ROMA – La manovra è legge. La luce verde decisiva si accende nell’aula della Camera poco prima delle 13, con 216 sì, 126 no e 3 astenuti. Si conclude così l’iter di approvazione della legge di bilancio, la quarta del governo Meloni. Iter iniziato a ottobre con il testo licenziato dal Consiglio dei ministri e diventato nelle ultime settimane più tortuoso, a causa di ripensamenti e screzi nella maggioranza. Blindato dalla fiducia in entrambe le Camere, il testo è stato però prima oggetto di emendamenti e riformulazioni, con discussioni sempre più concitate della commissione Bilancio al Senato. Nella seduta fiume di lunedì notte sono emerse le ultime tensioni, con i partiti che hanno tradotto in ordini del giorno – richieste di impegno al governo – la loro delusione per i temi rimasti fuori dalla manovra. Prima dell’ultimo atto, il sì definitivo della Camera.
Ciriani: “Grazie al Parlamento per il lavoro svolto”
“La Camera ha approvato in via definitiva la legge di bilancio. Una manovra seria e concreta, attenta alle famiglie, alle imprese e che, proseguendo su quanto fatto negli anni passati, riduce ulteriormente le tasse e aumenta al massimo mai raggiunto il fondo sanitario nazionale. Un percorso virtuoso e di buon senso certificato dai numeri dello spread, dalle agenzie di rating, dai grandi investitori internazionali, e dal record dell’occupazione. Ringrazio sentitamente il Parlamento per il lavoro svolto e i deputati che hanno trascorso la notte in Aula a votare”. Lo dichiara Luca Ciriani, ministro per i Rapporti con il Parlamento.
Via libera definitivo alla manovra
Via libera della Camera alla manovra con 216 sì. I voti contrari sono stati 126, gli astenuti 3. Si tratta del via libera definitivo da parte del Parlamento alla legge di Bilancio.
“Disastro Meloni”, i cartelli dei deputati dem
Al termine dell’intervento della segretaria Elly Schlein e poco prima del voto definitivo sulla manovra, i deputati del Pd hanno innalzato in Aula della Camera dei cartelli con su scritto “Disastro Meloni”. I dem sono subito stati richiamati dal presidente Fontana.
Schlein (Pd): “Manovra che aiuta i più ricchi”
“È una manovra che non fa nulla sul costo delle bollette, che non fa nulla per proteggere le imprese e i lavoratori e le famiglie dai dazi di Trump, che avete subito in silenzio, minimizzando. È una manovra che, e lo so che vi facciamo arrabbiare, aiuta di più i più ricchi. Aiutare di più i più ricchi significa tagliare cento milioni all’assegno di inclusione perché state tagliando anche sui poveri, perché per voi la povertà rimane una colpa individuale, per noi invece è un grave problema sociale”. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein.
Schlein (Pd): “Una manovra di promesse tradite”
“È una manovra di promesse tradite: volevate abolire la Fornero e invece avete aumentato l’età pensionabile, avete aumentato le minime solo di un paio di caffè, avete abolito opzione donna e avete aumentato le accise. Non vi crede più nessuno”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein. ” Avete rischiato l’esercizio provvisorio. Ora è tempo di buoni propositi per l’anno nuovo. Ve ne presentiamo 16, tanti quanti sono gli emendamenti della coalizione progressista. Dopo tre anni la vostra propaganda non regge più, costruiremo l’alternativa e andremo a battervi alle prossime elezioni”.
Schlein (Pd): “Non può essere sempre colpa degli altri”
“Dopo tre anni di governo non vi crede più nessuno, non è possibile che la responsabilità è sempre dei governi precedenti, di qualcun altro”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein, intervenendo alla Camera in dichiarazione di voto finale sulla manovra, elencando tutte le “nuove tasse” e le “mancate” misure a sostegno dei più deboli, favorendo invece “i più ricchi”.
Schlein (Pd): “Manovra sbagliata e di austerità”
“La prima preoccupazione degli italiani sono il carovita e le liste d’attesa per la sanità. Sono e cose che fanno la dignità quotidiana delle persone: mangiare e curarsi. Stiamo parlando che ci sono famiglie che stanno decidendo se ritardare il pagamento dell’affitto e il costo delle bollette e che ci sono 6 milioni di italiani che hanno rinunciato a curarsi. Una manovra che non è in grado di affrontare le prime preoccupazioni degli italiani è una manovra sbagliata. Di austerità e lo state anche rivendicando”. Lo dice la segretaria del Pd, Elly Schlein in dichiarazione di voto in aula della camera sulla manovra.
