Tempi certi, priorità definite per superare l’emergenza. Sono le linee tracciate dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nei due vertici che ha presieduto durante la sua visita in Sicilia. Prima al municipio di Niscemi sull’emergenza frana e poi nella sede della Capitaneria di porto di Catania con alcuni dei sindaci dei Comuni devastati dal ciclone. Intanto, come sottolinea il ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, l’area rossa, ovvero la zona di pericolo di Niscemi, è destinata ad allargarsi.
Il ministro della Protezione civile: “La domanda è se si fermerà”
“Oggi la domanda è “la frana si fermerà”. Nel momento in cui parlo è ancora in atto, lentamente ma inesorabilmente”, ha detto il ministro della Protezione civile, Nello Musumeci. ” una domanda cui non può rispondere la politica – ha sottolineato – ma a cui devono rispondere i tecnici. Io ho chiesto a 5 geologi di dirmi in 15 giorni se dal loro punto di vista può continuare: perchè se la linea tra 10 o 20 anni si amplierà, abbiamo il dovere di dirlo agli abitanti”.
Musumeci: “Soldi per Niscemi ci sono e non sono quelli del Ponte”
“Il denaro per Niscemi c’è, e non è quello del Ponte”, ha precisato il ministro per la Protezione Civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci
Musumeci: “Capire perché le autorità locali hanno sottovalutato il fenomeno”
“L’ultimo allarme a Niscemi è stato del 1997, come tutti sanno. Un allarme che fu particolarmente significativo. Si disse che avrebbero dovuto pianificare degli interventi, ma non si fece nulla. Io ero un giovane presidente della provincia. Ma tutti leggemmo dai giornali e apprendemmo un fenomeno che appariva già allora grave. Cosa è accaduto dal 1997 in poi è difficile da dire. Ho istituito una commissione presso il mio dicastero della Ricostruzione, per capire perché le autorità locali hanno ritenuto di sottovalutare il fenomeno” ha detto il ministro della Protezione Civile Nello Musumeci. “Ora il fenomeno si è presentato in tutta la drammaticità. La frana che creato un burrone di oltre 50 metri, ha colpito un quartiere. Non sappiamo quanto la linea della frana possa ancora estendersi. I tecnici suggeriscono 150 metri. Sono case che probabilmente non potranno più essere abitate”, ha aggiunto.
Torna la fornitura del metano. Genio militare per il ripristino della viabilità
A Niscemi ritorna la fornitura del metano che era stata interrotta per la rottura delle tubazioni a causa dei crolli provocati dal cedimento del terreno. Da oggi, la rete è attiva, come ha comunicato il sindaco Massimiliano Conti. L’amministrazione comunale e le autorità di protezione civile, insieme alle istituzioni competenti, stanno predisponendo un piano di riapertura delle scuole, chiuse da giorni soprattutto per l’assenza del metano necessario ai riscaldamenti. Tre plessi, in zona rossa, non riapriranno e venti classi saranno accorpate agli istituti non in zona rossa. Uffici postali e banche sono attivi. Il sindaco Conti ha annunciato l’arrivo del Genio militare per gli interventi necessari a una viabilità alternativa, che permetta più vie di collegamento e agli agricoltori di raggiungere le loro proprietà nelle aree rurali, attualmente inaccessibili perché a ridosso delle strade provinciali 12 e 10, chiuse a causa della frana che le ha rese impraticabili.
Morfino (M5s): “Il disastro Niscemi nasce dai fallimenti amministrativi e politici”
“Niscemi non è una tragedia naturale, ma il risultato di anni e anni di complicità politica e fallimenti amministrativi. Le amministrazioni regionali di centrodestra in Sicilia hanno sulla coscienza un disastro annunciato”. Lo dichiara in una nota la deputata Daniela Morfino, capogruppo M5S in commissione Ambiente. “I fondi c’erano, nero su bianco nel Pnrr: quasi 100 milioni di euro contro il dissesto idrogeologico. Ma per Niscemi non è stato chiesto neppure un euro. Una scelta gravissima, che pesa come un macigno sulle oltre 1.500 persone oggi sfollate. Da trent’anni la frana era prevista, studiata, certificata. Da trent’anni si susseguono passerelle, commissari, stati di emergenza, promesse solenni. Ma quando si poteva intervenire davvero, progettare e mettere in sicurezza il territorio, Regione e Comune sono scomparsi. Un’irresponsabilità politica gravissima. Il centrodestra siciliano ha governato l’emergenza permanente senza mai risolverla, trasformando Niscemi in un simbolo di immobilismo e omissioni. Oggi la Procura indaga e fa bene perché qui non ha fallito la natura, ha fallito lo Stato regionale. E chi ha governato senza agire è complice di questo disastro”, conclude.
