sabato, Aprile 4, 2026

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Manifestazione No Kings a Roma oggi: le news in diretta

Dalla Cgil, all’Arci fino ad Askatasuna. Sono centinaia le realtà sociali, sindacali e associative scese in piazza oggi a Roma per la manifestazione di No Kings Italia, tappa nazionale della mobilitazione globale del weekend “Together. Contro i Re e le loro guerre”. Secondo gli organizzatori, hanno aderito oltre 700 sigle. Polemiche per le foto di Meloni, Nordio e La Russa esibite a testa in giù. A causa della forte affluenza, il corteo ha chiesto e ottenuto di poter proseguire fino a piazzale del Verano, passando per la Tangenziale.

No Kings e Askatasuna: programma e percorso

Ilaria Salis: “La polizia nel mio hotel per controllarmi”

Il fermo preventivo di Piantedosi: perquisizioni in tutta Italia

No Kings e Askatasuna: chi sono e per che cosa manifestano

Tappa finale per il corteo “No Kings”: arriva al Verano

Il corteo contro le guerre e contro il riarmo organizzato dal movimento ’No Kings’ Italia è arrivato a piazzale del Verano, tappa finale autorizzata dalla questura su richiesta degli organizzatori in ragione della partecipazione superiore al previsto. Partito da piazza della Repubblica, ha attraversato viale Einaudi, piazza dei Cinquecento, via Cavour, piazza dell’Esquilino, via Liberiana, piazza di Santa Maria Maggiore, via Merulana, piazza di Porta San Giovanni, via Carlo Felice, Porta Maggiore, via dello Scalo San Lorenzo, la Tangenziale Est, via Tiburtina. La manifestazione si è svolta in concomitanza con altre analoghe in altre città del mondo.

Militanti di CasaPound bloccano la strada durante la manifestazione

Una decina di militanti del movimento di estrema destra è sceso in via Napoleone – sotto la sede di CasaPound occupata da decenni – e hanno iniziato a giocare a pallone. “Abbiamo occupato la strada perchè è inammissibile che si continuino ad autorizzare manifestazioni antifasciste e di anarchici anche quando questi ultimi, dopo l’esplosione che ha causato la morte di due di loro, hanno fatto delle scritte per ricordare quei morti e scritte contro CasaPound”, dice Luca Marsella, portavoce delle “tartarughe frecciate”. “C’è un clima che non ci piace, siamo scesi in strada per difendere questo pezzo di città da quello che è successo nel corso di altre manifestazioni dove i centri sociali hanno devastato altre parti di Roma”, ha proseguito lamentandosi del fatto che spesso al suo movimento viene vietata la possibilità di scendere in piazza. “L’antifascismo oggi è mafia, ha connivenze che arrivano alle questure e tutto questo vogliamo smascherarlo”, ha concluso.

Meloni e La Russa a testa in giù, Zedda (FdI): “Responsabili siano isolati”

“Le immagini della premier Meloni insieme a quelle del ministro Nordio e del presidente del Senato La Russa appese a testa in giù con accanto una ghigliottina esposte al corteo sono l’ennesima riprova della condotta antidemocratica di chi si permette ancora questi atteggiamenti di odio. Spero che i manifestanti che si sono resi responsabili di questo gesto vengano subito isolati dalla manifestazione perché scendere in piazza per esprimere opinioni è lecito, inneggiare alla violenza no!”. Lo dice la vicepresidente di Fratelli d’Italia in Senato, Antonella Zedda.

Il corteo occupa la Tangenziale: “Blocchiamo tutto”

Il corteo No Kings ha occupato la tangenziale. Dal camion che apre la manifestazione il grido è: “Blocchiamo tutto”. I manifestanti intonano cori chiedendo le dimissioni del governo Meloni.

