giovedì, Aprile 9, 2026

TOP 5 DELLA SETTIMANA

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Guerra in Iran, le news di oggi in diretta. Idf: “Evacuare Beirut sud”. Hormuz ancora chiuso

I raid israeliani in Libano minacciano la tregua e Teheran chiude di nuovo lo Stretto di Hormuz. “In risposta alla violazione dell’accordo di cessate il fuoco da parte del nemico”, Hezbollah ha preso di mira il kibbutz israeliano di Manara, vicino al confine con il Libano, “con un lancio di razzi” nelle prime ore di giovedì, si legge in un comunicato della milizia libanese. Trump: “I militari Usa rimangono in Iran fino al raggiungimento dell’accordo”.

Esplosioni a Dubai

L’agenzia di stampa Sabrin, legata alle milizie filo-iraniane in Iraq, ha segnalato esplosioni a Dubai e attacchi di droni contro obiettivi americani negli Emirati Arabi Uniti

Attaccato oleodotto East-West in Arabia Saudita: un morto

Un funzionario del Ministero saudita dell’Energia ha dichiarato all’agenzia di stampa statale che le attività operative sono state interrotte in diversi impianti energetici del Paese a causa dei recenti attacchi iraniani. Questi attacchi – afferma il funzionario governativo – hanno interessato anche una delle stazioni di pompaggio dell’oleodotto Est-Ovest, causando una perdita di circa 700.000 barili al giorno di trasporto. Gli attacchi hanno provocato un morto e il ferimento di sette cittadini sauditi che lavoravano per una compagnia energetica saudita. Anche lo stabilimento di produzione di Manifa è stato preso di mira, con una conseguente riduzione della sua capacità produttiva di circa 300.000 barili al giorno. L’impianto di Khurais era già stato preso di mira in precedenza, il che aveva comportato una riduzione di 300.000 barili al giorno nella sua capacità produttiva. Gli attacchi si sono estesi anche ai principali impianti di raffinazione, compromettendo direttamente le esportazioni di prodotti raffinati verso i mercati globali

Kuwait: “Attivata la contraerea per un attacco con droni”

Il ministero della Difesa del Kuwait ha comunicato che le difese aeree del paese sono impegnate a rispondere ad attacchi ostili con droni. Questi attacchi “hanno preso di mira alcune strutture vitali nel paese, ha dichiarato il portavoce del ministero della Difesa, Saud Al-Atwan, in una nota riportata dall’agenzia Kuna

Idf: “Nuovo attacco contro postazioni di Hezbollah”

L’Idf ha annunciato di avere dato il via a un nuovo attacco in Libano. Nel mirino, si legge in un post, “le postazioni di lancio di Hezbollah”. Il governo israeliano ha annunciato oggi colloqui diretti con Beirut per un accordo di pace ma ha chiarito che non intende rispettare una tregua

Meloni: “Soddisfazione per l’avvio dei negoziati diretti Israele-Libano”

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, “accoglie con soddisfazione e sostiene con forza la notizia dell’avvio di negoziati diretti tra Israele e Libano, annunciato oggi dal Primo Ministro Netanyahu”. Lo riferisce una nota di Palazzo Chigi. “Il Governo italiano – viene sottolineato -, che ha già condannato la decisione irresponsabile di Hezbollah di trascinare il Libano in questo conflitto, da tempo sostiene attivamente l’avvio di negoziati diretti tra le due Nazioni, nella convinzione che essi costituiscano l’unica strada per porre fine in modo duraturo alle ostilità tra Libano e Israele”

Islamabad: “Telefonata Sharif-Meloni, sostegno italiano alla mediazione del Pakistan”

Il primo Ministro pakistano Shehbaz Sharif oggi ha parlato al telefono con la premier italiana Giorgia Meloni, con cui ha discusso di diplomazia regionale e dei conflitti in corso in Medio Oriente. Lo riferisce una nota dell’ufficio del premier pakistano. Meloni – riporta la nota – ha elogiato il ruolo diplomatico del Pakistan nel facilitare il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran e la ripresa del dialogo e si è congratulata con Sharif per l’organizzazione da parte di Islamabad dei prossimi negoziati di pace tra i due Paesi. Sharif ha ribadito l’impegno del Pakistan a promuovere la pace e la stabilità nella regione, accogliendo con favore la dichiarazione congiunta dei leader europei e internazionali, tra cui Meloni, a sostegno degli sforzi del Pakistan. I due leader hanno inoltre espresso seria preoccupazione per il protrarsi delle ostilità in Libano e hanno concordato sulla necessità di un’azione internazionale coordinata per prevenire un’ulteriore escalation

Khamenei: “Vogliamo risarcimenti e nuova gestione di Hormuz”

L’Iran pretende risarcimenti per la guerra iniziata da Stati Uniti e Israele, e una nuova modalità di gestire lo stretto di Hormuz. A chiarirlo è stato l’ayatollah Mojtaba Khamenei, in un messaggio per il 40esimo giorno dall’uccisione del padre, Alì Khamenei. “Sicuramente pretenderemo il risarcimento per ciascuno dei danni subiti e il risarcimento per il sangue dei martiri e il compenso per le ferite dei veterani di questa guerra”, ha scritto. “E sicuramente porteremo la gestione dello Stretto di Hormuz a una nuova fase”, ha spiegato

Khamenei ai Paesi del Golfo: “Prendete le distanze dai diavoli”

I Paesi del Golfo Persico devono prendere le distanze dagli Stati Uniti e avvicinarsi all’Iran. A lanciare il monito è stato l’ayatollah Mojtaba Khameni, in un messaggio per il 40esimo giorno dall’uccisione del padre, Alì Khamenei. “Ai vicini del sud dell’Iran dico: state assistendo a un miracolo, quindi osservate bene, comprendete e posizionatevi nel posto giusto e diffidate delle promesse menzognere dei diavoli malvagi”, ha scritto. “Aspettiamo ancora una reazione adeguata da parte vostra per poter mostrare la nostra fratellanza”, ha aggiunto, ma “questo non accadrà se non prendete le distanze dai superbi arroganti”

Khamenei: “Non rinunciamo ai diritti. Fronte con Libano”

L’Iran non intende rinunciare ai propri diritti nei negoziati con gli Stati Uniti. Ad assicurarlo è stato l’ayatollah Mojtaba Khameni, in un messaggio per il 40esimo giorno dall’uccisione del padre, Alì Khamenei. “Non abbiamo cercato e non cerchiamo una guerra, ma in nessun modo rinunceremo ai nostri diritti legittimi”, ha detto. In questo senso, “consideriamo tutto il fronte della resistenza in modo unitario”, ha aggiunto in riferimento al Libano

Mojtaba Khamenei: “Fino a ora abbiamo vinto noi”

L’ayatollah Mojtaba Khamenei ha rivendicato la vittoria dell’Iran nella guerra contro Israele e Stati Uniti. “Oggi e fino a questo punto dell’epica Terza Difesa Sacra, si può dire con audacia che voi, nazione eroica dell’Iran, siete stati i vincitori indiscussi di questo campo”, ha scritto in un messaggio per il 40esimo giorno dall’uccisione del padre, Alì Khamenei

La prima petroliera non iraniana passa da Hormuz dopo la tregua

La petroliera ‘Msg’, battente bandiera gabonese, è stata prima nave non iraniana ad attraversare lo Stretto di Hormuz e a lasciare il Golfo Persico da quando è entrata in vigore la tregua di due settimane concordata da Stati Uniti e Iran. Lo ha reso noto il sito web MarineTraffic analizzando i dati di tracciamento. La nave, che trasportava 6.941 tonnellate di olio combustibile in 44mila barili ed era stata caricata il 28 febbraio a Sharjah, negli Emirati Arabi Uniti, era diretta in India. Dall’entrata in vigore del cessate il fuoco martedì sera, altre due petroliere iraniane e sei navi portarinfuse hanno attraversato lo Stretto

