sabato, Aprile 4, 2026

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Meloni sull’Iran oggi in Parlamento: “Governo né complice né isolato” | Diretta

È il giorno delle comunicazioni della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in vista del consiglio europeo del 19 e 20 marzo e sulla crisi in Medio Oriente. Prima al Senato dove è arrivato l’ok e poi alla Camera dove è in corso il dibattito. La premier replicherà intorno alle 19 e 30. “Qui non c’è un governo complice di decisioni altrui, né tantomeno isolato in Europa, né colpevole di conseguenze economiche che la crisi può avere su cittadini e imprese – ha detto Meloni nell’aula di palazzo Madama. Da Pd, M5s e Avs arriva la richiesta di non usare le basi americane in Italia. Renzi: “Bene l’invito di Meloni a una riflessione più ampia senza banalizzare il dibattito”. Nella replica, la premier si dice “disponibile a un tavolo con le opposizioni a palazzo Chigi”. E spiega: “Aspettavo di fare questo confronto in Aula. Da domani sono più che disponibile ad affrontare questa stagione confrontandomi con le opposizioni anche per le vie brevi”.

Carfagna: “La linea del governo tutela famiglie e imprese”

“Noi Moderati condivide la linea espressa in Senato dal presidente del Consiglio e lo dico convintamente: la linea tenuta dal governo italiano sia l’unica in grado di tutelare davvero gli interessi nazionali e proteggere famiglie e imprese dalle conseguenze delle molteplici crisi in corso. E’ anche l’unica linea in grado di spingere l’Unione europea verso una direzione nuova, quella alla quale lavorano da sempre i Popolari europei. Per questo apprezziamo le posizioni che lei porterà in Consiglio europeo: per rendere l’Europa più resiliente autonoma”. Lo dice in Aula a Montecitorio Mara Carfagna (Segretaria di Noi Moderati) nel corso della discussione generale sulle comunicazioni della premier Giorgia Meloni sulla guerra in Iran e il prossimo Consiglio Ue.

Quartapelle (Pd) a Meloni: “Governo dovrebbe incidere sull’Ue e invece non c’è”

“Se Crosetto ha ragione, se l’Italia può far troppo poco, questo governo dovrebbe mettere in campo qualsiasi iniziativa per incidere” e questa possibilità “passa solo dall’Ue. Questo vuol dire essere disposti a guidare il cambiamento. In tempi di guerra le istituzioni europee non bastano più” e invece “noi l’abbiamo sentita difendere il diritto di veto dell’Ungheria. Lei non difende la posizione dell’Italia, ma quella di un altro paese che dice di no. Anche in questo caso il governo non c’è. Noi vogliamo vedere l’Italia cambiare l’Ue, proteggere gli interessi nazionali e lavorare per la pace”. Lo ha detto Lia Quartapelle, deputata del Pd, nella discussione alla Camera sulle comunicazioni della premier Giorgia Meloni.

Bonelli, Meloni inadeguata, non ha detto su cosa dovremmo essere uniti

“La sua è una posizione ipocrita perché dice che non ha elementi necessari per prendere una posizione certa” sulla guerra in Iran e le scelte Usa: “o è circondata da apparati che non la informano adeguatamente o lei è inadeguata a svolgere questa funzione e quindi a tutelare gli italiani, delle due non so quale sia la peggiore”. Lo dice in Aula a Montecitorio Angelo Bonelli nel corso della discussione generale sulle comunicazioni della premier Giorgia Meloni sulla guerra in Iran e il prossimo Consiglio Ue.
Bonelli poi parla del ministro degli Esteri Antonio Tajani sostenendo che da lui siano arrivati “appelli imbarazzanti, tra cui l’invito a non affacciarsi” per proteggersi dai droni: “il ministro manda un messaggio positivo – ironizza Bonelli -: non abbiate timore, tutti possono fare il ministro degli Esteri. Infine – conclude l’esponente di Avs – ha chiesto un tavolo ma non ha detto su cosa dovremmo essere uniti”.

Della Vedova (Più Europa): “Meloni difende il diritto di veto in Ue e sta con Orban”

“Non si può pensare di difendere il diritto di veto in Europa. Non può difendere il veto parlando di Orban. In Europa o si sta con il diritto di veto o si sta con i più grandi partner. Se sta con il diritto di veto sta con i sovranisti e con Orban”. Lo ha detto il deputato di Più Europa Benedetto Della Vedova in Aula a Palazzo Montecitorio nella discussione generale sulle comunicazioni in vista del Consiglio europeo e sulla crisi in Medio Oriente rivolgendosi alla premier Giorgia Meloni e citando il suo appello all’unità.

