Per anni The Vampire Diaries è stato uno dei titoli simbolo della serialità young adult targata The CW, un fenomeno capace di trasformare vampiri, streghe e licantropi in materia da grande racconto pop. Il successo della serie non si è misurato soltanto nella longevità, con otto stagioni andate in onda dal 2009 al 2017, ma soprattutto nella sua capacità di costruire un immaginario riconoscibile, compatto e subito identificabile. Anche quando spingeva sul melodramma romantico, sui colpi di scena o sulle svolte più estreme, il mondo di Cascate mistiche manteneva sempre una sua coerenza interna. Ed è proprio questo, col senno di poi, il punto più difficile da ignorare quando si guarda a ciò che il franchising è diventato negli anni successivi.
Il ruolo di Hope in Gli originali
Il primo vero scarto è arrivato con Gli originalispin-off dedicato alla famiglia Mikaelson. Pur restando all’interno dello stesso universo narrativo, la serie ha scelto un tono molto diverso, più cupo, più adulto, meno legato alle dinamiche adolescenziali che avevano definito The Vampire Diaries. Al centro non ci sono più soltanto triangoli sentimentali e tensioni liceali, ma una storia di sangue, eredità, colpa e potere. La nascita di Hope Mikaelson, figlia di Klaus e Hayleyè diventata il cuore di un racconto familiare segnato da sacrifici e tragedie.
L’arrivo di Eredità invece ha dato a molti spettatori una sensazione di rottura difficilmente ignorabile. Spero, che dentro Gli originali era stata costruita come una figura eccezionale, segnata da lutti enormi e da un destino quasi apocalittico, si è ritrovata al centro di una serie che parla un’altra lingua. Il passaggio dal dramma oscuro di New Orleans al contesto del collegio soprannaturale di Mystic Falls ha prodotto uno strappo evidente. Ma il problema non è soltanto estetico: è soprattutto narrativo.
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Lo spin-off Legacies ha cambiato tutto
Fino a quel momento, l’universo di The Vampire Diaries si era retto su un preciso equilibrio tra vampiri, streghe e licantropi. Contro Ereditàinvece, entrano in scena draghi, gargoyle, necromanti e creature di ogni generelegato alla mitologia di Malivore. È qui che il franchising infrange le proprie regole in modo completamente senza senso, allargando il pantheon soprannaturale a tal punto da rendere quasi irriconoscibile il mondo costruito fino a quel momento. Non ha solo aggiunto elementi fantastici, ha cambiato la natura stessa dell’universo, senza che questo sviluppo appaia davvero organico.
Anche Hope finisce per pagare il prezzo di questa trasformazione. Dopo tutto ciò che aveva vissuto, tra la morte della madre Hayley e il sacrificio finale di Klaus ed Elijahvederla ridotta al ruolo di leader di una sorta di “super squadra” adolescenziale ha dato a molte l’impressione di un netto ridimensionamento del personaggio. La sua sofferenza, il peso della sua storia e perfino l’unicità della sua natura sembrano spesso sacrificati in favore di trame più leggere, episodiche e caotiche.
Il paradosso è che Eredità aveva tra le mani il personaggio perfetto per proseguire l’eredità di Gli originalie invece ha scelto di riscrivere il tono e le regole dell’intero franchising. Così facendo, non ha semplicemente cambiato direzione: ha finito per incrinare quella coerenza che aveva reso The Vampire Diaries un universo tanto amato dal pubblico. Siete d’accordo? Diteci i vostri commenti.
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