domenica, Giugno 21, 2026

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Nella periferia di Chicago Obama inaugura la sua biblioteca presidenziale

Gli egizi avevano le piramidi. Gli americani hanno le biblioteche presidenziali. La differenza è che spesso i presidenti vengono celebrati da vivi e fanno i conti con i loro nemici. La biblioteca di Barack Obamainaugurata nella periferia dura di Chicagonon è soltanto un archivio di documenti e ricordi di otto anni alla Casa Bianca. E’ un monumento a una certa idea d’America: il Paese come promessa, luogo simbolo in cui il figlio di una donna bianca del Kansas e di un uomo del Kenya poteva arrivare fino allo Studio Ovale.

(afp)

L’inaugurazione tra ex presidenti e star system

All’inaugurazione gli Obama hanno invitato tutti gli ex presidenti – Bill Clinton, George W. Bush e Joe Biden, con le mie -e lasciato fuori Donald Trumpche aveva definito la biblioteca un “disastro totale”. C’erano molti leader legati alla galassia democratica americana: tra questi l’ex premier canadese Justin Trudeaul’ex cancelliera tedesca Angela Merkel e Matteo Renzi, che ha postato sui social foto di lui con Clinton, Trudeau e Biden, e il commento: “Un grande onore rivedere qui a Chicago leader che sono stati colleghi e che sono amici, a cominciare dal presidente Clinton. Restituire forza e credibilità agli Stati Uniti, al sogno americano, al mondo libero: questo il comune obiettivo di chi non si arrende al sovranismo e al populismo”.

Nel South Side dove un giovane afroamericano cominciò la sua ascesa politica, l’Obama Presidential Center appare come un monolite di granito alto settanta metri. E’ costato 850 milioni di dollari, ha sette ettari di parco, biblioteca, campi sportivi, spazi per giovani e un museo dedicato al 44º presidente degli Stati Uniti. Mentre gli artisti scappano da Trumpqui si sono messi in fila per partecipare: Jennifer Hudsondi Chicago, ha cantato l’inno. Epoi Bruce Springsteen, Bono e The Edge degli U2, Stevie Wonder, John Legend, Christina Aguilera. Il cantante dei Pearl Jam Eddie Vedder ha composto una canzone per l’evento, “Meglio credere”. “E’ tutto ciò che rappresenta questo centro: l’inclusività, l’accesso alle risorse e le opportunità che offre”, ha detto prima di eseguire il brano. Tra le star di Hollywood c’erano Tom Hanks e Anne Hathaway.

Il grande assente è Donald

Qualcuno ha parlato di “Obamelisco”, anche se gli architetti avevano pensato a un faro, oa quattro mani che si uniscono, raccolte come a proteggere una fiamma dal vento. E la scritta all’ingresso: “Voi siete l’America”. Obama ha sempre parlato contro il culto della personalità, ma alla fine ha ceduto alla tradizione americana, nata con il presidente Franklin Delano Roosevelt nel 1941, quando fece realizzare una biblioteca in stile coloniale olandese. “Non abbiamo costruito questo centro – ha detto Obama – per celebrare la mia capacità di produrre cambiamento. Lo abbiamo costruito per liberare la vostra”.

(Reuters)

L’ex first lady, Michelleha ricordato come l’eredità “non si misura con un premio o con il proprio nome su un edificio ma con la differenza che facciamo nella vita degli altri”. Tutti hanno pensato al grande assente. La Fondazione Obamacommentando l’invito mancato al presidente, ha spiegato che la giornata era pensata per ringraziare i finanziatori e le migliaia di persone che hanno contribuito alla realizzazione del progetto. “Ma Trump sarà il benvenuto se un giorno volesse visitarlo”, ha aggiunto.

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