Molinari (Lega): “Con Giorgetti risultati straordinari”
La Lega “ringrazia il ministro Giorgetti per gli straordinari risultati ottenuti. Questa legge di Bilancio ci porterà nei limiti di spesa fissati dall’Ue e avvia un percorso virtuoso per uscire un anno prima dalla procedura di infrazione”: Riccardo Molinari lo ha detto nell’Aula della Camera durante le dichiarazioni di voto finale sulla manovra. “Giorgetti ha dimostrato che si possono tenere i conti in ordine tagliando le tasse e aumentando la spesa sociale, il merito è suo”, ha aggiunto. “Se oggi l’Italia può camminare a testa alta è certamente merito del governo e della maggioranza ma principalmente di un uomo della Lega”, ha poi ribadito. Molinari ha poi posto l’accento sui dati macroeconmici raggiunti: dall’aumento degli occupati al recupero fiscale che ha fruttato 26 mld.
Barelli (FI): “Coniugato riforme e risanamento conti pubblici”
“Forza Italia voterà a favore di questa legge”. Così il capogruppo di FI, Paolo Barelli, intervenendo alla Camera in dichiarazione di voto sulla manovra. “Questa legge di bilancio – sottolinea – rappresenta un ulteriore tassello di una politica economica strategica che ha saputo coniugare il risanamento dei conti pubblici con la realizzazione di riforme importanti”. “I numeri espressi nel testo sono il motivo per cui Forza Italia voterà la legge di bilancio – ha aggiunto – lo spread è sotto i 70 punti base, l’occupazione fa un nuovo record, segnando il miglior dato dal ’74, le agenzie di rating hanno promosso a pieni voti l’Italia”.
Torto (M5s): “Questa legge è una prepotenza”
“Questa legge di bilancio è l’ennesima prepotenza politica”. Così la deputata del M5s, Daniela Torto, intervenendo alla Camera in dichiarazione di voto sulla manovra.
Riguardo poi alla “storiella del Superbonus – aggiunge – prima gridate a buchi di bilancio inesistenti, e poi finanziate voi stessi per la quarta volta di seguito questa misura. La verità è che con il Superbonus si è fatta crescere l’edilizia e voi non avete nessuna altra idea alternativa. E il ministro Giorgetti questo lo sa. È il più grande camaleonte politico negli ultimi dieci anni perché ha gestito più di chiunque altro questa misura. Ieri col governo Draghi, oggi con il governo Meloni. E alle bugie di questa destra purtroppo non c’è mai fine”.
Bonetti (Azione): “Giovani assenti dalla manovra”
“La legge di Bilancio dovrebbe dire quali sono le opportunità di speranza, non traccia un futuro e non lo racconta. I grandi assenti sono i giovani. Vi rassegnate a dire che il Paese va avanti trascinato dalla corrente e il rischio di deriva è molto alto”. Lo dice la deputata Elena Bonetti (Azione) nella dichiarazione di voto finale sulla manovra in Aula alla Camera, motivando il no al provvedimento. Bonetti “dà atto della tenuta dei conti pubblici” ma se questo impone “un rigore allora altrettanto rigore avremmo dovuto trovarlo nelle scelte fatte: se ci sono poche risorse ogni risorsa andava investita in modo efficace”.
Fratoianni (Avs): “Manovra fatta di austerità”
“Avs voterà contro questa legge di Bilancio per ragioni di merito e metodo. In due mesi e mezzo è successo di tutto, avete scritto e riscritto, cancellato e cambiato tutto, spesso di notte” e così è emersa “in superficie la schiuma, ma in questa schiuma galleggia la vostra idea del potere: il massimo della verticalità con il massimo della frammentazione e riduce la forza dei cittadini condannati a un futuro diverso in base al luogo in cui nascono o vivono. Il vostro sogno è controllare i controllati, impedire che i controllori possano intervenire su un potere che volete incontrollabile ma sotto la schiuma c’è il paese reale che resiste alla propaganda strombazzata da Meloni e dalla sua maggioranza”. Lo ha detto in dichiarazione di voto finale sulla manovra Nicola Fratoianni di Avs.
