martedì, Giugno 30, 2026

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Allarme caldo, ecco le razze di cani più rischio e come prevenire i colpi di calore

“Con l’arrivo delle alte temperature estiveil colpo di calore nella canna rappresenta una vera e propria emergenza medica che può rivelarsi fatale in pochissimo tempo. A differenza degli umani, infatti, i cani non sudano, ma disperdono il calore corporeo quasi esclusivamente ansimando: regolano la propria temperatura corporea principalmente tramite la polipnea termica (ansimare con la bocca aperta), sfruttando l’evaporazione dell’acqua da lingua e mucose. La sudorazione è quasi assente: l’unico punto in cui i cani sudano sono i polpastrelli, e se questo meccanismo viene ostacolato, il calore si accumula rapidamente nel corpo, portando a conseguenze drammatiche”. A ricordare i rischi che corrono i cani con il caldo è Ivana Ilacquaveterinaria esperta in endoscopia, gastroenterologia e medicina integrata.

I cani brachicefali

La sicurezza al caldo non è uguale per tutti i cani, sottolinea l’esperta per Napohub, ecosistema italiano nato per guidare i proprietari verso una relazione consapevole con i propri animali. “I soggetti più a rischio in assoluto – spiega – sono i cani brachicefali, ovvero quelli a muso schiacciato come Bulldog, Carlini, Boxer, Shih Tzu e Boston Terrier. La loro vulnerabilità dipende da una conformazione anatomica sfavorevole, nota come sindrome ostruttiva delle vie aeree (Baos). A causa della selezione genetica, la lunghezza del loro cranio si è ridotta, ma i tessuti molli interni, come il palato e la lingua, sono rimaste delle stesse dimensioni, finendo per comprimersi e ostacolare pesantemente il passaggio dell’aria. Se le vie respiratorie superiori sono ostruite, il meccanismo dell’ansimare perde drasticamente efficienza”.

La termoregolazione

Oltre alle caratteristiche di razza, Ilacqua invita a prestare attenzione all’età e allo stato di salute generale dell’animale. “IO i cuccioli sono vulnerabili perché il loro sistema di termoregolazione è immaturo – sottolinea – mentre i cani anziani hanno meno capacità di adattarsi agli sbalzi termici. Un ruolo cruciale è giocato anche dall’obesità: il grasso corporeo in eccesso agisce come una copertura isolante, impedendo al calore di disperdersi, e muovere un corpo pesante richiede un maggiore sforzo muscolare, che genera ulteriore calore interno. Non vanno poi sottovalutate le patologie cardiorespiratorie, metaboliche e neurologicheche possono alterare l’ipotalamo, ovvero la centralina cerebrale che regola la temperatura del cane”.

La sofferenza termica: i sintomi

I sintomi di sofferenza termica, descrive la veterinaria, “seguono una progressione clinica molto rapida. Si passa da una fase iniziale di stress termico – caratterizzata da ansimare incessante, forte bava fluida, gengive rosso mattone e tachicardia – a una fase intermedia di ipertermia severa, in cui la temperatura supera i 40 gradi e compaiono vomito, diarrea, letargia e andatura barcollante. L’ultimo stadio è lo shock: macchie rosso-viola su gengive o pelle, convulsioni e coma, fino al rischio imminente di arresto cardiocircolatorio. Per questo, la prevenzione ambientale e la gestione quotidiana sono fondamentali”.

Temperatura in casa

“In casa è fondamentale garantirne una ventilazione costante, sfruttando condizionatori o deumidificatori per mantenere bassa l’umidità relativaun fattore clinico cruciale che facilita l’evaporazione polmonare attraverso l’ansimare – raccomanda Ilacqua – All’aperto e in spiaggia bisogna invece evitare tassativamente le ore più calde, limitando le passeggiate al mattino presto e alla tarda serata. In spiaggia ricordate che la sabbia riflette i raggi e irradia calore direttamente sull’addome del cane, e che l’ingestione di acqua salata può scatenare vomito, accelerando la disidratazione; è indispensabile sciacquare sempre l’animale con acqua dolce fresca”.

Il falso mito della toelettatura

La specialista sfata anche un falso mito legato alla toelettatura e lancia un severo avvertimento sui viaggi in auto: “È un grave errore rasare a pelle i cani provvisti di doppio pelo, perché il loro mantello funge da isolante termico naturale; la pratica corretta è una spazzolatura profonda per eliminare il sottopelo morto. Durante gli spostamenti in auto, invece, è tassativo mantenere accesa l’aria condizionata e non si deve mai lasciare l’animale nell’abitacolo spento, nemmeno per pochi minuti. L’effetto serra può far impennare la temperatura interna dell’auto oltre i 50 gradi in meno di 20 minuti, determinando un rischio letale immediato per shock termico”.

In presenza di un colpo di calore, insegna la veterinaria, l’obiettivo prioritario è avviare il raffreddamento immediato dell’animale all’ombra e in un ambiente ventilatobagnando il corpo con acqua tiepida o fresca di rubinetto a circa 20 gradi.

Le manovre istintive da evitare

Bisogna concentrarsi sulle zone a maggiore vascolarizzazione superficiale – come il collo, sotto le ascelle, nella regione inguinale e sui cuscinetti plantari – e correre d’urgenza verso la clinica veterinaria più vicina. Ilacqua lancia però un severo avvertimento sulle manovre istintive da evitare assolutamente prima di raggiungere il medico: “Non bisogna mai usare acqua ghiacciata o ghiaccio diretto, perché causano una forte vasocostrizione periferica che intrappola il calore all’interno degli organi vitali, peggiorando lo shock termico. È un grave errore anche lasciare asciugamani bagnati immobili sul corpo del cane: si crea un effetto cappa caldo-umido che blocca l’evaporazione naturale, aggravando l’ipertermia”.

Cosa non fare

Infine, da Ilacqua due divieti tassativi: “Non forzate mai l’animale a bere se si trova in uno stato di semi-incoscienza o forte intorpidimento, perché perdendo i normali riflessi protettivi delle vie respiratorie rischiando una gravissima polmonite ab ingestis“. Ed “è vietato somministrare farmaci antipiretici controllare la febbre. Il colpo di calore non è una comune febbre causata da agenti patogeni, ma un puro fallimento fisico dei meccanismi di termoregolazione; l’uso di questi farmaci è del tutto inefficace e aggraverebbe i danni ai reni e al sangue già pesantemente compromessi dallo shock”.

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