sabato, Aprile 4, 2026

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Pensioni in manovra, scontro in maggioranza. Il Mef chiude a modifiche e la Lega minaccia: “Non votiamo”

Caos sul maxiemendamento alla manovra relativo alle pensioni. Non appena il governo ha annunciato l’arrivo del testo in commissione, i senatori della Lega hanno chiesto di sospendere la seduta per un faccia a faccia con l’esecutivo. Lo stop è durato tre ore. E poi, alla ripresa, il Mef ha annunciato che non avrebbe apportato modifiche sulle finestre mobili per il prepensionamento. Il leghista Claudio Borghi allora ha minacciato: “Non votiamo”. Elly Schlein intanto attacca: “Giorgia Meloni campionessa di incoerenza”.

Damante (M5S): “Sembra un film di Fantozzi”

Sulla convulsa giornata di oggi, duro il M5S. Per la senatrice Damante “il governo è nel caos più totale. Le scene a cui assistiamo sembrano quelle del Secondo tragico Fantozzi”, quando nel buio della sala in cui veniva proiettata La corazzata Potëmkin correva voce di un gol di Zoff di testa su calcio d’angolo. Sulle pensioni, la Lega fa girare una riformulazione dell’emendamento che smentisce ciò che afferma Giorgetti e che è un’altra versione ancora di quanto dichiara il relatore leghista della manovra, Borghi. Rendiamoci conto dell’approssimazione con cui questa maggioranza sta trattando la legge più importante dell’anno e il tema che più di tutti coinvolge la vita di diverse generazioni di italiani”.

Commissione sospesa fino alle 23

La commissione Bilancio del Senato è sospesa fino alle 23 “perché il sottosegretario Freni ha ribadito che non ci saranno altre modifiche che riguardino il tema pensionistico, quindi le finestre. La Lega, sia il senatore Borghi che il senatore Romeo hanno detto che non voteranno l’emendamento 4.1000″, che è l’emendamento da 3,5 miliardi del governo che contiene tra l’altro le misure per le imprese. Lo riferisce il senatore e capogruppo di M5s Stefano Patuanelli al termine dell’ufficio di presidenza della commissione Bilancio del Senato. “Essendo che stiamo parlando di un emendamento da 3,5 miliardi e che stravolge anche il senso della manovra, noi abbiamo chiesto di sapere una parola definitiva prima di procedere”, ha spiegato il senatore del Pd Antonio Nicita.

Il Mef chiude a modifiche sulle finestre

Non dovrebbe arrivare nessuna nuova modifica del governo alle norme sulle finestre mobili per il prepensionamento. Lo ha reso noto il governo nel corso dell’ufficio di presidenza della Commissione Bilancio del Senato, a quanto riferito a margine dei lavori. Di fronte a questo scenario la Lega ha fatto sapere che, in assenza di modifiche che eliminino le misure in materia di prepensionamento non voterà l’emendamento del governo che contiene anche quella norma, dal valore complessivo di 3,5 miliardi. “Con un allungamento anche formale dell’età pensionistica noi quell’articolo non lo votiamo”, spiega Claudio Borghi, relatore alla manovra per la Lega.

La Lega minaccia: “Via la stretta sulle finestre o non votiamo”

Il leghista Borghi ora minaccia: “Senza modifiche sulle finestre non votiamo l’emendamento del governo”.

Paita (Iv): “Romeo e Borghi minacciano di non votare in commissione”

“Scontro durissimo in Commissione Bilancio sulle pensioni: dentro la Lega e tra la Lega e il governo”. A scriverlo è la senatrice di Italia Viva Raffaella Paita sui social. “Romeo e Borghi minacciano di non votare sulle pensioni. Ma fanno sul serio o è l’ennesima commedia di maggioranza? Chi perderà la faccia?”.

Nuovo stop in commissione

Dopo pochi minuti la commissione è stata sospesa per lo svolgimento dell’Ufficio di presidenza, riunione nella quale si decide su come proseguire con i lavori.

Ripresi i lavori in commissione

Sono appena ripresi i lavori della commissione Bilancio del Senato sulla manovra, con la prosecuzione dell’esame degli emendamenti. Si attende il possibile deposito di ulteriori modifiche del governo delle norme in tema di anticipo delle pensioni. La seduta dovrebbe procedere a oltranza per votare le proposte di modifica. Non sono state ancora state votate quelle più sostanziali, apportate dal governo al testo negli ultimi giorni.
La maggioranza vorrebbe provare a chiudere con il voto sul mandato al relatore tra stanotte e domani.

