mercoledì, Giugno 10, 2026

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Fuggono a un posto di blocco e si schiantano, muore un 16enne – Notizie

Un’auto guidata da un 16enne, e sulla quale viaggiavano altri quattro minorenni (tra i 14 ei 16 anni), è uscita di strada dopo aver accelerato per evitare un posto di controllo dei carabinieri e mentre i militari si erano lanciati all’inseguimento della vettura. Dopo l’impatto dell’auto in fuga contro il guard-rail, è morto Andrea Procaccino, il passeggero 16enne. Gli altri quattro, invece, sono finiti in ospedale. Finora tre di loro sono stati dimessi e guariranno in pochi giorni, mentre il quarto è in attesa di prognosi.

L’incidente stradale è avvenuto la notte scorsa intorno alle 2 ad Orta Nova, nel Foggiano. L’auto coinvolta è una Renault Megane station wagon con targa polacca. L’auto, sarebbe uscita di strada dopo aver percorso diversi chilometri all’uscita di Orta Nova per fuggire ad un possibile controllo delle forze dell’ordine. Da quanto ancora ricostruito, i ragazzini, alla vista dell’auto dei carabinieri impegnati in un posto di controllo, hanno accelerato.

Sarebbe nato un inseguimento durante il quale i ragazzi avrebbero imboccato una curva a velocità elevata, sbandando e finendo contro il guard-rail. Sul posto sono accorsi i soccorritori del 118 e le forze dell’ordine che stanno ricostruendo la dinamica.

Durante l’inseguimento, l’auto dei carabinieri ha mantenuto una distanza di circa 30 metri con la Renault in fuga. E’ quanto emerge – stando alle prime ricostruzioni – dalla dinamica dell’incidente stradale. Proprio in prossimità della curva, l’auto dei militari avrebbe ulteriormente ridotta la velocità perché in quella zona, in passato, si sono verificati altri incidenti stradali. E’ quindi escluso che vi sia stato alcun contatto tra le due vetture. La Renault Megane guidata dal 16enne non risulta rubata, ma all’interno non sono stati trovati documenti di proprietà.

Il sindaco: ‘Siamo sconvolti’

“Questa mattina Orta Nova si è svegliata con una notizia che ci lascia sgomenti e profondamente addolorati”. Lo ha detto il sindaco di Orta Nova (Foggia), Domenico Di Vito, riferendosi alla scomparsa di Andrea Procaccino. ‘Davanti a una tragedia così grande, ogni parola sembra insufficiente – continua il sindaco -. La perdita di una vita così giovane rappresenta una ferita profonda che colpisce l’intera comunità ortese. In queste ore il nostro pensiero va anche agli altri ragazzi coinvolti nell’incidente, ai quali auguriamo una pronta e completa guarigione. Mentre attendiamo che le autorità competenti accertino con precisione la dinamica dei fatti, sentiamo il dovere di fermarci a riflettere. Questa vicenda richiama tutti noi, istituzioni, famiglie, scuola e società civile, a una responsabilità educativa ancora più forte nei confronti delle nuove generazioni. I nostri giovani hanno bisogno di esempi, di ascolto, di punti di riferimento e della consapevolezza che il valore della vita viene prima di tutto. Nessuna corsa, nessuna sfida, nessun momento di leggerezza vale il prezzo di una vita spezzata. E quando a spezzarsi è la vita di un ragazzo, il dolore assume una dimensione ancora più difficile da accettare. Oggi Orta Nova si raccoglie nel silenzio e nel dolore, stringendosi attorno alla famiglia del giovane scomparso e condividendo un lutto che appartiene all’intera comunità”. I funerali di Andrea saranno celebrati domani alle 16,30 nella chiesa Madonna di Lourdes di Orta Nova.

Il prof: ‘Era un ragazzo d’oro’

“Non ci sono parole, ho solo un nodo in gola che non se ne va. È una di quelle mazzate che ti distruggono dentro, di quelle notizie che non vorresti mai ricevere. La tragedia di stanotte ha spezzato le gambe e il cuore a tutti noi dell’Istituto di Istruzione Superiore Adriano Olivetti”. Lo scrive in post social Alfredo Coppola, docente di Andrea Procaccino.

“Andrea Procaccino non c’è più – scrive il docente -. Un mio alunno, un ragazzo d’oro che aveva ancora tutto da vivere. Sono letteralmente a pezzi. Andrea era davvero un pezzo di pane. Aveva una simpatia pazzesca, contagiosa, era sempre con il sorriso stampato in faccia. Era l’amico di tutti, impossibile non volergli bene. E ora continua a pensare a tutti quei momenti passati insieme a scuola. Ore trascorse tra i corridoi e le aule , anche dopo il suono dell’ultima campanella, dove finivamo sempre a parlare dei tuoi progetti, a ridere, con le tue battute pronte che facevano svoltare la giornata a chiunque, anche quando eravamo stanchi morti Non si può morire così, a 17 anni, in un maledetto secondo”. Il docente rivolge poi un appello ai compagni di classe di Andrea. “Lo so che ora vedete solo nero e provate un dolore immenso, ma vi prego, restate uniti – scrive – . Stringetevi forte. Andrea non avrebbe mai voluto vedervi tristi o arresi. Mi stringo con tutto il cuore alla famiglia di Andrea. Ai suoi genitori, che stanno affrontando il dolore più grande e contro natura che possa esistere sulla terra. Fai buon viaggio, Andrea. Continua a ridere ea fare casino anche lassù. Il tuo prof non ti dimenticherà mai”.

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