I colloqui trilaterali tra Ucraina, Stati Uniti e Russia sono sospesi a causa della situazione in Medio Oriente, ma i team si tengono in contatto quotidianamente. Lo rende noto il portavoce del Ministero degli Esteri ucraino, Heorhiy Tykhy. Tykhy ha ricordato che le consultazioni trilaterali sono già state rinviate più volte e che, a tutt’oggi, sono state ulteriormente posticipate. “In altre parole, non sono state respinte, non sono state cancellate, sono state semplicemente rinviate. Non c’è bisogno di cercare una sorta di doppio fondo, per così dire. In effetti, l’attenzione degli Stati Uniti è ora completamente concentrata sul Medio Oriente. E in queste condizioni, quindi, il percorso negoziale è attualmente in pausa, sebbene le squadre comunichino tra loro ogni giorno”, ha osservato.
Premier Svezia: “Inaccettabile veto di Orban su prestito a Kiev”
“Orban ha promesso oggi che non appena il petrolio inizierà a transitare attraverso l’oleodotto, revocherà il suo veto sui pagamenti all’Ucraina. Noi pensiamo che questo sia semplicemente inaccettabile. E ha ricevuto questo messaggio da più o meno tutti i leader stasera, con una voce che non poteva fraintendere, ma il veto è ancora lì. Siamo estremamente insoddisfatti di questo, e lo è, ovviamente, anche l’Ucraina”. Lo ha detto il premier svedese Ulf Kristersson, a margine del Consiglio europeo.
Verdi Ue: “Il più fedele sostenitore di Putin nell’Ue ha un nome: Orban”
“Il più fedele sostenitore di Putin nell’Ue ha un nome: Viktor Orban. Sta bloccando il Consiglio, strumentalizza il nazionalismo, mentre l’Ucraina sanguina. Ora Basta”. Lo scrive su X la capogruppo dei Verdi Ue, la tedesca Terry Reintke. “Merz faccia il leader. L’Europa deve agire. La lotta dell’Ucraina è la lotta dell’Europa. Avviare subito la procedura sullo stato di diritto nei confronti dell’Ungheria”, prosegue Reintke.
Zelensky: “Negoziatori Ucraina e Usa si incontreranno sabato”
I negoziatori di Kiev incontreranno sabato i mediatori americani negli Stati Uniti nel tentativo di rilanciare i colloqui sull’invasione russa, interrotti a causa del conflitto in Medio Oriente. Lo ha annunciato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “La squadra ucraina, in particolare la componente politica del gruppo negoziale, è già in viaggio e prevediamo un incontro negli Stati Uniti questo sabato”, ha affermato Zelensky nel consueto discorso serale diffusa sui social. “C’è stata una pausa nei negoziati, è ora di concluderla”, ha concluso.
Kallas: “Rilascio 250 prigionieri in Bielorussia passo avanti”
“Il rilascio di 250 prigionieri politici in Bielorussia rappresenta un passo avanti positivo e concreto. Ringrazio gli Stati Uniti per aver mediato questo accordo. Per molte famiglie, questo è un momento di sollievo a lungo atteso e un’opportunità per riunirsi con i propri cari. Non possiamo ignorare il fatto che queste persone non avrebbero mai dovuto essere imprigionate. Tutti coloro che sono ancora ingiustamente detenuti in Bielorussia devono essere liberati e la repressione deve finire”. Lo scrive su X l’Alto rappresentante per la Politica Estera, Kaja Kallas.
Starmer all’emiro del Qatar: “Regno Unito garantisce sostegno militare difensivo”
Il premier britannico Keir Starmer ha garantito il sostegno militare “difensivo” al Qatar e agli altri Paesi partner del Golfo coinvolti nel conflitto in Medio Oriente, sottolineando che Londra “continuerà a schierarsi” al loro fianco. E’ quanto emerge dal resoconto della telefonata tra il primo ministro e l’emiro Tamim bin Hamad Al Thani. Starmer ha ribadito la condanna degli attacchi iraniani contro le infrastrutture energetiche dello Stato nella penisola arabica e concordato con l’emiro del Qatar sulla necessità di una de-escalation per fermare la guerra.
Lituania: “Ue mantenga le sanzioni a Minsk nonostante le decisioni Usa”
“La revoca delle sanzioni da parte degli Stati uniti d’America alla Bielorussia è una cosa, ma l’Unione europea deve seguire la propria strada e continuare ad applicare la sua politica di sanzioni”. Lo ha affermato oggi da Bruxelles il presidente lituano, Gitanas Nauseda, commentando le voci di una possibile revoca da parte statunitense delle sanzioni nei confronti del ministero delle Finanze di Minsk, dell’azienda di fertilizzanti Belaruskalij e di due istituti bancari bielorussi. “Gli Usa possono effettivamente avere una propria politica verso la Russia e la Bielorussia, ma la politica dell’Unione europea è molto chiara e si basa sul principio che entrambi i Paesi sono responsabili per ciò che sta accadendo in Ucraina. La guerra continua e, di conseguenza, le sanzioni vanno applicate”, ha detto ancora Nauseda.