Deputato di Hezbollah: “No a negoziati con Israele”

Hezbollah respinge l’offerta del premier Benjamin Netanyahu di negoziati con il Libano. Il movimento, ha detto un deputato, rifiuta colloqui diretti con Israele

Trump: “Molto ottimista su un accordo con l’Iran a portata di mano”

Donald Trump è “molto ottimista” sulla possibilità che un accordo di pace con l’Iran sia a portata di mano. Lo ha detto il presidente in un’intervista a Nbc, sottolineando che i leader iraniani parlano diversamente quando sono nelle riunioni rispetto a quando parlano con la stampa. “Sono molto più ragionevoli. Si sono detti d’accordo su tutte le cose su cui dovevano essere d’accordo. Ricordatevi, sono stati conquistati”, ha messo in evidenza

A breve atteso un messaggio di Mojtaba Khamenei

E’ atteso a breve un messaggio della Guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei. Lo si legge sul suo account di Telegram, spiegando che il leader iraniano diffonderà un messaggio in occasione del quarantesimo giorno dall’uccisione di suo padre, il defunto Leader Supremo Ali Khamenei, avvenuta lo scorso 28 febbraio

Katz: “Negoziati sotto il fuoco, la guerra non si fermerà”

Nel corso di un’intervista a ‘Channel 14’ il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha affermato che gli eventuali negoziati diretti fra Israele e Libano si terranno “sotto il fuoco”. Il ministro ha sottolineato che le mosse politiche non segnano la fine della campagna militare. “La guerra non si fermerà”, ha chiarito Katz secondo cui Israele non permetterà ai residenti libanesi di tornare nell’area a sud del fiume Litani, poiché ciò rappresenta un “chiaro interesse di sicurezza” israeliano

Libano, sale a 303 il bilancio dei morti dei raid israeliani di ieri

Libano, sale a 303 il bilancio dei morti dei raid israeliani di ieri. Lo riferisce il ministro della Salute libanese

Tajani: “Nei prossimi giorni sarò a Beirut, sosteniamo la stabilità del Libano”

“L’Italia è pronta a fare la sua parte per la stabilità del Libano. Nel Paese sono presenti soldati italiani non solo in missioni congiunte, ma anche in missioni bilaterali per aiutare le forze armate libanesi”. Stiamo lavorando per organizzare nei prossimi giorni il mio viaggio a Beirut per parlare con il presidente” Aoun “e inviare un messaggio chiaro dall’Italia per la stabilità di questo importante Paese”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in conferenza stampa dopo la riunione ministeriale informale del Med9 a Spalato

Tajani: “Informato da Sàar dei negoziati diretti Israele-Libano”

“Siamo contrari agli attacchi israeliani in Libano ma c’è una buona notizia. Il ministro degli Esteri israeliano Sàar mi ha chiamato per informarmi della decisione di negoziati diretti tra Israele e Libano negli Usa nei prossimi giorni. E’ un importante passo per raggiungere risultati e spero che ci sia un cessate il fuoco anche in Libano”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Spalato per la riunione informale del Med9

Rutte: “Plaudo alla leadership di Trump”

Il segretario generale della Nato Mark Rutte “plaude” alla “leadership” nell’Alleanza atlantica del presidente Donald Trump. “In questo preciso istante – dice l’ex premier olandese, parlando al Ronald Reagan Presidential Foundation Institute di Washington – gli Alleati sul fianco orientale della Nato e i nostri cari amici del Golfo si stanno difendendo dai droni russo-iraniani, grazie in parte alla tecnologia ucraina che non esisteva nemmeno un anno fa”. “Pertanto – continua – non si può continuare come se nulla fosse. E permettetemi di applaudire il presidente Trump per la sua leadership audace e la sua visione. Gli Stati Uniti, e questo è solo un esempio della scorsa settimana, hanno appena annunciato un accordo quadro per triplicare la produzione di alcuni tipi di missili Patriot”. “Questo – sottolinea Rutte – è assolutamente cruciale. È un altro esempio della leadership americana. E’ essenziale per rifornire i nostri depositi di munizioni e costruire l’arsenale della libertà.
Guardando al vertice di Ankara, sono fiducioso che la Nato nel suo complesso, e gli Alleati individualmente, agiranno in modo analogo per abbattere le barriere e liberare il potenziale dell’industria della difesa su entrambe le sponde dell’Atlantico”

Rutte: “Su Hormuz la Nato presente se sarà d’aiuto”

Se la Nato potrà aiutare a garantire la sicurezza nello Stretto di Hormuz, “ovviamente sarà presente, non c’è alcun motivo per cui non possa essere utile. Naturalmente, lo faremo se sarà d’aiuto”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, in una discussione al Ronald Reagan Institute, a Washington. Secondo Rutte, è necessario procedere “passo dopo passo, ma con rapidità”: “il passo che si sta compiendo ora è che questa coalizione di 35 Paesi, che si sono riuniti a livello militare lo scorso martedì, inizi a fare una pianificazione dettagliata su quale potrebbe essere questa missione”, ha affermato il Segretario generale. Inoltre, per Rutte è giusto procedere gradualmente anche perché “nella Nato ciò richiede un accordo tra tutti gli alleati. E qui la struttura esatta è meno importante della rapidità: direi che in questo caso la velocità conta più della perfezione”, ha concluso

Media: “I negoziati tra Israele e Libano iniziano la settimana prossima negli Usa”

I negoziati diretti fra Israele e il Libano inizieranno la prossima settimana e il primo incontro si terrà al Dipartimento di Stato a Washington. Lo riporta Axios citando una fonte israeliana, secondo la quale gli Stati Uniti saranno guidati dall’ambasciatore americano in Libano Michel Issa. Israele sarà invece rappresentata dal suo ambasciatore negli Stati Uniti Yechiel Leiter, mentre il Libano dal suo ambasciatore a Washington Nada Hamadeh-Moawad

Madrid: “Nessuno può imporci di entrare in una guerra illegale”

La ministra spagnola della Difesa, Margarita Robles, ha replicato alle critiche lanciate dal presidente statunitense Donald Trump alla Nato di “non esserci”, quando Washington ne aveva bisogno, assicurando che nessuno può “imporre” di partecipare alla guerra “illegale” mossa da Usa e Israele contro Iran. “La Spagna ha agito secondo le proprie convinzioni etiche, in difesa della pace e nel rispetto del diritto internazionale. Nessuno può costringerci a entrare in una guerra illegale, non protetta dall’ordinamento giuridico, che non è nostra né della Nato”, ha dichiarato Robles in un’intervista alla Tv LaSexta. “A partire da lì, se un determinato Paese decide unilateralmente una guerra che non ha nessuna copertura internazionale e di cui non si conosce a questo punto il vero obiettivo, le decisioni che vuole prendere sono un suo problema”, ha aggiunto la titolare della Difesa. L’esponente del governo di Pedro Sanchez ha assicurato che Madrid “è molto tranquilla” e “con la testa alta” rispetto alla propria collaborazione con l’Alleanza Atlantica che, come ha ricordato a Trump, “è difensiva”

Media: “Per l’Iran il Libano tra i prerequisiti per i negoziati”

L’agenzia di stampa iraniana Fars ha citato una “fonte ben informata” secondo cui “la questione del Libano e un cessate il fuoco nel Paese sono un prerequisito e una condizione non negoziabile affinchè la Repubblica Islamica avvii qualsiasi nuovo processo negoziale”. La fonte ha aggiunto: “Nel contesto dell’attacco in corso al Libano, l’Iran considera i negoziati strategicamente privi di significato e inutili. Tutti gli alti funzionari della Repubblica Islamica sono unanimi su questo punto. Se la questione libanese non verrà risolta, non ci saranno negoziati”

