mercoledì, Giugno 10, 2026

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Un bacio da Roma

Partiamo dal classico assoluto di Roma al cinema, Vacanze romane, William Wyler, 1954, Gregory Peck, Audrey Hepburn e una Vespa Piaggio. Il luogo simbolo del film è probabilmente la Bocca della Verità e il tempio di Vesta, ma la pellicola è un lungo tour in una capitale da cartolina al punto che oggi i tour sono organizzati davvero (su pericolosissimi sidecar) ei turisti li affollano. Il mio consiglio? Scegliere qualche rotta meno battuta e scontata.

Per esempio, un bel giro all’insegna del neorealismo e del post-neorealismo, a cominciare dal quartiere Pigneto, dove Rossellini girò Roma città aperta nel 1945, un film che definì un’intera stagione del cinema mondiale. Indirizzo chiave, Via Raimondo Montecuccoli, al civico 17 e 36, ma anche la Chiesa di Sant’Elena, sulla Casilina. Sempre al Pigneto, nascosti dalla marea di locali più o meno alla moda e alternativi che caratterizzano un quartiere che è diventato una specie di Greenwich Village de noantri, si trovano ancora le tracce dell’Accattone di Pasolini. Se invece cercate qualcosa di relativamente più leggero, immancabile un salto in Via Alesia per arrivare davanti ai palazzi dei Campi Flegrei assieme ai protagonisti de I soliti ignoti di Monicelli. Quasi pleonastico citare poi Via Veneto e la Fontana di Trevi, di Fellini e deLa dolce vita (e, non incidentalmente, de La grande bellezza di Sorrentino). E per terminare il nostro percorso in bianco e nero, ma spostandoci nel cinema moderno, consiglio il quartiere Testaccio, dove Paola Cortellesi ha raccontato nel suo C’è ancora domani il dopoguerra capitolino, con molte scene nel cortile caratteristico di un palazzo in Via Bodoni, a due passi dal Lungotevere.

Altro possibile percorso a tema è quello che segue le tracce di Carlo Verdone che ha costruito una sua mappa personale di tappe romane tra cui abbiamo scelto quella particolarmente anomala del Bioparco di Villa Borghese (che all’epoca era chiamato semplicemente “zoo”) dove, in Un sacco belloil personaggio di Leo trascorre il Ferragosto al giardino zoologico con Marisol, la ragazza spagnola conosciuta per caso. Se invece è Nanni Moretti quello di cui volete ripercorrere le tracce, potete farvi un giro dalle parti di Monteverde, Castel Sant’Angelo, Piazza Mazzini ei Fori Imperiali, dove Moretti ha fatto sfilare gli elefanti de Il sol dell’avvenire. Visto che siamo in centro, spostiamoci dalle parti del Vaticano, dove però è impossibile girare e così, per ConclaveHollywood è stata costretta a usare il Palazzo dei Congressi come auditorium in cui i cardinali conducono i loro dibattiti, mentre la Cappella Sistina è stata ricostruita a Cinecittà a partire da un vecchio set conservato negli anni. Stessa sorte è toccata a Immacolato (horror di Michael Mohan con Sydney Sweeney) che ha dovuto ricreare i palazzi ecclesiastici tra Palazzo Doria Pamphilj e Villa Parisi a Frascati, la stessa villa dove Mario Bava girò Il segno rosso della follia.

Se invece avete voglia di azione e volete restare nel cuore della capitale, per X veloce di Louis Leterrier sono state usate circa venti strade romane, dal Lungotevere Aventino a Via del Teatro Marcello, da Via dei Funari a Via degli Astalli e Piazza Campitelli, con il convoglio di Toretto che parte dalla Fontana dell’Acqua Paola a Trastevere e attraversa l’Altare della Patria, il Teatro Marcello e il Foro Romano (ma molte scene sono state in realtà girate a Torino, con Piazza San Carlo che doppia Piazza del Popolo e Ponte Vittorio Emanuele I che interpreta i dintorni del Vaticano). E sempre in ambito di inseguimenti ed esplosioni, Missione: Impossibile – Resa dei conti usa la città in lungo e in largo: Via dei Funari, Via Nazionale, Via di Santa Maria Maggiore, la Chiesa di Santa Caterina e la Scalinata di Trinità dei Monti. Impossibile poi dimenticare Spettrodove l’Aston Martin di James Bond corre sul Lungo Tevere e attorno all’Isola Tiberina. Sempre la spia con il doppio zero ci porta poi nel quartiere dell’Eur, dove il Museo della Civiltà Romana viene reinventato come grande cimitero monumentale. Bisogna segnalare che l’Eur è un luogo così anomalo della città che si è prestato bene anche per essere lo scenario di uno strano e inquietante film post-apocalittico di vampiri, L’ultimo uomo della Terra (1964) di Ubaldo Ragonacon Vincent Price come protagonista e primo adattamento cinematografico di Io sono leggenda di Matheson.

Visto che ormai siamo a Sud della città, tanto vale spingerci verso Ostia per addentrarci nei luoghi della trilogia dell’emarginazione di Caligari (Amore tossico, L’odore della notte, Non essere cattivo)una delle rare opere cinematografiche costruite interamente sulla periferia romana, l’unico itinerario cinematografico di questa città senza niente di pittoresco. E proprio sul litorale romano si conclude il nostro percorso da turisti, all’insegna di una città di cinema e per il cinema. Nonostante tutto.

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