Salis, Fratoianni (Avs) a Tajani: “Convochi l’ambasciatore tedesco”

“Pretendiamo che Piantedosi oggi dia una risposta e che Tajani, che è il ministro degli Esteri, convochi l’ambasciatore tedesco”. Lo ha detto Nicola Fratoianni (Avs) parlando della vicenda di Ilaria Salis. “Vogliamo sapere che sta succedendo. È una vicenda gigantesca. Poi ci muoveremo con i nostri gruppi parlamentari in Europa sul Parlamento europeo, sulla Commissione, ma intanto chiediamo che le autorità della Repubblica ci dicano che cosa stanno facendo. Vogliamo che queste risposte ce le dia il governo della Repubblica. Pretendiamo che ce le diano Piantedosi e Tajani”, ha aggiunto alla manifestazione in corso a Roma.

Simonetta Matone: “Una ghigliottina per Meloni quanto odio tra il popolo del no”

“Una ghigliottina di cartone per tagliare la testa a Meloni, La Russa e Nordio viene portata in piazza dai manifestanti che attraversano in corteo Roma, con alla testa Landini e altri leader della sinistra. Come accadde per lo striscione di sostegno alla strage del 7 ottobre, anche questa volta non sentiamo una parola di sdegno e condanna. I voti dei giovani alle elezioni, come il referendum appena concluso, non si cercano così. Anche nel popolo del No c’era tanto odio”. Lo ha dichiarato Simonetta Matone, deputato della Lega ed ex magistrato.

Il nuovo percorso fino al Verano

La testa del corteo No Kings Italia a Roma è arrivata a piazza San Giovanni ma “considerata la partecipazione superiore a quella preavvisata” la manifestazione proseguirà fino a piazzale del Verano.
“I promotori hanno formalmente presentato un preavviso al Questore”, fanno sapere dalla questura. Il corteo quindi sfilerà in via Carlo Felice, Porta Maggiore, Via dello Scalo San Lorenzo, tangenziale est fino all’intersezione con via Tiburtina, via Tiburtina per poi concludersi a piazzale del Verano.

Gli organizzatori: “Siamo 300mila”

Il corteo No Kings Italia ha raggiunto piazza San Giovanni, a Roma, e prosegue proprio per la grande partecipazione, come confermato dalla questura, lungo Porta Maggiore, San Lorenzo e la tangenziale fino a piazzale del Verano. Migliaia di partecipanti stanno continuando a sfilare lungo il percorso partito da piazza della Repubblica, con striscioni, cartelli e bandiere. Dal carro di testa gli organizzatori rivendicano i numeri della mobilitazione: “Siamo 300mila”.
In piazza e lungo il corteo sventolano numerose bandiere della Palestina, dell’Iran, di Cuba e del Venezuela, insieme a quelle della pace.

Il corteo prosegue fino a piazza del Verano

Il corteo ha raggiunto Piazza di Porta San Giovanni. Considerata la partecipazione superiore a quella preavvisata, i promotori hanno formalmente presentato un preavviso al Questore per proseguire in corteo fino a piazza del Verano. Di tale preavviso si è formalmente preso atto.
L’itinerario per la prosecuzione del corteo è il seguente: via Carlo Felice, Porta Maggiore, Via dello Scalo San Lorenzo, tangenziale est fino all’intersezione con Via Tiburtina, Via Tiburtina, Piazzale del Verano. La sala operativa della Questura sta procedendo a rimodulare i servizi per garantire la sicurezza dell’iniziativa fino alla nuova destinazione.

Lo striscione di Non una di meno: “Il consenso è sexy”

“Il consenso è sexy! Fermiamo il ddl Bongiorno” è lo striscione dell’associazione Non una di meno in polemica al ddl firmato da Giulia Bongiorno – ministro della Pubblica Amministrazione – sulla violenza sessuale, che elimina la parola consenso e introduce il tema del dissenso spostando così l’onere della prova sulle donne, rende i processi per stupro ancora più faticosi e umilianti.