Rutte: “Trump mi ha ripetuto gli appelli a uscire dall’Alleanza”

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ribadito durante il suo colloquio di ieri con il segretario generale della Nato, Mark Rutte, il suo appello affinché gli Stati Uniti escano dall’Alleanza. Lo ha dichiarato lo stesso Rutte, in una discussione presso il Ronald Reagan Institute, a Washington. Secondo Rutte, quella con Trump “è stata una buona conversazione. Ho chiaramente percepito la sua delusione, che, in effetti, il presidente ha espresso apertamente. Ha anche rilanciato appelli affinché gli Stati Uniti possano potenzialmente ritirarsi dalla Nato”, ha affermato. Secondo il segretario generale, però, “è importante ricordare che il dibattito sulla partecipazione degli Stati Uniti alla Nato non è qualcosa di nuovo”, ricordando una frase del primo segretario generale della Nato, Lord Ismay, secondo cui la sfida e lo scopo dell’Alleanza era “tenere fuori i russi e tenere dentro gli americani”

Rutte: “Trump è deluso, discussione franca e aperta”

Il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump “era deluso ieri, ma abbiamo avuto una discussione franca e aperta, da amici”. Lo riferisce il segretario generale della Nato Mark Rutte, parlando alla Ronald Reagan Presidential Foundation Institute, a Washington. Il presidente americano non ha nascosto nei giorni scorsi il suo disappunto per la posizione degli alleati europei, che in diverse occasioni non hanno concesso l’uso delle basi per l’attacco all’Iran, guerra in merito alla quale non sono stati consultati preventivamente

Kallas: “Ingiuste critiche alla Ue”

“Se pensiamo alla difesa aerea e a tutto ciò che stiamo effettivamente facendo per questa regione, penso che sia davvero ingiusto” che l’Ue e i Paesi europei siano criticati in merito al conflitto in Iran. Lo ha dichiarato l’Alta rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, in un’intervista rilasciata alla Cnn. “Stiamo facendo molto per la regione. Pensiamo all’operazione navale che abbiamo nella regione per mantenere aperto il Mar Rosso, al sostegno alle forze armate libanesi per combattere e disarmare Hezbollah, o al sostegno alla soluzione dei due Stati o all’Autorità Palestinese, che stiamo effettivamente fornendo”, ha aggiunto Kallas. “Ovviamente, possiamo tutti fare di più, ma la questione è che abbiamo anche il nostro teatro di sicurezza in Europa. Abbiamo la guerra della Russia contro l’Ucraina che va avanti da quattro anni e non abbiamo visto i Paesi del Golfo aiutarci in quella situazione. Non può essere una strada a senso unico”, ha precisato l’Alta rappresentante dell’Ue sottolineando che non è stata l’Ue a “creare questa situazione”. “Pensiamo anche alla Russia che ora aiuta l’Iran, o ad alcuni Paesi del Golfo che hanno contribuito a eludere le sanzioni che abbiamo imposto all’Iran, che ora sappiamo essere in grado di attaccare questi Paesi. Se fossimo uniti, come lo sono chiaramente i nostri avversari, allora saremmo molto più forti”, ha concluso

Rutte: “Quasi tutti gli alleati stanno facendo ciò che gli Usa chiedono”

“Ciò che vedo oggi guardando all’Europa è che gli alleati stanno fornendo un sostegno massiccio, mettendo a disposizione risorse logistiche e altre misure per garantire che le potenti forze armate statunitensi riescano a impedire all’Iran di dotarsi di armi nucleari e a ridurne la capacità di seminare il caos. Quasi senza eccezioni, gli alleati stanno facendo tutto ciò che gli Stati Uniti chiedono”. Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte al Ronald Reagan Presidential Foundation Institute citando gli sforzi di Londra per Hormuz. “Hanno ascoltato la richiesta del presidente Trump e stanno rispondendo”

Rutte: “Con la fine della Guerra Fredda malsana co-dipendenza dell’Europa”

Dopo la fine della Guerra Fredda alcuni alleati degli Usa dell’Europa occidentale hanno sviluppato una “malsana co-dipendenza” convinti che la pace “fosse permanente” e le forze dell’Europa occidentale si sono ridotte e i bilanci della difesa si sono ridotti fino a diventare irrilevanti. Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte al Ronald Reagan Presidential Foundation Institute

Netanyahu: “Ordinato di avviare al più presto negoziati diretti con il Libano”

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato di aver dato istruzioni affinché Israele avvii colloqui di pace con il Libano che includano anche il disarmo di Hezbollah. “Alla luce delle ripetute richieste del Libano di avviare negoziati diretti con Israele, ieri ho dato istruzioni al gabinetto di avviare negoziati diretti con il Libano il prima possibile”, ha dichiarato Netanyahu in un comunicato. “I negoziati si concentreranno sul disarmo di Hezbollah e sull’instaurazione di relazioni pacifiche tra Israele e il Libano”

Turchia: “Il cessate il fuoco includa anche il Libano”

Il cessate il fuoco in Medio Oriente dovrebbe includere anche il Libano. Lo dice il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan. “Ci auguriamo che il cessate il fuoco venga pienamente attuato sul campo, anche in Libano, e che questo processo porti a una pace duratura”, ha detto Fidan in una conferenza stampa ad Ankara, al fianco del suo omologo siriano

Rutte: “Alleati Nato lenti nel fornire supporto agli Usa”

“Quando è arrivato il momento di fornire il supporto logistico e di altro tipo di cui gli Stati Uniti avevano bisogno in Iran, alcuni alleati sono stati un pò lenti, per usare un eufemismo”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, in un discorso al Ronald Reagan Institute a Washington. Secondo il segretario generale, a loro discolpa, gli alleati “sono stati anche un pò sorpresi” in quanto, “per mantenere l’effetto sorpresa degli attacchi iniziali, il presidente Trump ha scelto di non informare gli alleati in anticipo, e lo capisco”

Media: “Trump ha chiesto a Netanyahu di ridurre gli attacchi in Libano”

Donald Trump ha chiesto al premier israeliano Benjamin Netanyahu di ridurre l’intensità degli attacchi israeliani in Libano al fine di contribuire a garantire il successo dei negoziati con l’Iran. Lo riferisce Nbc citando un funzionario dell’amministrazione Trump. Israele ha accettato di “essere un partner collaborativo”, ha messo in evidenza

Tajani: “La comunità internazionale si impegni per Hormuz”

“E’ fondamentale mantenere aperto il Canale di Hormuz. Allo stesso tempo, dobbiamo evitare un’escalation nel Mar Rosso. La comunità internazionale deve collaborare per raggiungere questo obiettivo”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, alla riunione ministeriale informale del Med9 a Spalato. “Nei prossimi giorni sarò in missione in Cina e solleverò la questione. Chiederò un maggiore impegno da parte di Pechino per il dialogo e la de-escalation”, ha aggiunto. “Le missioni marittime europee nella regione possono svolgere un ruolo chiave. È fondamentale fare di più. Per questo motivo, l’Unione Europea deve rafforzare le missioni nell’area”, ha poi sottolineato ricordando il contributo italiano ad Aspides nel Mar Rosso, Atalanta nell’Oceano Indiano e Irini nel Mediterraneo

Oms: “In Libano alcuni ospedali possono rimanere senza forniture vitali”

Alcuni ospedali in Libano possono rimanere a corto di materiale cruciale per assistere feriti nei prossimi giorni: è l’avvertimento lanciato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), attraverso il suo rappresentante nel Paese Abdinasir Abubakar, citato dalla Reuters sul suo sito. “Alcune delle forniture per la gestione dei traumi stavano scarseggiando e potremmo esaurirle entro pochi giorni”, ha affermato Abubakar all’agenzia di stampa. Aree del Libano sono state obiettivo di pesanti recenti raid da parte delle forze Israeliane, in particolare la capitale Beirut tra ieri e oggi

