sabato, Aprile 4, 2026

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Manovra 2026, il voto al Senato per l’approvazione oggi in diretta

ROMA – Ultimo giorno per la manovra prima della pausa natalizia. L’aula del Senato è chiamata a votare la quarta legge di bilancio del governo Meloni, che vale 22 miliardi di euro e ha avuto un percorso accidentato: dalle pensioni al condono, fino alle spaccature interne alla maggioranza e alle frizioni tra il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini e il ‘suo’ ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Prima del nuovo round nell’emiciclo di Palazzo Madama, approvato in Commissione il maxi emendamento che ha stralciato 5 norme dopo i dubbi del Quirinale.

Nel corso della discussione sono aumentati i ministri presenti tra i banchi del governo. È arrivato anche Salvini, che ha chiesto al ministro Urso di lasciargli la sedia accanto al titolare del Mef. Tra Giorgetti e Salvini è partito subito un fitto dialogo, durante il quale il vicepremier ha mostrato un documento indicando alcuni passaggi.

Patuanelli: ecco il ministro ‘Elsa Salvini Fornero’

Sulle pensioni “avete istituito il ‘fine lavoro mai‘”. Lo ha detto il capogruppo M5s in Senato Stefano Patuanelli in dichiarazione di voto sulla fiducia posta dal governo sulla manovra. “Dov’è il ministro Elsa Salvini Fornero?”, ha ironizzato. “Questa è manovra – ha osservato – diventata da quasi 22 miliardi figlia di una politica che avete detto che non fa nuove tasse e tagli, ma come avete fatto: avete stampato i soldi?”. “Invece – ha concluso – le tasse ci sono eccome: dal gasolio ai pacchi all’aliquota sulle garanzie assicurative per gli infortuni che si caricherà sugli assicurati”.

Sì del Senato alla fiducia sul maxiemendamento alla manovra

Il Senato ha votato la fiducia posta dal governo sul maxiemendamento alla manovra: i voti favorevoli sono stati 113, i voti contrari 70, astenuti 2. Ora si terrà il Consiglio dei ministri per la Nota di variazione e successivamente l’Aula di Palazzo Madama tornerà a riunirsi e si terranno due votazioni elettroniche: una sulla Nota di variazione e l’altra, nei fatti definitiva, sulla legge di Bilancio. Il testo così passerà alla Camera.

Romeo (Lega): “Ce l’abbiamo fatta per un soffio”

Il capogruppo della Lega Massimiliano Romeo lasciando l’ Aula del Senato tira un respiro di sollievo e tra una citazione calcistica e una del celebre film Vacanze di Natale conversa con i cronisti: “È una manovra alla Allegri. Diciamo alla corto muso. Ce l’abbiamo fatta per un soffio. Bisogna fare un po’ più di attenzione ai dettagli, la prossima volta staremo più attenti, la coperta è sempre corta”. E poi ancora: “Possiamo dire che anche quest’anno, questa manovra… vabbè diciamo che l’abbiamo sfangata”

Le proteste delle opposizioni

Quattro diversi cartelli sono stati esposti in Aula dai partiti di opposizione, Pd, M5S e Avs, secondo una regia comune. Ecco i testi: “Prometteva abolizione accise accise, aumentano tasse sul carburante. VOLTAFACCIA MELONI”. “Promettevano abolizione Fornero, aumentano l’età pensionabile. VOLTAFACCIA MELONI”. “Promettevano investimenti in sanità, tagliano le risorse. VOLTAFACCIA MELONI”. E ancora: “Promettevano diminuzione tasse, è record pressione fiscale. VOLTAFACCIA MELONI”

I video dei senatori davanti all’albero di Natale

Carrellata di video dei senatori davanti all’albero di Natale allestito nel salone Garibaldi di palazzo Madama mentre in Aula sono in corso le dichiarazioni di voto finali sulla manovra. Anche Lavinia Mennuni di Fratelli d’Italia, aiutata dal suo collaboratore, registra un messaggio per i suoi follower ma costretta a ripeterlo più volte chiede a chi si trova nei dintorni di allontanarsi: “Scusate, non riesco a registralo, mi distraggo”.

di Gabriella Cerami

Salvini: “Il 2026 sarà l’anno del Ponte”

“Farò di tutto perché sia così”. Così il ministro dei Trasporti e leader della Lega Matteo Salvini, intercettato in Senato a margine dei lavori sulla manovra, risponde ai cronisti che gli chiedono se il 2026 sarà l’anno del Ponte sullo Stretto.

