La terza dovrebbe essere la volta buona per la messa in onda di Nessun’altra terrail docu-film sulla distruzione di un villaggio palestinese da parte delle ruspe israeliane e vincitore del premio Oscar 2025 per il miglior documentario. Programmazione travagliata per il film documentario diretto, prodotto, scritto e montato dal collettivo israelo-palestinese formato da Basel Adra, Yuval Abraham, Rachel Szor e Hamdan Ballal.
Per due volte la Rai ha rinviato la messa in onda del documentario, cancellato il 7 ottobre – secondo anniversario dell’attacco terroristico di Hamas che ha scatenato la reazione israeliana – e rinviato al 21 dello stesso mese. Poi il nuovo rinvio a una terza data: sabato 15 novembre, in prima serata su Rai 3, dalle 21:25 a poi.
Nessun’altra terradi cosa parla il docu-film vincitore dell’Oscar 2025
Nessun’altra terragirato nell’arco di un lustro – dal 2019 al 2023 – documenta i tentativi di Basel Adra e altri attivisti palestinesi di opporsi alla distruzione, da parte dell’esercito israeliano (IDF), del loro villaggio natale: Masafer Yattanel governatorato di Hebron (Cisgiordania), dove le forze di difesa di Israele intendono costruire un poligono di tiro e una zona d’addestramento militare.
A nulla è servito un ricorso pluridecennale da parte degli abitanti di Masafer Yatta. La Corte suprema di Israele, non riconoscendo l’esistenza del villaggio (malgrado la sua presenza sia attestata dalle carte geografiche fin dall’Ottocento), lo ha respinto. L’area, parte della “Zona C” della Cisgiordania, è sotto il totale controllo civile e militare dell’esercito israeliano.

Il lavoro del collettivo israelo-palestinese mostra le restrizioni arbitrarie imposte agli spostamenti imposti alla popolazione locale e gli arresti scattati in occasione delle pacifiche proteste contro l’occupazione. Nel film sono presenti anche filmati d’archivio girati nell’arco di un ventennio dalla famiglia Adra. A scandire le mattini c’è l’arrivo del perito israeliano Ilan. È il sovraintendente dell’espulsione, impegnato a consegnare l’avviso di demolizione ai proprietari di turno.
Alla consegna dell’avviso seguono i lavori dei bulldozer sorvegliati dai riservisti dell’IDF, indifferenti a ogni supplica da parte delle famiglie alle quali non resta altra scelta che rassegnarsi alla distruzione delle loro abitazione e trasferirsi a Hebron o altrove per cercare di ricostruirsi una vita.
La tragica fine di Harun
Non mancano episodi drammatici come la morte di Harun Abu Aramgiovane reso tetraplegico da un colpo d’arma da fuoco sparato da un soldato israeliano per via del suo rifiuto di mollare la presa dal generatore di famiglia. Shamia, sua madre, deve prendersene cura nella grotta dove la famiglia si riduce a vivere, non avendo modo di costruirsi un’altra casa né di guidare un’auto – a causa delle limitazioni alla libertà di spostamento – per andare a trovare il figlio nel vicino ospedale in città.
Due anni dopo le ferite riportate da Harun lo porteranno a morire. Nel frattempo Badel stringe un rapporto professionale e di amicizia con Yuval Abrahamgiornalista israeliano (e suo coetaneo) di Be’er Sheva che insieme ad altri lo aiuta nelle riprese delle demolizioni. Poco alla volta però il fossato creato di fatto dalle loro condizioni di vita – diametralmente opposte – finisce per far calare il gelo tra i due.
Significato del finale di Nessun’altra terra
In parallelo allo spopolamento forzato iniziano a fiorire nella zona del villaggio nuovi insediamenti illegali che vedono i coloni vessare la popolazione con la protezione dell’esercito. Le sassaiole danneggiano case e strutture, gli abitanti vengono terrorizzati. I coloni arrivano a minacciare anche Yuval durante riprese e al ritorno in Israele viene accusato di fomentare l’antisemitismo durante un’ospitata televisiva.

Per un po’ di tempo Basel, minacciato di arresto dai soldati, deve far perdere le proprie tracce. Al suo posto viene arrestato suo padre e lui deve lavorare a una pompa di benzina per mantenere la famiglia, smettendo di seguire le demolizioni. Nessun’altra terra si conclude con una didascalia che informa come il docu-film sia stato terminato prima degli attacchi terroristici messi a segno da Hamas il 7 ottobre 2023.
Da allora, spiega sempre la didascalia, le demolizioni nel villaggio si sono intensificate. A mostrarlo c’è il video amatoriale di un attacco di coloni armati risalente al 13 ottobre 2023, dove il cugino di Basel, Zakriha Adra, disarmato, si vede sparare addosso a bruciapelo e sempre più famiglie sono costrette ad andarsene.


