Si è concluso dopo oltre due ore il vertice di maggioranza sulla manovra. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha incontrato i leader della maggioranza per fare un punto sulle modifiche alla legge di Bilancio, all’esame del Senato.
E’ in corso invece al Senato la riunione tra governo, maggioranza e opposizione sugli emendamenti alla manovra. Presente anche la Ragioniera dello Stato Daria Perrotta. Sono presenti per il governo, tra gli altri, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ei sottosegretari, Federico Freni, Matilde Siracusano e Sandra Savino. I relatori della legge di bilancio Guido Quintino Liris, Dario Damiani, Claudio Borghi e Alejandro Borghese ei capigruppo in commissione di maggioranza e opposizione. La capigruppo ha intanto deciso che il ddl Bilancio sarà all’esame dell’Aula della Camera da venerdì 19 dicembre.
“Si sta facendo un calcolo, ci stiamo lavorando. Un miliardo? Forse un pochino di più”, ha chiarito il capogruppo di FdI al Senato Lucio Malan rispondendo ai cronisti che gli chiedevano se nel corso del vertice di maggioranza si fosse quantificato quanto è necessario reperire per coprire le possibili modifiche alla manovra.
“Col testo depositato possiamo considerare il saldo zero, ma se togli degli introiti il miliardo e qualcosa in più è per fare quegli interventi”. Malan cita ad esempio il fatto che sugli affitti brevi ci dovrebbe essere una ‘autocopertura’ mentre ad esempio sulle compensazioni vanno reperite ulteriori risorse.
IO temi da approfondire al vertice di Palazzo Chigicome era emerso dall’incontro della scorsa settimana erano “gli affitti brevi, l’estensione dell’iperammortamento, il regime fiscale sui dividendi, l’ampliamento esenzione dell’Isee sulla prima casa e le misure per favorire l’emersione dell’oro dagli investimenti”.
Sugli affitti brevi, ha spiegato il capogruppo di Fi Maurizio Gasparri, lasciando Palazzo Chigi al termine del vertice, “siamo tutti d’accordo sulla necessità di cancellare l’aumento dell’aliquota dal 21% al 26% per chi affitta una casa”. Per chi “affitta una seconda casa l’aliquota resta invariata rispetto la legislazione vigente”, continua, e invece “si sta ragionando” sul limite a partire dal quale scatterebbe “l’attività di impresa: l’ipotesi in campo è chi sia a partire dal terzo appartamento”. Gasparri spiega poi che come per tutte le altre misure “sarà il Tesoro a valutare nel merito le coperture”.
Nel corso del vertice si sarebbe affrontata anche l’ipotesi di aumento di 0,5 punti dell’Irap per le grandi banche, che porterebbe il prelievo aggiuntivo a 2,5 punti. Secondo quanto si apprende da diverse fonti il gettito della modifica sarebbe poco meno di 200 milioni. Il lavoro tecnico sarebbe ancora corso ma per esentare i piccoli istituti si dovrebbe ricorrere a una franchigia.
Sono 105 in totale gli emendamenti (o parte di essi) alla manovra segnalati che sono stati dichiarati inammissibili dalla presidenza della commissione Bilancio del Senato. Diciotto sono stati dichiarati inammissibili per materia, altri 87 sono stati bloccati per copertura. Ammesso l’emendamento 1.1 a firma del capogruppo di FdI, Lucio Malan sulle riserve d’oro di Bankitalia che “appartengono allo Stato, in nome del popolo italiano”.
Gli emendamenti che sono stati dichiarati inammissibili per materia – secondo quanto rilasciato diversi senatori parlando della prassi prevista a Palazzo Madama sulla manovra – sono ‘irrecuperabili’ per i gruppi che potranno, però, segnalare al loro posto un’altra proposta di modifica di diverso contenuto. Per quanto riguarda, invece, quelli inammissibili per copertura sarà possibile proporre una copertura alternativa. Sia nel primo che nel secondo caso ci sarà poi un nuovo vaglio di ammissibilità. In
Senato, diversamente da quanto previsto per Montecitorio, non sono previsti ricorsi.
Sopravvivono al vaglio di ammissibilità della commissione Bilancio del Senato sugli emendamenti alla manovra, 4 su 5 delle proposte di modifica sui condoni edilizi, compresa quella che rimodula le sanzioni. A essere stato stoppato è un emendamento – a firma FdI – che stabiliva che i Comuni fossero obbligati a rilasciare i titoli
abilitativi edilizi in sanatoria a seguito dei procedimenti già previsti entro il 31 marzo 2026.
Vanno avanti anche le proposte sulla tassazione dell’oro “da investimenti”, presentate da Lega e FI. Gli azzurri con lo stesso emendamento chiedono la cancellazione dell’articolo sui dividendi.
È stato giudicato ammissibile anche “l’emendamento alla Legge di Bilancio, a firma Nicita e Irto, che, in ragione dello stop della Corte dei Conti, definanzia la quota FSC precedentemente destinata al Ponte e le destina a opere infrastrutturali in Sicilia e in Sardegna”, segnala in una nota il senatore Antonio Nicita, Vice Presidente del Gruppo Pd in Senato. “Non ha alcun senso – aggiunge Nicita – bloccare ulteriormente questi fondi in un momento nel quale l’iter autorizzativo è assai incerto. Il governo se vorrà successivamente integrare le risorse se e quando sarà completato l’iter”.
Risulta invece non ammissibile per copertura, al momento, l’emendamento alla manovra segnalata dalla Lega che prevedeva di incrementare di 5 miliardi per ciascuno degli anni dal 2026 al 2028 il fondo per la riduzione della pressione fiscale utilizzando a copertura la cessione di quota del Mes. “Se ha un problema lo sistemiamo”, sottolinea il senatore Claudio Borghi, sostenitore della proposta.
Un altro emendamento della Lega giudicato inammissibile è quello che riscriveva il Piano Casa, dando priorità ai giovani, alle giovani coppie, ai separati e agli anziani. La proposta a prima firma Romeo stanziava risorse già dal prossimo anno, per complessivi 877 milioni fino al 2030. Le risorse per il 2026 erano attinte per la stragrande maggioranza (100 milioni su 122) dal Fondo per interventi strutturali di politica economica. Allo stesso tempo l’emendamento prevedeva che sia per il Piano casa che per il contrasto al disagio abitativo potevano essere utilizzate risorse derivanti dalle rimodulazioni del Fondo europeo di sviluppo regionale – Fesr nel ciclo 2021-2027. L’inammissibilità è proprio per assenza di coperture adeguate.
E’ stato inoltre dichiarato inammissibile dalla presidenza della commissione Bilancio del Senato l’emendamento a firma della senatrice Micaela Biancofiore di Civici d’Italia che prevedeva il passaggio della responsabilità civile in caso di danni ai pazienti dall’azienda sanitaria direttamente in capo ai medici.
Salta poi l’emendamento alla manovra presentata da Fratelli d’Italia che allargava la detassazione sui rinnovi contrattuali. La proposta segnalata alla prima firma Mancini è stata giudicata inammissibile tra quelle prive di adeguata copertura.
La nuova norma prevedeva la validità dell’imposta sostitutiva del 5% per i redditi fino a 28.000 euro per gli accordi sottoscritti non solo nel 2025 e 2026 ma anche nel 2024. La platea dei dipendenti interessati è stata ampliata inoltre ai redditi tra i 28.000 ei 35.000 euro, ma in questo caso con un’imposta sostitutiva del 10%. La misura era infine introdotta solo per i contratti “sottoscritti dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentativi sul piano nazionale”.
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