Assemblea gruppo Dem, sì a parti risoluzioni su Iran delle altre opposizioni

Sì alla propria risoluzione e alle parti di quelle delle altre opposizioni riguardanti l’Iran; no ad alcune parti delle risoluzioni degli alleati sul Consiglio Ue come l’impegno in quella di M5s contro l’emissione di Eurobond per la difesa Europea o l’aumento della percentuale della spesa in difesa prevista in quella centrista. E’ quanto è stato stabilito in una assemblea del gruppo del Pd alla Camera in vista del voto sulle risoluzioni sulle comunicazioni della premier Meloni.

Ricciardi (M5S) a Meloni: voi servi sciocchi della ‘coalizione Epstein’

“Abbiamo un gruppo di bianchi affamati di sangue, che possiamo definire ‘coalizione Epstein‘, che nel Board of peace ha deciso di bombardare e precipitare nel caos una parte di mondo. Chi è che vela tutto questo di ipocrisia? Voi, come dei servi sciocchi. E ci volete far credere che vi interessa qualcosa delle donne iraniane? Se domani arriverà un dittatore sanguinario amico di Trump, andrà benissimo a tutti quanti”. Lo ha detto il capogruppo del M5S Riccardo Ricciardi in Aula a Palazzo Montecitorio nella discussione generale sulle comunicazioni in vista del Consiglio europeo e sulla crisi in Medio Oriente rivolgendosi alla premier Giorgia Meloni. “Mentre interviene sulla famiglia del bosco ignora la voce di una bambina palestinese crivellata da centinaia di colpi”, ha proseguito. “Il suo atteggiamento non è responsabile, ma è quello di chi striscia per non inciampare mai”, ha aggiunto. “Il vero pericolo per l’umanità siete voi”, ha concluso.

Tajani, tavolo con opposizioni? Vediamo cosa rispondono

“L’ha proposto il presidente Meloni, vediamo cosa rispondono”. Così, parlando coi giornalisti in Transatlantoco, il vicepremier Antonio Tajani ha risposto a chi gli chiedeva dell’apertura di un tavolo con le opposizioni, proposto da Giorgia Meloni, sulla situazione in Medio Oriente e le conseguenze economiche del conflitto.

Tajani e Nordio nei banchi del governo

Nei banchi del governo, insieme alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, siedono al momento sei ministri: Antonio Tajani, Carlo Nordio, Gilberto Pichetto Fratin, Tommaso Foti, Luca Ciriani e Paolo Zangrillo.

Al via alla Camera la discussione generale sulle comunicazioni di Meloni

Al via nell’Aula della Camera alla discussione generale sulle comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista della riunione del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo 2026, nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente. La replica della premier dovrebbe tenersi intorno alle 19.40, successivamente ci saranno le dichiarazioni di voto e infine il voto sulle risoluzioni presentate dai gruppi parlamentari.

Ok del Senato a risoluzione maggioranza, 102 voti a favore, 66 contrari e 1 astenuto

L’Aula del Senato ha approvato con 102 voti a favore, 66 contrari e 1 astenuto la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni della premier Giorgia Meloni. Il documento punta, tra le altre cose, a “condannare il ruolo destabilizzante dell’Iran in tutta la regione, esprimendo il suo pieno sostegno al popolo iraniano nella sua lotta per la libertà”. Un altro impegno è “ribadire l’importanza di salvaguardare l’integrità e la sicurezza delle frontiere terrestri, aeree e marittime dell’Unione europea, e ad assicurare che esse siano efficacemente protette”.

La maggioranza punta a “sostenere e valorizzare, in tutte le sedi europee e internazionali, il ruolo fondamentale delle operazioni marittime difensive Aspides e Atalanta” e “a farsi promotore, in raccordo con le istituzioni europee e gli Stati membri, di un eventuale adattamento e rafforzamento di tali missioni, qualora la situazione sul terreno lo richiedesse”.

Precluse o ritenute parzialmente assorbite le altre risoluzioni di opposizione.

