ROMA – L’ultimo atto della manovra 2026 si consuma nell’aula di Montecitorio tra oggi e domani. Al via dalle 18,40 le dichiarazioni di voto sulla fiducia che il governo, con il ministro per i Rapporti con il parlamento Luca Cirianiha chiesto ieri alla Camera: una scelta che ha esposto l’esecutivo a una raffica di polemiche già nei lavori della commissionedove il dem Claudio Mancini ah ripescato un intervento di Giorgia Meloni del 2019, quando – da leader dell’opposizione – l’attuale premier difendeva la “democrazia parlamentare” e la possibilità di discutere il più importante provvedimento dell’anno. Dopo il voto di fiducia si prevede una seduta fiume per l’esame degli oltre 200 ordini del giorno presentati.
Martedì 30 dicembre la Camera, sul filo di lana, approverà la legge di Bilancio come avvenuto prima di Natale al Senato. Il dibattito sarà trasmesso in diretta tv su Rai 1 e, se la tabella di marcia non subirà intoppi, entro le 13 la manovra 2026 diventerà legge dello Stato. Non c’è spazio per una terza lettura e qualsiasi intervento correttivo porterebbe dritti all’esercizio provvisorio.
Gadda: senza idee e non investe sul futuro
“È una legge senza idee nuove, senza coraggio che non investe sul futuro del Paese. Tenere i conti in ordine non significa avere coraggio: avete fatto un’inversione a U rispetto a tutti i temi su cui avete costruito il vostro consenso politico”. Lo dice la deputata Maria Chiara Gaddaparlando a nome di Italia Viva e confermando il no del gruppo alla fiducia. Gadda sottolinea le misure sulla previdenza: “Si sarebbe potuto fare una cosa utile sulle pensioni, aprire un dibattito utile su quelle categorie di cittadini che sono penalizzati come chi fa lavori usuranti ei lavoratori precoci, che voi invece penalizzate”, aggiunge.
Giorgetti: “Stop aumento età pensionabile? Vedremo nel 2026”
“Noi siamo intervenuti per ridurre l’aumento” dell’età pensionabile “perché automaticamente aumentava di tre mesi dal 2027: l’abbiamo ridotto e abbiamo dovuto coprirlo con più di un miliardo. La Lega chiede di ridurlo ulteriormente? Vedremo durante il 2026″. Arrivando a Montecitorio per il voto di fiducia, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti commenta così l’ordine del giorno della Lega, il suo partito, che chiede di cancellare l’aumento dell’età pensionabile previsto dalla manovra (un mese più dal 2027, due mesi dall’anno successivo). Sempre sull’odg del Carroccio, il ministro ha aggiunto: “Favorevole chiaramente come ogni ordine del giorno che si rispetti”.


Via alle dichiarazioni di voto, 11 iscritti a parlare
Sono iniziate in aula della camera le dichiarazioni di voto sulla fiducia alla manovra. Sono 11 gli iscritti a parlare.
Pagano (Pd): senza Pnrr Italia in recessione
“La Manovra non affronta le emergenze del paese: non interviene sul caro vita né sulle liste d’attesa della sanità. Non promette crescita e non ha prospettive per il futuro. È il fallimento della ricetta economica di Giorgia Meloni: senza il Pnrr, l’Italia sarebbe tecnicamente in recessioneLo dichiara il capogruppo del Pd nella commissione Bilancio della Camera, Ubaldo Pagano.
Pnrr, i dati del governo: spesa sopra i 100 miliardi. Ma l’88% degli investimenti è stato completato


