giovedì, Aprile 9, 2026

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Barachini: ‘La tutela del pluralismo è una priorità per il governo’ – Notizie

“Ribadisco anche in questa sede l’impegno del governo, già manifestato a tutte le parti, a riferiore su ogni aggiornamento, nella consapevolezza di quanto l’esito di questa vicenda sia importante per garantire la piena tutela del pluralismo e della libertà dell’informazione che dall’inzio dell’attività di questo governo rappresenta un’assoluta priorità”. Lo ha sottolineato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Editoria, Alberto Barachini, nel suo intervento in commissione Cultura alla Camera sulle problematiche connesse alla vendita del gruppo editoriale Gedi.

“Ricordo che l’esercizio dei poteri speciali è regolato da una normativa specifica: in assenza di una formale notifica e della possibilità di conoscere il veicolo societario proponente che consentirebbe di valutare il reale perimetro dell’operazione, non è possibile fornire nessuna considerazione in merito. E anche l’eventuale notifica andrebbe sottoposta a un gruppo di coordinamento tecnico cui sono affidate per legge tutte le attività propedeutiche all’eventuale esercizio dei poteri speciali”, ha spiegato Barachini parlando dell’ipotesi che il governo possa esercitare il golden power sulla cessione degli asset editoriali del gruppo Gedi. “Ad oggi – ha aggiunto – non ci sono ulteriori informazioni sulla vicenda”.

“L’ascolto e il confronto sono costanti, l’ho assicurato ai Cdr e ho chiesto di essere informato da parte dei vertici dell’azienda. Ci muoviamo su notizie ufficiali, non possiamo stimolare confronti o incontri, anche se articoli di giornali ogni giorno parlano di potenziali cordate”, ha proseguito il sottosegretario rispondendo alle domande dei parlamentari.

“C’è la volontà ferma di tutelare i livelli occupazionali, il governo è in fase di vigilanza e ascolto. Lo ha detto anche il presidente Meloni nella conferenza di inizio anno. Su questo fronte – ha aggiunto – abbiamo alcuni strumenti, come gli articoli 30, 31 e 32 del contratto di lavoro giornalistico che tutelano i trasferimenti di proprietà e gli occupati”. In ogni caso, ha sottolineato Barachini, “il Gruppo Antenna in fase preliminare ha assicurato l’intenzione di rilevare l’intero gruppo Gedi, Stampa compresa, facendo capire che alcuni asset sono ritenuti strategici” facendo poi capire che successivamente alcuni degli asset potrebbero essere “oggetto di eventuali manifestazioni di interesse” da parte di terzi.

“A domanda precisa – ha poi aggiunto riferendosi all’incontro con l’editore Kyriakou – mi ha risposto che un imprenditore che arriva per la prima volta in un Paese non arriva per licenziare”.

“Durante il colloquio” con Kyriakou “ho posto subito l’accento sui punti fondamentali per il governo: tutela dei livelli occupazionali e indipendenza editoriale. Il presidente del Gruppo Antenna ha sottolineato la strategicità del suo possibile impegno editoriale in Italia, con l’obiettivo di sviluppare le potenzialità internazionali del suo gruppo, attivo da anni nel mondo editoriale, evidenziando una forte attenzione all’indipendenza delle testate e al pluralismo”, ha spiegato ancora Barachini.

Kyriakou, ha aggiunto, “ha espresso l’intenzione di valorizzare le risorse di tutto il gruppo Gedi con l’impegno finanziario e con una gestione degli asset con un manager
english e ha manifestato l’interesse a rilevare l’intero gruppo compresa la Stampa”, pur aprendo la strada ad eventuali altre manifestazioni di interesse.

Quanto all’interesse di altri potenziali acquirenti per La Stampa, “poche ore prima di questa audizione ho verificato e non ci sono ulteriori passi avanti”.

“Continueremo gli incontri, approfondiremo, difenderemo l’indipendenza e il pluralismo, cercando di capire qual è la visione dell’investimento in Italia di questo editore, perché in un momento nel quale molte persone lasciano il settore dell’editoria, qualcuno che si impegna a investire circa 140 milioni per testare la cui si aggira
sui 32-34 milioni all’anno, con 450 giornalisti, è un atto di un certo coraggio. Bisogna capire quali sono i reali interessi o se connessi ad altre potenziali operazioni”, ha spiegato.

“Devo constatare con amarezza, a fronte delle voci sulla vendita di Repubblica circolate negli ultimi due o tre anni, che non abbiamo mai assistito a una proposta di un editore italiano rispetto a un asset storico. L’unica proposta, che sembra essere arrivata in fase avanzata, è stata considerata dai vertici del gruppo Gedi – così mi è stato riferito – non solida quanto l’offerta dell’editore greco”, ha quindi evidenziato Barachini.

M5s, ‘su Gedi Elkann metta la faccia e venga in commissione’

“Dall’audizione del sottosegretario Barachini non emergono sostanziali passi avanti rispetto a un mese fa. Le garanzie necessarie restano tre: l’affidabilità dell’acquirente – e sul gruppo greco non nutriamo alcuna fiducia -; il rispetto del pluralismo e dell’indipendenza editoriale; le tutele occupazionali, a salvaguardia delle professionalità maturate negli anni. Diciamo no a nuove operazioni in stile Elkann, in cui si smantella e si licenza, come già avvenuto in altri casi. È evidente che chi compra fa la differenza. Per questo serve una pressione politica adeguata rispetto a una posta in gioco altissima. Vogliamo inoltre capire se esista davvero la possibilità, avanzata da una rappresentanza dei giornalisti di Repubblica, di puntare su una fondazione in grado di garantire indipendenza e pluralismo Elkann deve metterci la faccia: è stata richiesta un’audizione in Commissione e noi se non abbandoneremo questi lavoratori. Lo dicono i deputati M5s Antonio Caso e Chiara Appendino, intervenuti oggi durante l’audizione del sottosegretario all’Editoria Barachini.

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