Parigi: “L’accordo Ue-Israele potrebbe essere ridiscusso”

L’accordo di associazione fra l’Unione europea e Israele potrebbe essere “ridiscusso” alla luce della “gravità di quanto successo ieri (in Libano, ndr) e vista la situazione in Cisgiordania”: lo ha detto oggi il portavoce del ministero degli Esteri francese, Pascal Confavreux, definendo “sproporzionati” i bombardamenti da parte di Israele contro il Libano

Russia: “Il cessate il fuoco si applichi anche al Libano”

Gli accordi tra Stati Uniti e Iran hanno una dimensione regionale e devono applicarsi anche al Libano. Lo dice il ministero degli Esteri russo. La Russia auspica un cessate il fuoco immediato nella zona di conflitto israelo-libanese e il ritorno della situazione su un piano politico e diplomatico, aggiunge Mosca

Katz: “Hezbollah sta cercando il cessate il fuoco”

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha affermato che Hezbollah sta cercando un cessate il fuoco e ha dichiarato che i raid israeliani hanno ucciso più di 200 militanti in Libano nelle ultime 24 ore, portando il totale a oltre 1.400 dall’inizio degli scontri. Katz ha affermato che Israele è pronto a rispondere con forza se l’Iran lancerà attacchi e continuerà a colpire obiettivi in tutto il Libano, compresa l’area del Litani

Merz: “A Trump ho detto che dopo la pace aiuteremo su Hormuz”

“Parlando con Trump ho assicurato che dopo la pace la Germania aiuterà a garantire la stabilità nello stretto di Hormuz”. È quello che ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz, in una dichiarazione in cancelleria a Berlino. “Il presidente americano sa che devono essere rispettate per la Germania due condizioni: un mandato internazionale, meglio se del Consiglio di sicurezza dell’Onu, e l’approvazione del Bundestag”, ha aggiunto.

Merz: “Ripreso dialogo con Teheran”

Il governo tedesco ha ripreso il dialogo con l’Iran. Lo ha annunciato il cancelliere tedesco Friedrich Merz.

Merz: “Non vogliamo la divisione della Nato, mantenere sangue freddo”

“Noi non vogliamo, io non voglio alcuna divisione della Nato. La Nato è garante della nostra sicurezza. Noi dobbiamo mantenere il sangue freddo”. Lo ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz a Berlino, in uno statement fuori programma in cancelleria. Merz ha definito la crisi nel Golfo è “uno stress test per le relazioni transatlantiche.

Fonti Nato: “Per ora da Trump solo parole, nessuna svolta pratica”

“Sino adesso non si è notato nessun cambio di rotta da parte degli Stati Uniti, quelle di Donald Trump sono solo parole”. È quanto confida una fonte alleata all’ANSA commentando gli attacchi del presidente Usa alla Nato. La cooperazione continua e la promessa di “zero sorprese” avanzata all’inizio della nuova amministrazione – ovvero di tenere informati per tempo gli alleati di qualsiasi modifica nella postura di difesa degli Usa in Europa – è stata mantenuta. E la temuta sensibile riduzione delle truppe americane non si è materializzata. Questo non significa naturalmente che tutto vada a gonfie vele. Il rischio di incidenti di percorso, con Trump, è alto e quindi si tende a ridurre al minimo le occasioni di scontro. Il vertice di luglio di Ankara, ad esempio, sarà alquanto breve e la presenza di Volodymyr Zelensky non è scontata, sempre a causa delle freddezza americana (c’è a dire il vero anche il tema di cosa offrire, in concreto, al presidente ucraino). La Turchia sta puntando molto sulla componente della produzione industriale, con un forum al quale saranno invitati i big del settore.

Pakistan condanna “aggressione Israele” in Libano

Il Pakistan ha “condannato con forza” gli attacchi israeliani in Libano, che proseguono nonostante l’accordo di tregua in vigore da quasi due giorni. E’ stato il primo ministro Muhammad Shehbaz Sharif, mediatore dell’intesa tra Sttai Uniti e Iran, a puntare il dito contro Israele, in un comunicato diramato dopo aver sentito al telefono il premier libanese, Nawaf Salam. Sharif, si legge nella nota, “ha condannato con forza l’aggressione in corso di Israele contro il Libano e ha espresso le proprie condoglianze per la perdita di migliaia di vite umane in queste ostilità”. Il Pakistan ha assicurato, “è impegnato in sinceri sforzi per la pace nella regione ed è in questo spirito che si stanno svolgendo i colloqui di pace tra l’Iran e gli Stati Uniti”. Dal canto suo, nel “ringraziare” Sharif per i suoi sforzi di pace, Salam “ha chiesto il sostegno del Pakistan per porre immediatamente fine agli attacchi contro il Libano e il suo popolo”.

Teheran: “Il Pakistan ha fermato la nostra reazione dopo la rottura della tregua”

Il viceministro degli Esteri iraniano, Saeed Khatibzadeh, ha dichiarato che Teheran era sul punto di reagire alla violazione del cessate il fuoco, ma ha deciso di non farlo dopo la mediazione del Pakistan. A riportarlo è Iran International. Khatibzadeh ha poi confermato che la delegazione iraniana sarà presente a Islamabad per il primo round di colloqui per la pace.

Idf: “Popolazione evacui subito i quartieri sud di Beirut”

L’esercito israeliano ha avvertito i residenti dei sobborghi meridionali di Beirut, da tempo roccaforte del gruppo militante libanese Hezbollah, di imminenti attacchi e li ha invitati a evacuare. “Le Forze di Difesa Israeliane continuano a operare e a colpire le infrastrutture militari appartenenti all’organizzazione terroristica Hezbollah in diverse aree dei sobborghi meridionali. Le Idf non intendono farvi del male e agiscono solo contro i militanti di Hezbollah e obiettivi militari. Pertanto, per la vostra sicurezza, dovete evacuare immediatamente”, ha dichiarato il portavoce in lingua araba dell’esercito, Avichay Adraee.

Primo ministro libanese: “Libano sia inserito nell’accordo”

Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha chiesto al premier pakistano Shehbaz Sharif che il Libano sia inserito nell’accordo tra Stati Uniti e Iran, che grazie alla mediazione di Islamabad hanno raggiunto un cessate il fuoco di due settimane. Lo rende noto l’ufficio di Salam il giorno dopo che gli attacchi israeliani sul Libano hanno causato la morte di oltre 200 persone. Nella nota si legge che Salam ha telefonato a Sharif, elogiando gli sforzi di Islamabad per garantire la tregua e chiedendogli di “confermare che il cessate il fuoco includa il Libano per prevenire il ripetersi degli attacchi israeliani a cui si è assistito ieri”.

Al Jazeera: “Il Libano chiede colloqui diretti con Israele”

Secondo i corrispondenti di Al Jazeera in Libano, il governo di Beirut avrebbe richiesto colloqui diretti con Israele all’indomani dei raid che hanno provocato almeno 200 morti e più di 1.000 feriti.

Trump sulla Nato: “Questa gente non capisce se non sotto pressione”

Il presidente americano Donald Trump è tornato a criticare la Nato. “Questa gente non ha capito nulla, incluso nella nostra molto deludente Nato, se non quando li abbiamo messi sotto pressione”, ha scritto su Truth.

Araghchi: “Usa viola gli impegni presi”

L’Iran ha accusato gli Stati Uniti di violare gli impegni presi. “Purtroppo la parte americana ha compiuto due volte un’aggressione militare contro l’Iran nel bel mezzo dei negoziati sul nucleare, e anche questa volta, prima ancora che la diplomazia e i colloqui abbiano avuto inizio, sta agendo in violazione dei propri impegni”, ha detto il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, in una telefonata al collega saudita, Faisal bin Farhan, a quanto riferito dalla tv di Stato. Araghchi ha assicurato il sostegno del suo Paese all’accordo di cessate il fuoco e agli sforzi per ripristinare la stabilità e la sicurezza nella regione, ed espresso la speranza che l’attuale cessate il fuoco apra la strada alla completa fine della guerra e al ritorno della sicurezza e della stabilità nella regione.