Vannacci: “No di Futuro nazionale alla risoluzione di centrodestra”

Si smarca dal centrodestra Futuro Nazionale. “Il mio partito – dice Roberto Vannacci, al termine delle comunicazioni in Senato della premier Giorgia Meloni su Iran e Ucraina- dice no alla risoluzione del centrodestra” perché “è incredibile prevedere ancora un sostegno economico per Zelensky quando, a causa di questa guerra in Medio Oriente, si sta abbattendo una catastrofe economica sugli Italiani”. L’ex capo della Folgore, in attesa delle comunicazioni di Meloni alla Camera, dove ci sono tre deputati vannacciani dice: “Basta denari sottratti ai nostri interessi primari e basta soldi a chi li spende per cessi d’oro, ville e yacht di lusso e serate con prostitute”. Vannacci sottolinea come a questo punto a Kiev arrivino troppe risorse “visto che invia ordigni bellici in Medio Oriente invece di usarli per difendere la propria terra”. Poi rivolto al governo chiede di cessare con “una strategia di sostegno incondizionato che in 4 anni non ha assicurato risultati e non ha ripristinato l’integrità territoriale ucraina”. Bisogna finirla con “risorse infinite per un paese non appartenete all’Unione Europea quando per Cipro , paese della Ue invaso per metà dai turchi dal 1974, Bruxelles non ha mosso un dito, non ha fatto scattare alcun Rearm Europe e non ha spedito ordigni bellici ai ciprioti per liberarsi dall’invasore”.

Boccia (Pd) a Meloni: “Stracciate i regolamenti, l’Aula non è succursale governo”

“Lei ha preteso di stracciare i regolamenti, lei è qui per non essere qui martedì prossimo. Perché lo fate? Per evitare dibattiti in parlamento nella settimana prima del referendum?”. Lo ha detto nell’Aula del Senato il capogruppo del Pd Francesco Boccia. “Quando è pronta la aspettiamo sempre, il Parlamento è la casa del popolo italiano, non la succursale del governo. Lei ha scelto Trump, noi il diritto internazionale “Lei ci dice ‘mi aspetto che le opposizioni facciano come noi in passato’, ma sa benissimo che sui temi internazionali” e non solo “lei fu coinvolta prima di venire in Aula. Lei fu chiamata da Draghi e da Conte quando era necessario decidere insieme come gestire fasi drammatiche”, ha aggiunto Boccia. Che ha parlato di “12 giorni intervallati da silenzi e omissioni” sull’Iran, “il ministro degli esteri che sfilava a Washington con il cappellino Maga in mano è l’emblema di quel che siamo diventati. Dodici giorni di ambiguità che continuano”, ha detto Boccia.

Conte contrario al tavolo proposto da Meloni: “No a inutili passerelle”

“Il tavolo c’è già oggi in Parlamento, a cosa serve una sfilata a palazzo Chigi, per essere presi in giro, come per il salario minimo?”. Così il leader dei 5 stelle Giuseppe Conte risponde all’invito di Giorgia Meloni, che ha proposto un tavolo a palazzo Chigi con le opposizioni sull’Iran. Conte aggiunge: “L’Italia deve tornare protagonista. Le nostre proposte ci sono già: accise, extra profitti, piano casa. Quindi bene bene gli scambi di informazioni – argomenta – però il tema è il posizionamento del paese, vogliamo un’Italia protagonista, ma non fittiziamente con la retorica di cui questo governo ci ha riempito la testa”.

Meloni: “Disponibile a tavolo con opposizioni a palazzo Chigi”

“Sono disponibile a un tavolo con le opposizioni a Palazzo Chigi. Aspettavo di fare questo confronto in Aula. Da domani sono più che disponibile ad affrontare questa stagione confrontandomi con le opposizioni anche per le vie brevi”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, in sede di replica dopo la discussione sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue, riferendosi alla crisi in Medio Oriente.

Marattin, il Partito Liberaldemocratico sottoscrive risoluzione Azione-IV-+Europa

“Ho firmato la risoluzione di Azione, IV e Più Europa che verrà presentata oggi in occasione delle comunicazioni della Meloni sul consiglio europeo e sulla situazione internazionale, perché rispecchia l’orientamento pragmatico ed europeista con cui occorre affrontare queste tematiche. Niente tifoserie, niente curve ultrà”. Con queste parole, il deputato Luigi Marattin, segretario del Partito Liberaldemocratico, comunica di aver firmato la risoluzione comune di Azione, IV e Più Europa.

