sabato, Aprile 4, 2026

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Santanchè, le news: pressing per le dimissioni, lei arriva al ministero. Depositata mozione sfiducia

Terremoto nel governo dopo la vittoria a valanga del no alla riforma della giustizia. Via gli indagati, la richiesta di Palazzo Chigi. Il sottosegretario Andrea Delmastro e la capa di gabinetto del Guardasilli Carlo Nordio, Giusi Bartolozzi, si sono dimessi. Ma alla premier Giorgia Meloni non basta: in una nota ieri ha chiesto le dimissioni anche della ministra del Turismo Daniela Santanchè, che per ora resiste: “Il mio caso è diverso”. E questa mattina, intorno alle 10, è arrivata al ministero del Turismo senza rilasciare dichiarazioni. Le opposizioni presentano una mozione di sfiducia nei suoi confronti. E intanto si pensa alle primarie. In campo Giuseppe Conte e Elly Schlein, disponibile a correre il centrista Ruffini. La sindaca di Genova Silvia Salis si sfila.

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Sulle fibrillazioni nel governo il radar del Quirinale

La ministra sotto assedio prova ancora a resistere: “Il mio caso è diverso”

Santanché non partecipa alla presentazione del libro di Convertini

di Serena Riformato

La ministra del Turismo Daniela Santanchè oggi era annunciata tra gli ospiti della presentazione del libro di Beppe Convertini “Il Paese delle tradizioni”, alle 14.30 alla Camera. La partecipazione, pero, è stata cancellata. “Era già deciso da ieri”, fa sapere la portavoce della ministra.

Santanchè chiusa nell’ufficio-fortino, fuori passanti curiosi: “Ma si è dimessa?”

di Serena Riformato

“Ma sì è dimessa?”. “Ma quella quando mai se dimette”. “Non molla, non molla”. Mentre la ministra del Turismo Daniela Santanchè è chiusa nel suo ufficio, davanti alla sede del dicastero in via di Villa Ada a Roma i passanti – incuriositi dai giornalisti in attesa – si fermano per fare domande o commenti. Un uomo in macchina urla: “Dimettiti!”.

Referendum, Renzi rilancia post 2016 di Meloni: “Io sono andato a casa e tu?”

“Per la categoria: Tweet invecchiati malissimo. Io sono andato a casa Giorgia. Tu?”, scrive sui social il leader di Iv Matteo Renzi che rilancia un post scritto da Giorgia Meloni nel 2016: “Caro #Renzi, il #referendum è il banco di prova del #Governo. E se lo perdi vai a casa”, si legge.

Rampelli (FdI): “Santanchè? Se premier lo chiede, devi dimetterti”

Dopo Malan, il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli. “Chi fa parte di una squadra di governo dovrebbe apprezzare le circostanze e rimettere il proprio mandato – dice a “Ping Pong” su Rai Radio 1, sul caso Santanchè – Se questo è ciò che viene richiesto dal presidente del Consiglio mi pare scontato che debba finire così”, ha aggiunto. Sull’ipotesi sfiducia, “sono atti parlamentari affidati al confronto tra maggioranza e opposizione: vedremo”.

Fabio Rampelli al Palazzo dei Congressi durante la manifestazione conclusiva della campagna referendaria ‘Roma per il si’, Roma, 19 Marzo 2026. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Fabio Rampelli al Palazzo dei Congressi durante la manifestazione conclusiva della campagna referendaria ‘Roma per il si’, Roma, 19 Marzo 2026. ANSA/GIUSEPPE LAMI (ansa)

Bignami: “No alle lezioni da chi si inchina alle mafie”. Proteste in aula

Sale la tensione nell’aula della Camera. Il capogruppo di FdI Galeazzo Bignami si rivolge ai banchi delle opposizioni: “Non accettiamo lezioni da chi fiancheggia, chi prende a martellate i poliziotti” o “da chi è andato a inchinarsi ai mafiosi passando davanti alle loro celle mentre andava da Cospito. Se voi aveste un po’ della moralità che ha dimostrato Giorgia Meloni, un po’ della sua schiena dritta forse ci risparmiereste qualche parola”, aggiunge Bignami. Durante il suo intervento si sono levate urla di protesta da alcuni deputati delle opposizioni, ripresi dal presidente di turno.

