mercoledì, Giugno 10, 2026

TOP 5 DELLA SETTIMANA

ARTICOLI CORRELATI

Omicidio Pierina Paganelli: la sentenza in diretta. Dassilva assolto. “Non ha commesso il fatto”

Dopo 16 ore di camera di consiglio, è arrivata la sentenza per l’omicidio di Pierina Paganelli, uccisa il 3 ottobre 2023 con 29 accoltellate nell’androne del piano interrato del condominio in via del Ciclamino 31 a Rimini. Louis Dassilva, amante della nuora di Pierina Paganelli, Manuela Bianchi, e vicino di casa è stato assolto perché “il fatto non sussiste” e “per non aver commesso il fatto”. Lui si è sempre proclamato innocente, piange alla lettura della sentenza. Sua moglie Valeria in aula: “Ho acquistato molta fiducia nella giustizia”.

La ricostruzione dell’indagine e di nove mesi di processo in Corte d’Assise che segna la parola fine. Almeno sino all’appello se la procura, che aveva chiesto l’ergastolo, lo presenterà .

Gli avvocati di Dassilva: “Elementi indiziari inconsistenti”

L’avvocato della difesa Riario Fabbri uscendo commenta: “Abbiamo portato degli elementi sicuramente molto forti, non vi erano riscontri da telefonini e da incidenti probatori. C’è una telefonata al 112/118 che restituisce una verità differente da quella che ci hanno raccontato alcuni testimoni in aula, quindi secondo noi c’è stato sicuramente un forte aiuto da parte delle prove scientifiche e dai telefonini che hanno messo in seria difficoltà alcune prove testimoniali”.

Per il collega Andrea Guidi “è emerso che c’erano degli elementi indiziari inconsistenti. Il principale, cioè l’architrave su cui si reggeva tutto l’impostazione accusatoria, era la dichiarazione di Bianchi che abbiamo sempre ritenuto essere processualmente inattendibile per i criteri da sempre rappresentati”. Aver citato Garlasco ha inciso? “La mia finalità – replica l’avvocato – era citare come determinate piste alternative dovessero essere percorse. Ecco sicuramente non doveva capitare questa cosa anche a questo procedimento”.

(lapresse)

I parenti della vittima impassibili alla lettura della sentenza

In aula, i parenti della vittima, i figli Chiara, Giuliano e Giacomo Saponi, la sorella e i nipoti che alla lettura della sentenza sono rimasti seduti in silenzio, impassibili. Tra il pubblico un gruppo di senegalesi, una trentina, conoscenti di Dassilva.

Il pianto di Louis Dassilva, la moglie: “Emersa parte di verità”

Alla lettura della sente che lo ha assolto per “non aver commesso il fatto” e perché “il fatto non sussiste” Louis Dassilva ha pianto. E’ partito un applauso in aula, gremita di pubblico alle due di notte. La moglie Valeria si catapulta al primo banco: “Ho acquistato molta fiducia nella giustizia – dice – finalmente una parte di verità è emersa”.

Omicidio Pierina Paganelli, Dassilva assolto perché il fatto non sussiste

La Corte d’Assise, presieduta dalla giudice Fiorella Casadei, dopo 16 ore di camera di consiglio ha deciso: Louis Dassilva, 36 anni, è stato assolto perchè il fatto non sussiste per l’omicidio di Pierina Paganelli, massacrata con 29 coltellate il 3 ottobre del 2023 mentre rientrava nella sua abitazione a Rimini.

(lapresse)

Dassilva in aula: è il momento della sentenza

All’una di notte tanti tra il pubblico, c’è anche chi è arrivato da Londra

Il processo per l’omicidio di Pierina Paganelli ha avuto una forte risonanza nel Paese e all’estero. Tra il pubblico all’una di notte c’è anche chi è venuto da Londra. E c’è Lidia, arrivata da Busto Arstizio: “Sin dall’inizio ho capito che Dassilva non c’entrava con questa storia, per questo ho preso un permesso dal lavoro, sono addetta nella logistica”. Graziella da Ravenna, pensionata, è la prima volta che segue un processo: “Questa storia mi ha coinvolto sin da subito. È assurdo pensare di uccidere la suocera dell’amante: o ammazzi il marito o tua moglie. Cosa c’entra la suocera?”.