Fico contro Zelensky: “Vuole rovesciare Orban”
“Ho espresso l’opinione che, ritardando continuamente la ripresa delle forniture di petrolio russo, il presidente Zelensky stia interferendo illegittimamente nella campagna elettorale in Ungheria con l’obiettivo di rovesciare l’attuale governo ungherese”. Lo ha dichiarato il primo ministro slovacco, Robert Fico, in un video pubblicato sui social, in cui motiva la decisione di votare contro il testo di conclusioni sull’Ucraina al vertice europeo in corso a Bruxelles. “E’ sorprendente che, dopo tutto ciò che l’Ue ha fatto per l’Ucraina, noi, in quanto importante organizzazione internazionale, non siamo in grado di persuadere o obbligare il presidente Zelensky a consentire un’ispezione immediata dell’oleodotto danneggiato, la sua riparazione e la sua riattivazione il prima possibile. Ho sollevato la questione se noi, nell’Ue, siamo così deboli, o se si tratti di un tentativo intenzionale di tagliare definitivamente i rifornimenti di petrolio russo a Slovacchia e Ungheria”, ha aggiunto Fico. “Il prestito per l’Ucraina rimane bloccato e non è stata fissata alcuna data per la ripresa delle forniture di petrolio russo. Nel mio intervento, ho informato sulla dichiarazione dello stato di emergenza petrolifera in Slovacchia e sulle difficoltà pratiche causate dalla decisione unilaterale del presidente ucraino Zelensky di interrompere le forniture di petrolio russo. – spiega il premier slovacco – Ho ricordato che, secondo le decisioni degli organi dell’Ue, Slovacchia e Ungheria hanno il diritto di ricevere petrolio russo fino alla fine del 2027, non solo attraverso l’oleodotto Druzhba, ma anche via mare. La situazione è ulteriormente complicata dal conflitto militare in Iran, che sta limitando l’accesso al petrolio e facendone impennare il prezzo”.
Orban: “Niente soldi a Kiev finché Zelensky blocca petrolio”
“Rapporto sulla situazione a Bruxelles. È stata una discussione dura, ma abbiamo mantenuto la nostra posizione. Abbiamo il diritto di dire no al prestito per la guerra ucraina. Finché Zelensky non revoca il blocco del petrolio, non riceveranno alcun denaro da Bruxelles. Nessun petrolio, nessun denaro”. Lo scrive sui social il premier ungherese Viktor Orban.
Zelensky: “Quando lavoro con Trump su pace coinvolgo Europa”
“Stiamo facendo tutto il possibile per rendere efficace la diplomazia e porre fine alla guerra. E tutti voi lo avete visto. Lavorando con il team del presidente degli Stati Uniti, coinvolgo l’Europa il più possibile e vi tengo informati. Il coinvolgimento dell’Europa è la pietra angolare del nostro approccio e la pace in Ucraina è pace in Europa. E’ il nostro obiettivo comune”. Lo ha dichiarato il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento in videocollegamento al vertice europeo. “Negli ultimi giorni abbiamo ricevuto segnali dalla parte americana che i colloqui potrebbero riprendere presto”, ha concluso.
Medvedev: “Zelensky anche se rieletto non sarà mai legittimo ai negoziati”
Il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev, in un post su Telegram ha dichiarato che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky non sarebbe considerato da Mosca legittimo anche se fosse rieletto. “Non potrà mai essere parte legale dei negoziati per il nostro paese, tanto meno parte della firma dell’atto di resa”, ha aggiunto il vicesegretario del Consiglio di sicurezza.
Zelensky: “Processo adesione Ue non può essere fermato”
“La Russia deve vedere chiaramente e sentire per davvero che l’Ucraina sarà in Europa – e che questo processo non può essere fermato. Per questo motivo stiamo portando avanti riforme interne e lavorando sul fronte esterno per assicurarci una data certa per l’adesione dell’Ucraina all’Ue”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, collegandosi con il Consiglio europeo. “Se ci sarà una data certa, ciò significherà che la Russia non potrà in alcun modo bloccare il nostro ingresso. Vedete come diversi processi vengano ostacolati e quanto sia difficile per un’Europa unita attuare persino decisioni già prese. Questo non deve accadere con l’apertura dei capitoli negoziali per l’Ucraina o con la nostra adesione: è una questione di fiducia, sicurezza e futuro”, ha proseguito il leader di Kiev.
