domenica, Aprile 26, 2026

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Questo orrore dimenticato è così disturbante che in pochi riescono a guardarlo fino alla fine

Se amate gli horror, e soprattutto quelli di stampo find-footage, ce n’è uno che potrebbe rappresentare per voi una vera sfida. Stiamo parlando di I nastri di Poughkeepsieun orrore così disturbante da aver messo alla prova persino gli spettatori più temprati. Ma facciamo un passo indietro.

Uscito nel 2007 e diretto da John Erick Dowdle, il film è diventato negli anni una sorta di leggenda nascosta del genere. Sebbene non sia mai stato ufficiale vietato, il suo contenuto estremo – tra torture, manipolazione psicologica e stalking – ha spinto la Metro-Goldwyn-Mayer a tenerlo chiuso cassetto per quasi un decennio. Dopo la première al Tribeca Film Festival avvenuta ormai quasi due decenni fa, l’uscita prevista nelle sale venne cancellata all’improvviso, contribuendo a costruire attorno al progetto un’aura quasi da “film Maledetto“.

Ma cosa rende I nastri di Poughkeepsie così difficile da guardare? La risposta sta nel suo impianto narrativo. Il film si presenta come un falso documentario che ricostruisce le indagini su un serial killer rimasto attivo per oltre un decennio. Interviste a investigatori e familiari delle vittime si alternano ai nastri recuperati dalla polizia, creando così un racconto frammentato ma incredibilmente immersivo.

L’uso di immagini grezze, sporche, in stile VHS, restituisce un’estetica quasi documentaristica che amplifica il senso di realismo. Per alcuni dei primi spettatori che hanno posato gli occhi sul film, questo approccio si è rivelato talmente convincente da far credere che si trattasse di veri filmati snuff. Un suggerimento inquietante che ha contribuito a cementare la fama del film.

Tuttavia, non è solo una questione di forma. The Poughkeepsie Tapes è spietato anche nei contenuticon sequenze che insistono sulla tortura e sull’umiliazione delle vittime, come nel caso in particolare della giovane Cheryl. Il film non concede tregua, né allo spettatore né ai suoi personaggi, scegliendo un approccio diretto e senza filtri che per molti risulta semplicemente insostenibile.

Il risultato è un’opera profondamente divisiva, tra chi la considera un esempio estremo ma riuscito di find-footage e chi, invece, l’ha trovata talmente eccessiva al punto da doverne interrompere la visione. Sicuramente non si tratta di un film per tutti, e probabilmente non vuole esserlo. Ma se siete alla ricerca di un’esperienza horror davvero disturbante, I nastri di Poughkeepsie è uno di quei titoli che difficilmente dimenticherete. Sempre ammesso che riusciate ad arrivare fino alla fine.

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Foto: PrimeVideo

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