La moglie di Dassilva attende la sentenza: “E’ innocente”

Ha sempre sostenuto la sua innocenza, fornendo l’alibi al marito Louis Dassilva la sera dell’omicidio di Pierina Paganelli (“era con me”). Valeria Bartolucci da alcune ore è tornata a palazzo di giustizia per attendere la sentenza in questa lunga maratona notturna.

I difensori di Dassilva in aula

In aula, dopo le 23, ci sono i difensori di Louis Dassilva, gli avvocati Andrea Guidi e Riario Fabbri. C’è il pubblico, mancano ancora il pm Daniele Paci e gli avvocati dei familiari di Pierina Paganelli, Monica e Marco Lunedei e Alfredo Scifo.

Omicidio Paganelli, la giuria ancora non esce

La sala del palazzo di giustizia di Rimini è gremita, tra telecamere, giornalisti e chi, in un qualche modo coinvolto da questo processo, attende il verdetto. Se dovesse slittare a domani è stata allestita una foresteria con brandine per poter permettere ai giurati, che non possono allontanarsi, di passare la notte.

Il verdetto potrebbe arrivare dopo le 23

C’è ancora attesa e potrebbe arrivare dopo le 23, la sentenza sull’omicidio di Pierina Paganelli. Ai giurati sono state fatte arrivare pizze da asporto. La Corte d’assise, presieduta dalla giudice Fiorella Casadei, nel processo che si celebra a Rimini a carico di Louis Dassilva, il 35enne senegalese, si è ritirata poco prima delle 10.30 di questa mattina al termine delle repliche della Procura e dei difensori, gli avvocati Riario Fabbri e Andrea Guidi. Dassilva rischia la condanna all’ergastolo, chiesta dal pm Daniele Paci, ed è in attesa in carcere della sentenza che chiude il primo grado di una difficile indagine.

(lapresse)

L’attesa per il verdetto, telecamere in aula

C’è attesa per il verdetto nell’aula del tribunale di Rimini dove sono già posizionate le telecamere delle tv per un processo che ha avuto, con nove mesi di udienze, una forte eco mediatica. La sentenza potrebbe però anche tardare al punto che è stata allestita una zona con brandine per la giuria. Pierina
Paganelli, ex infermiera, 78 anni, fu uccisa con 29 coltellate a Rimini la sera del 3 ottobre
del 2023 mentre rientrava a casa dopo aver parcheggiato l’auto in garage. Louis Dassilva, il vicino che aveva una relazione con la nuora della pensionata, è unico imputato, detenuto dal 16 giugno 2024. Oggi l’udienza è stata dedicata alle repliche delle difese, gli avvocati Andrea Guidi e Riario Fabbri, e della pubblica accusa, il pm Daniele Paci che ha chiesto per Dassilva l’ergastolo. Dopodiché la Corte, presieduta dal giudice Fiorella Casadei, si è ritirata in camera di consiglio.

I nodi del processo: la presunta confessione

L’intercettazione del 4 ottobre, nella sala d’attesa della Questura, è un elemento considerato determinante nell’indagine. L’intercettazione rivela la relazione di Louis con Manuela. In quella che il gip Vinicio Cantarini definirà la “presunta confessione”, Dassilva, incalzato dalla Bianchi, risponde dopo un lungo silenzio “non cambia niente tra di noi”. Emergono allora i particolari dell’amore extraconiugale, le foto al mare, le scritte sui muri e i messaggi in codice. Diventano di dominio pubblico gli incontri in garage dove Pierina era stata uccisa. In un’escalation, la moglie e l’altra donna si accapigliano in diretta tv pochi giorni prima dell’arresto, 16 luglio 2024, confermato da tre sentenze di Riesame e due di Cassazione sulla custodia cautelare.

L’indagine: dall’ipotesi femminicidio al vicino di casa

Quando il corpo di Pierina Paganelli fu rinvenuto dalla nuora Manuela Bianchi, la mattina del 4 ottobre 2023, nel garage di via del Ciclamino, nell’immediatezza la polizia pensò ad un femminicidio. L’ex marito, però, un albergatore riminese, era in Germania da mesi e la pista fu subito abbandonata. La scena del crimine si presentava con il corpo adagiato su un giocattolo, i capelli bagnati e tirati indietro, la gonna sollevata e la biancheria tagliata. Le indagini coordinate dal pm Paci, lo stesso che 30 anni fa fermò la banda della Uno bianca, poi si concentrarono sui vicini di casa di Pierina. E si arrivò a indagare Dassilva.