Zelensky: “Prestito Ue vitale, non sappiamo se arriverà”
“Ormai da tre mesi, la più importante garanzia di sicurezza finanziaria per l’Ucraina da parte dell’Europa non funziona: il pacchetto di sostegno da 90 miliardi di euro per quest’anno e il prossimo. Per noi è fondamentale”. Lo ha sottolineato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, intervenendo nel Consiglio Europeo a Bruxelles in videoconferenza, come riferisce lui stesso via social. “Si tratta – ha continuato – di una risorsa per proteggere vite umane. E ancora oggi, non sappiamo con certezza se questo supporto verrà sbloccato. Negli ultimi giorni – ha aggiunto – abbiamo ricevuto segnali dalla parte americana che indicano una possibile ripresa imminente dei colloqui. Ma con quale mentalità si presenterà questa volta la parte russa? Dipende da tutti noi, insieme, fare in modo che i russi non si presentino a questi colloqui convinti di aver rafforzato la propria posizione. E questo non solo a causa della situazione con l’Iran, che sta spingendo al rialzo i prezzi globali del petrolio”. Per Zelensky, “i russi vedono un utilizzo attivo di missili di difesa aerea in Medio Oriente e nella regione del Golfo, e potrebbero pensare che l’Ucraina si troverà ad affrontare una carenza di tali missili”. Inoltre, “il ventesimo pacchetto di sanzioni dell’UE contro la Russia è in fase di stallo. Avrebbe potuto continuare a esercitare pressione sulla Russia affinché si muovesse verso una pace reale”, Infine, conclude, gli Stati Uniti “hanno allentato alcune sanzioni contro la Russia, il che immette ingenti fondi nel bilancio di guerra di Vladimir Putin”.
Vertice Ue auspica prima tranche del prestito a Kiev entro l’inizio di aprile
“A seguito della decisione presa nel dicembre 2025 di concedere all’Ucraina un prestito di sostegno pari a 90 miliardi di euro per il 2026 e il 2027, il Consiglio Europeo accoglie con favore l’adozione del prestito da parte dei colegislatori e auspica la prima erogazione all’Ucraina entro l’inizio di aprile. In tale contesto, invita inoltre a intensificare le iniziative di sensibilizzazione nei confronti dei paesi terzi per contribuire a colmare il deficit residuo di 30 miliardi di euro nelle finanze dell’Ucraina”. Lo affermano le conclusioni del vertice Ue sulla parte dedicata all’Ucraina adottate da 25 Paesi, ovvero senza Ungheria e Slovacchia.
Consiglio Ue approva conclusioni a 25
Venticinque su ventisette Paesi membri Ue hanno adottato le conclusioni del Consiglio europeo in corso a Bruxelles relative all’Ucraina. Il testo, che include riferimenti all’esborso del prestito Ue da 90 miliardi di euro e all’approvazione del ventesimo pacchetto di sanzioni sulla Russia, non è stato sostenuto dall’Ungheria, che si rifiuta di firmare questa sezione delle conclusioni dal vertice dello scorso dicembre, né, per la prima volta, dalla Slovacchia. I premier Viktor Orban e Robert Fico si rifiutano di dare il loro assenso alle misure di sostegno Ue a Kiev finché quest’ultima non renderà nuovamente operativo l’oleodotto Druzhba, che trasporta petrolio russo verso Ungheria e Slovacchia, le quali godono di un’esenzione dal divieto Ue di importazione di greggio russo, attraverso l’Ucraina.
Guterres: “Usa e Israele cessino la guerra, Iran apra Hormuz”
“Il mio messaggio a Usa e Israele è che è tempo di finire questa guerra che rischia di andare totalmente fuori controllo, con una propagazione sull’economia mondiale che rischia di essere davvero drammatica, specie per i Paesi in via di sviluppo. All’Iran dico: basta con gli attacchi ai tuoi vicini, e apra lo stretto di Hormuz”. Lo ha detto il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres nel punto stampa con il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. “E’ tempo che la diplomazia prevalga, è tempo che la forza della legge prevalga sulla legge della forza”, ha aggiunto.
Dmitriev: “Ora i guerrafondai della Ue rimpiangono il Nord Stream”
Visti gli alti prezzi del gas, l’Unione europea dovrebbe discutere il ripristino del Nord Stream, ma a proprie spese, secondo Kirill Dmitriev, capo del Fondo russo per gli investimenti diretti (Rdif)) e rappresentante presidenziale speciale per gli investimenti e la cooperazione economica con i paesi stranieri. “Il prezzo del gas naturale nell’Ue è aumentato oggi del 26%. E non è tutto! Il prezzo del gas nell’Ue nel 2026 sarà più del doppio rispetto alle previsioni iniziali”, ha scritto sul social network X. Dmitriev ha osservato che i “guerrafondai” europei rimpiangono il Nord Stream. “Forse domani dovrebbero discutere del ripristino del Nord Stream, a loro spese”, ha aggiunto.