È “una legge di bilancio fatta di austerità e il paese continua a faticare, una legge fatta di tagli, tagliate tutto persino sulla sanità, rispetto al Pil il finanziamento continua a scendere, tagliate i fondi alla scuola e li date a quella privata, nulla sulla ricerca nè la cultura. Poi il capolavoro sulle pensioni, su cui siete inciampati, avete fatto il patatrac, il miracolo di peggiorare addirittura la legge Fornero. Unica cosa che aumenta in modo significativo è la spesa militare, piegando la nostra economia a un’economia di guerra”, ha concluso Fratoianni.
Lupi (Nm): “Nessun pacco, al centro persone e famiglia”
“Non ci sono state né truffe, né pacchi in queste manovre ma abbiamo fatto delle scelte politiche con la P maiuscola”. Il leader di Noi moderati Maurizio Lupi, intervenendo nelle dichiarazioni di voto sulla manovra alla Camera, risponde al deputato Faraone. “Avevamo il dovere di fare scelte concrete”, ha aggiunto. – “mettere al centro la persona, la famiglia, il lavoro, la scuola, le imprese. Sono state queste le scelte che hanno ispirato le nostre quattro leggi di Bilancio. Convintamente voteremo questa manovra”.
Faraone (Iv): “Promessi miracoli, consegnati pacchi”
“Avete promesso miracoli e consegnato pacchi”. Così Davide Faraone parlando in dichiarazione di voto per Iv sulla legge di bilancio in Aula alla Camera. “Questa è una legge truffa – ha attaccato – ai danni degli italiani: non vi siete solo limitati a non fare quello che promettevate, come abolire la Fornero, ma la peggiorate, mandate le persone in pensione più tardi. E ancora, sulle tasse, ministro Tajani, Wanna Marchi rispetto a lei è una donna che faceva beneficenza: Fi ci ha fatto la testa così con l’abbassamento della pressione fiscale e qui ci sono 10 miliardi di nuove tasse che possiamo elencare: da quella sui tabacchi all’Rc auto al gasolio. Non è che non avete tagliato le accise, le avete aumentate, c’è la Tobin tax raddoppiata e l’Irap”.
“Avete truffato anche le forze dell’ordine: sono mal retribuite e mandate in pensione più tardi e continuate a tenere 500 poveri cristi a fare la guardia al bidone in Albania. Avete promesso miracoli e consegnato pacchi”, ha concluso.
Steger, (Misto Minoranze linguitiche): “Mi astengo”
“Io leggo questa legge di bilancio con due lenti: il metodo Draghi in cui credibilità e crescita stanno insieme o non stanno e la lente dell’autonomista in cui lo Stato è davvero forte quanto garantisce diritti uguali e affida responsabilità a chi li può rendere concreti. Senza credibilità non c’è crescita e senza crescita la credibilità si sbriciola. Questa manovra alza la produttività dell’Italia o ci fa solo galleggiare? Riconosco che il testo definitivo cerca affidabilità però non basta non cadere, serve una rotta che ha un nome: produttività”. Lo dice il deputato Steger Dieter (Misto-Minoranze linguistiche) nella dichiarazione di voto finale sulla manovra in Aula alla Camera annunciando l’astensione.
Protesta in Aula, Magi con cartello “vendesi”
Questa legge di bilancio è stata esaminata da 10 senatori” solamente, “questo Parlamento si può chiudere, si può vendere come farebbe il vostro amico Trump”. Lo ha detto il segretario di +Europa Riccardo Magi intervenendo in Aula alla Camera nell’ambito delle dichiarazioni di voto sulla manovra e mostrando un cartello con la scritta ‘Vendesi’: “potete appenderlo qui fuori…”. “C’è la volontà di andare verso una concentrazione di potere”, ha aggiunto citando in particolare il grande utilizzo della decretazione d’urgenza ma “dare valore al parlamento significa darla alla voce dei cittadini, voi avete una idea plebiscitaria e stiamo andando così verso una china pericolosissima”. Magi ha citato Matteotti che “aveva iniziato a prendere di mira l’eccesso della decretazione d’urgenza” e lanciato un allarme: “il sistema della democrazia parlamentare sta marcendo”.
Al via le dichiarazioni di voto, alla Camera Giorgetti
Iniziati gli interventi dei deputati iscritti a parlare prima del voto per l’approvazione definitiva della manovra. Sui banchi del governo sono presenti, tra gli altri, i ministri Giancarlo Giorgetti, Antonio Tajani, Carlo Nordio, Luca Ciriani e il viceministro Maurizio Leo.
