“L’adesione al progetto europeo, all’Alleanza Atlantica e alle Nazioni Unite fu, negli anni, conferma e concreta declinazione di quei principi che hanno condotto la Repubblica Italiana a sostenere l’opera dell’Onu anche con le missioni di pace da essa patrocinate e l’azione delle Corti internazionali, presidio indispensabile di una civiltà fondata sul presupposto che, anche nelle relazioni fra Stati, a prevalere deve essere la forza della legge e non la prepotenza della forza delle armi”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo al Quirinale il corpo diplomatico accreditato in Italia.
“Il caos è tristemente evidente anche in Medio Oriente, conferma che le cattive pratiche raccolgono velocemente seguaci”.
“La irrisolta crisi indotta dal conflitto tuttora in atto a Gaza e la perdurante minaccia di una guerra su vasta scala che dall’Iran potrebbe irradiarsi a tutta la regione – e che già colpisce così brutalmente e in modo indebito la popolazione civile del Libano – ne sono l’eloquente esempio”. Mattarella ha sottolineato che “le cattive pratiche raccolgono velocemente adepti”.
IL MESSAGGIO AI PREFETTI
In occasione della festa della Repubblica il messaggio di Mattarella ai prefetti d’Italia: “Cari Prefetti, rivolgo un caloroso saluto a voi ea quanti, nei diversi territori, ricoprono pubblici uffici – ha scritto il capo dello Stato -, animano le comunità locali, sono espressioni della società civile. A quanti – cittadine e cittadini – celebrano oggi l’ottantesimo anniversario della Repubblica. Il 2 giugno 1946, il voto del popolo italiano segnò – dopo il ventennio fascista, la tragedia bellica, la lotta di Liberazione – una svolta nella storia del Paese, ponendo le basi per edificare, sulle solide fondamenta della Costituzione, un nuovo patto civile, ispirato ai principi di libertà, uguaglianza e solidarietà, spinto da una intensa sete di pace”.
“La Repubblica – prosegue Mattarella nel suo messaggio – nacque da un corale e sincero esercizio di democrazia. Ne fu protagonista il popolo italiano che affluì con straordinaria partecipazione e compostezza ai seggi, per la scelta dell’ordinamento dello Stato e l’elezione dell’Assemblea costituente. Ne furono protagoniste, in particolare, le donne, chiamate per la prima volta alle urne nella storia d’Italia, per le elezioni amministrative nel corso di quell’anno e per le consultazioni del 2 giugno”.
‘Compito della Repubblica consolidare la fiducia tra istituzioni e cittadini’
“Consolidare l’architettura della fiducia tra istituzioni e cittadini, ravvivando in ciascuno il senso più autentico della partecipazione democratica, è compito persistente nella vita della Repubblica”, scrive ancora Mattarella. “I valori della Costituzione vivono nell’azione di quanti si pongono al servizio della collettività”, sottolinea ancora.
‘Tensioni internazionali generano insicurezze nella vita dei cittadini’
Secondo il presidente della Repubblica, “nella vita dei cittadini e delle comunità si riverberano sempre più le conseguenze delle tensioni internazionali, generando preoccupazioni e insicurezze. In questo contesto, a quanti sono alla guida dei pubblici uffici sono di grande valore, nell’esercizio dei propri mandati, capacità di ascolto, lettura intelligente delle dinamiche sociali emergenti, sensibilità per le situazioni di disagio e di maggiore fragilità, per elaborare risposte efficaci. Ne dipende il futuro del Paese”.
‘Fondamentale intercettare le aspettative delle giovani generazioni’
In un altro passaggio del messaggio ai prefetti Mattarella scrive che “sostenere la trama del tessuto sociale, intercettare – insieme alla scuola e alle altre agenzie educative – bisogni, domande, aspettative delle giovani generazioni, valorizzandone talenti e potenzialità, è fondamentale. Il dialogo, l’ascolto, la prossimità sono canoni essenziali per interpretare ogni civica responsabilità orientata alla coesione sociale”.
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