sabato, Aprile 4, 2026

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Nordio al Forum ANSA: “Se vince il No, l’ala estrema della magistratura ipoteca la politica” – Notizie

“L’ala estrema della magistratura ipotecherebbe la politica, se vincesse il ‘no’ al referendum'”. Sono i timori del ministro della Giustizia Carlo Nordio, nel caso in cui alle urne di fine marzo arrivasse una bocciatura della riforma.

Il Guardasigilli affida le sue riflessioni al forum ANSA, dove commenta innanzitutto l’invito ad un maggiore rispetto tra istituzioni in questa campagna referendaria, arrivato dal presidente Sergio Mattarella una settimana fa: “abbiamo tutti esagerato nei toni e alcuni sono stati particolarmente antipatici, soprattutto quando arrivano da magistrati. Parliamo ora in avanti solo di contenuti”, spiega e precisa: “se dovessi leggere tutte le mie dichiarazioni è molto probabile che io abbia esagerato” ma aggiunge: “rivendico” tutte le frasi dette e “mi dolgo del fatto che molto spesso le cose non vengono riferite in perfetta esattezza. Il giusto pecca sette volte al giorno, la persona perbene fa errori sette volte al giorno.

Poi getta acqua sul fuoco delle polemiche scatenate dalla deputata leghista ed ex magistrata Simonetta Matone, per la quale Nordio favorirebbe il ‘no’ confondendo ciò che si può dire in un salotto e ciò che invece andrebbe dichiarato ufficiale.

Video Referendum: Nordio, ‘Abbiamo tutti esagerato nei toni’

“Matone non era stata ben informata, quelle frasi non erano mie”, chiarisce Nordio, il quale – pur dicendosi “arcisicuro” della vittoria del ‘sì’ e dunque di un “miglioramento” dei rapporti con la magistratura – punta poi il dito contro la politicizzazione del voto, “anche attraverso l’intervento molto forte dalla magistratura”, che porterebbe ad una “sconfitta della politica in generale”, proseguendo, giustificando così le sue convinzioni secondo cui “converrebbe anche alla Schlein che vincesse il sì”.

Video Nordio, ‘se vince il No, ala estrema magistratura ipoteca la politica’

E sulle parole del procuratore antimafia Giovanni Melillo, che in un’intervista ha critico la separazione delle carriere parlando anche di interventi “forzati” da parte del governo, il ministro glissa: “in questo dibattito ognuno ha i suoi testimonial, tutti rispettabili”. Non c’è solo la riforma all’orizzonte. Una nuova resa dei conti, probabilmente dopo marzo, riguarderà la questione dell’obbligatorietà dell’azione penale e sarà contenuta in un nuovo provvedimento – quindi del tutto estraneo alla questione sulla separazione delle carriere – che però il Guardasigilli vuole sia il più possibile condiviso con le toghe: “c’è una disomogeneità da procura a procura sulle priorità dei reati da conversazione. La procura ‘x’ la dà ai delitti contro le donne, un’altra a quelli dei colletti bianchi, una terza all’ambiente Ognuna fa quello che le pare. Bisogna trovare un criterio in modo che tutte le procure abbiano un indirizzo omogeneo sulla priorità delle inchieste da fare”. Da qui la proposta: “cercheremo con il dialogo di trovare un criterio vincolante per tutte le procure sulle priorità. Dico ai magistrati ‘mettiamoci attorno ad un tavolo’. Lanciamo un invito all’Anm, perché queste direttive non deve darle il Csm”.

IL FORUM ANSA (VERSIONE INTEGRALE)

Infine la rivendicazione dell’operato del governo sull’introduzione di nuove norme, respingendo le accuse di ‘panpenalismo’ mosse dall’opposizione: “Abbiamo previsto nuovi reati dove pensavamo ci fosse un vuoto di tutela. Ad esempio, è possibile che uno va in vacanza e quando torna si trova la casa occupata? Così come le frodi ai danni degli anziani, i reati informatici, i femminicidi”, ha concluso il guardasigilli ricordando che il governo ha eliminato alcuni reati, “come l’abuso d’ufficio, con il 99% dei processi che si concludeva nel nulla”.

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