Sagitta Alter è morta all’età di 85 anni. Una vita piena vissuta intensamente accanto all’amore di sempre: Gigi Proietti. Oggi la città di Roma e il mondo dello spettacolo piangono perché se ne va un simbolo discreto di quanto è riuscito a costruire il mattatore italiano, l’unico in epoca contemporanea, prima del trapasso. Gigi Proietti, infatti, soleva dire che in scena – se fatto bene – tutto era possibile con il solo scopo di emozionare. e coinvolgere il pubblico.
Essere impeccabili e onesti con la platea, senza prendersi troppo sul serio. La capacità di mescolare consuetudine e abilità in parte Proietti l’ha acquisita proprio al fianco di una donna come Sagittaconosciuta a soli 22 anni. Proietti aveva capito (o magari sempre saputo) che il palco sarebbe stata la sua unica vocazione, allora per credere in questo sogno diventato poi realtà comincia a esibirsi nei locali di Roma. Quelli che poi diedero vita alla celebre parodia nata sulle note di Ne me quitte pas. Maglione a collo alto nero, sguardo “piacionico”, che Gigi Proietti avrebbe ridefinito ironicamente “acchiappesco”, e la bocca vicino al microfono come a sussurrare una poesia interminabile.
Sagitta Alter e Gigi Proietti, un amore da favola
Jacques Brel, in francese, cantava “Non lasciarmi” e Gigi con Sagitta l’ha seguito alla lettera. Si sono conosciuti nel lontano 1962 in una di quelle serate nei locali e non si sono più lasciati. Il loro è stato e resta un amore semplice, ma proprio per questo dirompente. Fatto di virtù e tanta empatia. Momenti di vario genere, ma sempre accompagnati dalla consapevolezza che ci sarebbero stati l’uno per l’altra. Una vera e propria passione maturata con il tempo in rispetto reciproco e sensibilità.

Gigi Proietti ha sempre sottolineato che quel che ha fatto lo è riuscito a portare a termine anche per la determinazione che sapeva infondergli Sagitta. Insieme, oltre al sentimento inequivocabile, hanno coltivato anche l’amore per due figlie: Susanna e Carlottaentrambe hanno trovato la propria strada nel mondo dello spettacolo.
Presenza costante e garbata nella vita di un istrione
La prima ha scelto di restare dietro le quinte come costumista, mentre la seconda – di indole più estroversa – ha deciso di seguire le orme paterne. È diventata un’attrice e si esibisce in diversi palcoscenici in qualità anche di cantautrice. La duttilità è sempre stata di famiglia: Gigi e Sagitta hanno insegnato alle ragazze che fare il primo passo vuol dire soprattutto prendersi la responsabilità. Un sogno, ogni tipo di sogno, ha il suo prezzo: trovare la propria strada significa capire quale sia la propria passione e assecondarla con studio, pazienza e abnegazione.

Concetto che non solo è stato recepito, ma è rimasto impresso sotto pelle nella famiglia Proietti come un mantra. Ecco perché Sagitta, anche se non era direttamente in scena con Gigi, è sempre stata presente a ogni performance. Ogni rappresentazione poteva contare l’applauso di colei che da ex guida turistica è diventata musa ispiratrice per talenti itineranti. Gigi, Susanna e Carlotta. Tre pezzi di cuore e di vita che l’hanno accompagnata fin quando è stato possibile.
Un’intesa speciale
Le traversate in macchina per assistere ai primi spettacoli teatrali importanti di Proietti, il quale girava l’Italia tra palcoscenici e qualche apparizione televisiva, le emozioni raccontate dietro le quinte e condivise quasi come fosse un segreto. I segreti stessi, mai rivelati a favore di telecamera o pubblico, dato che bastava uno sguardo per capirsi.
Un sorriso reciproco lanciato in lontananza per determinare quel che conta davvero: una complicità mai scalfita, il resto è stato importante ma mai fondamentale quanto quell’abbraccio di inizio e fine giornata che si scambiavano prima di entrare ciascuno nel proprio orizzonte lavorativo. Poi, una volta terminato il dovere, iniziava il piacere: ritrovarsi in casa per raccontare quello che non era stato possibile vivere assieme nei momenti di distacco, quando a prevalere erano obblighi o esigenze di copione a cui non si poteva dire di no.
60 anni di complicità
Seguono i vizi ei vezzi che hanno accumulato entrambi per 58 anni di unione. Più di mezzo secolo senza mai dubitare. Nessun pettegolezzo, indiscrezione o tipologia di malizia. Loro due ci sono sempre stati per chiunque volesse avvicinarsi senza porre il fianco più del dovuto. Per questo quello che sappiamo di Gigi e Sagitta è essenziale e particolarmente rincuorante.
Avevano dei piccoli grandi rituali che qualche cronista, nel tempo, ha catturato. Venire l’abitudine di Proietti, specialmente negli ultimi periodi, di organizzare tavole in cui invitava amici e colleghi per parlare del più e del meno regalando aneddoti di vario genere. Tendenza che viene ribadita anche in più di un documentario celebrativo. Il migliore, in termini di aneddotica, è senz’altro Luigi Proietti detto Gigi diretto da Edoardo Leo.
Un atto unico tra passione e sentimento
L’altra abitudine, e questa l’ha raccontata Marco Travaglio in un commovente editoriale per ricordare l’interprete romano, era legata alle sigarette. Proietti fumava, ma Sagitta non gradiva questa particolarità. Quindi, in particolare gli ultimi anni, dovevamo fumare senza farsi vedere. Era solito, nelle scene post spettacolo, chiedere qualche sigaretta agli amici e colleghi. Da fumare di nascosto dagli occhi dell’amata che, puntualmente, finisce con il sorprendere la volontà del consorte. Finiva sempre con una risata collettiva, come ha detto abilmente Proietti in uno dei suoi ultimi spettacoli – “Cavalli di battaglia” – ‘Non se po’ sta tutta la vita a baccaja’.
Allora Gigi e Sagitta hanno scelto di ridere insieme, adesso potranno continuare a fare consapevoli di aver lasciato un’eredità importante. La lezione coraggiosa di riuscire a curare e sviluppare un sentimento con la stessa dovizia di un atto unico. Arrivo all’ultimo inchino nel modo più intenso e naturale possibile.


