ROMA – Dopo l’attacco di ieri nel sito dell’enorme giacimento di gas iraniano a South Parsa cui è seguita la ritorsione di Teheran contro gli impianti dei vicini Paesi del Golfo, la giornata inizia con i prezzi dell’energia in impennata. Il gas ad Amsterdam balza subito del 25%, e anche il Brent e il Wti continuare a salire. Il contraccolpo si vede sui mercati, con le Borse asiatiche tutte in rosso e la partenza negativa dell’Europa. Nella giornata di oggi la Bce deciderà sul taglio dei tassi di interesse, si attende il mantenimento dello status quo. Il prezzo dell’oro flette a circa 4.750 dollari l’oncia, registrando il settimo calo consecutivo e toccando il minimo da quasi sei settimane
Calo Europa si estende, Francoforte nel ribasso del 2,47%
Le Borse europee estendono il calo, in scia alle tensioni geopolitiche con il conflitto in Iran e agli impatti sulla regione mediorientale e con il prezzo del gas e del petrolio che corre. Francoforte cede il 2,47% a 22.922 punti. Parigi cede l’1,82%, a 7.824 punti. Londra cede il 2,10% a 10.088 punti.
Borsa Parigi: -9% Accor, vendita allo scoperto del fondo speculativo Grizzly Research
Accor crolla alla borsa di Parigi dopo che il fondo speculativo statunitense Grizzly Research ha annunciato di avere adottato una posizione di shortselling in seguito a un’inchiesta che ha fatto emergere gravi lacune in diversi hotel della catena, pronti ad accettare prenotazioni “altamente problematiche”. Il titolo del gruppo alberghiero francese attorno alle 12,15 accusa una flessione del 9,4% a 38,06 euro, la peggiore dell’indice cac 40 (-1,8%) e tra le più ampie anche dello stoxx Europe 600.
Inwit in Borsa -21%, pesa accordo Tim e Fastweb+Vodafone
Seduta da dimenticare per Inwit a Piazza Affari che lascia sul terreno il 21% a 6,42 euro dopo essere crollata fino al 26%, raggiungendo il minimi dal 2019. A Madrid soffre Cellnex (-6,6%). A pesare è l’accordo di Tim e Fastweb+Vodafone (Swissicom), entrambi clienti di Inwit, per sviluppare una propria infrastruttura.
Volano Brent e gas dopo attacchi a siti energetici
Schizzano i prezzi del Brent e del gas dopo i nuovi attacchi alle infrastrutture energetiche in Medio Oriente, che hanno acuito le preoccupazioni del mercato sulle forniture globali. Il prezzo del Brent, con consegna a maggio, è schizzato del 10% a 118 dollari al barile per poi ripiegare a 114,5 dollari (+6,75%). Il suo equivalente statunitense Wti, con consegna ad aprile, ha invece mostrato maggiore cautela salendo dello 0,88% a 97 dollari al barile. Il contratto future olandese Ttf, considerato il benchmark europeo per il gas naturale, è balzato del 21,18% a 66,24 euro per megawattora, dopo aver toccato un massimo del 35%.
La banca centrale svizzera lascia i tassi invariati allo 0%
La Banca nazionale svizzera ha lasciato invariato il tasso di riferimento allo 0%, come da attese degli analisti, rimanendo così al livello più basso tra le principali banche centrali. La banca svizzera ha affermato che “dato il conflitto in Medio Oriente, la disponibilità ad intervenire sul mercato dei cambi è aumentata. La Bns contrasta così un rapido ed eccessivo apprezzamento del franco svizzero, che metterebbe a pentimento la stabilità dei prezzi nel Paese”.
Il presidente Martin Schlegel ha quindi aggiunto che, alla luce dei rischi della guerra contro l’Iran, “sta aumentando la possibilità di tassi negativi”. Una dichiarazione che ha pesato sul franco, arretrato dello 0,2% sull’euro.
Quella della Bns è la prima delle importanti decisioni di politica monetaria attese in giornata: dopo la Federal Reserve, che ieri sera ha mantenuto i tassi fermi, oggi tocca a Bank of England e Bce.
Incontro Meloni-Merz-de Wever a Palazzo Chigi
Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, il Cancelliere tedesco, Friedrich Merz, e il Primo Ministro belga Bart de Wever si sono incontrati a margine del Consiglio Europeo per uno scambio di vedute in vista della discussione sulla competitività europea. E’ quanto rende noto Palazzo Chigi.
La riunione ha consentito di fare il punto sugli esiti della videoconferenza dei Leader del gruppo di lavoro informale sulla competitività europea ospitata congiuntamente lo scorso 10 marzo, concentrandosi in particolare sulle conseguenze del conflitto in Medio Oriente sul mercato globale delle fonti energetiche e sulle possibili iniziative da adottare rapidamente per contenere la spinta dei prezzi dell’energia. Sono state allo stesso tempo discusse le priorità da promuovere congiuntamente in tema di semplificazione, mercato unico e investimenti.