Associazione Fertilità, odg bipartisan per informare sulla crioconservazione dei gameti
L’Associazione Italiana Fertilità “esprime la propria gratitudine alle onorevoli Boschi, De Micheli, Di Lauro, Marrocco, Piccolotti, Ravetto e Vietri per aver accolto l’invito a presentare gli ordini del giorno alla Legge di Bilancio 2026”, scrive in una nota la stessa associazione. “Sono stati presentati dovuti ordini del giorno distinti – viene spiegato – uno dal centrosinistra (Boschi, De Micheli, Di Lauro e Piccolotti) e uno dal centrodestra (Marrocco, Ravetto e Vietri), che impegnano il governo a destinare fondi ministeriali per una campagna nazionale di informazione sulla fertilità femminile e crioconservazione dei gameti”. “Questa azione dimostra l’ampio consenso politico su un tema cruciale per il futuro del Paese – afferma Dario Ginefra, segretario generale dell’AIFe – Confidiamo nella sensibilità del governo nell’accoglierli, aprendo così una nuova fase di comunicazione ministeriale sulla fertilità e sull’importanza di preservarla. Il 2026 sia l’anno della preservazione della fertilità”. “L’iniziativa di AIFe – conclude la nota – ha ottenuto un sostegno trasversale che va oltre le divisioni politiche, sottolineando l’urgenza nazionale di contrastare la crisi demografica“.
Nevi: noi a favore dello sviluppo
“Questa è una manovra finanziaria coraggiosissima, perché a differenza dei bilanci precedenti prende la direzione della distribuito della spesa pubblica e delle tasse, della riforma fiscale iniziata nella prima parte della legislatura, ma più di tutti abbiamo deciso di rientrare dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, chiudendo una manovra finanziaria che è l’opposto di quella che si approva in genere in Italia”. Lo ha detto il portavoce di Forza Italia Raffaele Nevi ospite di Tagadà.
Tajani: FI lascia bel segno, ora avanti su pressione fiscale
Nella manovra ci sono “sostegno al libero mercato, sostegno delle imprese, difesa della proprietà privata, sostegno del ceto medio. Abbiamo lavorato anche per aiutare coloro che avevano gli stipendi più bassi quindi penso che sia stato lasciato un bel segno da Forza Italia, in base ai nostri valori”. Lo ho detto Antonio Tajanivicepremier e leader di FI, parlando con i giornalisti di Transatlantico. L’obiettivo per l’anno prossimo, ha aggiunto, è “continuare la riduzione della pressione fiscale: dobbiamo allargare la base dell’Irpef almeno a 60mila euro e continuare ad abbassare la pressione fiscale e cercare di avere stipendi più ricchi. Quest’anno abbiamo lavorato su tutto quello che è salario, la parte premiale, e lavorato sui salari più bassi, sugli aumenti legati ai rinnovi e continueremo a lavorare su questo, sostenendo le famiglie, il ceto medio e le imprese”.
Con un miliardo di stanziamento confermata per il 2026-2027 la social card
Confermata con la manovra – il cui voto finale è previsto domani – l’erogazione della Carta dedicata a te (la cosiddetta social card) che, fa sapere tutto’Ansa il ministero dell’Agricoltura, avrà una dotazione di un miliardo di euro per il biennio 2026-2027 (500 milioni annui) per consentire l’acquisto di beni alimentari di prima necessità alle famiglie meno abbienti. “La Carta dedicata a te – sottolinea il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida – assicura cibo di qualità alle famiglie e supporta l’agroalimentare made in Italy. Viene rifinanziata per garantire un sostegno concreto al potere d’acquisto delle famiglie con Isee inferiore ai 15.000 euro e, di riflesso, alla domanda di prodotti agroalimentari italiani”. I beneficiari saranno individuati automaticamente tra i nuclei familiari residenti in Italia e in possesso di un Isee ordinario in corso di validità non superiore a 15.000 euro. Tra i beni di prima necessità che si possono acquistare con la Carta dedicata a te ci sono le carni e il pesce fresco, il tonno e la carte in scatola, il latte ei suoi derivati, le uova, l’olio, i prodotti della panetteria, della pasticceria e della biscotteria; pizza, pasta, riso, ortaggi, legumi, zuccheri frutta, lieviti, legumi, acque minerali, caffè, the e camomilla, cioccolato e prodotti Dop e Igp.
Bernini, Ricerca è uno dei capitoli principali
“La ricerca è uno dei capitoli principali della legge di bilancio 2026. Investimenti concreti e una visione di lungo periodo: oltre 1,5 miliardi di euro per il nuovo Fondo per la programmazione della ricerca60 milioni per un Piano straordinario di reclutamento e valorizzazione dei ricercatori Pnrr, 56,4 milioni per lo sviluppo delle nuove tecnologie nel Mezzogiorno, insieme a semplificazioni per acquisti e appalti”. Così su Instagram la ministra per l’Università e la Ricerca, Anna Maria Bernini. “Stabilità delle risorse, programmazione certa, continuità nei bandi, valorizzazione delle competenze e meno burocrazia: la ricerca diventa finalmente una priorità strutturale, non più un intervento spot – aggiunge – è una Manovra che riconosce nella ricerca uno dei pilastri dello sviluppo, della competitività e della crescita dell’Italia. Perché senza ricerca non c’è innovazione. E senza innovazione non c’è futuro” conclude Bernini.


Odg Conte, soldi a sanità e istruzione e non per armi
Tra i 239 ordini del giorno presentati alla Camera sulla manovra da maggioranza e opposizioni figura anche il testo a prima firma del leader M5s Giuseppe Conte che torna a puntare su una battaglia che il Movimento porta avanti da mesi per lo stop ai finanziamenti in armamenti e dirottare, invece, quelle risorse su sanità e welfare e imprese. L’odg impegna infatti il governo “a riconsiderare gli stanziamenti previsti nello stato di previsione del ministero della Difesa, adottando le opportune iniziative volte alla sostituzione delle spese militari di cui in premessa con quelle per: spesa sanitaria, investimenti che promuovano la competitività, sostegno alle filiere produttive e industriali, incentivi all’occupazione, istruzione, investimenti verdi e beni pubblici; a integrare le misure recate dal provvedimento in esame con l’adozione di ulteriori iniziative anche normative volte ad introdurre urgentemente misure di sostegno per risolvere la crisi del comparto industriale con particolare attenzione alla tutela del lavoro e alla sostenibilità ambientale, investendo, altresì, in misure atte alla crescita e alla competitività del sistema Paese, diminuendo sensibilmente il carico fiscale per cittadini e imprese”. Secondo quanto si apprende dovrebbe essere lo stesso Conte ad intervenire in Aula serale per illustrare l’ordine del giorno.
Manovra, raffica di ordini del giorno: c’è pure una norma contro i parrucchieri abusivi
Il governo valuta l’opportunità di adottare “iniziative, anche di carattere normativo, volte a tutelare le imprese che lavorano nel settore dei parrucchieri dal fenomeno dell’abusivismo”. Lo chiede un ordine del giorno alla manovra firmata dalla deputata di Forza Italia Debora Bergamini. “Come denunciato dalle associazioni di categoria – si ricorda nel testo dell’odg – il settore dei parrucchieri registra un forte abusivismo, fenomeno che danneggia le imprese regolari in termini di fatturato e danneggia lo Stato in termini di reddito sommerso”.