Manuela Bianchi, la scelta di lasciare i Testimoni di Geova

Durante l’incidente probatorio Manuela Bianchi raccontò il suo rapporto coi Testimoni di Geova e quando si trovò a confrontarsi con gli anziani dopo la morte della suocera. E successivamente a decidere autonomamente di uscirne. “Alla mia fede ci tenevo tantissimo, ma tenevo tantissimo anche a Dassilva – la sua deposizione – La bilancia in quel momento non era pari e pendeva su su lui. Ero consapevole che se fossi andata avanti non sarei più stata Testimone di Geova ed ero d’accordo. Tanto che dopo la morte di mia suocera, nonostante tutte le foto diffuse in televisione con Dassilva, loro non mi hanno dissociato. Ho apprezzato la loro vicinanza, ma ho deciso io di non essere più una testimone di Geova. Loro finchè io avessi avuto bisogno morale o psicologico ci sarebbero stati”.

Pierina Paganelli e i testimoni di Geova

Tutti i protagonisti di questa storia tranne Valeria e Louis erano membri dei Testimoni di Geova la cui sala si trova a pochi minuti di auto di distanza da via del Ciclamino. Dopo aver informato il fratello della propria relazione con Dassilva Manuela ne parla anche con gli anziani della comunità, che avrebbero quindi potuto prendere provvedimenti contro di lei, come per esempio dissociarla dalla comunità, e dai suoi famigliari che continuavano a frequentarla.

La relazione tra Bianchi e Dassilva

All’epoca del misterioso incidente accaduto a Giuliano Saponi il suo matrimonio con Manuela Bianchi era già in crisi. Lei era andata via di casa qualche settimana prima, trasferendosi con la figlia dal fratello, Loris Bianchi, a Riccione, per poi tornare quando Saponi fu dimesso dalla clinica. Era il periodo di massima frequentazione tra Bianchi e Dassilva, erano amanti. E Pierina Paganelli era talmente determinata a scoprire chi fosse l’uomo con il quale la nuora aveva una relazione da valutare l’ingaggio di un investigatore privato. “Non ne sapevo nulla – disse Saponi a processo – e seppi il nome dell’amante di mia moglie la sera del 4 ottobre, quando me lo disse mio fratello. Rimasi incredulo perché era il mio vicino ed era successo tutto sotto il mio naso”.

Giuliano Saponi travolto in bici: aggressione o incidente?

Era il 7 maggio del 2023 quando Giuliano Saponi, figlio di Pierina Paganelli e marito di Manuela Bianchi, venne ritrovato in fin di vita lungo un fosso in via Coriano travolto mentre andava al lavoro in bicicletta. Rimase in coma per due settimane e quando la madre è su uccisa lui era ancora ricoverato nella clinica Sol et Salus di Torre Pedrera di Rimini. Per gli inquirenti l’uccisione di Paganelli e il pirata della strada, non sarebbero collegati. Ma gli avvocati di Saponi, che non ha memoria di quanto gli è accaduto, si sono opposti all’archiviazione proprio ritenendo che si possa essere trattato di una aggressione e non di un incidente stradale. “Probabilmente è stato qualcuno volontariamente, potrebbe essere stata la stessa persona che poi ha ucciso mia madre”, aveva detto Giuliano, in un’intervista al programma Rai Storie Italiane.

Giuliano Saponi stamattina in aula al processo

Giuliano Saponi stamattina in aula al processo (lapresse)

I riti voodoo contro gli inquirenti

Dalle intercettazioni di Dassilva emergono dei contatti che l’uomo ha avuto con uno sciamano in Senegal per allontanare da sé i sospetti degli inquirenti, con dei riti voodoo da fare all’indirizzo del pm e di diversi componenti della squadra mobile. L’uomo avrebbe anche sgozzato un agnello per adempiere alle prescrizioni dello sciamano.