Bonelli: “Un’altra Italia è possibile”

“E’ una straordinaria manifestazione che dice no alla guerra, no ai monarchi della guerra, a Trump e a Netanyahu, che stanno trasformando il mondo in un’economia di guerra. Di fronte a questo, c’è chi non riesce a dire no, come Giorgia Meloni, che afferma di non condividere e di non condannare. Intanto condanna però l’Italia a un riarmo inaccettabile, pari al 5% del Pil, mentre la sanità pubblica è in ginocchio e la povertà aumenta. Questa logica del petrolio e degli idrocarburi sta determinando guerre in tutto il mondo, per volere di Trump e di Netanyahu. Ecco perché bisogna costruire una politica energetica basata sulle rinnovabili. Noi vogliamo un’altra Italia, perchè un’altra Italia è possibile, così come un altro mondo è possibile: senza i signori delle armi e senza i signori della guerra. Ecco perchè oggi c’è questa straordinaria manifestazione di tantissimi giovani che chiedono un cambiamento”. Lo dice Angelo Bonelli, deputato Avs e co-portavoce di Europa Verde a margine del Corteo ‘No Kings’ in corso a Roma

“Contro il 41bis, Alfredo libero” lo striscione degli anarchici

“Contro il 41bis, lo Stato tortura. Alfredo libero, 18 aprile manifestazione”. È la scritta su uno striscione degli anarchici comparso durante il corteo No Kings Italia, a Roma, a piazza dell’Esquilino. Mente su un altro si legge: “Se viviamo è per far saltare la testa dei re. Con Sara e Sandro”. La testa della mobilitazione ha raggiunto via Merulana.

Landini: “Questa è una manifestazione pacifica”

“Questa è una manifestazione pacifica, democratica. Noi siamo contro qualsiasi forma di violenza, l’abbiamo sempre combattuta.
Ogni cittadino può tranquillamente partecipare ed esserci, noi siamo qui in modo molto pacifico, non violento. La democrazia la si difende praticandola, a partire anche dal diritto di poter manifestare. Come è noto nella nostra storia, noi abbiamo sempre combattuto qualsiasi violenza e qualsiasi forma che è sfociata in violenza. Sia esso stato lo stragismo fascista, sia esso stato il terrorismo di altra natura. E’ importante dare valore alle centinaia di migliaia di persone che stanno manifestando in Italia come nel resto del mondo in forma molto tranquilla e pacifica”, ha concluso Maurizio Landini.

Esibiti volti di Meloni, Nordio e La Russa a testa in giù davanti a una ghigliottina

Le foto della premier Giorgia Meloni, del presidente del Senato Ignazio La Russa e del ministro della Giustizia Carlo Nordio sono state esposte a testa in giù nei pressi di Santa Maria Maggiore, durante il corteo. Alla loro destra una “ghigliottina”. “Giorgia Meloni devi andartene, vattene” scandiscono dal camion che precede la folla. Tra i manifestanti c’è chi sventola una bandiera di Israele “insanguinata” e con una svastica disegnata sulla stella di David.

Striscione degli anarchici dedicato a Cospito

Blitz degli anarchici in piazza dell’Esquilino. Fumogeni rossi e striscioni dedicati ad Alfredo Cospito, ma anche a Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, i due anarchici morti al parco degli Acquedotti mentre cercavano di preparare un ordigno. “Se viviamo è per far saltare la testa dei re. Con Sara e Sandro”.

Landini: “Questa è la piazza del no al refendum”

“Questa è la piazza del no al referendum, è la piazza contro il governo. Questa è una piazza innanzitutto contro la guerra, contro la logica e la cultura della guerra, perchè tutti i nostri problemi oggi vengono da lì”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, dalla testa del corteo. “Vengono da lì i problemi che poi si chiamano salario, vengono da lì il problema che si chiamano rischio della democrazia, logiche autoritarie che rischiano di venire avanti e quindi credo che questa sia una grande domanda di pace. Grande domanda di rimettere al centro i bisogni delle persone e di fermare questa cultura pericolosa, autoritaria”, ha aggiunto. “Credo che questa giornata abbia questa forza e tra l’altro non è una cosa che avviene solo in Italia – ha detto ancora – E’ una cosa che si sta allargando nel mondo, perché questa logica della guerra mette paura, preoccupazione e incertezza. Io continuo a pensare che per difendere la democrazia c’è solo una strada, quella di praticarla”.