Meloni: “Appello unità sincero. Cercare elementi sintesi”

“Considero fondamentale l’unità dell’Occidente non perché sia utile agli Stati Uniti ma perché è necessaria”. Lo dice la premier Giorgia Meloni, nella replica al Senato dopo il dibattito sulle comunicazioni del presidente del Consiglio sulla situazione internazionale e in vista del prossimo Consiglio europeo, rivolgendosi al senatore a vita Mario Monti. “Non è vero che non stiamo lavorando sull’unità europea, siamo stati noi a promuovere il coordinamento delle maggiori nazioni europee”, ha affermato. “Il mio appello all’unità non era generico, è sincero. E’ rivolto ad una fase di crisi internazionale, ci sono momenti nella storia nella quale bisogna andare oltre” le proprio posizioni, “io rimango alternativa a voi”, ma “vale la pena fare uno sforzo per cercare di elementi di sintesi”. Poi rivolgendosi al senatore Carlo Calenda ha ribadito la necessità di trovare “sintesi” per l’unità dell’Occidente

Calenda a Meloni: “Se sta con Europa deve abbandonare Orban e Trump”

“Lei non può essere da un lato per l’Europa e dire ‘l’Europa deve fare’, e dall’altro lato fare la campagna elettorale per Orban che è sostenuto da Putin apertamente, così come dal suo vicepresidente del Consiglio”. Così il leader di Azione, Carlo Calenda, intervenendo in aula al Senato durante le comunicazioni della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente. “Non può non ricordare la propaganda russa forte in questo Paese, che certamente alligna a sinistra ma che ha nel suo vicepresidente del Consiglio il centro. Allora tutte queste cose si devono decidere: siamo col piano di Weber di rafforzare le istituzioni comuni, quello che condivide Tajani, oppure no, continuiamo a dire che il veto per esempio sull’ingresso in Ucraina nella Ue deve rimanere perché non si può aggirare, perché l’Ungheria proputiniana è comunque un pezzo dell’Occidente. Beh io penso che non sia un pezzo dell’Occidente”, aggiunge Calenda, concludendo: “Il punto da capire, il punto che lei oggi non ha sciolto, è se lei è a difesa della civiltà europea e dell’Europa unita o non lo è. E se non lo è sta venendo meno a un ruolo storico fondamentale, se lo è deve abbandonare Orban e Trump perché le cose insieme non possono starci”.

Monti: “Meloni non più sovranista ma in Italia divisiva”

“Ho apprezzato l’appello di Meloni a uno spirito di coesione. Sarebbe importante che le opposizioni potessero unirsi tra loro e con la maggioranza, ma mi chiedo cosa abbia fatto in questi tre anni per favorire l’unità”. Lo ha detto al Senato Mario Monti durante il dibattito sulle comunicazioni della premier sul Consiglio europeo e sulla crisi in Medio Oriente. “Mi sono formato la convinzione che” la presidente del Consiglio “si sforzi di portare unità in ambiti che sono fuori la sua portata, l’unità dell’Occidente, e si impegni meno a conseguirla e a volte indulga alla divisione, là dove potrebbe avere più effetto, in Europa e in Italia. La sua è una fatica mirabile ma di Sisifo perché gli Usa puntano apertamente alla sottomissione culturale e politica dell’Ue e alla sua disgregazione”, ha sottolineato il senatore a vita. “In Italia è spesso divisiva, spesso approfondisce il solco tra maggioranza e opposizione, certo non oggi. A me, mi avventuri a dire, non sembra più sovranista, e me ne rallegro, ma ha la tara ai sovranisti di Ungheria e Slovacchia e la vicinanza al super sovranista d’oltre Atlantico. Ci sono poi sovranisti anche nella sua maggioranza”

Renzi: “Bene invito Meloni a riflessione più ampia senza banalizzare dibattito”

Meloni “ha invitato giustamente, secondo me, a non banalizzare il dibattito e a non attaccarsi in quest’Aula, e per noi queste parole sono di rara bellezza. Le ascoltiamo con piacere, anzi abbiamo anche apprezzato un pezzo della sua riflessione. Finalmente lei ci aiuta a fare una riflessione un po’ più ampia e di questo le siamo sinceramente grati”. Così il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, intervenendo nell’Aula del Senato in discussione generale sulle comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente. “L’Iran oggi è molto diverso da quello di 15 giorni fa, indipendentemente dal fatto che il cognome della guida spirituale sia la stessa, perché quello che sta accadendo è incredibilmente importante e impattante, e c’è un problema di catena di comando in quel paese per quello che è successo – spiega l’ex premier -. Ecco, di fronte a questo dibattito, finalmente oggi la Presidente del Consiglio ha portato un contributo, qua si può apprezzare o meno, ma che io sinceramente tendo a valorizzare. E da questo punto di vista penso che nel dibattito dei prossimi mesi la Farnesina dovrebbe ospitare momenti di incontro e dialogo, di grande confronto di istituzioni scientifiche che gravitano intorno al mondo della politica esterna perché l’Italia ha una sua storia che è quella di capire questi processi e cercare di favorirne la diffusione e il coinvolgimento”.

