazioni al Senato.
Meloni arrivata alla Camera per comunicazioni in vista Consiglio europeo
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è arrivata alla Camera per rendere le comunicazioni in vista della prossima riunione del Consiglio europeo in programma il 18 e 19 giugno a Bruxelles. Dopo l’intervento della premier si aprirà la discussione generale. Al termine prevista quindi la replica di Meloni e successivamente le dichiarazioni di voto con gli interventi, tra gli altri, della segretaria del Pd Elly Schlein, del presidente del M5s Giuseppe Conte e del deputato di Avs Angelo Bonelli.
Interventi leader opposizioni dopo comunicazioni Meloni
In dichiarazione di voto sulle risoluzioni interverranno i leader delle opposizioni: sono infatti iscritti a parlare la segretaria del Pd Elly Schlein, il presidente M5s Giuseppe Conte, Angelo Bonelli di Avs, il segretario di Più Europa Riccardo Magi, Marianna Madia per Renew. Quanto alla maggioranza, interverranno la vicesegretaria di Forza Italia Deborah Bergamini, il responsabile economia della Lega Alberto Bagnai e il capogruppo di FdI Galeazzo Bignami.