I nodi del processo: l’alibi

La moglie di Louis Dassilva, presente in aula stamattina, lo ha ribadito nuovamente ai giornalisti: “Lui era a casa con me” la sera del delitto. Per la difesa dell’imputato l’alibi fornito da Valeria Bartolucci al marito è solido. Per sostenere l’alibi sono state analizzate le attività dei cellulari di entrambi, le visualizzazioni su Netflix e i contapassi. Ma la procura, proprio attraverso queste stesse perizie, sostiene il contrario: non c’è la prova di una fattuale attività online dell’imputato e della moglie nel minuto preciso, le 22.13, in cui Pierina Paganelli è morta, e non è possibile stabilire l’identità di chi ha usato i device prima e dopo il delitto. L’accusa sostiene che Valeria Bartolucci dormisse di un sonno profondo e che dunque Dassilva sarebbe potuto uscire senza che lei se ne accorgesse.

(lapresse)

La posizione della nuora Manuela Bianchi

Non era presente stamattina in aula, ma è la protagonista chiave del delitto di Pierina Paganelli, indagata per favoreggiamento dopo l’incidente probatorio del marzo 2025 in cui ammise con un anno e mezzo di ritardo di aver incontrato Dassilva la mattina del ritrovamento del cadavere. “Mi disse che c’era una signora morta in garage e mi diede istruzioni su come chiamare aiuto”. E’ stata Manuela Bianchi infatti a trovare la suocera morta la mattina del 4 ottobre 2023. Per la procura la sua ricostruzione è confermata dalle analisi tecniche. Per la difesa Manuela Bianchi non è credibile.

Le urla della vittima in un audio

Il killer di Pierina Paganelli l’ha salutata con un “ciao” e poi l’ha aggredita. L’audio registrato da una telecamera di sorveglianza privata, installata da un condomino dopo alcuni furti nel complesso residenziale a Rimini, riporta il saluto pronunciato da una voce maschile, e le urla della donna assalita. L’occhio della telecamera non ha ripreso l’aggressione mortale perché puntata in un’altra direzione. L’audio è disturbato, per la distanza fra la telecamera e il punto dell’aggressione. Sull’audio è stata fatta una perizia della procura (che individua nella voce maschile quella di Dassilva) e una super perizia depositata a dicembre 2025 da parte dei consulenti nominati dal gip Vinicio Cantarini. In particolare, i super consulenti del gip hanno evidenziato alle 22.13.31 l’inizio dell’omicidio con grida, oltre alla verosimile rottura di barattoli (quelli che Pierina aveva in mano al momento dell’aggressione) sino al grido finale isolato alle 22.13.40. Poi viene isolato un suono come di uno sforzo che ha portato all’ipotesi di spostamento o trascinamento del corpo.

I nodi del processo: la Cam3 e l’ignoto1

Sulla telecamera della farmacia in via del Ciclamino, la strada dove abitava Pierina Paganelli, si è consumato uno scontro tra accusa e difesa. Per il pm l’ignoto1 ripreso alle 22.17 del 3 ottobre 2023, 4 minuti dopo l’omicidio, è Dassilva. Per la difesa quell’uomo non può essere lui perché troppo basso. Sarebbe un condomino, Emanuele Neri, che in tv ha detto di essersi riconosciuto nel video ma che, una volta interrogato dagli uomini della squadra mobile, non ha saputo confermare se era lui o no. A far vacillare la prova sono stati gli stessi consulenti della procura che hanno comparato il video del 3 ottobre con altri due girati dalla stessa telecamera, il 29 e il 30 settembre, arrivando alla conclusione che l’uomo ripreso potrebbe essere Neri.

I nodi del processo: “L’ossessione del Dna”

Sulla scena del delitto e sugli abiti della vittima (deteriorati dalle muffe) non è stato isolato il Dna di Louis Dassilva. Le prove del dna non si sono potute trovare perché l’armadio essiccatore non funzionava e quindi i vestiti bagnati di sangue si sono ammuffiti. Il pm al processo ha parlato di “ossessione di Dassilva” per il Dna tanto da ribadire “di avere toccato il cadavere” più volte.

I nodi del processo: l’olio, le scarpe e i vestiti lavati

Louis Dassilva ha inizialmente dato agli investigatori vestiti diversi da quelli indossati il 3 ottobre 2023. Quando infine ha consegnato gli indumenti effettivamente indossati la sera del delitto, questi risultavano “molto lavati”. Un dettaglio è che per terra, accanto al corpo di Pierina Paganelli, sono stati trovati resti di un barattolo di verdure sott’olio. La donna ne aveva preso uno appena scesa dalla macchina, in garage, prima di essere massacrata. Tutto quell’olio sarebbe dovuto finire anche sotto le scarpe dell’assassino, ma – accusa la procura – Louis aveva messo le sue in lavatrice.

