sabato, Aprile 4, 2026

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Fabrizio Corona conquista Netflix: la docuserie batte ogni record

Se c’era la necessità di capire meglio chi è Fabrizio Corona, Netflix ha dato la soluzione con una serie di documenti che, come titolano i grandi giornali”ha stracciato Stranger Things“. Che dire? Evidentemente, sì, c’era la necessità di capire meglio chi è Fabrizio Corona.
E’ lui stesso a raccontarcelo nei panni del suo personaggio migliore, quello attuale da 51enne sempre sul pezzo, da uomo che sussurracolui che ne sa una più del diavolo e manda in malora carriere e rapporti sentimentali altrui.

E a proposito di diavolo: “Non vendi l’anima al diavolo se il diavolo sei tu”, già frase celebre, pronunciata con un certo orgoglio sulla parte di Lele Morache, sempre parole sue, “se lo è mangiato”. Mentre l’ex agente dello spettacolo appena l’ha conosciuto ha avuto “le farfalline nello stomaco”.

Contro Io sono Notizia questo è titolo della nuova macchina da soldi dell’ ex re dei paparazzi (non chiamatelo paparazzo, i paparazzi lavoravano per lui) ha fatto il botto, ma soprattutto ha dimostrato che se non piace, perlomeno attira: persino i giovani si sono accorti di lui, riempiendo il web dei suoi meme. Chi è dunque Fabrizio Corona? Un personaggio che non smette di dividere.

Una docu serie che parla dell’Italia e di noi italiani?

Nei primi minuti non viene spiegato tutto. Anzi, la serie sceglie la strada dell’attesa, costruendo un’atmosfera che già la dice lunga: non un’inchiesta, non un processo, ma un viaggio dentro una figura che da vent’anni è sotto la luce dei riflettori. E’ l’esibizione consapevole del personaggio Fabrizio Coronacon tutto ciò che comporta in termini di fascinazione, rifiuto, ambiguità.

Provocazione e autoracconto
Provocazione e auto-racconto si intrecciano nella docuserie Netflix più discussa del momento – Youtube@Taxidrivers Magazine-cineblog

La docuserie, divisa in cinque episodiripercorre le tappe fondamentali della vita di Corona, fin da quando era ragazzino, all’ombra del padre, il grande giornalista Vittorio Corona che al contrario del figlio non amava la vita pubblica. Proprio il rapporto con il padre rappresenta uno dei fili più interessanti, un confronto mai risolto, fatto di eredità professionale, modelli rifiutati e rivalità. È qui che la serie sfiora un terreno più intimolasciando intravedere un Corona più fragile, anche se solo per brevi istanti.

Fabrizio cresce respirando un mondo fatto di lustrini e celebrità ma invece di inseguire la celebrità, come farebbe ogni figlio d’arte, vira verso la concretezza, ossia il denaro. Fare soldi per lui non è solo un’ossessione, ma uno stile di vita, è una cosa naturale come respirare. E non ce n’è per nessuno! “Non credo nell’amore puro, nella giustizia, nell’impegno sociale, nella beneficenza, nelle istituzioni” echeggia con apparente disinvoltura. Corona è al centro della scena, guida il racconto, decide il ritmo, alterna cinismo e debolezza, costruendo una maschera che ormai ce l’ha cucita addosso.

Io sono Notizia utilizza immagini d’archivio, servizi televisivi, testimonianze di personaggi noti e ricostruzioni. È un linguaggio che il pubblico delle piattaforme conosce bene e in questo caso, inutile dire, spacca: c’è tanta Italia in mezzo, tanti nomi famosi, da politici (svela la telefonata di Silvio Berlusconi e Belen) a soubrette varie realizzate e meno, Nina Moricil pm Henry John Woodcockdiventato allora una sorta di Vip, persino personaggi famosi della cronaca nera nostrana come Olindo ed Emiliano Dolcetti. Fabrizio Corona tocca più mondi possibili come il protagonista di un film nel lungo viaggio della vita.

Altro capitolo centrale è quello legato alla detenzione: il carcere diventa un simbololuogo di caduta, ma anche di ricostruzione del proprio mito. Il racconto della prigionia si trasforma in una sorta di romanzo dove il protagonista rilegge se stesso come sopravvissuto, accentuando l’idea di un uomo che si nutre dello scontro con il sistema.

Cosa si sa di più adesso di Fabrizio Corona? Forse la conferma di quello che si sapeva già: che è il personaggio per eccellenzal’emblema di un’Italia nutrita a pane e televisione berlusconiana che ha instillato nelle persone l’ossessione della visibilità, ma soprattutto di fare soldi, soldi a palato per essere vincenti e distinguersi dalla massa. Per non essere perdenti.

E proprio io soldiquesta sorta di pifferaio magico che ha guidato le discutibili gesta di questo pseudo furfante eroe non mancano nella docuserie: si vedono, si raccontano. Da quelli falsi che vengono gettati dal finestrino di una macchina in corsa in piena notte a quelli custoditi nel controsoffitto della sua collaboratrice di fiducia Francesca Persi: un milione e 760mila euro in contanti. E cos’è? Scarface? Si chiede lo stesso Corona. No, è la realtà. E’ la vita di Fabrizio Corona. E’ Fabrizio Corona, che come sempre nel bene e nel male continua a fare notizia. E forse è proprio questo il punto più scomodo. Non racconta solo Fabrizio Corona, ma il nostro modo di guardarlo, commentarlo, consumarlo.

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