martedì, Giugno 9, 2026

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Diego Abatantuono, 71 anni tra cinema e tv: l’antidivo “eccezzziunale”

Diego Abatantuono è uno dei rappresentanti più importanti del cinema italiano contemporaneo. Non solo per quello che ha fatto nel tempo, fra dramma e commedia, con grandi registi come Pupi Avati e Gabriele Salvatoresma per quello che continua a fare e garantire in ambito prestativo. L’attore sembra sempre scanzonato e sornione, ma conserva un talento cristallino che si porta dietro dai tempi del Club del derby. Quella, ai tempi, era givetta. Oggi è diventata necessità, più della platea che sua, in grado di reinventarsi per volere del pubblico e senza rimanere mai schiavo dei suoi trascorsi.

Per tutti è il Ras della Fossama quello resta uno dei tanti personaggi che ha fatto e reso in maniera magistrale. Esattamente vieni Cecco il panettiere all’interno di Fantozzi. Abatantuono è molto altro, soprattutto quando non ci sono le telecamere. Presente, foglio e disponibile. In scena, ma anche fuori. Lo si vede quando prepara un film o un appuntamento televisivo. La precisione è la stessa, maniacale, degli esordi. Ogni ruolo cambia: una metamorfosi (anche fisica) che lo porta a trasformarsi in concreto.

Diego Abatantuono festeggia 71 anni

Lo abbiamo visto recentemente da Fazio con una barba più bianca, per poi tornare al suo colore solito. Quel brizzolato importante che ricorda il finale di Mediterraneo a cui lui e gli altri protagonisti dell’opera, ora, somigliano sempre più. Abatantuono cambia perché sa quanto è importante non fermarsi nemmeno per preparare un ruolo. Esserci e adattarsi alle tendenze, senza sacrificare certi valori, è fondamentale. Vitale. Ecco perché a 71 anni la lezione non solo l’ha imparata, può addirittura trasmetterla agli altri. A chi guarda ea chi vorrebbe ambire a essere come lui: un miracolo per cui non basterebbe nemmeno, per restare in tema, il mago di Segrate.

Diego Abatantuono festeggia un compleanno eccezzziunale
Diego Abatantuono nel film Eccezzziunale Veramente (Wikipedia pagina ufficiale) – Cineblog

Abatantuono è eclettismo, dialettica, ma anche tanto studio. Analisi dello spazio scenico, dei tempi, attenzione alle parole da dire ma soprattutto a quelle da tenere per sè. Capire quando è il momento di fare un passo indietro e quando, invece, occorre premere sull’acceleratore. Un viatico, artistico e professionale, per lui non ancora concluso. Anzi, sempre più ricco di nuove e importanti fermate. In sala, in televisione e persino sotto il tavolo.

Un talento al servizio della settima arte

Nel tempo, infatti, ha aperto anche una serie di ristoranti. Alcuni specializzati in polpette, uno dei suoi piatti preferiti. La ricetta del successo è proprio saper cucinare al meglio con gli ingredienti che si hanno a disposizione. Un mantra che, per lui, funziona anche davanti alla macchina da presa. Ha fatto ridere con Eccezzziunale Veramente e Attila – Flagello di Diopassando per I Fichissimi e Viulentemente Mia. Ha fatto emozionare con Mediterraneo, Porto Escondido, Regalo di Natale e Tutto il Mio Folle Amore.

Attila - Flagello di Dio Diego Abatantuono nei panni di un personaggio cult
Attila – Flagello di Dio, con Diego Abatantuono (Wikipedia pagina ufficiale) – Cineblog

Andando oltre possiamo dire che ha portato il pubblico a riflettere anche nel corso di opere più recenti, come La Vita Va Così di Riccardo Milani. Abatantuono cambia restando sempre fedele a sè stesso. Questa è la sua forza, insieme a un’umiltà disarmante in grado di metterlo sempre in primo piano. Anche quando potrebbe o vorrebbe evitare. L’attore, però, sa benissimo che dire no è un impegno, ma garantire il proprio sì diventa una responsabilità.

Il futuro tra nuove sfide e grandi attese

Condizione che non ha mai disatteso, neanche quando si è trattato di tornare dagli amici e colleghi della La Banda della Gialappa nei panni di Dart Fener. Sensualità a Corte e Marcello Cesena grazie. La voglia e l’impellenza di mescolare alto e basso, dramma e commedia con la grazie e il garbo di un veterano. In grado di mettere in mostra l’estro al momento giusto senza strafare. Neppure quando occorre soffiare più forte del solito sulla candelina numero 71, in attesa di una ciliegina (professionale) sempre più gustosa. Per scoprirlo sarà sufficiente attendere qualche mese, nel frattempo basta il tasto del rewind e qualche augurio sentito.

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