Partito il corteo al grido di “Meloni eccoci”. In piazza Landini, Bonelli, Fratoianni e Salis di Avs

“Per un mondo libero dalle guerre”. Con questa frase in testa, su uno striscione, è partito il corteo No Kings Italia a Roma da piazza della Repubblica. La manifestazione raggiungerà piazza San Giovanni. “Giorgia Meloni eccoci”. E poi: “Siamo un paese governato da fascisti” gridano dal megafono. “Le nostre azioni devono essere più forti ed efficaci per innescare un effetto domino”.
Una grande bandiera della pace con tante piccole scritte “Pace” viene fatta sfilare. “Vi abbiamo già cacciato una volta”, si legge poi su uno degli striscioni contro il governo Meloni. E al passaggio del corteo in via Cavour – mentre la coda è ancora in via Einaudi – qualche commerciante decide di abbassare le serrande. “Un saluto dai sovversivi che hanno riempito le piazze a ottobre”, gridano al microfono dal camion che precede la folla. Alla mobilitazione presenti anche Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni, Ilaria Salis di Avs e il segretario generale della Cgil Maurizio Landini. Schierate le forze dell’ordine lungo il tragitto, come nei pressi del Viminale, mentre un elicottero segue il corteo

In piazza bandiere anarchiche e lo striscione del Leoncavallo

In piazza ci sono anche le bandiere anarchiche del circolo anarchico Ponte della Ghisolfa di Milano che tengono lo striscione del Leoncavallo, il centro sociale milanese sgomberato mesi fa.

Un cannone pieno di fiori davanti alla basilica di Santa Maria degli Angeli

Cominciano a posizionarsi in via Luigi Einaudi e a piazza della Repubblica, a Roma, i manifestanti che a breve daranno il via al corteo No Kings Italia. Una mobilitazione internazionale “contro i re e loro guerre”. Davanti alla basilica di Santa Maria degli Angeli il maestro Mario del doposcuola Mammut sta ultimando un missile di legno che sfilerà insieme ai partecipanti che stanno arrivando da tutta Italia. Sulla punta ha posizionato alcuni fiori e la bandiera della pace, mentre tutt’intorno ha incollato immagini delle guerre in Medio Oriente. “Terza guerra mondiale, ma che siete matti? Non la vogliamo studiare”, si legge su un cartello. Tante le bandiere della pace, della Palestina, del Venezuela, oltre a quelle della Cgil, di Avs, e di associazioni come Amnesty International.

Natale di Cola (Cgil): “Le persone al primo posto non le armi”

“Questa di oggi è una grande piazza pacifica che dopo il concerto di ieri chiede di fermare tutte le guerre e rispetto per chi manifesta” ha detto il segretario della CGIL di Roma e del Lazio Natale Di Cola presente al corteo. “Bisogna mettere al primo posto le persone e il lavoro, non le armi. Per questo dopo la vittoria del no al referendum chiediamo un cambio di rotta. La quantità di gente in piazza è la miglior risposta contro l’autoritarismo dello Stato. Noi come sempre – ha aggiunto Di Cola in riferimento al controllo subito da Ilaria Salis – continueremo a contrastare il decreto sicurezza”.

In piazza bandiere della pace, della Palestina e dell’Iran

La piazza si sta riempiendo. Molte bandiere della pace, della Palestina, della Cgil e della Fiom. Anche bandiere dell’Iran. Un enorme cannone con i fiori dentro svetta nella piazza. Sui lati sono elencate tutte le guerre degli ultimi 30 anni: ex Jugoslavia, Iraq, Gaza e Ucraina.

In piazza la comunità bengalese dell’associazione Dhuumcatu.