Damante (M5S): “Governo nel caos, sembra Fantozzi”

“Il Governo è nel caos più totale. Le scene a cui assistiamo sembrano quelle del Secondo tragico Fantozzi, quando nel buio della sala in cui veniva proiettata La corazzata Potëmkin correva voce di un gol di Zoff di testa su calcio d’angolo. Sulle pensioni, la Lega fa girare una riformulazione dell’emendamento che smentisce ciò che afferma il ministro Giorgetti e che è un’altra versione ancora di quanto dichiara il relatore leghista della Manovra, Borghi. Rendiamoci conto dell’approssimazione con cui questa maggioranza sta trattando la legge più importante dell’anno e il tema che più di tutti coinvolge la vita di diverse generazioni di italiani. Davanti a tanta sciatteria gli italiani rimpiangeranno persino il governo Monti”. Così la senatrice del M5S Ketty Damante.

Guerra (Pd): “Governo gioca improvvisando ma è scorretto e spericolato”

“Giorgetti e Borghi dicono che le norme taglia pensioni sono clausola di salvaguardia provvisorie, messe lì per fare quadrare i conti. Prima che mordano davvero le cambieranno (o le lasceranno da cambiare ai governi futuri, come hanno fatto in passato). Non proprio un modo corretto di procedere. Ma il tema delle pensioni è troppo serio: indirizza le scelte e le aspettative delle persone. Non si può giocare con l’improvvisazione e la spericolatezza con cui lo sta facendo il governo Meloni”. Così Maria Cecilia Guerra della segreteria del Partito democratico, responsabile Lavoro.

Liris (FdI): “Su finestre attendiamo, commissione avanti a oltranza”

“Vediamo quello che è possibile fare. Già la soluzione degli anni di riscatto è un ottimo passo in avanti. Aspettiamo se ci sono margini per una revisione ulteriore ma già questa ci soddisfa”. Lo ha detto il senatore di FdI e relatore della manovra Guido Quintino Liris al termine della riunione informale governo-maggioranza sulla manovra a chi gli chiedeva se fosse in arrivo una nuova riformulazione sulle pensioni. “Stiamo aspettando, perché una forza politica ha posto il tema”, ha detto Liris, evidenziando anche la presenza in commissione del “sottosegretario Freni” e “di Durigon, due persone uno del Mef e uno del Lavoro: devono verificare se c’è la possibilità di trovare una soluzione sulle finestre. Andiamo avanti a oltranza, potremmo chiudere nella notte”.

Malan (FdI): “Su pensioni possibile arrivo di un’altra modifica sulle finestre”

“È stata tolta completamente la questione del riscatto e per quanto riguarda le finestre potrebbe ancora arrivare ancora qualcosa del governo”. Lo ha detto il capogruppo di Fdi al Senato Lucio Malan al termine della riunione informale tra governo e maggioranza in commissione Bilancio al Senato a proposito delle misure sulle pensioni. A chi gli chiedeva se anche sulle finestre si punta a sopprimere la modifica, Malan ha spiegato: “Vediamo, l’auspicio è di attenuarlo il più possibile, il massimo sarebbe toglierlo”. Sui tempi della modifica, ha aggiunto, “speriamo in serata presta, cioè tra poco”.

Schlein: “Su pensioni Meloni campionessa di incoerenza, ha tradito tutti gli impegni”

La segretaria del Pd Elly Schlein attacca: “Non è la prima volta che mente agli italiani, ma sulle pensioni la presidente del Consiglio si dimostra campionessa di incoerenza. Ha tradito tutti gli impegni presi in campagna elettorale, quando con Salvini promettevano di abolire la legge Fornero. Promettevano di abbassare l’età pensionabile, stanno facendo l’opposto: la aumentano. Promettevano di alzare le pensioni minime a mille euro, invece le hanno aumentate di un paio di caffè. Hanno cancellato Opzione Donna, e anziché introdurre una pensione di garanzia per i giovani, hanno cercato di fregarli pure sul riscatto della laurea. Un tradimento che grava tutto sulle spalle di chi lavora e ha fatto sacrifici e vede nella pensione un sacrosanto diritto a un futuro dignitoso. Noi staremo dalla loro parte e ci opporremo ai colpi di mano di un governo ormai precipitato nel caos e che litiga su tutto”.