Il rublo si svaluta nonostante l’aumento del prezzo del petrolio
All’apertura delle contrattazioni alla Borsa di Mosca, il rublo si è indebolito nonostante l’aumento dei prezzi del petrolio. Alle 11:04 ora di Mosca, secondo quanto riportato dall’agenzia Tass, il dollaro si è attestato a 87,44 rubli, in rialzo del 4,25% rispetto al giorno precedente. Il tasso è poi leggermente diminuito. Il tasso di cambio dell’euro sul mercato interbancario russo alle 11:14 ora di Mosca è salito dell’1,31% a 97,29 rubli. È la prima volta che l’euro supera quota 97 rubli dal 7 ottobre 2025. Ieri, il tasso di cambio del dollaro sul mercato interbancario russo ha superato gli 84 rubli per la prima volta dal 26 settembre 2025. Il tasso di cambio ufficiale del dollaro fissato dalla Banca Centrale per oggi, 19 marzo, è di 83,1259 rubli (in rialzo rispetto valore precedente di 81,9103 rubli); il tasso ufficiale dell’euro è 94,6663 rubli (valore precedente 93,1557 rubli), quello dello yuan 12,1155 rubli (valore precedente 11,8865 rubli).
Il mercato valutario – osserva l’agenzia di stampa Interfax – è in attesa della decisione della Banca Centrale russa sul tasso di riferimento e di un inasprimento delle regole fiscali, annunciato in precedenza dal ministro delle Finanze, Anton Siluanov. Secondo l’agenzia russa, il rublo avrebbe risentito anche della carenza di liquidità in valuta estera, causata dalla decisione del ministero delle Finanze di non effettuare vendite di valuta estera sul mercato interno nel mese corrente.
Gas e petrolio, salgono i prezzi dell’energia
Il prezzo del gas è schizzato in avvio fino a 74 euro, poi ha ripiegato e viaggia a 68 euro al megawattora con un rialzo del 24%. Vendita anche il petrolio con il brent che supera i 116 dollari (+8,19%). Più contenuto il wti (+0,9%) a 97 dollari al barile. L’oro scende del 5% a 4.700 dollari mentre l’argento cede oltre il 10% poco sopra i 70 dollari l’oncia.
Borse, Milano peggioramento: -2%
Approfondisce le perdite di giornata, cedendo attualmente il 2% a 43.846,97 punti, l’indice Ftse Mib alla Borsa di Milano. Sul listino incide la tensione in Medio Oriente, con gli attacchi a importanti infrastrutture energetiche nel Golfo, e il conseguente boom dei prezzi di petrolio e gas. Crolla Inwit, che cede il 17,19%, in scia all’accordo annunciato oggi da Vodafone+Fastweb e Tim sulla costruzione di nuove torri e per lo sviluppo del 5G in Italia. Negative anche Prysmian (-3,93%), la stessa Tim (-3,11%) e Mediobanca (-3,1%). In rialzo invece l’Eni (+0,69%).
Spread Btp Bund a rialzo
Lo spread tra Btp italiani e omologhi Bund tedeschi apre in deciso rialzo a 83 punti contro i 79 punti della chiusura di ieri, sulla scia delle fibrillazioni dei mercati per il protrarsi del conflitto in Medio Oriente. Il rendimento dei titoli di Stato decennali è salito al 3,82%, il livello più alto dall’aprile 2025 per po attestarsi al 3,81%.
Milano parte maschile insieme alle altre piazze europee
Apertura in calo deciso per la Borsa di Milano: l’indice Ftse Mib avvia gli scambi con un ribasso dell’1,51% e scivola a 44.066 punti. Avvio negativo anche per le altre borse europee: nei primi scambi a Londra l’indice Ftse 100 cede l’1,35% a 10.166,20 punti, a Francoforte il Dax l’1,60% a 23.141 punti ea Parigi il Cac40 perde l’1,33% a 7.863,96 punti.
A Milano la tower company italiana Inwit non riesce a fare prezzo in avvio e perde un teorico 6,91%. Male anche Tim (-2,3%) dopo l’accordo con Fastweb+Vodafon per 6.000 nuove torri per la rete mobile, Prysmian (-3,3%) e Cucinelli (-2,4%). In controtendenza Eni +0,46% e Leonardo +0,52%.
Borse asiatiche in rosso
Borse di Asia e Pacifico in caduta con Tokyo in testa dopo che la BoJ, la banca centrale giapponese, ha lasciato i tassi di interesse invariati segnalando la crescente incertezza sulla riduzione. Tokyo in chiusura lascia sul terreno il 3,38%. Hong Kong perde oltre il 2%, Shenzen il 2,27%, Shanghai l’1,39%, Seul il 2,7%.
Iran, colpita in Kuwait raffineria di Mina Al-Ahmadi
Una delle più grandi raffinerie del Kuwait è stata colpita da un attacco di droni che ha provocato un incendio in una delle sue unità. Lo riportano i media statali. “La Kuwait Petroleum Corporation ha annunciato che una delle unità operative della raffineria di Mina Al-Ahmadi è stata presa di mira da un attacco di droni, causando un incendio localizzato”, ha riferito l’agenzia di stampa kuwaitiana, aggiungendo che non ci sono state vittime.
Iran, il gas scatta in avvio del 25%
Il prezzo del gas schizza in avvio a 74 euro al megawattora, poi ripiegare su quota 70 euro. A spingere le quote l’inasprimento delle tensioni in Medio Oriente.
Ad Amsterdam, mercato di riferimento, i contratti Ttf scambiano a +26,6%


