sabato, Aprile 4, 2026

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Scavi sotto la Casa del Jazz a Roma, si cerca giudice scomparso nel ’94 Paolo Adinolfi – Notizie

Investigatori al lavoro con i cani molecolari nelle gallerie sotto la Casa del Jazz, lo spazio culturale di via Cristoforo Colombo a Roma, nato su un bene confiscato alla criminalità organizzata che risultava essere nella disponibilità di Enrico Nicoletti, cassiere della banda della Magliana. La notizia è stata anticipata dal Corriere della Sera.

La decisione di iniziare gli scavi è stata presa dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Tra le ipotesi che io resti del giudice Paolo Adinolfi scomparso nel ’94 potranno trovarsi lì. Carabinieri e polizia stanno ispezionando le gallerie sotto la casa del Jazz mai esplorate prima.

“Questa attività non è solo sul giudice Adinolfi. L’obiettivo è capire cosa si possa nascondere nell’antica e storica galleria che è sotto la Casa Jazz che trovammo trent’anni fa interrata. L’idea è che sia stata interrata per nascondere qualcosa ma c’è anche una botola di accesso che permetteva un recupero”. l’ex giudice Guglielmo Muntoni, ora presidente dell’Osservatorio sulle politiche per il contrasto alla criminalità economica della Camera di Commercio di Roma, da cui è partita la richiesta di effettuare verifiche all’interno della Casa del Jazz.

“Lì potevano esserci cose che si potevano poi recuperare: la prima ipotesi è stata quella di armi, esplosivi e preziosi o documenti. Poi astrattamente potremmo trovare dei corpi e uno dei corpi ipotizzati è quello del giudice Paolo Adinolfi: è una cosa che chiedo da 29 anni”aggiunge.

“Ora dobbiamo solo aspettare. Non si può dire altro”. Così Lorenzo Adinolfi, figlio del giudice Adinolfi lasciando la Casa del Jazz dove stamattina sono scattati degli scavi nelle gallerie.

Legale della famiglia Orlandi: bene ulteriore accertamento

“È giusto fare ogni approfondimento in relazione alla scomparsa del dottore Adinolfi, la sua famiglia cerca verità e giustizia dal 1994. Va a loro il nostro abbraccio e la nostra solidarietà. È certamente suggestivo in questo momento qualsivoglia riferimento a Emanuela” Orlandi, “ciò non toglie che tante cose relative alla seconda inchiesta” della procura di Roma, “che ha familiarità con il luogo in cui si scava adesso, a nostro avviso, meritavano un ulteriore e più attento approfondimento”. Lo dice all’ANSA, l’avvocatessa Laura Sgrò, legale della famiglia Orlandi.

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