Anbi: “Dramma Niscemi è simbolo di un Paese impreparato”
“Quante Niscemi dovranno accadere in un Paese, dove il 9,5% del territorio è ad alto o altissimo rischio di frana, prima di assumere coscienza collettiva che un piano straordinario di manutenzione del territorio è la prima opera pubblica, di cui c’è bisogno? Quanti medicane dovremo registrare lungo una Penisola, dove nel recente triennio quasi 7600 località italiane sono state interessate da tornado, piogge intense e grandine grossa, prima di interiorizzare che resilienza e adattamento alla crisi climatica devono essere parole d’ordine delle scelte quotidiane, dall’individuale al politico?”. Lo afferma Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI, di fronte ai dati riportati nel report settimanale dall’Osservatorio sulle Risorse Idriche dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue.
“Il dramma di Niscemi e della faglia di 4 chilometri, che sta ingoiando l’abitato di una cittadina di quasi 25.000 abitanti a seguito del transito del ciclone Harry sull’Isola, è il simbolo di un Paese fragile ed impreparato all’estremizzazione dei fenomeni meteo”, aggiunge.
Ministro per la Protezione civile: “Usare soldi Ponte è argomento da caffè”
“Argomenti da caffè questi di sotrarre soldi a una delle più grandi infrastrutture al mondo. Appartiene al partito del benaltrismo”. Così Nello Musumeci, ministro per la Protezione civile. Usare i fondi destinati alla costruzione del Ponte sullo Stretto “è un argomento assolutamente pretestuoso di chi, storicamente, è contrario alle infrastrutture strategiche e qualcuno magari vorrebbe farci tornare alle palafitte. Ma noi abbiamo una visione molto diversa”, ha affermato. “I soldi del ponte sono soldi per il ponte, i soldi per la ricostruzione appartengono al Dipartimento ricostruzione che fa parte delle mie deleghe e che sono già disponibili”, ha sottolineato.
Musumeci: “Per Niscemi stop alle rate per i mutui”
“C”è una sospensione del pagamento delle rate di mutuo e di ogni altra obbligazione. Con la ministra Calderone stiamo individuando quali e quanti ammortizzatori servono per sollevare quelle aziende, ora inattive, che dovrebbero pagare i contributi per i lavoratori. Alcune misure credo siano già alla firma ,altre hanno bisogno di un provvedimento di legge e lo affronteremo nel Consiglio dei ministri”, ha annunciato il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci.
In Sicilia 9 comuni su 10 sono ad alto rischio frane
Non sono Niscemi: in Sicilia si nascondono decine di altre porzioni di territorio pronte a cedere. In base al piano di assetto idrogeologico dell’Autorità di bacino della Regione, il 90% dei 391 Comuni dell’Isola ha sul territorio almeno un’area classificata come R4, il massimo indice di rischio frana per le popolazioni. Non tutte estese come quella che sta inghiottendo le case del centro storico di Niscemi, chiariscono i tecnici regionali, ma della stessa pericolosità per l’incolumità degli abitanti.
Musumeci: “Indagine amministrativa sulla frana di Niscemi”
Una “indagine amministrativa” per scoprire perché dopo la frana del 1997 a Niscemi non si è intervenuti. È l’iniziativa a cui pensa il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci e che oggi proporrà al Consiglio dei ministri. Lo ha annunciato lui stesso intervistato da Rainews 24. Musumeci ha fatto riferimento a “omissioni e superficialità”, “si era probabilmente convinti che la frana si fosse arrestata. Tutto questo va valutato con un’indagine amministrativa – ha detto -. Oggi ne parlo al Consiglio dei ministri. E’ importante fare la cronistoria di quello che è accaduto negli ultimi 30 anni e perché siamo arrivati a un punto di non ritorno. Nel 1997 non si è intervenuti: vorrei capire se c’è stata una sottovalutazione del fenomeno”.