Media: “Teheran farà passare non oltre 15 navi al giorno da Hormuz”

L’Iran consentirà il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz a non più di 15 navi al giorno. Lo ha riferito la Tass citando una fonte iraniana di alto livello.

Pezeshkian: “Israele viola tregua. Dito resta su grilletto”

L’Iran ha accusato Israele di avere violato l’accordo per la tregua. “Il nuovo sconfinamento del regime sionista in Libano è una palese violazione dell’accordo iniziale di cessate il fuoco. Questo è un segnale pericoloso di inganno e mancanza di aderenza agli accordi potenziali”, ha scritto il presidente Massoud Pezeshkian su X. “La continuazione di queste azioni renderà i negoziati privi di senso”, ha sottolineato. “Il nostro dito resta sul grilletto. L’Iran non abbandonerà mai le sorelle e i fratelli libanesi”, ha ammonito.

Ghalibaf: “Basta attacchi al Libano o la risposta sarà forte”

Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, che sarà a Islamabad per i negoziati con gli Usa, avverte che “le violazioni del cessate il fuoco porteranno a costi e a forti risposte” e invita a “smettere immediatamente” con gli attacchi al Libano. “Il Libano e l’intero Asse della Resistenza, in quanto alleati dell’Iran, costituiscono parte integrante del cessate il fuoco”, afferma, citando il premier pakistano Sharif che ha chiarito che lo stop agli attacchi al Libano fa parte degli accordi.

Pezeshkian: “Raid violano il cessate il fuoco, non abbandoneremo mai il Libano”

“La rinnovata incursione di Israele in Libano rappresenta una palese violazione dell’accordo iniziale di cessate il fuoco. Questo è un pericoloso segnale di delusione e di mancanza di impegno verso potenziali accordi. Il proseguimento di queste azioni renderà inutili i negoziati”. Lo scrive su X Masoud Pezeshkian, presidente dell’Iran. “Il nostro dito rimane sul grilletto. L’Iran non abbandonerà mai i suoi fratelli e sorelle libanesi”.

Unifil: “Approccio militare non risolverà la situazione, pronti a sostenere ritorno alla stabilità”

“Le forze di pace sono estremamente preoccupate per i violenti raid aerei che abbiamo visto nell’area delle operazioni dell’Unifil e per le notizie di centinaia di morti e feriti. I civili hanno sofferto molto in questo conflitto e continuiamo a esortare le parti a cessare il fuoco e a lavorare per una soluzione politica e diplomatica. L’approccio militare non risolverà la situazione. L’Unifil e le sue forze di pace continuano a riferire al Consiglio di Sicurezza quanto sta accadendo sul campo e siamo pronti a sostenere il ritorno alla stabilità in ogni modo possibile”. Lo dice all’Adnkronos la portavoce di Unifil, Kandice Ardiel, all’indomani dell’attacco israeliano al contingente italiano in Libano.

Governo libanese vieta armi a gruppi non statali

Il governo libanese ha deciso di vietare ai gruppi non statali di portare le armi a Beirut, all’indomani dei pesantissimi raid israeliani contro Hezbollah. “Per la sicurezza dei cittadini”, il governo “chiede all’esercito e alle forze di sicurezza di estendere immediatamente il controllo dello Stato sulla regione di Beirut e di limitare il porto d’armi alle sole forze legali”, ha annunciato il premier libanese Nawaf Salam.

Ue: “No a pedaggi nello Stretto di Hormuz”

“Il diritto internazionale prevede la libertà di navigazione: nessun pedaggio”. Lo Stretto di Hormuz, “come qualsiasi altra rotta marina è un bene pubblico dell’intera umanità. La navigazione deve essere libera”. Lo dice il portavoce della Commissione Europea per gli Affari Esteri Anouar el Anouni, durante il briefing con la stampa a Bruxelles.

Media, gli Usa hanno chiesto agli europei piani precisi su missione a Hormuz

Gli Stati Uniti hanno chiesto ai loro alleati europei impegni concreti per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz dopo la fine delle ostilità in Iran. Lo riporta Bloomberg. L’agenzia, citando un alto rappresentante della Nato, scrive che i Paesi sono tenuti a fornire piani specifici per garantire la spedizione entro pochi giorni. Secondo la fonte, tale richiesta è stata avanzata durante i colloqui tra funzionari statunitensi e della Nato alla Casa Bianca, dove Donald Trump ha incontrato il segretario generale della Nato Mark Rutte. Consultazioni si sono svolte anche al Pentagono e al Dipartimento di Stato.

Lunedì collegio commissari Ue su situazione in Medio Oriente

l collegio dei commissari europei previsto per lunedì 13 aprile si occuperà della situazione in Medio Oriente alla luce degli ultimi sviluppi legati all’Iran. Lo ha affermato la portavoce della Commissione europea, Paula Pinho, nel briefing quotidiano con la stampa. “Sarà un’occasione per il collegio di fare congiuntamente il punto su tutte le attività che la Commissione sta portando avanti per affrontare la situazione attuale, dall’energia ai trasporti, dalla migrazione alla sicurezza interna, e su tutti gli ambiti politici che sono influenzati da questo conflitto”, ha aggiunto la portavoce, specificando inoltre che il dibattito di orientamento strategico sulla Cina, originariamente previsto nella riunione del collegio di lunedì prossimo, è ora rinviato a data da destinarsi.

Cina nega sostegno a esercito Teheran, nostra posizione imparziale

Il ministero della Difesa della Cina ha smentito le notizie secondo cui avrebbe fornito sostegno all’esercito iraniano, comprese informazioni di intelligence sulla posizione delle forze Usa durante la guerra. “Ci opponiamo fermamente alla diffusione di informazioni false, speculative e insinuanti, rivolte contro la Cina”, ha dichiarato il portavoce del ministero della Difesa cinese Zhang Xiaogang. Il Washington Post ha recentemente riportato che alcune aziende private cinesi, tra cui alcune legate all’esercito cinese, avrebbero commercializzato informazioni di intelligence sui movimenti delle forze Usa durante la guerra. “La Cina è sempre stata aperta e trasparente sulla questione iraniana, mantenendo una posizione obiettiva e imparziale”, ha affermato Zhang, aggiungendo che il Paese non si è mai impegnato “in alcuna attività che potesse incitare al conflitto”.

Francia, si sta finalizzando piano per scorta a navi Hormuz

Il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, ha dichiarato che la Francia, con partner europei e non, sta “finalizzando” un piano per istituire una missione di scorta delle navi nello stretto di Hormuz, non appena i combattimenti si saranno effetivamente fermati. “La pianificazione di questa missione è attualmente in fase di completamento, tra i funzionari militari francesi e i Paesi che si sono offerti volontari”, ha affermato Barrot, parlando alla radio France Inter. Secondo il ministro, verosimilmente il traffico navale potrà attraversare lo stretto in sicurezza una volta che sarà raggiunto un accordo e “con un sistema di scorta”.”I lavori sono a buon punto” per attuare la missione “una volta che la calma sarà ristabilita del tutto”, ha aggiunto. Ieri il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato che circa 15 Paesi sono pronti a partecipare all’iniziativa.

Israele attacca la Spagna, vergognosa riapertura dell’ambasciata a Teheran

Il governo israeliano è tornato ad attaccare la Spagna di Pedro Sanchez, questa volta per l’annuncio della riapertura dell’ambasciata a Teheran. “Il regime terroristico iraniano sta riprendendo le esecuzioni dei suoi cittadini, manifestanti e dissidenti politici. La Spagna sta riaprendo la sua ambasciata a Teheran. Lavorano fianco al fianco. Senza pudore. Una vergogna eterna”, ha scritto su X il ministro degli Esteri dello Stato ebraico Gideon Sa’ar.