Salvini, non c’è stato nessun gelo con Giorgetti

“Non c’è stato nessun gelo, a me interessava non danneggiare i lavoratori allungando l’età pensionabile”. Lo ha detto il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini – in Senato a margine dell’esame della manovra – interpellato sul presunto gelo con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sulla manovra. “Era stata un’indicazione tecnica che la Lega ha fermato, quindi tutto è bene quel che finisce bene. Ci sono i soldi senza andare a far cassa sulla pelle di lavoratori e pensionati. Molto contento”, ha aggiunto.

Al via la chiama sulla fiducia nell’Aula del Senato

Al via l’appello nominale per il voto di fiducia sul maxiemendamento alla manovra. Dopo l’esito della votazione, si riunirà il Consiglio dei ministri per la Nota di variazione e successivamente l’Aula di Palazzo Madama tornerà a riunirsi e si terranno due votazioni elettroniche, una sulla nota di variazione e una finale sulla manovra che poi passerà alla Camera.

Boccia, governo pronto per andare a casa

“Avete un’altra idea del Paese. La nostra l’hanno richiamata il Movimento 5 stelle, Renzi e Avs: c’è già un’alternativa. Gli emendamenti alla manovra presentati in maniera unitaria sono un’alternativa. All’Italia servono scelte coraggiose che partano dai giovani che vanno ascoltati e non combattuti come fa il governo. Questa legge di bilancio dimostra che siete pronti, sì. Per andare a casa e liberare il Paese“. Così Francesco Boccia, presidente dei senatori del Pd, ha concluso nell’Aula di Palazzo Madama la sua dichiarazione di voto sulla legge di bilancio.

“Voltafaccia Meloni”: la protesta dei senatori pd

“Voltafaccia Meloni”. Il Partito democratico alza i cartelli in Aula terminate le dichiarazioni di voto. “Abbassate i cartelli. Ora che abbiamo esaurito anche i cartelli finali, passiamo al voto”, è il richiamo del presidente del Senato Ignazio La Russa, tra le proteste dell’opposizione.

di Gabriella Cerami

La protesta dei senatori pd

La protesta dei senatori pd 

In Aula al Senato anche Salvini, fitto dialogo con Giorgetti

Crescono le presenze dei ministri tra i banchi del governo in Aula al Senato durante le dichiarazioni di voto sulla manovra. Ai ministri Giancarlo Giorgetti e Luca Ciriani, in Aula già dalle prime battute, si sono aggiunti i ministri Daniela Santanché, Adolfo Urso, Roberto Calderoli e Nello Musumeci. Da poco è arrivato in Aula anche il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, che ha chiesto al ministro Urso di lasciargli la sedia accanto al titolare del Mef. Tra Giorgetti e Salvini è partito subito un fitto dialogo, durante il quale il ministro dei Trasporti ha mostrato un documento al ministro dell’Economia indicando alcuni passaggi. I due proseguono l’esame di alcune pagine del documento mentre vanno avanti le dichiarazioni di voto.

Il leader della Lega Matteo Salvini con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti

Il leader della Lega Matteo Salvini con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti (ansa)

Gasparri: grazie a Giorgetti, il suo è un lavoro scomodo

“Ministro Giorgetti, il suo è un mestiere scomodo ma grazie a Dio c’è il centrodestra al governo” che non è quello “che ha comprato i banchi a rotelle ma ha fatto il bonus libri e il bonus anche per le paritarie” che “ha tagliato il cuneo fiscale” , ridotto l’Irpef che ha sostenuto le forze dell’ordine perché “noi siamo quelli che danno loro soldi” non che, come accaduto a Torino, “spaccano le teste”. Lo ha detto il presidente dei senatori di FI Maurizio Gasparri intervenendo in Aula al Senato nell’ambito delle dichiarazioni di voto sulla fiducia posta dal governo sulla manovra.

Magni (Avs): è una manovra classista che prende dai più fragili

“Questa è una legge classista che va a prendere sempre agli stessi”. Lo ha detto il senatore di Avs Tino Magni, capogruppo in commissione Bilancio al Senato intervenendo in Aula al Senato nell’ambito delle dichiarazioni di voto sulla fiducia posta dal governo sulla manovra. “È una legge nata male – ha aggiunto – e finita peggio. Volevate abolire la Fornero e io sono sempre stato contro la Fornero e non solo non l’avete mai cambiata ma l’avete peggiorata e anche se siete tornati indietro sul riscatto della laurea, avete comunque tolto alle persone più fragili, agli usuranti, ai precoci, anziché andare a prendere un contributo di solidarietà dei ricchi”.

Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, con il sottosegretario Federico Freni

Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, con il sottosegretario Federico Freni (ansa)

Siparietto Renzi-Garavaglia alla buvette

“Mi ha rubato l’Albertino”, grida Massimo Garavaglia. Matteo Renzi e il senatore leghista si incontrano nella buvette del Senato. “Voi siete per l’austerity”, dice ridendo il leader di Italia Viva al collega e ricordando anche quanto dichiarato poco prima in Aula. E poi dall’asola del bavero della giacca gli sfila la spilla che ricorda Alberto da Giussano.

di Gabriella Cerami

Patton (Aut), incerta e pasticciata. gestione declino

“L’attenzione ai conti pubblici non può diventare un alibi per non affrontare i problemi reali delle famiglie e delle imprese. O, peggio ancora, per costruire soluzioni incerte e pasticciate come sulle pensioni”, dice in Aula il senatore trentino del Gruppo per le Autonomie Pietro Patton. “Si allunga l’età pensionabile, si cancella Opzione donna, viene tagliato il fondo pensionistico per chi svolge lavori usuranti, si introduce una norma che, giocando sul meccanismo del silenzio-assenso, si porta via il TFR per finanziare la previdenza complementare. È l’intervento più pesante dal tempi della legge Fornero. Altro che suo superamento”, aggiunge.

Avs, bene stralcio norma contro i lavoratori poveri

“Ci hanno riprovato e sono stati fermati. Dopo aver presentato al dl Ilva la norma contro i lavoratori poveri, fermata per le polemiche e le critiche dei sindacati e delle opposizioni, la destra ha tentato, ancora una volta, di colpire i lavoratori sottopagati, cercando di impedire di ottenere gli arretrati, anche quando un giudice avesse riconosciuto la violazione dell’articolo 36 della Costituzione. Una cosa gravissima che giustamente è stata tolta dal maxi emendamento del governo per la pressione delle opposizioni. Il solito regalo della destra ad imprenditori pirata che sfruttano il lavoro e i lavoratori. Il governo Meloni sta peggiorando la vita degli italiani e deve andare a casa”. Lo afferma il capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di palazzo Madama.

Renzi: più tempo a Baglioni che alla legge di bilancio

Renzi attacca: “Abbiamo dedicato più tempo a organizzare il concerto di Baglioni che a fare la legge di bilancio. Ci avete detto per tutta Atreju che la sinistra era divisa e la settimana dopo vi siete divisi come una cozza tra i sovranisti e chi voleva l’austerity. Questa legge di bilancio è brutta e senza anima, visto che siamo in tema di citazioni canore. La legge Fornero, che avete massacrato mediaticamente, è più viva“, ha insistito il leader di Iv. “Le vostre misure impattano zero” sulla crescita. “Avete disonorato le vostre parole d’ordine, con voi ci sono più tasse e meno sicurezza”, ha concluso l’ex premier.

Renzi attacca “i sovranisti alle vongole”

Renzi attacca “i sovranisti alle vongole” e cita Marcello Veneziani: la destra al governo “è fuffa, ve l’ha detto Veneziani, non un comunista, su La Verità, non su Repubblica“.

di Concetto Vecchio

Manovra, Renzi: “Sovranisti alle vongole, odiate i laureati e lascerete le città ai maranza”



Iniziate al Senato le dichiarazioni di voto

La commissione bilancio del Senato ha concluso l’esame del maxi-emendamento alla manovra su cui il governo ha posto la questione di fiducia. Il provvedimento è arrivato nell’Aula di Palazzo Madama dove sono iniziate le dichiarazioni di voto. Escono dal testo – come annunciato ieri sera – cinque norme: da quella che esonerava i datori di lavoro dal pagare gli arretrati ai lavoratori sottopagati in caso di condanna ai sensi dell’articolo 36 della Costituzione, alla inconferibilità di incarichi nelle amministrazioni pubbliche a soggetti provenienti da enti di diritto privato regolati o finanziati dalle stesse. Stop anche alla riduzione da 3 a 1 anno del divieto di porte girevoli per le Authority, alla riduzione da 10 a 4 anni dell’anzianità per il collocamento di magistrati fuori ruolo e alla revisione della disciplina del personale Covip.