Boccia (Pd): “Meloni-Ponzio Pilato, non condanna guerra e dice nulla sui carburanti”

“Quella di Meloni è sembrata la reazione di una commentatrice, di una cronista, di un’osservatrice esterna a una delle vicende più drammatiche della storia recente. L’unico paragone politico che mi viene in mente è Ponzio Pilato, nel senso che ci aspettavamo che riprendesse in qualche modo l’appello del presidente della Repubblica di ieri sul diritto internazionale calpestato, invece Meloni ha detto che il diritto internazionale di fatto non c’è più. Volevamo capire dove si pone l’Italia in questa fase storica, dove si colloca, volevamo che dicesse a Trump e Netanyahu che non si può risolvere tutto con le guerre, con le minacce e con i dazi e che andando avanti così, e soprattutto non sostenendo l’Europa, si rischia di diventare marginali”. Lo ha detto il senatore Francesco Boccia, presidente del gruppo del Pd, ai microfoni di Rai news24.

Crosetto: “Hormuz problema mondiale, una nave italiana non risolve”

“Hormuz è un problema mondiale, che si ripercuoterà su tutte le economie mondiali, il passaggio Hormuz diventa esiziale per il transito dell’energia e delle navi che ci passano per tutto il mondo e in primis per la Cina, non per l’Italia o l’Ue. Quindi la soluzione, coinvolgendo tutto il mondo, deve essere affrontata nel modo più alto possibile. Forse è uno dei primi terreni su cui costruire un multilateralismo che è stato sepolto negli ultimi anni. Non è una nave italiana che risolve il problema di Hormuz, ma l’Italia può essere uno degli attori che mette insieme tutte le energie di tutto il mondo per affrontare un tema che coinvolge la possibilità di importazione di energia da parte di tutto il mondo”. Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto a margine della seduta in Senato. Se l’Iran mina lo stretto “è un problema che non coinvolge solo gli Stati Uniti, Israele, i paesi del Golfo o l’Italia, ma, ripeto, il mondo – risponde Crosetto -. Quindi il fatto di minare Hormuz o di sminare Hormuz diventa un problema di una comunità finalmente internazionale che, ripeto, magari attraverso meccanismi multilaterali – ne cito uno, l’Onu, di cui non parliamo neanche più – affronta questo tema”.

Risoluzione Avs, cessate il fuoco e no a uso basi militari Usa

Il gruppo di Avs ha presentato un’unica risoluzione su più temi, depositata al Senato dopo le comunicazioni della premier Meloni sulla situazione internazionale. Contiene 23 impegni sollecitati al governo, tra cui il cessate il fuoco nei conflitti in core il no all’uso delle basi militari in Italia.

Iran: risoluzione Pd, no uso basi Usa in Italia per guerra

“Non autorizzare l’utilizzo delle basi concesse in uso alle forze armate americane presenti sul territorio italiano per attacchi militari contro l’Iran e, comunque, a non fornire alcun tipo di supporto militare a una guerra che viola il diritto internazionale e che la comunità internazionale deve fermare prima che sia troppo tardi”. E’ uno degli impegni che il Pd chiede al governo nella risoluzione messa a punto sulle comunicazioni del premier, Giorgia Meloni che riguardano la guerra in Iran e il Consiglio Ue che si svolgerà il 19 e il 20 marzo.

Ue: risoluzione M5s, governo promuova vera difesa comune

Il governo si impegni in sede europea ad adottare tutte le iniziative atte a promuovere un percorso di reale costruzione della difesa europea. E’ quanto prevede la risoluzione del M5s presentata in occasione delle comunicazioni della premier Giorgia Meloni sul Consiglio europeo del 19 e 20 marzo e sulla crisi in Iran. Per i Cinque Stelle serve “una governance democratica chiara del settore e investimenti comuni per il coordinamento e l’integrazione della capacità industriali e dei comandi militari, all’interoperabilità dei sistemi di difesa verso un esercito comune europeo, assicurando al contempo che tale percorso non avvenga a detrimento delle priorità sociali di sviluppo e coesione, di condizionare tutte le spese e gli strumenti europei alla pianificazione, lo sviluppo, l’acquisizione e la gestione di capacità comuni per realizzare un’unione della difesa”.

