Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che “non è previsto alcun incontro con gli Stati Uniti” in Pakistan, replicando alle anticipazioni rilanciate da Axios che citava fonti di Islamabad indicando lunedì come possibile data per colloqui diretti tra i rappresentanti di Teheran e Washington. Lo stesso ministro Abbas Araghchi incontrerà comunque alti funzionari pakistani e ha auspicato nuove interazioni costruttive. Trump ha inviato Witkoff e Kushner. Non sarà più invece al tavolo dei negoziati il presidente del Parlamento Ghalibaf che lascia per dissidi interni
Teheran: “Gli Usa stanno cercando di salvare la faccia e uscire dalla guerra”
Il ministero della Difesa iraniano ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno cercando un modo per “salvare la faccia” e uscire dalla guerra, mentre gli inviati statunitensi si recano in Pakistan per negoziati di pace. “La nostra potenza militare è oggi dominante e il nemico sta cercando un modo per salvare la faccia e uscire dal pantano bellico in cui è rimasto intrappolato”, ha riportato l’agenzia di stampa Isna citando un portavoce del ministero
Media: “La Turchia potrebbe partecipare all’operazione di sminamento dello Stretto di Hormuz”
La Turchia potrebbe valutare la possibilità di partecipare alle operazioni di sminamento nello Stretto di Hormuz in seguito a un possibile accordo di pace tra Iran e Stati Uniti, ha dichiarato il ministro degli Esteri Hakan Fidan, come riportato da Iran International. Parlando a Londra, Fidan ha affermato che, dopo un eventuale accordo, un team tecnico multinazionale si occuperebbe probabilmente delle operazioni di sminamento e che la Turchia non avrebbe “alcun problema” a parteciparvi. Ha aggiunto che Ankara rivaluterebbe il proprio ruolo qualora una tale coalizione fosse coinvolta in un nuovo conflitto e ha affermato che le questioni relative al programma nucleare iraniano potrebbero essere risolte nel prossimo ciclo di colloqui in Pakistan
Media: “Araghchi consegna al Pakistan la risposta per gli Usa”
Com’era stato preannunciato, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha consegnato al Pakistan la risposta di Teheran alle proposte degli Stati Uniti per i negoziati in corso. A quanto riporta Irib news, Araghchi ha trasmesso le osservazioni al capo di Stato maggiore Asem Munir, mediatore tra Teheran e Washington. Il testo è “esaustivo” e contiene “tutte le considerazioni di Teheran”, spiega l’emittente di Stato
La giornalista Usa rapita in Iraq: “Picchiata e lasciata senza cure”
La giornalista americana Shelley Kittleson, rapita a Baghdad, in Iraq, il mese scorso, ha raccontato alla Cnn di essere stata picchiata “in modo piuttosto violento”, bendata e legata con fascette di plastica durante il suo sequestro da parte di una milizia filo-iraniana. Ha affermato di non aver ricevuto alcuna assistenza medica durante la detenzione e che le è stato detto che il suo passaporto americano era il motivo del suo rapimento. “Mi hanno detto: ‘Sappiamo che il pubblico americano non ha colpa, ma questa è la guerra e tu sei in Iraq. Hai fatto un errore a venire qui'”, ha raccontato
Teheran giustizia un iraniano accusandolo di essere pagato dal Mossad
L’Iran ha giustiziato un cittadino iraniano, Erfan Kiani, sostenendo che fosse un “mercenario del Mossad” e che avesse partecipato ad atti di vandalismo e violenza durante le proteste contro il regime. Secondo l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, citata dal media israeliano Ynet, Kiani era “uno dei principali istigatori del nemico nelle rivolte di gennaio nella città di Isfahan”, aveva appiccato incendi a proprietà pubbliche e private e seminato paura e terrore brandendo un machete
Media: “La Germania invierà un dragamine a Hormuz”
La Marina tedesca invierà una dragamine nel Mediterraneo per prepararsi a un possibile dispiegamento nello Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il ministro della Difesa Boris Pistorius al quotidiano tedesco Rheinische Post, a quanto riporta Al Jazeera. Il dragamine dovrebbe essere schierato insieme a una nave comando e di rifornimento, ha detto il ministro, senza specificare quando partiranno le navi