(ansa)

Salvini: “Non parlo di referendum o dimissioni”

“Non parlo di referendum o dimissioni, ma sono contento di aver portato i giornalisti qui così magari parleranno di primo soccorso”, dice il vice premier Matteo Salvini dal palco dell’evento “Proteggere chi viaggia” sul primo soccorso in Campidoglio sulla richiesta di dimissioni per la ministra Santanchè arrivata dalla premier Meloni nella serata di ieri.

Avs-Pd-M5S chiedono stop dei lavori in commissione Giustizia: “Così non si può continuare”

Con una lettera al presidente della Commissione Giustizia della Camera, Ciro Maschio, i capigruppo di Avs, Pd e M5S, Devis Dori, Federico Gianassi e Valentina D’Orso, chiedono di riorganizzare i lavori della Commissione riprendendoli solo all’esito del nuovo riassetto del ministero della Giustizia. “Stiamo esaminando provvedimenti importanti – si legge in una nota – è impossibile continuare con il terremoto in atto al ministero. Chiediamo pertanto un immediato ufficio di presidenza della commissione per ridefinire l’ordine dei nostri lavori”.

Salis: “Io leader del centrosinistra? Lusingata ma ora faccio la sindaca”

Nel centrosinistra è iniziata la corsa alle primarie di coalizione per individuare il candidato premier. Silvia Salis, sindaca di Genova, si è sfilata e commenta: “In questo momento mi occupo del ruolo che sto svolgendo: fare la sindaca di Genova al meglio ogni giorno. L’ho detto anche ieri: fa piacere, lusinga ricevere questo tipo di attenzione e considerazione per una carriera politica appena iniziata, ma rappresenta anche una grande responsabilità. Devo dire che tutti i partiti mi hanno sostenuto e continuano a sostenermi con convinzione. A Genova c’è una forte collaborazione. Credo che chiunque possa contribuire al campo progressista debba farlo. Io, anche nel mio ruolo di sindaca, non mi tiro indietro quando si tratta di esporsi su temi importanti: può essere Gaza, come il referendum. Penso che tutti dobbiamo fare la nostra parte, senza sovrapporci gli uni agli altri”, dice a Rtl.

(ansa)

Patuanelli (M5S): “Spettacolo osceno di una premier senza bussola”

Le opposizioni contro Meloni. Scrive sui social il vicepresidente M5S Stefano Patuanelli: “Ragioniamo per paradosso. Perché quasi verrebbe da dire: Santanchè resti al suo posto. Non perché vada difesa – abbiamo già presentato la terza mozione di censura e sono due anni che diciamo il contrario – ma perché il punto oggi non è lei. Il punto è Giorgia Meloni. Perché è Meloni che ha personalizzato tutto, che ha alzato i toni, che ha trasformato ogni passaggio politico in uno scontro identitario. È Meloni che, in campagna elettorale, ha scelto di attaccare la magistratura con parole gravissime – continua PatuanelliÈ Meloni che oggi, dopo una sconfitta politica evidente, prova a cambiare schema. E allora no, non funziona così. Non si può pensare di scaricare tutto su qualcun altro per ripulirsi l’immagine. Non si può prendere ‘i più deboli’ e usarli come capro espiatorio per dimostrare forza. Se c’è qualcuno che deve rispondere oggi, è lei. Per questo il paradosso serve a chiarire: non è il momento di fare finta che basti una testa per chiudere la partita. Non è Santanchè il problema politico di oggi, Santanchè è un problema politico da sempre. Il problema è la Presidente del Consiglio e tutto il governo. Venga in Parlamento”.

Calenda: “Santanchè si dimetterà ma Meloni venga in aula e spieghi fase due”

“Il senatore Malan ci ha confermato che il ministro Santanchè si dimetterà ma credo che in ogni caso sia utile, sia per la maggioranza che per l’opposizione, che il presidente del Consiglio venga in Aula per spiegare che c’è una fase due del governo e come verrà gestita – dice il leader di Azione, Carlo Calenda, intervenendo in aula al Senato – Credo sia un’occasione, dopo questa sconfitta, di spiegarci in che modo vorrà cambiare il suo agire, che insegnamenti ne ha tratti o che modifiche di linea vorrà prendere. Mi pare chiaro dalle dimissioni di Delmastro e Bartolozzi e da quelle che arriveranno della Santanchè, che sia necessario spiegare su quali basi programmatiche il governo andrà avanti”.

Per Santanchè previsti appuntamenti fino al pomeriggio

È iniziata la mattinata di lavoro di Daniela Santanchè al ministero del Turismo a via di Villa Ada. Sono in agenda appuntamenti di lavoro per tutto il pomeriggio. Prima dell’arrivo della ministra c’è stata anche una breve e isolata protesta di un uomo che a bordo di un’auto è passato davanti al ministero suonando il clacson e gridando: “Dimettiti!”.