Italia Viva: “Grazie alle opposizioni il governo fa marcia indietro”

“Grazie al nostro lavoro in commissione Bilancio e alla nostra ferma opposizione, il governo ha fatto marcia indietro almeno sulla indecente svalutazione del riscatto della laurea. Ci hanno provato, li abbiamo bloccati ma non ci fidiamo. Le modifiche apportate all’emendamento governativo sulle pensioni sono insufficienti, voteremo il nostro sub emendamento soppressivo”. Lo dice la senatrice Raffaella Paita, capogruppo al Senato di Italia Viva e componente della commissione Bilancio di palazzo Madama.

Pagano (Pd): “Crisi in maggioranza, sono andati in tilt”

“Siamo arrivati al paradosso: bilaterali tra Governo e singoli partiti di maggioranza sulla manovra, con la Commissione costretta a fermarsi – dice in una nota il capogruppo del Pd nella commissione Bilancio della Camera, Ubaldo Pagano – Se questa non è una crisi, ci spieghino che cosa lo sia. Questa sarebbe la stabilità tanto evocata da Giorgia Meloni, che rivendica una maggioranza compatta come un monolite. La realtà racconta altro: divisioni profonde, confusione e una legge di bilancio riscritta a pezzi. La maggioranza è andata in tilt. Il fallimento è evidente soprattutto sulle pensioni. Dopo le promesse di superare la Fornero, si va nella direzione opposta: età pensionabile più alta, nuovi vincoli e l’ennesima beffa della quota 110. I nodi vengono al pettine e a pagare sono ancora una volta lavoratrici e lavoratori”.

Boccia (Pd): “Resta l’inasprimento della Fornero, gravi forzature”

“Resta l’inasprimento della Fornero, non cambia quindi niente sulle finestre e neanche sul Tfr. Si tratta di gravi forzature emerse al termine di 50 giorni che non hanno visto alcun confronto anche in Parlamento. Noi voteremo gli emendamenti soppressivi della maggioranza che ci auguriamo non vengano ritirati”. Lo dice il capogruppo Pd in Senato Francesco Boccia a margine dei lavori in commissione Bilancio.

Borghi (Lega): “Non c’è questione delle finestre, chiediamo riformulazione”

“Possiamo dire che miglioriamo rispetto a ieri perché non ci sono i riscatti delle lauree, ma non c’è la questione delle finestre”. Lo ha detto il senatore della Lega e relatore della manovra Claudio Borghi commentando la riformulazione del governo dell’emendamento sulle pensioni. “Chiederemo al governo una riformulazione differente. È vero che si parla di tempi remoti in futuro, ma è opportuno non dare equivocati”, ha spiegato Borghi.

Misiani (Pd): “Maggioranza a pezzi”

“Sulle pensioni la maggioranza è ormai a pezzi. La riformulazione del governo non risolve nulla: viene tolta solo la parte sul riscatto delle lauree, mentre resta intatta la norma che allunga le finestre per i pensionamenti anticipati, colpendo direttamente chi ha già maturato i requisiti”. Così in una nota Antonio Misiani della segreteria del Partito democratico, responsabile Economia.

Salta la stretta sul riscatto della laurea. Resta l’inasprimento delle uscite

Giorgetti: “Indenni coloro che hanno fatto il riscatto fino adesso”

“Sono stati tenuti indenni tutti coloro che hanno fatto il riscatto fino adesso, quindi sono stati salvati i cosiddetti diritti acquisiti, e anche chi ha iniziato a pagare e non ha concluso”, dice Giorgetti, a margine dell’informativa alla Camera. “Per il futuro uno potrà riscattare ma saprà che quello che versa aumenterà la pensione che riceverà ma non inciderà rispetto alla data di pensionamento, è una logica puramente assicurativa”, ha spiegato il ministro.

(ansa)

Giorgetti: “Non è nostra intenzione aumentare i requisiti pensionistici”

“Ci sono degli emendamenti ma quella è una ipotesi scolastica perché la copertura deve essere tecnicamente assicurata nel lungo periodo, ma chiaramente è un intervento che tiene il sistema ma che può essere cambiato quando si vuole e come si vuole ben prima della scadenza del 2033”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, a margine dell’informativa alla Camera, rispondendo a una domanda sulla “finestra mobile” che è necessario attendere prima di ricevere la pensione, sottolineando “che non era e non è nostra intenzione di aumentare i requisiti pensionistici”.

Sospesi i lavori in commissione

Non appena il governo ha annunciato l’arrivo del testo in commissione, i senatori della Lega hanno chiesto di sospendere la seduta per un faccia a faccia con l’esecutivo. I lavori riprenderanno solo alle nove di sera. In mezzo nuovi bilaterali tra l’esecutivo e i gruppi (di Giuseppe Colombo).

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