Capo nucleare iraniano: “Nessuno ci fermerà sull’arricchimento dell’uranio”

Il responsabile nucleare iraniano ha affermato che le richieste degli avversari di limitare il programma di arricchimento dell’uranio del Paese non avranno successo. Il capo dell’Organizzazione per l’energia atomica dell’Iran Mohammad Eslami ha affermato che tali appelli sono “illusioni” e non possono fermare le attività nucleari dell’Iran. “Nessuna legge o individuo può fermarci”, ha affermato Mohammad Eslami, aggiungendo che le azioni passate degli avversari, inclusa la guerra in corso, si sono rivelate un fallimento. Lo riporta Iran International.

Kallas: “Atti Israele ingiustificati, estendere la tregua”

L’Alta rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, ha condannato le azioni di Israele in Libano, chiedendo che tali operazioni vengano sospese nell’ambito del cessate il fuoco raggiunto tra gli Stati Uniti e l’Iran. “Hezbollah ha trascinato il Libano in guerra, ma il diritto di Israele di difendersi non giustifica l’infliggere una distruzione così massiccia”, ha scritto Kallas su X, aggiungendo che i raid israeliani che hanno ucciso centinaia di persone la scorsa notte “rendono difficile sostenere che azioni così pesantemente repressive rientrino nella legittima difesa”. “Le azioni israeliane stanno sottoponendo a grave tensione il cessate il fuoco Usa-Iran”, secondo Kallas, che chiede che la tregua con l’Iran si estenda al Libano. Un richiamo anche per Hezbollah, che “deve disarmare, come ha accettato di fare”. “L’Ue sostiene gli sforzi del Libano per disarmare Hezbollah”, conclude l’Alta rappresentante.

Ambasciata Israele in Italia: Unifil non è bersaglio di attacchi

“L’attuale situazione nel sud del Libano è il risultato del fallimento e dell’inazione del governo libanese nel rispettare i propri obblighi”, lo scrive l’ambasciata di Israele in Italia in una nota, il giorno dopo la protesta italiana per il nuovo attacco alle forze Unifil in Libano in cui è rimasto coinvolto un mezzo militare italiano. “Il governo libanese, infatti, non ha provveduto al disarmo di Hezbollah né a garantirne il ritiro a nord del fiume Litani, come previsto dalla Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza ONU. Invece di riconoscere tali mancanze, il governo libanese che include ancora ministri di Hezbollah continua a sottrarsi alle proprie responsabilità, arrivando a dichiarare falsamente di aver completato il disarmo dell’organizzazione e a non impedire il lancio di razzi contro Israele e attribuendo la responsabilità della situazione a Israele stesso”. L’ambasciata inoltre sottolinea che “per quanto riguarda le accuse relative a danni alle forze Unifil, a causa della continua presenza e attività di Hezbollah nel sud del Libano, l’area costituisce un teatro di combattimento attivo. Per queste ragioni, Israele ha avvertito le forze Unifil e ha trasmesso costanti messaggi affinché venga esercitata la massima cautela. Le forze Unifil non sono oggetto di attacchi deliberati. Qualsiasi incidente o episodio anomalo viene esaminato in modo approfondito e con piena trasparenza. Israele continuerà ad adottare tutte le misure necessarie per difendere la propria popolazione e prevenire ulteriori minacce alla propria sicurezza nazionale, esercitando pienamente il proprio diritto alla difesa”.

Media Libano, almeno 17 persone uccise stamattina in raid israeliani

Almeno 17 persone sono state uccise e diverse altre ferite nei raid aerei israeliani sul Libano meridionale. Lo scrive l’agenzia di stampa libanese Nna. Un attacco israeliano sulla città di Zrariyeh, nel Libano meridionale, ha causato la morte di oltre 10 persone, tra cui donne e bambini, dopo aver colpito un edificio residenziale. Un altro raid aereo israeliano a Abbassiyeh ha causato la morte di almeno sette persone e il ferimento di altre, precisando che le cifre sono ancora preliminari. Il ministero della Salute ha dichiarato che il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani sul Libano dal 2 marzo è salito a 1.739-

Araghchi chiama il suo omologo saudita: primo contatto tra i due dall’inizio della guerra

Colloquio telefonico tra il capo della diplomazia iraniana, Abbas Araghchi, e il ministro degli Esteri saudita, Faisal bin Farhan bin Abdullah Al Saud. A darne notizia è l’agenzia ufficiale saudita Spa. Si tratta del primo contatto tra i due da quando il 28 febbraio Usa e Israele hanno annunciato l’avvio di operazioni militari contro l’Iran, che non ha mancato di ‘rispondere’ prendendo di mira obiettivi nei Paesi del Golfo, anche in Arabia Saudita, eterna rivale della Repubblica islamica nella regione. Secondo i media della monarchia del Golfo, il colloquio è avvenuto su iniziativa iraniana, a poco più di 24 ore dall’annuncio della tregua di due settimane tra Usa e Iran.

Per dati tracciamento ieri solo 4 navi hanno attraversato Hormuz

I dati di tracciamento navale forniti dal gruppo Kpler mostrano che solo 4 navi con attivi i localizzatori Ais (Automatic Identification System) hanno attraversato lo Stretto di Hormuz ieri, primo giorno del cessate il fuoco fra Iran e Usa. Il dato, tuttavia, non include le navi della cosiddetta ‘dark fleet’, che viaggiano con i localizzatori Ais spenti. Molte di queste navi della ‘flotta ombra’ trasportano petrolio greggio iraniano soggetto a sanzioni.

Idf uccide segretario del leader di Hezbollah in Libano

Ali Yosef Kharshi, segretario del Segretario Generale di Hezbollah, Naim Qassem, è stato ucciso a Beirut in un attacco dell’Idf. Lo afferma l’esercito israeliano secondo cui Kharshi era uno stretto collaboratore e consigliere personale di Qassem, e svolgeva un ruolo centrale nella gestione del suo ufficio e della sua sicurezza.

Kallas oggi ad Abu Dhabi, vede ministro Esteri Emirati

Dopo la sua visita in Arabia Saudita, l’Alta rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, si trova oggi negli Emirati Arabi Uniti. Lo afferma una nota del Servizio europeo per l’azione esterna, il servizio diplomatico dell’Ue. Ad Abu Dhabi, Kallas incontrerà il ministro degli Esteri e vice primo ministro degli Emirati, Abdullah bin Zayed Al Nahyan.

Teheran: “Hormuz riaprirà quando gli Usa cesseranno l’aggressione”

Il viceministro degli Esteri, Saeed Khatibzadeh, ha dichiarato al programma della Bbc Today che l’Iran “garantirà la sicurezza del passaggio sicuro” attraverso lo Stretto di Hormuz, che a suo dire è rimasto “aperto per millenni” fino all’inizio della guerra tra Stati Uniti e Iran. Tuttavia, ha affermato, la riapertura avverrà solo “dopo che gli Stati Uniti avranno effettivamente ritirato questa aggressione”, riferendosi apparentemente agli attacchi israeliani contro il Libano. Khatibzadeh ha dichiarato che l’Iran rispetterà “le norme e il diritto internazionale”, ma ha anche precisato che lo Stretto non si trova in acque internazionali e che il passaggio sicuro dipende dalla “buona volontà di Iran e Oman”. Il conduttore Nick Robinson ha chiesto se per ‘passaggio sicuro’ si intenda che l’Iran non “imporrà una tassa per ogni nave che lo attraversa, né minaccerà di farlo saltare in aria”. In risposta, il ministro ha affermato che l’Iran desidera che lo Stretto sia “pacifico”, ma che il passaggio sicuro è un impegno reciproco e che non accetterà che il Golfo venga “utilizzato impropriamente da navi da guerra”.