Teheran: “Smantellate cellule curde affiliate al nemico”
I Pasdaran hanno annunciato di avere smantellato una vasta rete di miliziani curdi che stavano preparando il terreno per un attacco nemico. Lo riporta l’agenzia Fars. Oltre 250 “agenti controrivoluzionari” sono stati arrestati “Nel corso di una serie di operazioni condotte nelle province del Kurdistan e di Kermanshah, sono state individuate e neutralizzate diverse cellule affiliate a gruppi controrivoluzionari, sostenute dagli Stati Uniti e dal regime sionista, che cercavano di preparare il terreno per un attacco militare nemico proveniente dalla parte occidentale del Paese”, si legge nella nota ufficiale. La rete, assicura il comunicato, è stata duramente colpita. Nel Kurdistan “undici persone sono state fermate, una è stata uccisa”. Arrestati anche 73 “individui affiliati a gruppi controrivoluzionari attivi sul territorio nazionale”. Nella provincia di Kermanshah, “il corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha identificato e arrestato 155 agenti di gruppi controrivoluzionari” tra cui 4 spie del Mossad”. Nelle due operazioni sono state sequestrate anche migliaia di armi e munizioni
Media, da Araghchi a Munir la risposta “esaustiva dell’Iran alle proposte”
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha comunicato la risposta di Teheran alle proposte durante l’incontro con il capo dell’esercito pakistano Asim Munir. La risposta è stata descritta come “esaustiva” e in grado di riflettere tutte le considerazioni dell’Iran. Lo scrive Iran International, citando media statali iraniani. Anche secondo il media giordano Roya News, che cita la tv di stato iraniana, Araghchi ha portato la risposta ufficiale di Teheran alle proposte avanzate dal generale Munir
Ghalibaf a Katz: morirete dalla rabbia
Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Ghalibaf, ha attaccato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz per avere detto che Tel Aviv sta aspettando il via libera degli Stati Uniti per attaccare di nuovo. “La rabbia del nemico e le insensatezze di quel ministro criminale derivano dalla nostra unità attorno all’asse della Guida e dal fallimento dei loro piani”, ha scritto su X.
“Siate arrabbiati e morite da questa rabbia”, ha aggiunto.
“Almeno 43 navi portacontainer ancora bloccate nel Golfo Persico”
Almeno 43 navi portacontainer appartenenti alle 10 maggiori compagnie di navigazione al mondo sono ancora bloccate nel Golfo Persico. Lo riporta Al Jazeera. Le principali compagnie di navigazione hanno sospeso i loro servizi nella regione dall’inizio della guerra contro l’Iran, alla fine di febbraio, “causando ritardi significativi e un aumento dei costi per il commercio globale”, secondo Lloyd’s List, rivista specializzata nel settore marittimo. Alcune navi appartenenti a Cma Cgm, Cosco, Hapag-Lloyd e Msc sono riuscite a “evacuare… in sicurezza”, ha aggiunto Lloyd’s List, “sebbene due navi Msc siano state sequestrate dalle autorità iraniane”.
Araghchi vede capo Stato maggiore Pakistan Munir
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha incontrato a Islamabad il capo di Stato maggiore pakistano Asim Munir, che sta mediando tra Teheran e gli Stati Uniti. La tv iraniana ha trasmesso le immagini dell’inizio dell’incontro.
Iran, colloquio tra ministri Esteri di Egitto e Pakistan
Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty e il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar hanno avuto un colloquio telefonico per discutere di come far avanzare un percorso diplomatico tra Stati Uniti e Iran. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri egiziano, a quanto riportano i media israeliani.
Iran: Usa sanno di non poterci imporre blocco navale
Gli Stati Uniti non hanno i mezzi per imporre un blocco navale all’Iran. Ad assicurarlo è stato Gholam Hossein Mohseni Ejei, capo della magistratura iraniana, in un post sui suoi canali social riportato dalla televisione di stato. “Gli americani dovrebbero sapere che non hanno la capacità di imporre un blocco navale all’Iran”, ha detto, “gli eventi di Isfahan e Tabas (sconfitte storiche degli Usa secondo l’Iran, ndr) si ripeteranno nelle acque del Golfo Persico”.