Meloni lascia Senato per consegna comunicazioni a Camera

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha lasciato il Senato per andare a depositare alla Camera il testo delle sue comunicazioni. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha sospeso la seduta fino alle 10.45 in attesa che la premier ritorni per il dibattito.

Meloni: “Giudici revocano trasferimento in Albania anche a chi stupra minori”

Sono “decisioni che non trovano giustificazione nella normativa italiana, nella normativa europea e neppure nel buonsenso”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente, criticando la revoca dei trasferimenti nei cpr in Albania, come “nel recente caso dei migranti irregolari condannati per spaccio di droga, resistenza a pubblico ufficiale, violenza sessuale in concorso, violenza sessuale di gruppo, e – è molto desolante doverlo raccontare – violenza sessuale su minore, che per i giudici non possono essere trattenuti né rimpatriati perché hanno fatto strumentalmente richiesta di protezione internazionale”.

Senatori centrodestra in piedi quando Meloni cita giudici e migranti

Applausi dei parlamentari del centrodestra, tutti in piedi, nell’aula del Senato quando la premier Giorgia Meloni, durante le sue comunicazioni all’aula, ha parlato delle decisioni dei giudici sul fronte dell’immigrazione. Vocii invece nella parte opposta dell’emiciclo con senatori che hanno scosso la testa in segno di dissenso

Meloni: “Cpr in Albania nel diritto Ue ma temo non cesseranno le ordinanze contrarie”

“L’Europa dice chiaramente, nero su bianco, che il governo italiano ha tutto il diritto di far funzionare i centri in Albania, perché il meccanismo che abbiamo messo a punto è in linea con il diritto internazionale ed europeo, anche se temo che per alcuni non basterà neanche questo e non cesseranno le ordinanze di revoca dei trasferimenti in Albania”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente.

Meloni: “l’Ue sospenda urgentemente gli Ets sul termoelettrico”

“A livello europeo stiamo chiedendo, in attesa della revisione annunciata, di sospendere urgentemente l’applicazione dell’Ets alla produzione di elettricità da fonti termiche, cioè dal termoelettrico. Si tratta di un provvedimento che serve subito, e almeno fino a quando i prezzi globali delle fonti energetiche fossili non torneranno sui livelli precedenti alla crisi in Medio Oriente”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente.

Meloni: “In Ue unanimità su bilancio non è aggirabile, soluzione sia politica”

“L’eventuale collasso finanziario di Kiev comporterebbe danni incalcolabili per l’intera stabilità dell’Ue” ma nonostante gli impegni assunti “oggi siamo di fronte a uno stallo che crea non poche difficoltà. La questione sollevata dall’Ungheria e dalla Slovacchia, legata alle forniture petrolifere dell’oleodotto Druzhba, tuttavia, richiede a nostro avviso una soluzione politica. Anche su questo l’Italia è pronta a dare una mano, ma non consideriamo praticabile aggirare il principio dell’unanimità richiesto per le modifiche al bilancio Ue. La forza dell’Europa risiede nel rispetto delle sue regole e nella capacità di sintesi politica, nel consenso e non nell’imposizione”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente.

Meloni: “Garantire sicurezza Unifil, lo richiediamo a Israele”

“In Libano, come sapete, sono presenti oltre mille soldati italiani all’interno della missione delle Nazioni Unite Umifil. Si tratta di una missione che, sotto comando italiano, ha un mandato cruciale, quello di sostenere la sovranità, l’integrità territoriale e la stabilità del Libano. Per questo, la sicurezza del personale di Unifil deve essere garantita in ogni momento. È una richiesta specifica che reiteriamo ad Israele e siamo estremamente preoccupati dall’attacco che ha colpito nei giorni scorsi il contingente ghanese della missione. Ai feriti e alle autorità di Accra va tutta la nostra solidarietà”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al Senato, nelle sue comunicazioni in vista della riunione del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo, nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente.
“Anche perché – ha aggiunto la premier – in Libano, con il Presidente Aoun e con il Primo Ministro Nawaf, assistiamo alla volontà concreta di porre fine a questo ciclo insensato di violenza, affermando finalmente il monopolio dello Stato sulle armi e lavorando per il disarmo di Hezbollah. uno sforzo che dobbiamo sostenere, e sul quale l’Italia – che gioca un ruolo centrale nel sostegno internazionale alle Forze Armate Libanesi – è protagonista. Senza, ovviamente, dimenticare il ruolo difficile, ma importante, che i nostri militari continuano a svolgere con coraggio nel Libano meridionale”.