I nodi del processo: il movente

Per la procura, Dassilva ha ucciso Pierina Paganelli per paura di perdere tutto. Temeva che la sua relazione con la nuora, secondo il pm, venisse scoperta e che questo avrebbe causato l’allontanamento da casa (suo e dell’amante) e la perdita di una solidità economica (inviava i soldi in Senegal dove aveva un’altra moglie e due figli). Avrebbe commesso l’omicidio, secondo questa tesi, anche per “liberare” l’amante dall’assillo e dalle critiche della suocera che voleva prendere un investigatore privato. Ne aveva già assoldato uno per la separazione dal marito. La difesa dell’imputato, al contrario, sottolinea (lo ha fatto in aula) l’interesse non sentimentale di Dassilva per Manuela Bianchi e la sua situazione comunque stabile in Italia: un posto fisso in fabbrica, il permesso di soggiorno. In realtà Dassilva dichiarava una media di 8mila euro al mese e ne spediva altrettanti in Senegal quindi gli era fondamentale supporto economico della moglie a Rimini.

(lapresse)

I nodi del processo, il tablet della vittima

Durante il processo è emerso che il tablet che Pierina Paganelli aveva nella borsa la sera del 3 ottobre del 2023 in cui fu uccisa si accese tre ore dopo la sua morte. Esattamente all’1.23.18 (del 4 ottobre) lo schermo fu attivato perché qualcuno l’aveva toccato, disattivandosi qualche secondo dopo. “Accensione dello schermo riconducibile sicuramente ad una interazione umana”. Lo ha detto in Corte d’assise a Rimini, in una udienza dello scorso aprile, rispondendo ad una domanda della presidente Fiorella Casadei, il maresciallo dei carabinieri Francesco Lobefaro, consulente della Procura incaricato di accertamenti tecnici sui dispositivi informatici, quindi sul tablet di Paganelli e sui cellulari dell’imputato Louis Dassilva e la moglie Valeria Bartolucci.

Dassilva, chi è l’imputato

Louis Dassilva, 36 anni, senegalese, metalmeccanico, è stato l’unico indagato del delitto; arrestato il 16 luglio 2024, si trova in carcere da allora. Anch’egli era residente con la moglie Valeria Bartolucci nello stesso condominio della vittima Piera Paganelli, aveva avuto una relazione extraconiugale con la nuora, Manuela Bianchi, la donna che, sempre residente nel palazzo di via del Ciclamino, trovò l’anziana ormai priva di vita. Lui si è sempre dichiarato innocente. Secondo chi indaga, il movente sarebbe da ricercarsi nella volontà di tenere nascosta la relazione con Bianchi.

La moglie di Dassilva: “Era con me la sera dell’omicidio”

La moglie di Dassilva, Valeria Bartolucci, sempre presente in aula, ha confermato che “ovviamente” la sua fiducia nel marito non è mai vacillata, e che la sera dell’omicidio lui era sul divano del soggiorno con lei “come vado dicendo da quasi tre anni a questa parte”. “Io credo che la verità prima o poi emergerà”, ha detto.

(lapresse)

Pierina Paganelli, chi era la vittima

Infermiera in pensione, 78 anni, Pierina Paganelli viveva a Rimini, in un palazzo in via del Ciclamino 31. E’ stata massacrata con 29 coltellate il 3 ottobre 2023 nel garage mentre rientrava da un incontro nella sala del Regno dei testimoni di Geova a cui apparteneva. Tre i figli, Giuliano, Chiara e Giacomo Saponi. Nella stessa palazzina della vittima vivono il figlio Giuliano, sposato a Manuela Bianchi – insieme hanno una figlia – che aveva un relazione con l’imputato dell’omicidio Louis Dassilva. Nella stessa palazzina vive Dassilva con la moglie Valeria Bartolucci.

L’accusa e il dna di Dassilva

Per il Pm Paci, sempre nel suo intervento prima che la camera di consiglio si riunisse per decidere il verdetto, non è vero che Dassilva non avrebbe avuto nessun timore nel fornire il dna, come sostenuto dalla difesa: “Vi invito – ha detto Paci rivolgendosi ai giurati della Corte – a vedere la fotografia del momento in cui chiediamo a Louis il Dna e vedrete un urlo muto in quel momento poiché di ciò era terrorizzato”.

