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Quando Luca Marinelli perse il David per un voto: il racconto di Mastrandrea

Alla Festa del Cinema di Roma, un aneddoto inedito rivela il curioso destino di un premio sfiorato dall’attore di Non essere cattivo.

Il cinema nasconde dei curiosità retroscena che di tanto in tanto vengono a galla, grazie anche ai Festival e alla testimonianza dei protagonisti, in questo caso tre volti di spicco del cinema contemporaneo italiano, Luca Marinelli, Alessandro Borghi e Valerio Mastandrea. Il cinema non è cinema se non ha per l’appunto i red carpet ei premi prestigiosi che da anni accompagnano pellicole di successo, capolavori che fanno della settima arte un tesoro di inestimabile valore.

IO David di Donatellonati negli anni Cinquanta Venire “risposta italiana agli Oscar”, (quest’anno il premio compie 70 anni) mantenendo ancora oggi una struttura complessa e affascinante. La giuria, composta da circa mille professionisti del settore – tra vincitori, candidati e personalità del mondo culturale – vota in due fasi: prima per la selezione dei film finalisti, poi per decretare i vincitori delle singole categorie.

La magia del David sta proprio nella sua dimensione artigianalenel suo essere profondamente legato alle persone, alle scelte, ai gusti e alle sensibilità di chi vive e ama il cinema. Dal 1956, quando si tenne la prima edizione al Cinema Fiamma di Romail premio ha attraversato settant’anni di storia del Paese, celebrando maestri e scoperte, grandi divi e talenti emergenti. La statuetta – modellata sul Davide di Donatello e realizzata da Bulgari – è diventata un simbolo di eccellenza e di appartenenza a una comunità artistica che si riconosce e si rispetta. Il voto è personale, segreto e talvolta capace di spostare il destino di un premio per un soffio. Ne sa qualcosa Luca Marinelli.

Per due voti non ha preso il David

Vieni ha svelato Valerio Mastandrea durante la Festa del Cinema di RomaLuca Marinelli perse un David di Donatello per una manciata di voti. O meglio, per dovuto. Un dettaglio che oggi fa sorridere, ma che racconta molto sul funzionamento e lo spirito del premio più prestigioso del cinema italiano.

Luca Marinelli David
Luca Marinelli perse il David per soli due voti – Ig@marinelli_best-cineblog

Sul red carpet romano, Marinelli, Alessandro Borghi e Mastandrea si sono ritrovati per celebrare i dieci anni di Non essere cattivol’ultimo capolavoro di Claudio Caligari. Un film di un grande successo che ha consacrato i suoi interpreti come volti di una nuova stagione cinematografica – a parte Mastandrea che vanta “già” 30 anni di carriera. Tra le interviste ei ricordi, proprio quest’ultimo ha regalato al pubblico una retroscena destinata a diventare virale.

Con il tono ironico e affettuoso che lo contraddistingue, l’attore romano ha raccontato che Marinelli, candidato come miglior protagonista per Non essere cattivoperse il David per appena due voti: “Luca Marinelli prese il David di Donatello come non protagonista per Jeeg Robot e arrivò secondo per il protagonista di Non essere cattivo: perse per un voto, due voti, e vinse Claudio Santamaria. I due voti che mancavano a Marinelli erano uno il mio e uno il suo. (Indicando Alessandro Borghi seduto al suo fianco ndr) perché nei David di Donatello, ci sono tre attori che non votano se stessi: uno, due e tre (indicando se stesso, Borghi e anche Marinelli, seduto al fianco di quest’ultimo)”

Un aneddoto che rivela la sottile linea tra vittoria e sconfitta in un sistema di votazione tanto rigoroso quanto umano. “L’ho detto: hai perso per colpa nostra. Mi sembrava una grandissima metafora dell’esistenza” Conclude l’attore tra gli applausi e l’ilarità dei presenti. Un episodio che non è solo una curiosità, ma anche una testimonianza di quanto il cinema italiano sappia prendersi gioco di se stesso. Marinelli, che l’anno dopo avrebbe vinto il David diretto per il film diretto e prodotto da Gabriele Mainetti, ha dimostrato che il talento non ha bisogno di medaglie per essere riconosciuto. A volte basta un racconto, una risata, per ricordare che dietro ogni premio ci sono uomini, amicizie e un amore sincero per la settima arte.

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