Opposizioni depositano anche alla Camera mozione di sfiducia su Santanchè

Una mozione di sfiducia alla ministra del Turismo, Daniela Santanchè, è stata depositata questa mattina alla Camera e sottoscritta da tutte le forze di opposizione. Ecco il testo firmato da Chiara Braga (Pd), Riccardo Ricciardi (M5S), Luana Zanella (Avs), Matteo Richetti (Azione), Maria Elena Boschi (Iv) e Riccardo Magi (+Europa). “La Camera, premesso che: l’articolo 94 della Costituzione attribuisce a ciascuna Camera il potere di revocare la fiducia mediante mozione motivata; la responsabilità politica dei singoli ministri costituisce elemento essenziale del corretto funzionamento dell’esecutivo e del rapporto fiduciario con il Parlamento; considerato che: – la presidente del Consiglio dei ministri, con dichiarazione resa nel tardo pomeriggio del 24 marzo c.a. ha pubblicamente auspicato le dimissioni della ministra del Turismo Daniela Garnero Santanchè; tali dichiarazioni evidenziano il venir meno del rapporto fiduciario tra la presidente del Consiglio e la ministra, determinando una situazione di oggettiva incompatibilità con la permanenza in carica; la mancata assunzione di responsabilità mediante dimissioni volontarie, a fronte di una esplicita presa di distanza del vertice dell’esecutivo, configura una grave anomalia istituzionale; tale situazione compromette la credibilità dell’azione di governo e arreca pregiudizio all’immagine delle istituzioni; visto l’articolo 94 della Costituzione e visto l’articolo 115 del regolamento della Camera dei deputati, esprime la propria sfiducia alla Ministra del turismo, senatrice Daniela Garnero Santanchè, e la impegna a rassegnare le proprie dimissioni”.

Malan (FdI): “Santanchè seguirà le indicazioni della premier”

“Quanto al ministro Santanchè, come tutti i membri del governo seguirà le indicazioni del presidente del Consiglio”, dice il capogruppo di FdI Lucio Malan in aula al Senato.

Santanchè arrivata al ministero e non risponde alle domande

di Serena Riformato

All’indomani della richiesta pubblica di dimissioni avanzata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, resiste ancora Daniela Santanchè. Alle 10 arriva al ministero del Turismo. Come fosse un giorno qualsiasi. Lo aveva promesso ieri sera con una nota: “Sarò regolarmente in ufficio”. E così è stato. Esce dalla macchina al telefono, non risponde alle domande. “Ha appuntamenti al ministero fino a sera”, fa sapere la sua portavoce. Tra gli impegni della giornata ci sono le riunioni per l’organizzazione del Forum internazionale sul Pet Tourism di maggio a Roma e la preparazione in vista del convegno di Assomarinas, domani alle 15.

Santanché al ministero con mezz’ora di ritardo: rifiuta di rispondere ai giornalisti



Conte: “Meloni non riesce a far dimettere Santanchè. Indecoroso”

“Doveva essere il ponte dell’Europa con Trump su dazi e guerra, doveva imporsi a Bruxelles… e invece scopriamo che Meloni fatica a far dimettere la sua ministra e compagna di partito Santanchè. Che situazione indecorosa per le istituzioni! Al danno di immagine di questi anni si aggiunge adesso l’imbarazzo di uno stallo che rivela tutta la debolezza della premier”. Così su Facebook il presidente del M5S, Giuseppe Conte. “Dopo quasi 3 anni passati a salvarla con voti e scudi in Parlamento anche di fronte a una truffa covid ai danni dello Stato, ora la presidente del Consiglio è stata costretta da 14 milioni di voti a implorare Santanchè in un comunicato stampa affinché lasci il governo. E dopo ore e ore ancora non succede nulla. Che balletto indecente! Tutto questo è la conferma che abbiamo avuto in questi anni una premier sotto ricatto politico anche dentro il suo partito. Altro che ‘Fratelli’ d’Italia”, conclude Conte.

Renzi: “Meloni non riesce a farsi ascoltare da Santanchè, dove è la sua forza?”