Lo spezzone più numeroso e combattivo, della prima manifestazione, è quello della comunità bengalese riunita sotto le insegne dell’associazione Dhuumcatu. Sigla storica della comunità che ha messo radici nella capitale, negli ultimi anni è diventata il punto di riferimento anche sindacale e politico degli “orfani del decreto flussi”. Sono le centinaia, se non migliaia, di persone entrate regolarmente e che solo all’arrivo in Italia hanno scoperto che il lavoro promesso – e soprattutto le garanzie – non erano reali. “Ci sono migliaia di persone truffate – dice Nure Alam Siddique, fra i più conosciuto come Bachcu, il principale leader di Dhuumcatu – gente arrivata qui con quattro nulla osta di Prefettura, questure, ufficio di collocamento. E adesso si devono sentire dire che siccome il datore di lavoro non c’è, o non ha reddito sufficiente o non ha versato i contributi e non ha Durc, loro devono essere espulsi? Noi chiediamo che a tutti venga concesso il permesso di soggiorno per chi cerca lavoro. Questa clandestinità la sta creando lo stesso Viminale che dice di combatterla”. Attorno a decine annuiscono, in tanti ci sono passati. Sanno – perché l’hanno sperimentato sulla propria pelle – che clandestinità significa lavorare sotto ricatto, non poter affittare una casa legalmente, non poter mandare i figli a scuola, non poter avere assistenza sanitaria. “Perché non c’è un’indagine, un approfondimento, un procedimento amministrativo contro i datori di lavoro irregolari? Perché dobbiamo pagare noi il prezzo delle loro irregolarità”, dice mentre dietro di lui una folla scandisce slogan per reclamare documenti e diritti.

Braccianti e ong che salvano i migranti in piazza nel corteo delle 12

Un migliaio di persone. I braccianti della Flai, arrivati dalle campagne del centro Italia. Arci, o almeno lo spezzone che è riuscito a passare, mentre diversi pullman rimangono bloccati a Roma Sud per controlli preventivi. L’equipaggio di Tom, che di Arci è il “circolo galleggiante” e salva vite nel Mediterraneo, le associazioni che tendono le mani a chi rischia di naufragare a terra, dentro e fuori dai cpr. Le comunità, come quella bengalese, e o truffati del decreto flussi. “Ma potremmo e dovremmo essere molti di più, solo che molti non sono neanche liberi di esprimere la propria opinione perché temono di mettere a rischio il permesso di soggiorno, il rinnovo o la richiesta asilo”, spiega Stefano Galieni, responsabile Migrazioni di Rifondazione comunista, uno dei partiti presenti al corteo delle 12 che poi si ricongiunge a quello di No Kings. La manifestazione si muove da sotto il Colosseo, in mezzo brillano le metalline, le coperte termiche d’emergenza usate dopo i soccorsi in mare, i turisti le indicano, non capiscono. “Il Mediterraneo da anni è un grande cimitero”, spiega Luca Casarini di Mediterranea, l’ong attiva nel soccorso in mare, che marcia insieme a Spin Time, diventata rifugio e punto di riferimento a terra e adesso sotto sgombero. “C’è una comunità che ha risposto alle esigenze di chi ha bisogno di una casa senza fare distinzioni di provenienza o nazionalità, ci sono 140 famiglie e 100 minori, è nata una rete che offre servizi, dallo sportello legale al doposcuola e si vuole distruggere tutto per fare l’ennesimo albergo?”, dice il capomissione di Mediterranea.

La questura Roma: “Controllo a Salis non collegato al corteo”

“Il personale intervenuto si è limitato a richiedere i documenti a lei e alla persona in sua compagnia. Nel momento in cui il personale si è reso conto che si trattava dell’europarlamentare ogni verifica è stata interrotta senza fare accesso alla stanza d’albergo. Pertanto nessuna perquisizione e nessuno atto è stato compiuto”. Lo precisa la questura di Roma. “In nessun caso e in nessun modo l’identificazione può essere messa in correlazione con le recenti normative approvate sull’ordine pubblico” viene aggiunto. “Si esclude pertanto categoricamente – si sottolinea – che possa essere stato un controllo preventivo effettuato in relazione alla manifestazione di oggi, bensì di un atto dovuto in base agli obblighi internazionali”.

Ilaria Salis, segnalazione proveniente dalla Germania

Dietro la verifica a Ilaria Salis, come apprende Repubblica. c’è una segnalazione arrivata alle 4 del mattino sul portale dell’Interpol e proveniente dalla Germania. A Roma sarebbero arrivati anche gruppi di manifestanti tedeschi che, secondo i segnalanti, sarebbero in contatto con Salis. A quel punto, in automatico, è scattato il controllo nella camera d’hotel. La conferma arriva dalla Questura di Roma che in una nota fa sapere: “In merito al controllo che nelle prime ore della mattina odierna ha interessato l’eurodeputata Ilaria Salis presso una struttura ricettiva della capitale, si precisa che la predetta attività origina, quale atto dovuto, da una segnalazione proveniente da un paese terzo del panorama europeo, che non consente margine di discrezionalità negli adempimenti richiesti alle autorità italiane”.

