Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, i due attivisti della carovana umanitaria di terra della Global Sumud Flotilla per Gaza e accusati di ingresso illegale in Libia, sono arrivati all’aeroporto di Fiumicino con un volo proveniente da Tunisi. I due attivisti sono stati liberati ieri dopo un mese di detenzione a Bengasi, grazie ad un intenso lavoro diplomatico nel coordinamento tra il Ministero degli Esteri e Palazzo Chigi.
Il rimpatrio è avvenuto con un volo Ita Airways arrivato poco dopo le 12.30 all’aeroporto di Roma Fiumicino. Con Centrone e Alberizia è rientrato anche Matias Alvarez Rodriguez, uruguaiano con cittadinanza italiana.
“Da tutta Italia saremo presenti ad accogliere Dina e Domenica, ea manifestare loro la nostra vicinanza; resta l’amarezza per un governo che celebra il proprio operato senza delle azioni chiare sulle violazioni commesse contro i propri cittadini durante le due missioni Gsf, dalle forze israeliane a quelle libiche” scrive la Global Sumud Italia nella nota con la quale annuncia l’arrivo a Roma stamani dei due attivisti italiani per un mese detenuto in Libia. Le critiche sono rivolte soprattutto al ministro degli Esteri: “oltre al silenzio assordante dei trenta giorni appena trascorsi, nelle dichiarazioni del Ministro non si trova alcuna traccia di una condanna formale per le violazioni del diritto internazionale subite dagli attivisti durante la prigionia, né un riconoscimento per il ruolo cruciale giocato dalla mobilitazione internazionale della società civile. Continua infatti anche oggi mercoledì 24 giugno, la campagna in collaborazione con Amnesty “Free Them All” in una nuova giornata di mobilitazione nazionale: sono previsti presidi e incontri in numerose città italiane e presso le sedi istituzionali di Milano, Bologna, Parma, Bari, Napoli”. “Esigiamo che le nostre istituzioni si muovano con interventi diplomatici ad alto livello, formali condanne contro le violazioni del diritto, di sanzioni mirate contro i responsabili e la sospensione di ogni forma di cooperazione – affrma Global Sumud Italia – La liberazione di Dina e Domenico è un primo passo, ma la comunità internazionale non può chiudere gli occhi sulle violazioni dei diritti umani e sulla criminalizzazione del movimento internazionale verso la Palestina, oggetto di impedimento e rischio su tutti i fronti”.
Centrone: ‘Il miglior regalo che potevamo immaginare’
“È il miglior regalo che possiamo immaginare”: esordisce così Domenico Centrone davanti ai microfoni dei giornalisti, appena arrivato insieme a Leonarda Alberizia detta Dina, e ad un altro attivista della Flotilla, all’aeroporto di Fiumicino, proprio nel giorno del suo compleanno. “Quello che abbiamo subito in questi giorni è inaccettabile – ha aggiunto -. Siamo stati senza comunicazioni. Le nostre famiglie non sapevano nulla di noi e noi non sapevamo nulla del mondo esterno. Noi non siamo entrati nella Libia dell’est, non possiamo entrarci. Ci hanno fermato qualche centinaia di metri prima del check point, quindi siamo stati catturati prima di entrare, ci hanno rapito lì, non siamo stati arrestati e poi siamo spariti per 3 giorni”. “Non abbiamo subito violenza fisica – ha continuato -, siamo stati trattati decentemente anche se per 2 giorni siamo stati in isolamento. La violenza psicologica invece è continuata”.
La sorella di Centrone: ‘Oggi è un giorno bellissimo’
“Oggi è un giorno bellissimo. Riabbraccio mio fratello libero nel giorno in cui festeggiamo i suoi 34 anni. Penso sia finora il miglior compleanno della sua vita. Non so se ce ne saranno altri altrettanto belli e pieni di sorprese”. Così all’aeroporto di Fiumicino Maria Rosaria Centrone, sorella di Domenico l’attivista della Global Sumud Flotilla di terra liberato ieri in Libia insieme con l’altra connazionale Leonarda Alberizia e rientrato oggi a Roma. “Ognuno qui, in maniera differente, ha fatto la sua parte. Ci tengo – ha aggiunto – a ringraziare tutti e tutti: dal primo all’ultimo. Voglio ancora una volta ribadire che l’obiettivo di mio fratello, così come quello di tutti gli altri attivisti della Global Sumud Flotilla, sia sempre stato quello di far sì che la gente non soffra più a Gaza così come in tante altre parti del mondo”.
Tajani: ‘Critiche Flottiglia? Per me conta il ringraziamento delle famiglie’
Gli attivisti della Flotilla in Libia “li abbiamo raccomandazioni a casa, stavano bene, sono sempre stati seguiti. Le critiche politiche sono critiche politiche, non hanno alcun fondamento perché queste persone sono state seguite. Mi interessa più il ringraziamento delle famiglie e l’apprezzamento delle famiglie che delle dichiarazioni politiche che sono prive di qualsiasi senso”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine della cerimonia per il 252esimo anniversario dalla fondazione della Guardia di Finanza a Foggia, in merito alle critiche mosse da Global Sumud Italia dopo la liberazione dei due attivisti in Libia.
“Stiamo riportando in Italia queste persone che erano state fermate e li abbiamo seguiti sempre giorno per giorno con il nostro consolato. Siamo stati in contatto con le famiglie, ho anche incontrato a Bari la famiglia di uno dei ragazzi che stanno in buone condizioni, sono sempre stati seguiti, quindi siamo contenti che potranno ritornare a casa dopo questo periodo di arresto”, ha sottolineato Tajani.
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