Continua il leader di Iv Matteo Renzi a MattinoCinque: “Ho l’impressione che nel governo sia iniziata la resa dei conti e sono preoccupato che la presidente del Consiglio non riesca a farsi ascoltare dalla sua ministra e, siccome faccio il tifo per l’Italia, come si fa a credere sia forte se non riesce a farsi ascoltare”, dice commentando la richiesta di dimissioni avanzata da Meloni nei confronti di Santanchè. Renzi, che pure sottolinea di ritenere che la premier “abbia sbagliato e che avrebbe dovuto presentarsi in aula, spiega di provare “un po’ di umana simpatia” nei confronti di Meloni: “Ne perdi una e il giorno dopo tutti ti accoltellano alle spalle”.

Renzi: “Meloni ha perso il primo vero test ed è scoppiato un bel caos”

“Anziché votare nel merito del referendum, si è dato un giudizio sulla presidente del Consiglio”. Così il leader di Italia viva, Matteo Renzi, a ‘Mattino Cinque’, su Canale 5, continua a commentare l’esito del voto e la sconfitta del sì. Alla domanda se Giorgia Meloni si riprenderà, l’ex premier risponde: “Questo non lo sappiamo. Lei ha detto ‘Non mi dimetto e rimarrò’, ma ha visto che quando un referendum viene bocciato dai cittadini, si rompe il giocattolino della presidente. Ha perso il primo vero, grande test ed è scoppiato un bel caos dentro il governo. Ho l’impressione che è iniziata la resa nei conti”. “Siccome faccio il tifo per l’Italia, come si fa a credere che la premier sia forte se non riesce a farsi ascoltare dai suoi?”, sottolinea Renzi con riferimento al caso Santanchè.

Depositata mozione di sfiducia contro Santanchè al Senato

“Abbiamo depositato la mozione di sfiducia contro Daniela Santanchè e ne chiediamo la calendarizzazione urgente. Siamo stati i primi a farlo due anni fa, quando esplosero gli scandali che la riguardavano mentre Giorgia Meloni continuava incredibilmente a difenderla. Serviva evidentemente la sconfitta clamorosa al referendum per scaricare Santanchè – spiega il capogruppo M5S al Senato Luca Pirondini – Chiediamo a Fratelli d’Italia e alla maggioranza di essere conseguenti, dando seguito a ciò che la stessa meloni, con ritardo mostruoso, chiede. Santanchè deve lasciare la poltrona. Subito”.

Santanchè, dalla truffa Covid al falso in bilancio su Visibilia: tutte le inchieste aperte

L’ultimo guaio giudiziario per la ministra Daniela Santanché è diventato di dominio pubblico un mese e mezzo fa: indagata a Milano per bancarotta fraudolenta (anche) per il crac di Bioera, la spa del gruppo del “biofood” fallita poi nel 2024 di cui la senatrice di Fratelli d’Italia è stata presidente fino al 2021. Un’ipotesi di accusa molto simile, difatti, a quella già contestata ancora molto prima alla “pitonessa”, e sempre nella stessa galassia del business dell’alimentazione biologica, per il fallimento di Ki group srl che la ministra, in veste di imprenditrice, ha presieduto dall’aprile 2019 al dicembre 2021. Ma oltre alle due inchieste per bancarotta, nel presente della senatrice piemontese – della quale oggi la premier Meloni ha detto di auspicare le dimissioni – ci sono già un processo in corso e un altro che rischia di aprirsi prossimamente.

Meloni è una furia poi ferma Nordio intenzionato a dimettersi. Ipotesi Malagò al posto di Santanchè

Il giorno nero del melonismo si conclude con una nota di sfiducia pubblica a Daniela Santanché, atto estremo e improvvisato che la premier Giorgia Meloni fa seguire a un pomeriggio perso senza riuscire a ottenere il passo indietro della ministra. Già si ragiona a Palazzo Chigi sui possibili sostituti: al posto della titolare del ministero si ipotizza il nome di Giovanni Malagò.

Santanchè sotto assedio prova ancora a resistere: “Il mio caso è diverso”

Lunedì sera, mentre l’onda del no si abbatteva sul governo, Daniela Santanchè era tranquilla, a passeggio col suo Dimitri per le vie di Milano. Abituata da trent’anni ai marosi della politica, anche a quelli più turbolenti e improvvisi, tutto si sarebbe aspettata, tranne questo. Di venire sacrificata dall’oggi al domani sull’altare del referendum. Di finire insomma a recitare la parte del capro espiatorio più pregiato, per una partita che Giorgia Meloni, e il grosso di FdI, non le hanno nemmeno fatto disputare. Te ne devi andare, oggi stesso, il messaggio che le viene recapitato.

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