Manovra, al via le dichiarazioni di voto
Sono iniziate nell’Aula della Camera le dichiarazioni di voto finale sulla manovra. Tra gli iscritti a parlare figura anche la segretaria del Pd Elly Schlein. Il via libera definitivo alla legge di Bilancio è atteso intorno alle 13. Diversi i ministri presenti, tra cui Tajani, Pichetto, Nordio. In Transatlantico diversi deputati di maggioranza sostengono che per il voto finale potrebbe arrivare in Aula la premier Giorgia Meloni.
Approvato odg su iperammortamenti su beni extra Ue
Estendere i benefici dell’iperammortamento ai beni prodotti fuori dall’Unione europea. Lo chiede un ordine del giorno di Forza Italia che ha avuto il parere favorevole del governo, con riformulazione. L’ordine del giorno riformulato, firmato dal deputato azzurro Raffaele Nevi, impegna il governo a “valutare l’opportunità di promuovere, nell’ambito delle politiche industriali e fiscali, un approccio equilibrato che coniughi le esigenze di sicurezza economica e strategica con l’apertura agli scambi commerciali, alla cooperazione tecnologica internazionale e al rafforzamento delle relazioni economiche e diplomatiche dell’Italia coi propri alleati storici”.
Ok a ordine del giorno Fascina
“Con l’approvazione in Aula dell’ordine del giorno alla manovra di bilancio, afferente alla crisi idrica in Irpinia e nel Sannio, si raggiunge un risultato concreto per le comunità servite da Alto Calore Servizi, troppo a lungo marginalizzate nelle politiche nazionali. Alle loro istanze abbiamo chiesto di dare una risposta chiara, garantendo attenzione, equità e proposte sul fronte della crisi idrica”. Lo dichiarano in una nota la deputata di Forza Italia Marta Fascina ed il deputato di Forza Italia e sottosegretario di Stato al Mit, Tullio Ferrante.
Caregiver familiari, ok a odg
La Camera dei deputati ha approvato l’ordine del giorno, collegato alla manovra che impegna il governo a garantire che il fondo per il sostegno dei familiari che svolgono assistenza continuativa a favore delle persone con disabilità finanzi interventi concreti di riconoscimento e di supporto. Il fondo, istituito presso il ministero dell’economia e delle finanze, dispone di una dotazione di 1,15 milioni di euro per l’anno 2026 e di 207 milioni di euro annui a decorrere dal 2027
Strade sicure, Lega ritira l’odg
Ritirato l’ordine del giorno alla manovra della Lega che chiedeva di aumentare i militari dell’operazione di sicurezza sul territorio denominata ‘Strade sicure’. Il testo, a prima firma Zoffili, è stato prima accantonato e poi ritirato dal presentatore nel corso dell’esame notturno in Aula alla Camera. L’ordine del giorno impegnava il governo ad “assumere iniziative normative finalizzate all’aumento del numero dei militari del contingente ‘Strade Sicure’, operazione indispensabile per la sicurezza del nostro Paese che va mantenuta e potenziata, anche per far fronte alle straordinarie esigenze connesse allo svolgimento dei Giochi olimpici e paralimpici invernali ‘Milano – Cortina 2026’, alla minaccia terroristica e al mantenimento dell’ordine pubblico, al fine di rafforzare i presidi nelle città, ai confini, nelle stazioni e convogli ferroviari, nei siti e luoghi sensibili”.
Manovra, terminato l’esame degli odg
Terminato l’esame degli ordini del giorno alla manovra in Aula alla Camera. L’Assemblea tornerà a riunirsi alle 11 per le dichiarazioni di voto in diretta su Rai1 e il via libera definitivo al testo.
Manovra, seduta a oltranza
Proseguono le votazioni sugli ordini del giorno presentati da opposizioni e maggioranza alla manovra. Pochi i pareri favorevoli dati dal governo ai testi delle opposizioni, tutti con riformulazioni. Sono invece stati di fatto approvati, a seguito del parere favorevole, alcuni odg di maggioranza, tra cui quello a firma Lega sull’età pensionabile, in cui si impegna il governo ad “adottare le opportune iniziative normative volte a sospendere, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, l’aumento” dei requisiti pensionistici previsti nel 2027 e nel 2028.


