Ineos ha segnalato un forte aumento delle perdite a 593 milioni di dollari, poiché l’aumento dei costi energetici, l’interruzione della catena di approvvigionamento e le tensioni geopolitiche gravano pesantemente sull’impero petrolchimico di Sir Jim Ratcliffe.
Il gruppo, controllato da Jim Ratcliffe insieme ai comproprietari Andy Currie e John Reece, ha anche sospeso il dividendo per il secondo anno consecutivo, sottolineando la pressione finanziaria a cui è sottoposta l’azienda.
Le perdite al lordo delle imposte sono aumentate in modo significativo rispetto a 71,1 milioni di dollari dell’anno precedente, mentre i ricavi sono scesi a 14,3 miliardi di euro da 16,2 miliardi di euro. La flessione riflette un contesto operativo difficile per il settore chimico europeo, dove la domanda si è indebolita e i costi sono aumentati notevolmente.
Ineos ha indicato direttamente l’escalation delle tensioni in Medio Oriente come un fattore di rischio chiave, avvertendo che lo sconvolgimento dei mercati energetici globali sta già incidendo sulle operazioni.
Il gruppo ha sottolineato la posizione strategica dell’Iran vicino allo Stretto di Hormuz, una rotta di spedizione critica per il petrolio e il gas naturale liquefatto, sottolineando che qualsiasi conflitto prolungato potrebbe destabilizzare ulteriormente le catene di approvvigionamento e far salire i prezzi delle materie prime.
“Qualsiasi inasprimento o espansione delle ostilità potrebbe influenzare negativamente le catene di approvvigionamento globali, i prezzi delle materie prime e le condizioni macroeconomiche”, ha affermato la società nel suo rapporto annuale.
L’impennata del petrolio e i prezzi del gas sono aumentati i costi di input in tutto il settore petrolchimico, aumentando anche le spese di spedizione poiché le aziende adattano i percorsi logistici per evitare aree ad alto rischio.
L’impatto è stato particolarmente acuto in Europa, dove Ineos mette da tempo in guardia dalle sfide strutturali, tra cui gli alti prezzi dell’energia, le tasse sul carbonio e le pressioni competitive dei produttori esteri.
Gli utili prima delle voci eccezionali nella regione si sono quasi dimezzati, attestandosi a 252,3 milioni di euro nel 2025, in calo rispetto ai 470,2 milioni di euro dell’anno precedente. I ricavi nelle attività europee sono diminuiti del 9,2%, riflettendo la debolezza della domanda e la compressione dei margini.
Ratcliffe ha precedentemente descritto l’industria chimica europea come di fronte a “condizioni di mercato difficili”, con l’aumento dei costi normativi e dei prezzi dell’energia che erodono la competitività.
Il gruppo è stato anche colpito da sfide logistiche legate alle interruzioni delle spedizioni globali. Negli anni precedenti, Ineos è stata costretta a deviare le spedizioni per il suo importante impianto chimico Project One in Belgio attorno al Capo di Buona Speranza, aggiungendo costi per oltre 30 milioni di euro.
La società ha avvertito che interruzioni simili potrebbero verificarsi nuovamente se le tensioni dovessero aumentare, ritardando potenzialmente il completamento di progetti chiave e aumentando ulteriormente le spese.
Ha inoltre segnalato i rischi per i tempi di consegna di un nuovo impianto nei Paesi Bassi, citando la continua volatilità nei mercati energetici.
Ineos ha chiuso l’anno con un debito netto di 11,7 miliardi di euro, evidenziando l’entità dei suoi impegni finanziari in un momento di calo della redditività.
La decisione di sospendere il pagamento dei dividendi riflette l’attenzione alla conservazione della liquidità e al mantenimento della flessibilità finanziaria mentre la società attraversa una prospettiva incerta.
I risultati sottolineano le pressioni che devono affrontare le industrie ad alta intensità energetica in Europa, dove le aziende sono alle prese con una combinazione di elevati costi di produzione, oneri normativi e instabilità geopolitica.
Per i produttori petrolchimici, la dipendenza dal petrolio e dal gas sia come materia prima che come fonte di energia li rende particolarmente sensibili alle fluttuazioni dei prezzi.
Guardando al futuro, Ineos ha avvertito che la continua volatilità dei mercati energetici potrebbe avere un impatto “significativo” sulle sue operazioni e sulla performance finanziaria.
La traiettoria del conflitto in Medio Oriente sarà un fattore chiave, poiché un’interruzione prolungata potrebbe esacerbare la pressione sui costi e ritardare i progetti di investimento.
Per il gruppo di Ratcliffe, la sfida sarà bilanciare gli investimenti nella crescita a lungo termine con la necessità di gestire le tensioni finanziarie a breve termine, un compito reso più complesso dal contesto economico globale sempre più incerto.