Meloni: “Pronti ad aumentare tasse a chi specula sui carburanti”

“Riguardo all’attuale aumento dei prezzi dei carburanti, il messaggio che voglio dare agli italiani ma anche a chi dovesse pensare di sfruttare questa situazione per arricchirsi sulla pelle dei cittadini e delle imprese è: consiglio prudenza. Perché faremo tutto quello che possiamo per impedire che si speculi sulla crisi compreso se necessario recuperare i proventi della speculazione con una maggiore tassazione delle aziende che ne fossero responsabili”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente.

Meloni: “Stiamo fornendo assetti di difesa aerea ai Paesi del Golfo”

“Come già discusso in Parlamento, stiamo fornendo assetti di difesa aerea ai Paesi del Golfo, così come hanno fatto gli altri principali Paesi europei – in particolare Regno Unito, Francia e Germania. E questo non soltanto perché si tratta di Nazioni amiche e partner strategici dell’Italia, ma anche perché in quell’area sono presenti decine di migliaia di cittadini italiani che dobbiamo proteggere, senza contare che, nel Golfo, sono di stanza circa 2.000 soldati italiani. Inoltre, come sapete, abbiamo inviato una nostra unità navale a Cipro per sostenere un partner europeo che ha visto il proprio territorio colpito da parte iraniana. Un atto dovuto di solidarietà europea, ma anche di prevenzione”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente.

Meloni: “Lavoriamo per diplomazia ma impossibile finché Iran continua attacchi”

“Siamo determinati a mantenere un raccordo” con i partner europei “per non risparmiare alcuno sforzo” e “riportare stabilità nell’area”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente. Meloni ha parlato anche di un “piano” per valutare i margini “di un ritorno della diplomazia” che però è “impossibile finché l’Iran” continua gli “attacchi”.

Meloni: “Non siamo in guerra e non ci vogliamo entrare”

“Noi non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente.

Meloni: “Sulle basi Usa si condanna l’Italia ma noi facciamo come la Spagna”

“Permettetemi anche di fare chiarezza, ancora una volta, sul tema delle basi militari. Mi pare che tutti i partner europei si stiano attenendo a quello che prevedono i loro accordi in questa materia. Anche il governo spagnolo, di cui tanto si parla, ha detto tramite il suo portavoce che ‘esiste un accordo bilaterale tra Spagna e Stati Uniti, e al di fuori di quell’accordo non ci sarà alcun utilizzo delle basi spagnole’. Il che significa che l’accordo non viene messo in discussione e che non vengono messe in discussione tutte le attività che rientrano nell’accordo. È quello che sta facendo anche l’Italia, e francamente stupisce che questa scelta venga condannata in Patria ed esaltata in Spagna dalle stesse, identiche, persone. Un po’ di logica, da questo punto di vista, non guasterebbe”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente.

Banchi del governo al completo per le comunicazioni della premier Meloni

Banchi del governo al completo al Senato per le comunicazioni della premier Giorgia Meloni sul Consiglio europeo del 19 e 20 marzo 2026 e sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente. La leader al centro, tra i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini. Presenti anche i ministri della Difesa Guido Crosetto, degli Affari europei Tommaso Foti, del Made in Italy Adolfo Urso, degli Affari regionali Roberto Calderoli, del Lavoro Marina Calderone, della Sanità Orazio Schillaci, dei Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, della Protezione civile Nello Musumeci, del Turismo Daniela Santanchè e delle Riforme Elisabetta Casellati. Davanti alla premier il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Assenti il Guardasigilli Carlo Nordio e il titolare della Cultura Alessandro Giuli.

(lapresse)

Meloni: “Nessuna richiesta per basi Usa, in caso decide il Parlamento”

“Le basi concesse agli Usa dipendendo da accordi che sono sempre stati aggiornati da governi di ogni colore: nel caso in cui dovesse giungere la richiesta spetterebbe sempre al governo” prendere una decisione “ma ribadisco la decisione in quel caso” sarebbe affidata “al Parlamento. Ribadisco anche allo stesso modo che a oggi non è pervenuta alcuna richiesta”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente.