Adottato per la prima volta il “fermo preventivo” voluto da Piantedosi

Una lunga lista di nomi da controllare, le auto con a bordo esponenti di gruppi di antagonisti ritenuti più pericolosi a cominciare da quelli di Askatasuna, seguite e fermate sin dalla partenza da Torino, perquisizioni e identificazioni da un capo all’altro dell’Italia di chi dalle prime luci dell’alba si è messo in moto per partecipare alla grande manifestazione “No Kings” in partenza alle 14 da piazza Repubblica. È il debutto del fermo preventivo fortemente voluto dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi come strumento per provare a intercettare le frange violente prima delle manifestazioni ritenute a rischio. E quella di oggi a Roma secondo il titolare dell’Interno, lo è.

La deputata Ilaria Salis identificata in hotel

Alle 7 di mattina alcuni poliziotti hanno bussato alla porta della camera di hotel, dove Ilaria Salis soggiornava a Roma per partecipare alla manifestazione prevista per oggi pomeriggio. “Ilaria Salis, polizia”. L’europarlamentare ha aperto, le sono stati chiesti i documenti. Un controllo senza perquisizione che è andato avanti per un’ora sulla porta dell’hotel. Motivo? Una segnalazione arrivata all’alba sul portale dell’Interpol.

(ansa)

Il percorso del corteo: da piazza della Repubblica a San Giovanni

Dalle 14 alle 19, parte il corteo principale, che da piazza della Repubblica percorrerà viale Luigi Einaudi, viale Enrico de Nicola, piazza dei Cinquecento, via Cavour, piazza dell’Esquilino, via Liberiana, piazza di Santa Maria Maggiore, via Merulana fino all’arrivo a piazza San Giovanni in Laterano. Il piano sicurezza prevede presidi fissi, pattugliamenti mobili e controlli preventivi, con particolare attenzione alle stazioni ferroviarie, alle fermate della metropolitana e alle principali vie di accesso al centro. Già dalle 11:30 sono scattate le chiusure al traffico e deviazioni, destinate a protrarsi fino al termine delle manifestazioni e comunque fino a cessate esigenze. Pesanti le ripercussioni sul trasporto pubblico: saranno infatti 33 le linee interessate da limitazioni o deviazioni, tra cui le principali direttrici urbane.

Mille agenti in campo per la manifestazione in programma alle 14

Sono più di mille gli uomini e le donne delle forze dell’ordine messi in campo tra polizia di Stato, carabinieri e guardia di finanza, rafforzati dalle unità della polizia locale di Roma Capitale. Gli agenti saranno, distribuiti lungo l’intero percorso e nei punti nevralgici del centro, per garantire ordine pubblico e prevenire possibili disordini in una giornata considerata ad alto rischio, per la possibile presenza di gruppi anarchici. Alle 14 da piazza della Repubblica partirà il corteo diretto a piazza di Porta San Giovanni. Gli organizzatori stimano la presenza di almeno 15mila persone, ma non si escludono numeri superiori vista l’adesione di oltre 700 tra collettivi, associazioni e realtà sociali.

Partecipanti da tutta Europa, timori per le infiltrazione degli anarchici

La manifestazione rientra nel contesto internazionale del weekend “Together. Contro i Re e le loro guerre”, richiamando partecipanti da tutta Europa. Particolare attenzione è rivolta alla presenza di gruppi dell’area antagonista, tra cui attivisti riconducibili ad Askatasuna, protagonisti negli ultimi mesi di mobilitazioni dopo lo sgombero del centro sociale torinese del 18 dicembre. Le forze di polizia monitorano inoltre possibili infiltrazioni anarchiche, anche alla luce del recente episodio avvenuto nel parco degli Acquedotti, dove i due anarchici Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano hanno perso la vita in seguito all’esplosione di un ordigno rudimentale che stavano preparando.

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