(lapresse)

La difesa di Dassilva punta il dito contro Loris Bianchi

La difesa di Luis Dassilva, con l’avvocato Andrea Guidi, nella sua controreplica torna a puntare il dito contro il fratello di Manuela (nuora delle vittima), Loris Bianchi: “Dentro l’appartamento di Manuela Bianchi c’era un asciugamano con presumibile sostanza ematica che non è stato analizzato. A casa di Duilio, il padre di Manuela Bianchi, sono stati trovati asciugamani pieni di sangue”.

(lapresse)

“L’amica di Emanuela Bianchi ha mentito”

L’avvocato Marco Lunedei, che fa sempre parte della difesa dei figli di Pierina Paganelli, puntualizza: “Romina Sebastiani (l’amica alla quale Manuela avrebbe confidato di avere mentito in incidente probatorio) credo abbia già mentito in occasione di una prima udienza, occorre valutare il suo stato di salute mentale, aveva un disturbo della personalità curato con omeopatia e con rimedi naturali cannabinoidi. Aveva una personalità fragile che è stata influenzata dal clamore mediatico. Per dare un’idea di come processo mediatico abbia influito su questo processo basti pensare che Rossella Parise era convinta di avere sentito la voce del 118 mentre l’ha sentito in televisione”. Rossella Parise è vicina di casa della vittima, durante il processo è stata sentita come testimone chiave.

La legale dei figli della vittima: “Non è vero che hanno indagato in una sola direzione”

Monica Lunedei, avvocata dei figli di Pierina Paganelli, spiega: “La difesa ha parlato di indagini compiute in una sola direzione. Ma i Bianchi sono stati interrogati per decine di ore, sono stati spogliati in cerca di tracce di difesa, gli è stato chiesto di consegnare abiti e scarpe, sono state cercate tracce ematiche nei tubi di scolo, sono stati prelevati campioni di dna, sono stati verificati tutti i loro spostamenti, sulle foto di Loris Bianchi sono state fatte tre diverse perizie. Giorgia Saponi non è una bambina disorientata nel tempo e nello spazio, era una giovane donna di 16 anni quando perde la nonna con la quale condivideva la fede e i valori, e mai avrebbe coperto uno zio che era rientrato nella sua vita da pochi mesi se lo avesse sospettato di averle portato via la nonna. Le è stato chiesto in ogni modo se lo zio potesse essere uscito anche pochi secondi, e Giorgia dice di no, che le ultime cose che hanno fatto insieme sono le foto col cane”. Giorgia Saponi, nipote della vittima, aveva testimoniato nel processo contro Louis Dassilva.

Il verdetto non prima delle 19

Sarà una lunga camera di consiglio, almeno secondo le previsioni. In tribunale sono state fatte montare le brandine, la cancelliera ha avvisato i giurati di portarsi il pigiama.

I giudici si sono ritirati in camera di consiglio

Dopo le repliche della pubblica accusa e dei difensori dell’imputato, i giudici si sono ritirati in camera di consiglio. La sentenza è attesa in serata, ma in tribunale è stata allestita anche una zona notte per i giurati nel caso in cui la camera di consiglio dovesse protrarsi.

(lapresse)

I legali di Dassilva: “Speriamo emerga la sua verità”

“Speriamo che emerga quella che è la sua verità e che le cose che diciamo e che si arrivi a un risultato positivo per la sua persona”. Lo ha detto l’avvocato Riario Fabbri, legale di Louis Dassilva, arrivando in Tribunale a Rimini. “Il nostro compito è di difendere Dassilva, non abbiamo alcuna necessità di trovare responsabili ulteriori, a noi interessa che emerga che non ci sono elementi di responsabilità a carico di Dassilva – ha affermato l’avvocato Andrea Guidi, della difesa di Dassilva – Poi ci sono piste alternative concrete che erano percorribili che avrebbero potuto portare altrove. Ma non è un problema della difesa, noi dovevamo sottolinearlo perché avrebbero portato lontano da Dassilva”.