Boccia (Pd): bene cancellazione emendamento Pogliese

“L’emendamento Pogliese, poi diventato Gelmetti, inserito nella legge di bilancio senza che sia stato possibile discuterne, era una vergogna. I datori di lavoro che non hanno corrisposto un salario equo ai lavoratori non erano obbligati a pagare gli arretrati come molte sentenze dei giudici hanno determinato. Era l’umiliazione dei lavoratori e uno scudo per gli imprenditori che non hanno rispettato le regole. Il messaggio era chiaro: un imprenditore che ha sottopagato i lavoratori non ci rimetteva nulla. Grazie alle nostre denunce hanno cancellato quello che era un insulto ai lavoratori poveri. Ci sono imprese serie che chiedono interventi di sistema da tempo d’accordo con le organizzazioni sindacali. Il governo la smetta di cercare scorciatoie e intervenga in maniera organica e alla luce del sole”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia.

Francesco Boccia, capogruppo del Pd al Senato

Francesco Boccia, capogruppo del Pd al Senato 

Iv, bene stralcio norma su lavoratori sottopagati

“Bene lo stralcio dalla manovra della norma che avrebbe penalizzato gravemente i lavoratori sottopagati, impedendo loro di ottenere gli arretrati anche in presenza di una sentenza che accertasse la violazione di legge.
Si trattava di una disposizione inaccettabile, inserita di nascosto, che è stata giustamente cancellata. Resta però un problema politico serio: questo modo di legiferare è sbagliato”. Lo affermano la capogruppo di Italia Viva Raffaella Paita e la senatrice Annamaria Furlan. “Non è la prima volta che la maggioranza prova a intervenire sul mondo del lavoro con emendamenti infilati tra le pieghe della manovra, senza confronto e senza trasparenza. Lo abbiamo già visto con i tentativi di abbassare le tutele sui subappalti nel settore della moda, oggi ci riprovano sui salari. Servono rispetto per la Costituzione, trasparenza nelle scelte e un confronto vero in Parlamento”.

Patuanelli (M5s): è dannosa e contro il Paese

“Ultima atto di una manovra grottesca, dannosa, contro il Paese. Ultimo atto di una resa ai mercati finanziari, contro l’economia reale, in favore di un folle riarmo”. Lo scrive sui social il capogruppo M5S al Senato Stefano Patuanelli, dopo che il Colle ha fermato 5 norme contenute nel maxi-emendamento.

Le 5 norme stralciate dal maxiemendamento

Ecco, nel dettaglio, le cinque norme stralciate dal maxiemendamento alla manovra.

Art. 40-ter (sub Gelmetti)
condanna del datore di lavoro al pagamento delle differenze retributive (comma 176 maxi).

Art. 60 (em. Testor)

– comma 3-decies (comma 627 maxi): inconferibilità di incarichi nelle amministrazioni statali, regionali o locali a soggetti provenienti da enti di diritto privato regolati o finanziati dalle stesse (disapplicazione di tale norma per incarichi di natura straordinaria o commissariale);

– comma 3-terdecies (comma 267 maxi): riduce da 3 anni a 1 anno il divieto di svolgere, alla cessazione del rapporto di lavoro, attività professionale presso soggetti privati destinatari dell’attività della pubblica amministrazione presso la quale sono stati ricoperti incarichi che comportano poteri negoziali.

Art. 60-bis (em. Lotito)

– comma 7 (comma 289 maxi): disposizioni in materia di magistrati fuori ruolo, tra cui la riduzione da 10 a 4 anni dell’anzianità di servizio per poter essere autorizzati al collocamento fuori ruolo;

– comma 11 (comma 293 maxi): revisione della disciplina del personale della Covip

Ok commissione Bilancio a parere maxiemendamento

La commissione Bilancio del Senato ha approvato il parere al maxi-emendamento alla legge di bilancio. Stralciate cinque norme dal testo bollinato dalla Ragjoneria.

Atteso il parere della commissione Bilancio per lo stralcio di 5 norme

L’aula del Senato attende il maxi-emendamento definitivo che accorpa la manovra in un unico articolo. Prima dell’inizio dei lavori nell’emiciclo, la commissione Bilancio stralcerà cinque norme dal testo, a iniziare dallo scudo a tutela degli imprenditori condannati per aver sottopagato i lavoratori. Stop anche all’allentamento dei paletti per chi passa da un incarico pubblico a uno privato e viceversa, insieme ad altre regole più lasche per le porte girevoli. Saranno espunte anche due norme, a firma del senatore di FI, Claudio Lotito, che riguardano il taglio dell’anzianità per collocare i magistrati fuori ruolo e la revisione della disciplina per il personale della Covip, l’Autorità che vigila sui fondi pensione. Le operazioni di voto iniziano alle 10 nell’Aula di Palazzo Madama.

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