domenica, Aprile 5, 2026

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Parroco di S. Lorenzo in Lucina: ‘L’angelo con il volto di Meloni? In effetti la somiglianza c’è’ – Notizie

“Ho letto stamattina il giornale con la notizia e sono andato a vedere stamattina il restauro, in effetti una certa somiglianza c’è, ma biosgnerebbe chiedere al restauratore perché l’ha fatto così, io non lo so”. E’ quanto afferma all’ANSA mons. Daniele Micheletti Rettore del Pantheon e della basilica di San Lorenzo in Lucina dopo che Repubblica ha pubblicato la notizia (e la foto) di un restauro nella basilica del centro di Roma in cui uno degli angeli restaurati avrebbe le fattezze della premier Giorgia Meloni. “Io avevo chiesto di restaurare la cappella esattamente com’era – spiega il Rettore – ora non lo so le fattezze di un volto se sono proprio quelle, lì l’angelo c’era e c’era in quel modo”.

Volto Meloni in chiesa a Roma? Insorge il Pd

“Chiediamo che il Ministro della Cultura Alessandro Giuli attivi immediatamente la Soprintendenza di Roma in merito alla notizia riportata dalla Repubblica relativa al restauro della basilica di San Lorenzo in Lucina. Quanto emerso non è accettabile. L’ipotesi che un intervento di restauro su un bene tutelato possa aver prodotto un’immagine riconducibile a un volto contemporaneo rappresenta una potenziale e grave violazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio, che vieta alterazioni arbitrarie, personalizzazioni e interventi non strettamente fondati su criteri scientifici e storico-artistici”. Lo afferma in una nota la capogruppo del Pd in ​​commissione cultura della Camera, Irene Manzi, commentando la notizia secondo cui – nel corso di un restauro – sarebbe stato dipinto il volto della premier Giorgia Meloni su un cherubino. “Il patrimonio culturale italiano non può essere piegato a letture improprie né tantomeno trasformato attraverso operazioni che ne compromettono l’autenticità e il valore storico”, sottolinea Manzi. “Indipendentemente dal fatto che si tratti del volto di Giorgia Meloni, riteniamo indispensabile un intervento immediato della Soprintendenza, finalizzato ad accertare i fatti, verificare la regolarità degli interventi effettuati e disporre il ripristino. La tutela dei beni culturali è un dovere pubblico e una responsabilità istituzionale che non ammette ambiguità né ritardi”.

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