(lapresse)

Paci: “Dassilva colpevole oltre ogni ragionevole dubbio”

Il pm Daniele Paci nella sua replica in aula stamattina: “Manuela Bianchi ha sempre avuto paura di essere arrestata, perché custodiva il segreto dell’incontro avuto con Loris Dassilva la mattina del 4 ottobre in garage. Riteniamo che sussistano tutti gli elementi affinché voi possiate arrivare a una sentenza di colpevolezza oltre ogni ragionevole dubbio”.

In aula l’imputato, la moglie, i figli della vittima

In aula sono presenti l’imputato, Louis Dassilva, difeso dagli avvocati Riario Fabbri e Andrea Guidi, la moglie Valeria, i figli della vittima, assieme ai loro legali Marco e Monica Lunedei e Alfredo Scifo.

Il figlio di Pierina: “Ora parlino i giudici”

“Aspettiamo, lasciamo parlare loro”, i giudici. Sono le parole di Giuliano Saponi, figlio di Pierina Paganelli, arrivando in tribunale dove oggi è attesa la sentenza di primo grado nei confronti di Louis Dassilva, per il quale la pubblica accusa ha chiesto la condanna all’ergastolo.

Slitta il processo per la moglie di Dassilva

Per lo sciopero degli avvocati è stata invece rinviata ad ottobre, l’udienza nei confronti di Valeria Bartolucci, moglie di Dassilva. Difesa dall’avvocata Chiara Rinaldi, è a processo per diffamazione aggravata e minacce anche per alcune frasi proferite durante l’arresto del marito, alla presenza degli agenti della polizia di Stato, nei confronti di Manuela Bianchi, nuora di Pierina legata sentimentalmente per un periodo a Dassilva. “Io non ci metto niente a scioglierla in un fusto pieno di acido, ci vuole poco a comprare un’arma a San Marino”.
La moglie di Dassilva era stata inizialmente denunciata anche per stalking dall’avvocata di Bianchi, Nunzia Barzan e dal consulente Davide Barzan, ma la gip Raffaella Ceccarelli aveva archiviato, mentre per le altre ipotesi di reato il pm Luca Bertuzzi ne aveva disposto la citazione diretta davanti al giudice monocratico, Luca Gessaroli.

(lapresse)

Dassilva: sono innocente

Si è sempre dichiarato estraneo ai fatti Louis Dassilva, imputato in Corte d’Assise a Rimini per la morte di Pierina Paganelli. Il 36enne di origine senegalese ha sostenuto durante il processo di essere rimasto nel proprio appartamento nella serata del 3 ottobre 2023, dopo una breve visita nell’abitazione di Manuela Bianchi (con cui aveva una relazione), con la quale però aveva un appuntamento intimo programmato per la mattina seguente. “Quando sono uscito da casa di Manuela sono andato in garage in ascensore a prendere il cibo per i gatti e poi sono tornato nel mio appartamento. Dopo cena non sono più uscito di casa”, ha detto rispondendo alle domande del pubblico ministero Daniele Paci. Dassilva ha riferito di aver trascorso la serata con la moglie, tra televisione e momenti di sonno: “Finito di cenare abbiamo guardato la televisione, ma non mi ricordo che cosa abbiamo visto. Forse abbiamo visto un film. Di sicuro ci siamo addormentati entrambi”.

Il pm Paci: ergastolo per omicidio pluriaggravato

Il pubblico ministero Daniele Paci al termine di una requisitoria durata sei ore il 18 magi gio scorso, aveva chiesto la condanna del 35enne senegalese, alla pena dell’ergastolo per omicidio pluriaggravato. Dassilva è stato l’unico indagato del delitto; si trova in carcere dal luglio 2024. Anch’egli era residente con la moglie Valeria Bartolucci nello stesso condominio, e aveva avuto una relazione extraconiugale con la nuora di Paganelli, Manuela Bianchi, la donna che, sempre residente nel palazzo di via del Ciclamino, trovò l’anziana ormai priva di vita.

Processo Pierina Paganelli, ultimo atto

Dopo nove mesi di udienze, oggi è il giorno del giudizio per Louis Dassilva, unico imputato per l’omicidio di Pierina Paganelli, avvenuto la sera del 3 ottobre 2023 nei garage del condominio di via del Ciclamino a Rimini. E’ attesa la sentenza del processo di primo grado. Dassilva, che vive con la moglie nello stesso palazzo della vittima, aveva un relazione clandestina con Manuela Bianchi, nuora di Pierina Paganelli.

ARTICOLI POPOLARI