lunedì, Giugno 22, 2026

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Figc: al via l’assemblea per l’elezione del nuovo presidente – Calcio

E’ stata formalmente aperta l’assemblea della Figc per l’elezione del nuovo presidente. In corsa ci sono Giancarlo Abete – che ha raggiunto per primo l’hotel Cavalieri di Roma dove si tiene l’evento – e Giovanni Malagò che ha ribadito di avvertire “un clima sereno” in vista delle votazioni. I due si sono scambiati una vista stretta di mano a favore delle telecamere.

Durante l’Assemblea sono stati intanto votati i consiglieri federali che restano confermati in blocco. Per la Lega Serie A Stefano Campoccia, Giuseppe Marotta e Giorgio Chiellini; per la Serie B Antonio Gozzi; per la Serie C Giulio Gallazzi; per la Dilettanti, Ilaria Bazzerla, Daniele Ortolano, Sergio Pedrazzini, Giacomo Fantazzini e Giuliano Tambaro; per l’AssoCalciatori Davide Biondini, Sara Gama, Valerio Bernardi e Umberto Calcagno; per gli Allenatori Giancarlo Camolese e Silvia Città. Nel frattempo fuori dall’hotel Cavalieri che ospita l’assemblea sono presenti circa 50 ultras che hanno esposto lo striscione “per un calcio giusto e popolare”. Poi il coro ‘trasferte libere’.

Gravina: ‘Comunque vada il calcio continuerà ad essere in buone mani. i problemi non si risolvono col cambio di presidente’

“Faccio tantissimi auguri e un grande in bocca al lupo a entrambi ai candidati, il calcio continuerà ad essere in buone mani chiunque sarà il presidente”. Lo ha detto Gabriele Gravina, presidente dimissionario della Figc, entrando all’assemblea elettiva della Federcalcio. “Io ho lasciato un percorso di visione, nel mio documento c’e tutto, ci sono tutte le mie idee. Se tornassi indietro cosa non rifarei? Sarei dovuto andato via prima, di cose ne abbiamo fatte tante”, ha aggiunto.

“La scelta delle dimissioni è stata convinta, meditata e molto sofferta. Una scelta di dignità personale e di responsabilità istituzionale”, ha spiegato Gravina durante l’assemblea elettiva in corso. “Sono sempre stato un orgoglioso combattente ed un fiero avversario di chi ha cercato la strada dell’emotività popolare per forzare cambi di persone, evidentemente non allineate e poco gradite, senza un supporto di tangibili motivazioni rinvenibili nel nostro sistema – ha aggiunto – Il mio passo indietro serve oggi a stimolare riflessioni, ma i problemi del calcio italiano non si risolvono cambiando il presidente della Figc. Si risolvono con una riforma coraggiosa dei campionati, con investimenti seri nei vivai, con la politica che essere voglia partner e non parte, con componenti federali che scelgano in primis il bene comune”.

Gravina ha poi concluso: “Io ho sempre operato con un unico faro: la tutela del calcio italiano, dalla base della piramide al vertice della Nazionale”. “Eppure – ha detto ancora – dobbiamo essere onesti con noi stessi: il calcio italiano vive una crisi di identità culturale prima ancora che economica. Sul piano sportivo e gestionale per troppo tempo abbiamo sottovalutato il quadro di riferimento, cercando passaggi strategici troppo ancorati agli “instant team” e poco agli investimenti. Abbiamo sbagliato il tempo delle nostre scelte: affrettando quelle di prospettiva e ritardando quelle strutturali. In campo e fuori”.

“Per finanziare i vivai il governo non ha speso un euro. Si sono sbagliati, hanno fatto il male del calcio”, le parole di Gravina sempre nel suo discorso di apertura dell’assemblea elettiva. “C’è una visione evidentemente distorta dell’interesse nazionale che è stata avallata da chi, magari solo per solleticare gli umori della piazza, si era schierato a sostegno dell’italianità dei vivai – ha proseguito -. Ma pur predicando bene, ha deciso nottetempo, una settimana fa, di sopprimere per legge anche l’unica via di finanziamento destinato alla gioventù e dei federali, eliminando il centri comma che riconosceva una minima percentuale della mutualità generale a questa finalità. nemmeno comunicata, forse pensavamo di punire la vecchia e la nuova Figc? Gravina ha poi concluso augurando il meglio ai due candidati, Giancarlo Abete, e Giovanni Malagò, aggiungendo come non faccia differenze tra “amici e diversamente amici”, un’allusione alla frase che il ministro Abodi aveva dichiarato parlando del suo rapporto con Gravina stesso.

Abete: ‘Non assumersi responsabilità non fa bene al nostro mondo’

“Dopo l’assemblea c’è sempre una ripartenza. Ora è il momento di gettare dei semi per avere un dialogo costruttivo tra le componenti”. Lo ha detto il presidente della Lnd e candidato alla presidenza della Figc, Giancarlo Abete, arrivando all’assemblea elettiva della Federcalcio. “Ho portato avanti, e continuo a farlo, un confronto di politica sportiva – ha aggiunto -. Sarebbe incredibile che dopo le dimissioni Gravina si ripartisse con lo stesso consiglio senza aver affrontare i contenuti. Ogni volta che si viene eliminati dal mondiale sacrificare il presidente non assumendosi delle responsabilità non fa bene al nostro mondo. Il problema non è la qualità della persona, Malagò è una persona di qualità ma bisogna sciogliere dei nodi che non sono stati sciolti”.

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