Giappone valuta l’invio di dragamine a Hormuz dopo richieste di Trump
Il governo giapponese considera l’invio di dragamine delle Forze marittime di autodifesa nello Stretto di Hormuz, a fronte della richiesta del presidente statunitense Donald Trump di contribuire alla sicurezza della navigazione nello snodo considerato cruciale per gli approvvigionamenti di petrolio a livello globale. Takayuki Kobayashi, presidente del Policy Research Council del Partito Liberaldemocratico (Ldp), ha sollecitato l’esecutivo a valutare l’impiego di unità dragamine una volta cessate le ostilità tra Stati Uniti e Iran, sottolineando che la mossa rappresenterebbe “una delle opzioni per tutelare gli interessi nazionali del Giappone nel rispetto dei vincoli normativi”.
In merito alla richiesta avanzata da Trump durante l’incontro bilaterale di marzo, la premier Takaichi ha ricordato che esistono attività che il Giappone può o non può svolgere alla luce del proprio ordinamento giuridico, con particolare riferimento ai limiti posti dalla Costituzione pacifista. Ai sensi della legge sulle Forze di Autodifesa, Tokyo può ad esempio dispiegare navi specializzate per bonificare aree da ordigni residuati di conflitti armati.
Usa mantengono blocco navale: 29 imbarcazioni fermate
Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha confermato che il blocco navale ordinato dal presidente Donald Trump resta pienamente operativo, nonostante la proroga del cessate il fuoco e l’imminente ripresa dei negoziati in Pakistan. L’esercito Usa ha diffuso le immagini del cacciatorpediniere USS Rafael Peralta impegnato nell’intercettazione di un mercantile battente bandiera iraniana. Dall’inizio delle operazioni, lo scorso 13 aprile, sono almeno 29 le imbarcazioni dirette o provenienti dai porti iraniani costrette a interrompere la navigazione. Il bilancio dei sequestri confermati include una nave cargo, catturata con l’uso della forza, e una petroliera sospettata di trasportare greggio. Secondo il Dipartimento del Tesoro americano, il blocco è in grado di paralizzare il 90% del commercio marittimo di Teheran, una misura che le autorità iraniane hanno equiparato a un vero e proprio “attentato” alla sicurezza nazionale.
Sei morti nei raid di Israele in Libano nonostante il cessate il fuoco
Almeno sei persone sono rimaste uccise ieri in Libano a seguito di una serie di attacchi aerei israeliani, nonostante sia formalmente in vigore il cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah. Lo ha reso noto il ministero della Salute libanese, precisando che i raid hanno colpito diverse località nel sud del Paese: due vittime a Wadi al-Hujair, due a Touline e una rispettivamente a Srifa e Yater. L’esercito israeliano ha confermato le uccisioni nella città di Bint Jbeil già teatro di violenti scontri prima della tregua del 17 aprile sostenendo che si tratti di miliziani del gruppo filo-iraniano Hezbollah. Non è ancora chiaro se le vittime dichiarate da Israele coincidano con quelle riportate dal ministero libanese. La tensione resta altissima anche sul fronte delle forze di pace: l’Unifil ha annunciato il decesso di un Casco Blu indonesiano, morto in ospedale per le ferite riportate lo scorso 29 marzo durante un attacco alla sua base. Secondo un’indagine preliminare delle Nazioni Unite, il soldato sarebbe stato colpito da un proiettile di un carro armato israeliano. Dall’inizio del conflitto, scoppiato il 2 marzo scorso, il bilancio delle vittime in Libano è salito a 2.491 morti, secondo i dati forniti dalle autorità sanitarie locali.
Teheran: nessun incontro diretto con gli Usa
‘Non è previsto alcun incontro tra Iran e Stati Uniti in Pakistan. A sostenerlo in un post su ‘X’ è il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmeil Baghaei:. “Siamo arrivati a Islamabad, in Pakistan. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi incontrerà alti funzionari pakistani, in coordinamento con i loro sforzi di mediazione per porre fine alla guerra di aggressione imposta dagli Stati Uniti e ristabilire la pace nella nostra regione.
Non è previsto alcun incontro tra l’Iran e gli Stati Uniti. Le osservazioni dell’Iran saranno trasmesse al Pakistan”, sottolinea Baghaei.