Merz avverte Orban: “Prestito Ue a Kiev concordato da tutti, va rispettato”
“Il 19 dicembre abbiamo raggiunto una decisione unanime” sul prestito da 90 miliardi di euro a Kiev: “Tutti i 27 Stati membri si sono impegnati a rispettare il principio del lavoro nell’Unione europea, che è il principio di lealtà e affidabilità, e mi aspetto che lo rispettino”. Lo ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, al suo arrivo al vertice dei leader Ue, rispondendo a una domanda sul veto di Viktor Orban al prestito comune per l’Ucraina.
Austria: “Il prestito a Kiev va attuato, Orban non usi scuse elettorali”
“Mi aspetto che ciò che abbiamo deciso” sul prestito Ue a Kiev da 90 miliardi di euro, “a cui Orban stesso ha dato il suo consenso, venga attuato. Se la questione energetica è solo un pretesto, allora dobbiamo capire cosa c’è dietro. E se si tratta della campagna elettorale, dobbiamo dirlo chiaramente: non è un argomento valido rispetto alla situazione dell’Ucraina e alle decisioni già prese”. Lo ha detto il cancelliere austriaco, Christian Stocker, all’arrivo al vertice Ue. “Per la sicurezza energetica dell’Ungheria esistono offerte da parte di altri Stati membri, in particolare dalla Croazia”, ha sottolineato.
Orban: “Saremo pronti a sostenere l’Ucraina quando riavremo il nostro petrolio”
“Nessuna posizione in favore dell’Ucraina sarà supportata dall’Ungheria fino a quando la questione del petrolio non sarà risolta”. Lo ha dichiarato il primo ministro ungherese, Viktor Orban, al suo arrivo al Consiglio europeo. “La posizione ungherese è molto semplice. Saremo pronti a sostenere l’Ucraina quando riavremo il nostro petrolio, che è bloccato da loro”, ha aggiunto. “Aspettiamo il petrolio. Tutto il resto sono solo favole e crediamo solo ai fatti. Il petrolio deve arrivare in Ungheria, poi si aprirà un nuovo capitolo, ma fino ad allora non possiamo sostenere alcuna proposta filo-ucraina”, ha proseguito Orban. “Ne abbiamo bisogno perchè è una questione di sopravvivenza. Quello di cui stiamo parlando non è politica. Senza quel petrolio le famiglie e le aziende ungheresi fallirebbero. Non è uno scherzo, non è un gioco politico, e Zelensky dovrebbe capirlo. È assolutamente una questione di sopravvivenza per gli ungheresi”, ha concluso.
Un morto e due feriti in attacco di droni ucraini a Sebastopoli
Un uomo è morto dopo un attacco ucraino a Sebastopoli mercoledì sera, hanno riferito le autorità russe, affermando di aver abbattuto 27 droni. “Un uomo che si trovava in una casa in un complesso residenziale (…) è morto a seguito dell’attacco condotto dalle forze armate ucraine,” ha scritto Mikhail Razvozhayev, governatore di Sebastopoli, un importante porto in Crimea, annesso nel 2014, su Telegram. Ha aggiunto che anche due persone sono rimaste ferite. “Le forze di difesa aerea e la nostra Flotta del Mar Nero hanno respinto l’attacco delle Forze Armate dell’Ucraina. In totale, 27 droni sono stati abbattuti,” ha aggiunto. Il governatore della regione meridionale di Stravropol, Vladimir Vladimirov, ha annunciato su Telegram che la difesa aerea russa aveva “abbattuto diversi droni” mentre “respingeva un attacco di droni nemici colpiti alla zona industriale di Nevinnomyssk.” Le autorità ucraine hanno inoltre segnalato tre feriti a Odessa (sud) dopo un attacco russo a una zona residenziale della città portuale del Mar Nero.
Media ucraini: “Danneggiato impianto energetico in Volinia, 30.000 senza elettricità”
Le forze armate russe hanno attaccato un impianto energetico vicino alla città di Novovolynsk, nella regione di Volinia. Lo ha detto il sindaco di Novovolynsk, Borys Karpus e lo riporta Ukrainska Pravda. L’Aeronautica militare ucraina aveva precedentemente segnalato il sorvolo dell’oblast da parte di un drone. Al momento, oltre 30.000 utenze sono senza corrente.


