Solo una questione di omonimia. Il deputato repubblicano Usa Thomas Massie ne è convinto: “Ho buone ragioni per credere che il Nicola Caputo citato in EFTA00077895 (il codice del file, ndr) NON sia lo stesso Nicola Caputo che ha ricoperto la carica di membro del Parlamento europeo per l’Italia”. E a riprova della sua tesi sottolinea che “l’anno di nascita censurato dell’uomo nei fascicoli di Epstein indica che ha oltre dieci anni in più dell’ex eurodeputato”.
Nicola Caputo di 59 quello che appunto è stato eurodeputato ma anche consigliere regionale del Pd in Campania e che ora, dopo il passaggio a Forza Italia, è consigliere per l’export del ministro degli Esteri Antonio Tajani – lo sta gridando da giorni e lo ha ripetuto anche in un’intervista a Repubblica: “È possibile che un deputato americano pronunci in aula un nome e un cognome e ti ritrovi la merda addosso?”. Epstein, insiste, lui non lo conosce e nemmeno sa dove si trova la sua isola.
A rivelare i nomi è stato Ro Khanna, deputato democratico statunitense. Thomas Massie, invece, è considerato co-sponsor della legge del Congresso che ha obbligato il dipartimento di Giustizia a divulgare tutti i documenti sull’ex finanziere: “È inevitabile – spiega – che nei file su Epstein ci siano casi di omonimia”. E Caputo sarebbe proprio uno di quei casi.


