Pochi lo sanno, ma il volto di Don Matteo avrebbe potuto essere molto diverso. Prima di Terence Hill, infatti, il ruolo del celebre sacerdote di Rai 1 era stato offerto a Giancarlo Magalliche all’epoca decise di rinunciare per motivi familiari e professionali. Una curiosa retroscena che lo stesso conduttore ha rivelato in un’intervista a Tv Sorrisi e Canzonitornando a parlarne proprio ora che è entrato nel cast della tredicesima stagione della fiction.
Il perchè del rifiuto
Magalli ha spiegato che nel 1999 i produttori di Don Matteo lo avevano contattato per interpretare il protagonista, ma le lunghe riprese a Gubbio — lontano da Roma, dove vivevano con la famiglia — lo convinsero a declinare l’offerta: “Le riprese sarebbero durate otto mesi e io sarei dovuto restare a Gubbio. Avevo una figlia piccola, non me la sono sentita”, ha raccontato.
A quel punto, la parte fu affidata a Terenzio Collinache con il suo carisma e la sua dolcezza si è trasformato Don Matteo in uno dei successi più longevi della televisione italiana. “Non ho rimpianti — ha aggiunto Magalli — anzi, ho fatto del bene a Terence Hill!”, ha detto con la consueta ironia.

Il ritorno in Don Matteo 13: un sogno realizzato vent’anni dopo
A distanza di oltre vent’anni, Giancarlo Magalli è poi entrato nella grande famiglia di Don Matteo. Nella tredicesima stagione, accanto al nuovo protagonista Raoul Bova (che ha raccolto l’eredità di Terence Hill nel ruolo di Don Massimo), l’attore ha interpretato il vescovo amico e consigliere del sacerdote. Il suo personaggio è una figura paterna, rassicurante e piena di umanità, descritto dallo stesso Magalli come “buono e pacioccone”, capace di offrire conforto e saggezza citando la Parola di Dio e richiamando l’esempio di Gesù.


