Gli automobilisti del Regno Unito si stanno preparando a un forte aumento dei costi del carburante, con i prezzi della benzina che dovrebbero superare 1,50 sterline al litro per la prima volta in quasi due anni, mentre le ricadute del conflitto in Medio Oriente continuano a diffondersi sui mercati energetici.
Secondo il RAC, il prezzo medio della benzina è già salito a 149,82 pence al litro e probabilmente supererà presto la soglia dei 150 pence. I prezzi del diesel sono aumentati ancora più rapidamente, raggiungendo una media di 176,66 pence al litro, un aumento di oltre 34 pence dall’inizio degli attacchi contro l’Iran.
L’aumento segna i prezzi del diesel più alti dalla crisi energetica innescata dall’invasione russa dell’Ucraina alla fine del 2022, sottolineando la sensibilità dei mercati dei carburanti agli shock geopolitici.
Il principale motore dell’aumento è il forte aumento dei prezzi globali del petrolio. Il greggio Brent è attualmente scambiato a circa 107 dollari al barile, dopo essere salito dai circa 70 dollari di un mese fa e avvicinarsi brevemente ai 120 dollari all’inizio di giugno.
Simon Williams del RAC ha affermato che i dati all’ingrosso sul carburante suggeriscono che sono probabili ulteriori aumenti nel breve termine, con la benzina che potrebbe raggiungere 152 pence al litro e il diesel che salirà verso 185 pence.
“Mentre l’aumento dei costi alle pompe sta mettendo a dura prova gli automobilisti, finché il petrolio rimane intorno ai 100 dollari, i prezzi dovrebbero iniziare a stabilizzarsi”, ha affermato, avvertendo però che un’ulteriore volatilità rimane possibile a seconda degli sviluppi del conflitto.
I prezzi del carburante continuano a variare in modo significativo in tutto il Regno Unito, con gli automobilisti nelle zone rurali e nelle stazioni di servizio autostradali che spesso pagano le tariffe più alte.
I prezzi della benzina ai piazzali autostradali hanno già superato i 171 pence al litro, mentre alcune località fanno pagare più di 190 pence per il diesel, con una manciata che supera i 200 pence. Al contrario, in alcune parti del Lancashire gli automobilisti pagano la benzina più vicino ai 143 centesimi, evidenziando una crescente disparità regionale.
Si prevede che l’aumento dei costi del carburante si trasformerà in un’inflazione più ampia, influenzando i costi di trasporto, le catene di approvvigionamento e il prezzo di beni e servizi.
Per le famiglie, l’aumento dei prezzi della benzina e del diesel rappresenta un impatto immediato sul reddito disponibile, in particolare per coloro che fanno affidamento sull’auto per spostarsi o che vivono in aree con trasporti pubblici limitati.
Anche le imprese, soprattutto quelle operanti nel settore della logistica e dei trasporti, si trovano ad affrontare un aumento dei costi operativi, che in ultima analisi potrebbero essere trasferiti ai consumatori.
Mentre gli automobilisti devono affrontare costi crescenti, il governo è destinato a beneficiare dell’aumento delle entrate fiscali. I prezzi del carburante nel Regno Unito sono soggetti a un’IVA del 20%, che viene applicata in aggiunta all’imposta sul carburante, creando di fatto una “tassa su tassa”.
La Fondazione RAC stima che lo scorso anno gli automobilisti britannici abbiano consumato quasi 47 miliardi di litri di carburante. Sulla base dei prezzi pre-bellico, ciò avrebbe generato circa 13 miliardi di sterline Entrate IVA.
Con i prezzi della benzina e del diesel in forte aumento, si prevede che tale cifra salirà a circa 15,5 miliardi di sterline, consegnando al Tesoro un guadagno inaspettato stimato di 2,5 miliardi di sterline.
Il governo ha accusato i rivenditori di carburante di trarre profitto dall’aumento dei prezzi, anche se gli operatori dei piazzali hanno respinto le accuse, sostenendo che i maggiori costi all’ingrosso vengono trasferiti ai consumatori.
Il dibattito evidenzia le tensioni in corso sulla trasparenza dei prezzi del carburante e sulla distribuzione dei costi lungo la catena di approvvigionamento.
Molto dipenderà dalla traiettoria dei prezzi del petrolio nelle prossime settimane. Se le tensioni geopolitiche si allentassero e l’offerta si stabilizzasse, i prezzi potrebbero stabilizzarsi o iniziare a scendere. Tuttavia, uno sconvolgimento prolungato dei mercati energetici globali potrebbe spingere i costi ancora più in alto.
Per ora, gli automobilisti si trovano ad affrontare un nuovo periodo di volatilità alle pompe, a testimonianza di quanto velocemente gli eventi globali possano tradursi in pressioni economiche quotidiane.