Meloni: “Accertare responsabili della strage delle bambine in Iran”

La premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente, ha ricordato la “strage delle bambine nel Sud dell’Iran” chiedendo che “si accertino le responsabilità”. “Va preservata l’incolumità dei civili e dei bambini”, ha detto Meloni.

Meloni: “Rimpatriati 25 mila italiani, completare messa in sicurezza”

“Dobbiamo completare l’azione di messa in sicurezza delle decine di migliaia di italiani e dare assistenza a chi è rimasto bloccato. Abbiamo organizzato voli e convogli che hanno permesso di rimpatriare finora oltre 25 mila connazionali dando priorità a chi era in transito e a chi era in situazione in particolare fragilità. E desidero ringraziare in modo particolare tutte le nazioni del Golfo per il grande aiuto che ci hanno dato in questo frangente, così come il ministero degli Esteri, l’intelligence e la Protezione Civile per questo importantissimo lavoro”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente.

Meloni: “Bene se Italia compatta ma no all’unanimismo peloso”

“Qui c’è il governo italiano chiamato a affrontare uno dei tornanti più complessi e preferimmo non farlo da soli: è sempre auspicabile una nazione come la nostra sappia compattarsi”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente. unanimismo peloso “Uno scenario come questo impone a tutte le classi dirigenti lucidità e capacità di adattare le proprie decisioni. E’ possibile e io l’ho fatto quando da unica leader di opposizione non esitai” durante l’attacco a Kiev. “Si può fare senza rinunciare a nulla della propria identità politica mi auguro lo spirito possa essere accolto perché l’Italia possa parlare con una sola voce”. Ma – ha aggiunto – nel caso in cui “questo appello” non fosse accolto “rassicuro” i cittadini: “il governo affronta la crisi con autorevolezza serietà e abnegazione come sempre abbiamo fatto”

Iran, Meloni: “Non possiamo permetterci regime con l’atomica”

“Spero sia chiaro a tutti che non possiamo permetterci un regime degli ayatollah in possesso di un’arma nucleare e di missili in grado di colpire l’Italia e l’Europa”. Lo ha detto al Senato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso delle comunicazioni sul prossimo Consiglio Ue e sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente.

Meloni: “Intervento Usa e Israele contro Iran fuori da diritto internazionale”

“È in questo contesto di crisi del sistema internazionale nel quale le minacce diventano sempre più spaventose e si moltiplicano gli interventi unilaterali condotti fuori dal perimetro del diritto internazionale che dobbiamo collocare anche l’intervento americano e israeliano contro il regime iraniano”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente.

Meloni: “Non prendiamo parte all’intervento di Usa e Israele”

Quello di Usa e Israele in Iran è “un intervento a cui l’Italia non prende parte e non intende prendere parte”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente.

Meloni: “Coesione per affrontare crisi, governo non si sottrae a confronto”

“Io mi auguro sinceramente” che la crisi in corso “possa essere affrontata anche con uno spirito costruttivo e di coesione, sottraendo la discussione a una polarizzazione politica che banalizzando non aiuta nessuno a ragionare con profondità. Qui non c’è un governo che si sottrae al confronto parlamentare”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente.

Meloni: “Il governo non è complice di decisioni altrui”

“Qui non c’è un governo complice di decisioni altrui, né tantomeno isolato in Europa, né colpevole di conseguenze economiche che la crisi può avere su cittadini e imprese. Tutte cose che ho sentito dire in questi giorni e che non fanno giustizia dell’impegno portato avanti in questo delicato quadrante della geopolitica e che abbiamo intensificato in questi giorni”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente.

Meloni: “Crisi tra le più complesse degli ultimi decenni, serve lucidità”

Voglio “relazionare al parlamento e relazionarmi con le forze politiche su come affrontare la crisi in Medio Oriente, una crisi tra le più complesse degli ultimi decenni che impone di agire con serietà”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente.

Iran, Schlein: “Meloni in Parlamento chiarisca su natura attacchi e uso basi”

In Parlamento “Meloni chiarisca, chiami le cose con il proprio nome, questi attacchi violano il diritto internazionale, vorremmo una posizione chiara. Secondo, vogliamo sentire che il governo esclude in maniera categorica l’utilizzo delle basi, sarebbe contro costituzione”. Lo ha detto Elly Schlein a Omnibus.

Meloni al Senato per le comunicazioni, accolta da La Russa

La premier Giorgia Meloni è arrivata al Senato, dove terrà le comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente. Meloni è stata accolta dal presidente del Senato Ignazio La Russa

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