Dopo una lunga discussione e tantissime polemiche, alla Camera dei deputati è il giorno del voto finale sul dl sicurezza. Poi, subito dopo, l’esecutivo si riunirà nell’aula del governo a Montecitorio per il decreto correttivo sul contestato bonus per i rimpatri.
Dl sicurezza, fonti: attesa questa sera pubblicazione in Gazzetta ufficiale assieme a dl rimpatri
Dovrebbero essere pubblicati già oggi, a partire dalle 18, in Gazzetta ufficiale il decreto Sicurezza, che verrà approvato in tarda mattinata in via definitiva dalla Camera, e il decreto Rimpatri, che verrà varato subito dopo dal Cdm per correggere la norma sugli incentivi agli avvocati, finita sotto la lente del Quirinale. È quanto si apprende da fonti della Gazzetta ufficiale. Sui due testi – salvo sorprese o ulteriori rilievi – è attesa la firma contestuale del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che quindi potrebbe arrivare già nel pomeriggio.
Grimaldi (Avs): “Risponderemo nelle urne e nelle piazze”
“La sicurezza, in uno stato costituzionale, non è mai solo un problema di ordine pubblico. Vedete, esiste una domanda di sicurezza che attraversa il paese e ha radici profonde. Quella domanda parla di lavoro povero, precarietà, emergenza abitativa, rinuncia alle cure, beni inaccessibili. Questa è l’insicurezza che le persone vivono e che voi non volete affrontare. Siete presi dalla mania del controllo e non sapete cosa sia la protezione sociale”. Così Marco Grimaldi di Avs in nel corso di un intervento nell’aula e poi fuori nella piazza dei No kings è arrivata ieri notte sotto il palazzo di Montecitorio pacificamente con una fiaccolata.
Sallemi (FdI): “Decreto assolutamente costituzionale”
“Il decreto è assolutamente costituzionale. L’unico punto che è stato sollevato da parte della presidenza della Repubblica è sull’emendamento relativo al riconoscimento dei 615 euro per gli avvocati nel caso in cui avevano assistito un immigrato che richiedeva volontariamente, autodeterminandosi, di lasciare il territorio nazionale”. Così il senatore Salvo Sallemivicepresidente al senato di Fratelli d’Italia, intervenuto a Dissocial, in onda su radio Cusano, commentando le polemiche delle opposizioni sul decreto sicurezza.
Costa (Forza Italia): “Sì a decreto che tutela cittadini e forze dell’ordine”
“Diciamo sì al decreto sicurezza perché combattere lo spaccio di droga, le rapine, i borseggi e impedisce ai violenti di prendere parte alle manifestazioni. Aumenta la videosorveglianza, tutela le forze dell’ordine e contrasta l’immigrazione clandestina”. Così Enrico Costapresidente dei deputati di Forza Italia, in una dichiarazione al Tg1 di ieri sera.
Schlein: “Forzatura istituzionale incredibile”
“È una forzatura istituzionale incredibile”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein ieri sera a Piazzapulita su La7 sulla norma sui rimpatri inserita nel decreto sicurezza. “Ma come gli è venuto in mente di fare una norma che piega la nobile professione dell’avvocato a fare l’esecutore della volontà del governo di turno per rimpatriare? Come gli è venuto in mente di fare una norma che incrina il rapporto di fiducia tra l’avvocato e la persona che assiste? E aggiungo, una norma che viola un principio costituzionale, quello del diritto alla difesa. E oltretutto, quando il Quirinale ha fatto i suoi rilievi, anziché fermarsi, hanno tirato dritto, costringendo l’Aula a votare una norma incostituzionale per poi modificarla due minuti dopo».
Cuperlo cita Cetto La Qualunque contro il bonus rimpatri
Decreto Sicurezza, Cuperlo cita Cetto La Qualunque contro il bonus rimpatri

Bonus sui rimpatri, c’è l’intesa: norma a tempo e pochi soldi
La fumata bianca sul pasticcio rimpatri arriva a sera. Poco dopo le 8, da Cipro, Giorgia Meloni fa convocare ufficialmente ad Alfredo Mantovano il Cdm che oggi, intorno all’ora di pranzo, dovrà varare il decreto bis sulla sicurezza, la toppa per rammendare l’ultimo strappo dell’esecutivo con il Quirinale. È lo stesso Mantovano a spedire la bozza del provvedimento al Colle, decreto intitolato così: «Disposizioni urgenti in materia di rimpatri volontari assistiti». Ultime limature fino al tramonto, poi il disco verde: c’è l’intesa, trapela da fonti governative.


Pd: “Decreto certificato fallimento del governo Meloni”
Si è conclusa alla Camera la fase delle dichiarazioni di voto sul decreto sicurezza, che ha visto un forte impegno del gruppo parlamentare del Partito democratico nel contrasto al provvedimento. Nel corso della “seduta fiume” si sono registrati 106 interventi in Aula, di cui 58 del Partito democratico. Negli interventi delle deputate e dei deputati democratici è stato sottolineato come il decreto rappresenti “la certificazione del fallimento dell’azione del governo Meloni: siamo già al quarto decreto in materia, prova dell’inefficacia delle misure adottate”. Nel mirino anche la linea dell’esecutivo, giudicata “sempre uguale a sé stessa: nuovi reati e pene più alte, senza rispondere ai bisogni reali di sicurezza di cittadini e territori”. Critiche infine al metodo, con “strappi e forzature che hanno compresso il dibattito parlamentare fino al paradosso di una Camera chiamata a votare una norma ritenuta incostituzionale”. Il risultato, per il Pd, è un “pasticcio istituzionale senza precedenti”. Nel corso del dibattito i democratici hanno inoltre richiamato più volte i principi costituzionali sottolineando come sia “profondamente sbagliato colpire i fondamenti della democrazia, a partire dal diritto al dissenso”.