Cancellato il post su X in cui l’ambasciatore iraniano in Pakistan annuncia partenza delegazione da Teheran

Sparito il post con cui su X l’ambasciatore iraniano in Pakistan, Reza Amiri Moghadam, annunciava che una delegazione di Teheran era attesa stasera a Islamabad per colloqui, “nonostante lo scetticismo”, sui “dieci punti proposti dall’Iran” dopo l’annunciata tregua con gli Stati Uniti. Sull’account X del diplomatico il messaggio non è più visibile, sembra essere stato cancellato.

Spagna annuncia la riapertura dell’ambasciata a Teheran

Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha annunciato la riapertura dell’ambasciata a Teheran. In dichiarazioni ai cronisti al Congresso dei deputati, il capo della diplomazia spagnola ha riferito di aver dato istruzioni affinché l’ambasciatore spagnolo a Teheran torni nella capitale iraniana, riporta Rtve. Madrid aveva chiuso temporaneamente la rappresentanza diplomatica il 7 marzo, una settimana dopo l’inizio dell’attacco di Usa e Israele all’Iran.

Teheran: “Usa devono scegliere fra pace e guerra”

Gli Stati Uniti “devono scegliere” se vogliono la guerra o la pace. Lo ha detto il vice ministro degli Esteri iraniano, Saeed Khatibzadeh, intervistato dalla Bbc. “Non possono avere entrambe le cose allo stesso tempo. Si escludono a vicenda, è abbastanza chiaro”, ha aggiunto. Khatibzadeh ha dichiarato che i continui attacchi di Israele in Libano costituiscono una “grave violazione” del cessate il fuoco fra Stati Uniti e Iran. Teheran chiede “a tutti in Medioriente di rispettare questo accordo… e ci aspettiamo che gli americani facciano lo stesso con i propri alleati”, ha detto ancora.

Oggi giornata di lutto nazionale in Libano

Giornata di lutto nazionale oggi in Libano dopo i raid israeliani che ieri hanno martellato il Paese dei Cedri nello stesso giorno dell’annuncio della tregua tra Usa e Iran. “Una giornata di lutto nazionale per i martiri e i feriti negli attacchi israeliani che hanno preso di mira centinaia di civili”, ha spiegato il governo di Beirut annunciando la decisione del premier Nawaf Salam, che ieri ha assicurato di essere al lavoro per “fermare la macchina da guerra israeliana”.

Teheran: “Libano rientra in accordo tregua con Usa”

Gli attacchi israeliani contro il Libano di ierihanno rappresentato una “grave violazione” del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri iraniano Saeed Khatibzadeh in un’intervista alla Bbc. “Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca” ha detto Saeed Khatibzadeh “Non si può chiedere un cessate il fuoco e poi accettarne i termini e le condizioni, accettare tutte le aree a cui si applica il cessate il fuoco, nominando specificamente il Libano, e poi lasciare che il proprio alleato dia inizio a un massacro”. Khatibzadeh ha definito gli attacchi israeliani una “sorta di genocidio”.

Gueterres: “Raid israeliani grave pericolo per tregua e sforzi di pace”

Gli attacchi israeliani sul Libano, che ieri hanno provocato oltre 250 vittime, rappresentano un “grave pericolo” per il cessate il fuoco di due settimane concordato da Stati Uniti e Iran. E’ l’allarme lanciato dal portavoce del segretario generale dell’Onu Antonio Guterres: “Il proseguimento dell’attività militare in Libano rappresenta un grave pericolo per il cessate il fuoco e per gli sforzi volti a una pace duratura e generale nella regione”.

Iran: delegati Teheran attesi oggi a Islamabad per i colloqui

La delegazione iraniana ai colloqui con gli Stati Uniti è attesa per oggi a Islamabad. Lo ha detto l’ambasciatore iraniano in Pakistan.

Media, a Islamabad due giorni festivi in vista dei colloqui Usa-Iran

Le autorità pachistane hanno annunciato per oggi e domani due giorni non lavorativi a Islamabad in vista dei colloqui tra Usa e Iran in programma nel fine settimana nella capitale pachistana: lo riportano diversi media, tra cui l’agenzia di stampa indiana Pti. Secondo l’Afp, le autorità non hanno fornito motivazioni ufficiali per la decisione ma a Islamabad spesso vengono annunciati giorni festivi o restrizioni per motivi di sicurezza in vista di eventi diplomatici di alto profilo.

Cina e Russia chiedono soluzione politica

Il viceministro degli Esteri cinese, Cai Wei, ha incontrato a Pechino l’omologo russo Alexander Alimov, con il quale ha concordato di promuovere una “soluzione politica” dei conflitti, all’indomani della tregua concordata da Usa e Iran, mai citata nel comunicato diffuso dopo il colloquio.

Hezbollah: “Razzi su un kibbutz in risposta alla violazione di Israele della tregua”

Il gruppo libanese Hezbollah ha dichiarato giovedì di aver lanciato razzi contro Israele in risposta alla “violazione” della tregua tra Stati Uniti e Iran, riporta Afp. La dichiarazione è giunta un giorno dopo che Hezbollah aveva affermato di avere il “diritto” di rispondere a una serie di attacchi israeliani che hanno colpito il Libano. “In risposta alla violazione dell’accordo di cessate il fuoco da parte del nemico”, Hezbollah ha preso di mira il kibbutz israeliano di Manara, vicino al confine con il Libano, “con un lancio di razzi” nelle prime ore di giovedì, si legge in un comunicato di Hezbollah.

Onu: “Gli attacchi israeliani in Libano sono un grave pericolo per la pace”

Gli attacchi israeliani contro il Libano rappresentano un “grave pericolo” per il cessate il fuoco di due settimane tra Stati Uniti e Iran, ha avvertito il portavoce del Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, come riporta Afp. “La prosecuzione dell’attività militare in Libano rappresenta un grave pericolo per il cessate il fuoco e per gli sforzi volti a una pace duratura e globale nella regione”, ha affermato il portavoce in una dichiarazione, ribadendo l’appello per la cessazione immediata delle ostilità.

Trump: “Militari Usa in Iran fino all’accordo. Niente armi nucleari, Hormuz sarà aperto e sicuro”

Trump torna a scrivere su Truth: “Tutte le navi, gli aerei e il personale militare statunitensi, dotati di munizioni, armi e quant’altro sia opportuno e necessario per inseguire e annientare un nemico già sostanzialmente indebolito, rimarranno sul posto in Iran e nelle zone circostanti fino a quando l’ACCORDO REALE raggiunto non sarà pienamente rispettato. Se per qualsiasi motivo ciò non dovesse avvenire, cosa altamente improbabile, allora l’operazione “Shootin’ Starts” sarà più grande e più forte di quanto chiunque abbia mai visto prima”. Il presidente Usa specifica: “È stato concordato molto tempo fa, e nonostante tutta la falsa retorica contraria: NESSUNA ARMA NUCLEARE, e lo Stretto di Hormuz SARÀ APERTO E SICURO”. E poi conclude: “Nel frattempo, il nostro grande esercito si sta riarmando e riposando in attesa della sua prossima conquista. L’AMERICA È TORNATA!”

