ROMA – Unipol avrà un ruolo da protagonista nel secondo atto del rischio bancario che ha preso il via ieri, con la mossa di Banco Bpm che ha aperto all’aggregazione alla pari con Montepaschi e la contromossa di Intesa Sanpaolo che ha lanciato una Opas sulla banca senese. Il più grande gruppo bancario italiano, rimasto a guardare durante il primo tempo del rischio iniziato nell’autunno 2024 e conclusosi ad aprile 2026 con il ritorno di Luigi Lovaglio al timone di Mps dopo il successo dell’operazione su Mediobanca, non si può però muovere da solo per ragioni di antitrust. Ed è qua che entra nel gioco Unipol. Il gruppo di Carlo Cimbri è disposto a fare da sponda, rilevare 635 filiali di Mps una volta che l’offerta di Intesa avrà successo e girarle a Bper, di cui è primo azionista. Per farlo, è disposto a un aumento di capitale fino a 2,5 miliardi di euro. Oggi alle 9.30 si conclude il cda di Montepaschiconvocato in risposta alla lettera di Bpm.
Unipol: aumento capitale fino a 2,5 mld per operazione Mps
Unipol sosterrà il progetto di acquisizione delle 635 filiali Mps attraverso un aumento di capitale fino a 2,5 miliardi di euro. Lo prevede il piano approvato dal consiglio di amministrazione del gruppo assicurativo nell’ambito dell’operazione collegata all’Opas lanciata da Intesa Sanpaolo su Banca Monte dei Paschi di Siena. Nel dettaglio, Unipol sottoporrà a una prossima assemblea straordinaria la proposta di delega al consiglio di amministrazione per aumentare il capitale sociale, in una o più tranche, per un importo massimo complessivo pari a 2,5 miliardi di euro, comprensivo di sovrapprezzo. L’operazione sarà realizzata mediante emissione di nuove azioni ordinarie offerte in opzione agli azionisti.
I termini definitivi dell’aumento di capitale, compreso il prezzo di emissione e il rapporto di opzione, saranno definiti in prossimità dell’avvio dell’offerta, che Unipol prevede possa essere completato nel corso del 2026 in funzione delle condizioni di mercato. La società sottolinea che le principali azioni cooperative di riferimento, titolari di circa il 49% del capitale, hanno già manifestato la disponibilità a sottoscrivere l’aumento per le quota di rispettiva competenza. L’aumento di capitale è funzionale all’acquisizione da parte di Intesa Sanpaolo di una banca costituita da 635 filiali Mps e delle strutture necessarie per operare in modo autonomo. Il il corrispettivo massimo dell’operazione è stimato in 3,5 miliardi di euro.
Unipol alza i dividendi 2026 a 930 milioni, con Mps accelererà gli obiettivi del piano
Unipol stima di distribuire agli azionisti un monte dividendi di almeno 930 milioni di euro a valere sul bilancio 2026, rispetto ai circa 800 milioni dell’esercizio 2025 e grazie all’acquisizione di Mps vedrà “migliorato il suo profilo reddituale, attuale e prospettico, accelerando l’esecuzione della strategia del piano 2025-2027 e il raggiungimento dei relativi obiettivi”.
All’esito dell’acquisizione degli sportelli Mps, la compagnia bolognese disporrà di un coefficiente di solvibilità superiore al 200%, con sottostante un coefficiente di solvibilità del solo comparto assicurativo superiore al 280% e un Cet1 del comparto bancario superiore al 15%.
Unipol punta al controllo di fatto di Bper, derivato sul 5%
Unipol intende “conseguire il controllo di fatto” di Bper nell’ambito della combinazione con le filiali di Mps che rileverà da Intesa Sanpaolo, senza però promuovere un’offerta pubblica di acquisto o scambio sull’istituto modenese di cui è socio di riferimento con quasi il 20% del capitale. Il gruppo bolognese, si legge in una nota, ha sottoscritto due contratti derivati con scadenza massima a 25 mesi e 35 mesi e con sottostante il 4,99% del capitale di Bper, con facoltà di regolamento mediante consegna delle azioni. La stipulazione di tali derivati è funzionale anche ad avere “un’ulteriore opzione per ottenere il controllo di fatto di Bper”.
Unipol, Bper-Mps secondo gruppo bancario con azionariato italiano
L’acquisizione da parte di Unipol degli sportelli Mps e la loro unione con Bper porterebbe alla “creazione di un nuovo campione italiano nel settore bancario nazionale che si posizionerebbe al secondo posto, in particolare nella raccolta diretta, nei prestiti alla clientela e nel numero di sportelli” e al “consolidamento del sistema bancario domestico, guidato da primari operatori nazionali con azionisti ‘core’ italiani, valorizzando il marchio della banca più antica del mondo e il relativo radicamento territoriale, preservandone al contemporaneo il profilo identitario e storico”. Lo afferma Unipol in una nota in cui stima in “oltre 800 milioni di euro” le sinergie dell’operazione.
Unipol rileverà 635 filiali Mps
Unipol ha sottoscritto un accordo con Intesa Sanpaolo per l’acquisizione di una banca composta da 635 filiali di Mps una volta completata l’operazione lanciata da Cà de Sass sul Monte dei Paschi. La compagnia presieduta da Carlo Cimbri, si legge in una nota, proporrà a Bper, di cui è azionista di riferimento, una combinazione tra la stessa Bper e la banca ceduta da Intesa, con il gruppo post-fusione che prenderà il nome Banca Monte dei Paschi.
Intesa Sanpaolo approva Opas su Mps
Il cda di Intesa Sanpaolo ha approvato un’operazione di acquisto e scambio da 30 miliardi su Mps – 1,6 azioni di Intesa per ogni azione di Montepaschi, più un euro, premio del 12,5% –. Nell’operazione architettata dal ceo Carlo Messina c’è anche l’Unipol di Carlo Cembri, destinatario di 635 filiali del Monte, del marchio e delle sue attività centrali, da fondere poi in Bper su cui punta al “controllo di fatto”.
Mps, la lettera di Bpm e la contromossa di Intesa
Con una riunione del cda di domenica 7 giugno Banco Bpm ha proposto UN Banca Monte dei Paschi di Siena di discutere e concordare un’operazione di aggregazione. La mossa èstata definita “difensiva”, e infatti intorno alle 20 si è riuniot il cda straordinario di Intesa Sanpaolo per approvare l’operazione su Mps: un’operazione di acquisto e scambio da 30 miliardi che coinvolge anche Unipol (e Bper). La preda finale è Generali: è ripartito il rischio bancario.


