Si sono svolti oggi a Saint-Tropez i funerali di Brigitte Bardot, l’icona del cinema francese scomparsa il 28 dicembre scorso all’età di 91 anni.
La cerimonia, celebrata nella chiesa di Notre-Dame-de-l’Assomption, ha visto la partecipazione del figlio Nicolas-Jacques Charrier, arrivato da Oslo con la moglie e le due figlie, e di personalità di grande rilievo come Marine Le Pen, leader del Rassemblement National, il militante ecologista Paul Watson e la cantante Mireille Mathieu, amica storica dell’attrice, apparsa sinceramente commossa.
I funerali di Brigitte Bardot
Il feretro di Brigitte Bardot ha fatto il suo ingresso in chiesa intorno alle 11.20, accompagnato dalla voce di Maria Callas con l’aria “Casta Diva”. Davanti all’altare, un ritratto in bianco e nero dell’attrice con la scritta “Grazie Brigitte”: la fotografia simbolo del suo impegno per la difesa degli animali, scattata nel 1977 accanto a un cucciolo di foca. Durante la cerimonia è risuonata anche la musica del film “Il disprezzo” di Jean-Luc Godard, che BB interpretò assieme a Michel Piccoli.
Il rapporto ritrovato con il figlio Nicolas
Nicolas-Jacques Charrier, unico figlio dell’attrice, ha accolto la bara all’ingresso della chiesa. Dopo un’infanzia molto difficile e un rapporto tormentato – Brigitte non aveva desiderato quella maternità e nella sua autobiografia “Iniziali BB” del 1996 aveva scritto parole durissime sulla gravidanza – negli ultimi anni madre e figlio erano riusciti a trovare un’intesa affettiva. Nicolas andava spesso a trovare la madre alla Madrague, la dimora nella quale viveva con il marito Bernard d’Ormale ei suoi animali.
La rivelazione del marito: “È morta di cancro”
Il quarto marito di BB, Bernard d’Ormale, ottantacinquenne che per 33 anni è stato accanto all’attrice, ha rivelato a Paris Match che Brigitte Bardot è morta di cancro: “Ha resistito molto bene alle due operazioni a cui si è sottoposta per curare il cancro che alla fine le ha tolto la vita”. Negli ultimi mesi, ha aggiunto d’Ormale, l’attrice, indebolita e sofferente per un debilitante mal di schiena, aveva perso la voglia di vivere: “Nei momenti di sofferenza fisica le è sfuggito due o tre volte ‘Sono stufa, voglio andarmene…’”.
Non era la prima volta che Brigitte Bardot doveva affrontare un tumore: già nel 1984, quando aveva 49 anni, aveva lottato contro un cancro al seno, scegliendo di sottoporsi solo alla radioterapia per non perdere i capelli. Questa volta, nonostante due interventi chirurgici, ha perso la sua battaglia. L’attrice è morta all’alba del 28 dicembre, dopo aver sussurrato al marito le ultime parole: “pio pio” (pulcino).

La cerimonia e l’omaggio popolare
La cerimonia, riservata a pochi invitati tra cui Paul Belmondo e il politico sovranista Nicolas Dupont-Aignan, è stata trasmessa su tre maxi-schermi installazioni a Saint-Tropez per permettere agli abitanti e ai tanti fan venuti da tutta la Francia di seguirla. L’amica Mireille Mathieu ha cantato a cappella davanti all’assemblea, mentre il cantante Vincent Niclo ha intonato l’Ave Maria.
Il feretro è uscito dalla chiesa poco dopo le 12.30 sulle note di “Tutte le bestie sont à aimer”, brano che rende omaggio alla battaglia di una vita di Brigitte Bardot per la difesa degli animali: “Perché uccidere i cuccioli di foca? Perché distruggere tante meraviglie?”.
“Brigitte era l’audacia, la libertà”
Dopo la sepoltura nel cimitero marino di Saint-Tropez, nella più stretta intimità, il cimitero è stato riaperto al pubblico nel primo pomeriggio. Cittadini, fan e turisti hanno potuto così raccogliersi dinanzi alla tomba dell’attrice, ricolma di fiori, nastri tricolore e diverse foto di BB, tra cui quella in bianco e nero con la scritta “Grazie Brigitte”. L’attrice riposa ora nella tomba di famiglia, accanto al padre Louis, alla madre Anne-Marie e ai nonni materni.
“Brigitte era la libertà, l’audacia, la donna più bella del mondo. Brigitte Bardot è la Francia”, ha dichiarato l’amica Mireille Mathieu. Tra i presenti, un uomo ha brandito un cartello con la scritta in inglese: “Gli animali ringraziano Brigitte Bardot”, testimonianza dell’eredità più importante lasciata dall’attrice: quella di paladina instancabile della lotta per la difesa degli animali.