Dopo 40 giorni riapre la moschea di Al-Aqsa

La moschea di Al-Aqsa ha riaperto dopo 40 giorni di chiusura imposta da Israele. Secondo quanto riferito da Al Jazeera, i fedeli si sono riversati nel luogo sacro di Gerusalemme nelle prime ore di questa mattina, dopo che le autorità israeliane hanno revocato le restrizioni – Il video della moschea deserta

Araghchi sente l’omologo saudita Faisal bin Farhan

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha avuto una conversazione telefonica con il suo omologo saudita, il principe Faisal bin Farhan. Lo ha riferito il ministero degli Esteri di Teheran, citato dalla Cnn. I ministri “hanno discusso delle relazioni bilaterali e degli sviluppi regionali”. Iran e Arabia Saudita hanno ripristinato le relazioni diplomatiche nel 2023 dopo un congelamento durato sette anni a seguito dell’esecuzione da parte di Riad dell’eminente religioso sciita Sheikh Nimr al-Nimr.

Libano, Croce Rossa: “Guerra senza regole né limiti. Serve sangue”

“Un incubo, un vero incubo”: lo ha detto il direttore della Croce Rossa libanese, Antoine Zoghbibcitato da Al Jazeera. “Oggi è diverso perchè hanno colpito senza preavviso. Hanno colpito molte regioni contemporaneamente. E hanno colpito duramente per causare danni, per infliggere dolore. Dolore, dolore, dolore. È una guerra senza regole. È una guerra senza limiti”, ha detto.
La Croce Rossa libanese è l’unico fornitore di sangue agli ospedali in Libano e l’organizzazione ha lanciato un appello pubblico per le donazioni.

Libano, dall’inizio di marzo 1,1 milioni di sfollati

Il numero degli sfollati in Libano dall’inizio di marzo è salito a 1,1 milioni e la cifra, che rappresenta quasi un quinto della popolazione del Paese, è destinata ad aumentare a seguito dell’ondata di oltre 100 attacchi aerei israeliani di ieri sul Paese. Lo riferiscono le Nazioni Unite, aggiungendo che gli ordini israeliani che impongono ai libanesi di abbandonare le proprie case interessano ora il 15,5% del territorio del Paese. L’Onu ha inoltre sottolineato l’aumento degli attacchi contro le strutture sanitarie durante il conflitto tra Israele e Hezbollah, con oltre 106 incidenti segnalati che hanno causato 57 morti e 158 feriti.

Nyt, nessuna petroliera ha attraversato Hormuz dal cessate il fuoco

Nessuna petroliera o nave per il trasporto di gas ha attraversato lo Stretto di Hormuz da quando è scattato il cessate il fuoco. Lo riporta il New York Times citando i dati di Kpler, società di tracciamento di navi globale. Solo quattro navi adibite al trasporto di carichi secchi sono riuscite ad attraversarlo.

Razzi Hezbollah contro il Nord di Israele

Il gruppo sciita libanese filo-iraniano Hezbollah ha annunciato di aver lanciato razzi contro il Nord di Israele, accusando Tel Aviv di aver violato l’accordo di cessate il fuoco raggiunto tra Iran e Stati Uniti. I media israeliani hanno confermato che dopo nove ore di pausa sono tornate a suonare le sirene di allarme.

Protezione civile libanese, ieri 254 morti e 1.165 feriti

Il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani in Libano di mercoledì è salito a 254 morti e 1.165 feriti. Lo riferisce Al Jazeera citando la Protezione civile libanese.

“I repubblicani rassegnati, con l’Iran perderemo le midterm”

I repubblicani festeggiano il cessate il fuoco di due settimane con l’Iran, ma dietro le quinte tremano: la guerra contro Teheran “cementa il fatto che perderemo le elezioni di novembre, il Senato e la Camera”, ha detto uno stratega conservatore a Politico. La tregua è probabilmente “troppo poco e troppo tardi” per salvare il partito al voto di metà mandato. Le recenti performance dei candidati repubblicani avevano già insinuato dubbi sulle chance dei conservatori di mantenere la maggioranza in Congresso, e la guerra in Iran sembra averli rafforzati spingendo molti a ritenere che una sconfitta è a portata di mano. Donald Trump è in calo nei sondaggi, la Casa Bianca si è concentrata di recente sulla guerra trascurando gli americani alle prese con il carovita che il conflitto ha aggravato. La volata dei prezzi ci metterà del tempo a rientrare e le trattative con l’Iran non è chiaro se porteranno a dei risultati, offuscando così le prospettive dei repubblicani per le elezioni.

La nuova minaccia di Trump: “Nato? Ricordate la Groenlandia”

“La Nato non c’era quando ne avevamo bisogno, e non ci sarà se ne avremo bisogno di nuovo. Ricordate la Groenlandia: quel grosso pezzo di ghiaccio, mal gestito”. Lo ha detto Donald Trump sul suo social Truth in un messaggio tutto a lettere maiuscole. Il presidente ha ricevuto alla Casa Bianca qualche ora fa il segretario generale della Nato Mark Rutte.

Funzionario Iran: puniremo Israele per suoi crimini

Un alto funzionario iraniano ha dichiarato ad Al Jazeera che Teheran “punirà Israele in risposta al crimine commesso in Libano e alla violazione dei termini del cessate il fuoco”. “Il cessate il fuoco include l’intera regione, e Israele è noto per non rispettare le promesse e si lascerà dissuadere solo dalle pallottole”, ha dichiarato il funzionario.

Pasdaran: rotta alternativa per evitare mine a Hormuz

La marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane (Pasdaran) ha pubblicato una mappa che illustra due rotte marittime alternative nello Stretto di Hormuz per aiutare le navi in transito a evitare le mine. Lo ha riferito l’agenzia semi-ufficiale iraniana Isna, citata dal Guardian.

Rutte: “Mondo più sicuro dopo l’Iran? Assolutamente”

“Assolutamente”. Il segretario generale della Nato Mark Rutte risponde così, in un’intervista a Cnn, a chi gli chiedeva se il mondo fosse più sicuro ora rispetto a prima della guerra in Iran.

Rutte: “Con Trump conversazione schietta, è molto deluso da molti alleati Nato”

“È chiaramente deluso da molti alleati della Nato” ma “ho fatto notare come molti Paesi europei hanno aiutato”. Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte in un’intervista a Cnn dopo l’incontro con Donald Trump. “È stata una conversazione schietta e aperta”, ha messo in evidenza Rutte. “È stato un incontro fra amici. Io ammiro la sua leadership”, ha osservato.

Pasdaran: fermo il traffico nello Stretto di Hormuz

Il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche dell’Iran ha affermato che il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz è diminuito drasticamente fino a fermarsi completamente, a seguito di quella che ha definito una violazione del cessate il fuoco israeliano in Libano. Lo riporta la Cnn. Secondo i dati di tracciamento navale di MarineTraffic, al momento non risultano navi in transito nello Stretto di Hormuz.

Vance: “Israele ha proposto di astenersi da attacchi in Libano durante le trattative”

Israele ha proposto di astenersi dagli attacchi contro il Libano finché saranno in corso i negoziati tra gli Stati Uniti e l’Iran. Lo ha detto JD Vance, secondo quanto riporta Axios.

Macron sente Trump e Pezeshkian: tregua deve includere il Libano

Il cessate il fuoco in Medio Oriente deve includere il Libano per essere “credibile e duraturo”: è il monito lanciato dal presidente francese, Emmanuel Macron, nel corso di due distinti colloqui telefonici con il presidente Usa, Donald Trump e con il presidente iraniano, Massoud Pezeshkian.

Wsj, Trump vuole ritirare truppe da Paesi Nato poco collaborativi sull’Iran

L’amministrazione Trump sta valutando un piano per sanzionare alcuni Paesi della Nato che, a suo giudizio, si sono dimostrati poco collaborativi nei confronti degli Stati Uniti e di Israele durante la guerra contro l’Iran. Lo riporta il Wall Street Journal, citando funzionari americani. La proposta prevederebbe il ritiro delle truppe statunitensi dai Paesi Nato ritenuti poco utili allo sforzo bellico contro l’Iran, per poi ridislocarle in nazioni che hanno offerto un sostegno più convinto alla campagna militare americana.

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