Boati nella notte a Niscemi, la frana non si arresta
Sono stati sentiti diversi boati questa notte a Niscemi. Ha piovuto quasi incessantemente, rendendo la situazione sempre più critica. Rumori, cedimenti, provenienti dal fronte franoso. I tecnici della Protezione civile e i vigili del fuoco hanno già effettuato dei sopralluoghi. Non si registrano crolli significativi ma la frana che sta facendo scivolare la collina continua a essere attiva e va verso sud. “Potrebbe creare – ha detto il comandante dei vigili del fuoco di Caltanissetta, Salvatore Cantale – difficoltà alla viabilità già fortemente compromessa”. La preoccupazione cresce perché anche nei prossimi giorni si prevede pioggia. Si teme che la zona rossa di circa 150 metri e le cui transenne sono sistemate a una cinquantina di metri dalla piazza principale, possa essere estesa ancora di più e il numero degli sfollati possa aumentare. Intanto si attende l’apertura delle scuole, tre delle quali ricadono nella zona rossa. Le classi degli istituti sgomberati, saranno ospitate in altri istituti che risultano agibili. Ripristinata la distribuzione del metano.
Musumeci: “A Niscemi area rossa destinata ad allargarsi, team geologi al lavoro”
“La linea del fronte continua ad arretrare verso il centro abitato, l’area rossa è destinata a allargarsi”. A fare il punto sulla frana di Niscemi è il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, intervistato da Rtl. Il ministro ha anche reso noto di aver costituito un team di esperti per valutare il fenomeno e in particolare se il fronte della frana possa “arretrare negli anni verso il centro abitato”. Per il governo e la Protezione civile, ha detto Musumeci, “è importante consentire alle famiglie costrette ad allontanarsi dalle loro case, molte delle quali non potranno più tornare, la possibilità di un tetto dignitoso. Il Comune individui un’area alternativa e noi siamo pronti a intervenire”.
Schlein: “Non sono andata li per fare polemica, serve piano per dissesto”
“Non sono andata lì per fare polemica, sono andata lì per mettere a disposizione le nostre forze a ogni livello locale, regionale e nazionale per contribuire a dare in fretta la risposte che servono alle famiglie e alle imprese che hanno perso tutto”. Lo dice la segretaria dem Elly Schelin reduce dal viaggio a Niscemi. Nel dialogo con il Corriere della Sera aggiunge: “A fronte di danni che le regioni stesse hanno quantificato in due miliardi e mezzo, lo stanziamento di cento milioni del consiglio dei ministri è del tutto insufficiente. Noi abbiamo proposto di utilizzare subito le risorse del Ponte a partire da quelle stanziate per il 2026, che comunque non potranno essere utilizzate perché c’è il blocco della Corte dei conti. Quindi, invece di buttare via quei soldi per un’impuntatura ideologica, bisognerebbe immediatamente dirottarli per il sostegno a questi territori”. E ancora: “Vorrei anche far notare che c’è stato un voto, a scrutinio segreto, dell’assemblea regionale siciliana in cui la maggioranza di destra ha chiesto la stessa cosa. Perciò non si tratta di un’idea balzana di Schlein o di propaganda del Pd. Più in prospettiva, bisogna elaborare un grande piano di prevenzione del dissesto e di adattamento ai cambiamenti climatici e quindi anche gli altri 12 miliardi del Ponte sarebbero meglio spesi per questo scopo”.
Schifani: “Visita Meloni segnale forte, lavoriamo insieme”
“La visita della presidente del Consiglio a Niscemi è un segnale forte e incoraggiante per le popolazioni colpite”. Così Renato Schifani, presidente della Regione siciliana. In un colloquio con il Corriere della Sera spiega: “Ho riscontrato grande attenzione da parte della premier, che ha confermato la volontà di intervenire con rapidità e concretezza. Abbiamo ribadito l’importanza di un coordinamento efficace tra tutte le istituzioni: in momenti come questi fare squadra è essenziale. Il governo ha garantito la disponibilità a integrare le risorse già stanziate, che si aggiungono ai 90 milioni messi subito a disposizione dalla mia giunta. Particolare attenzione sarà dedicata alla valutazione puntuale dei danni, per assicurare interventi adeguati e tempestivi. Per reperire ulteriori risorse, raccogliendo l’appello della premier, stiamo valutando anche il disimpegno di alcuni fondi Fsc che non hanno rispettato il cronoprogramma”. Schifani poi dice non sono ancora state quantificate le risorse che servirebbero per Niscemi e scansa le polemiche secondo cui l’assemblea regionale siciliana ha approvato, con voto segreto, un ordine del giorno che chiede di destinare i fondi previsti per il Ponte sullo Stretto alla ricostruzione delle aree danneggiate dal Ciclone Harry e dal maltempo: “In questo momento così drammatico, le polemiche sono fuori luogo”.


