giovedì, Aprile 9, 2026

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Mamma uccide il figlio di 9 anni tagliandogli la gola – Notizie

L’hanno trovata così, imbambolata, semi assente, nel tipico “stato di choc” e con tagli sulle braccia, provocati forse con una lama. Chissà, la stessa – un coltellaccio da cucina – con la quale poco prima aveva tagliato la gola al figlio di nove anni. Il cui corpo era lì, immerso in un lago di sangue, morto si presume nel tardo pomeriggio o in serata.

Era la prima o una delle prime volte in cui la donna, di nazionalità ucraina ma residente da tempo a Muggia (Trieste), era da sola con il figlio.

Una decisione presa al termine di un percorso in cui gli incontri con il piccolo avvenivano in presenza di un assistente sociale. Un percorso non casuale: la donna, di 55 anni, aveva alle spalle una separazione molto difficile dal marito, triestino, di 58 anni, anche lui residente a Muggia. E sembra che sia stata in passato seguita dal Centro di salute mentale.

La Polizia ha affidata la donna alle cure dei sanitari intervenuti ed è stata portata all’ospeda le di Cattinara; è stata dimessa oggi. Terminati i passaggi giudiziari, si aprono le porte del carcere del Coroneo. L’allarme è scattato ieri sera. Il Tribunale aveva deciso che il piccolo fosse affidato al padre e, come sempre nelle separazioni, che il bambino potesse però incontrare anche la madre. Come è accaduto ieri. L’uomo attendeva il ritorno del figlio alle 21, ha atteso qualche minuto poi ha tentato di contattare la ex moglie e poi il bambino. Non ricevendo risposta, preoccupato, ha informato la Polizia che a sua volta ha ripetuto i tentativi. La preoccupazione è divenuta allarme e insieme, agenti e vigili del fuoco sono andati a casa di lei, in piazza Marconi, in centro. Con un’autoscala i pompieri sono saliti fino a una finestra dell’abitazione e sono entrati scoprendo la tragedia. Ha detto bene il parroco di Muggia, sconvolto, don Andrea Destradi: “La parola che caratterizza questa tragedia è ‘fragilità'”.

Ed ha esortato la comunità a stringersi intorno al padre e anche a lei, “perché anche lei va aiutata”. La piccola comunità muggesana è stravolta: la famiglia era conosciuta da tanti ed era integrata nel tessuto sociale anche se il piccolo si vedeva in giro più con il padre che non con la madre. L’invito del parroco è stato concretizzato dal sindaco, Paolo Polidori: informato della tragedia già ieri sera, stamani presto ha avuto una riunione con i servizi sociali poi, scosso visibilmente, ha proclamato il lutto cittadino e alle 12 ha osservato un minuto di silenzio con un picchetto davanti al Municipio mentre le campane del Duomo rintoccavano a lutto. Il paesino è come in apnea: i preparativi per la festa di San Martino, ormai conclusi con casette di legno e iniziative, in programma da domani a domenica si sono bloccati: l’evento è stato rinviato a dati da destinarsi.

Anche la società calcistica di cui il piccolo era un tesserato “pulcino U10-U11” ha sospeso ogni attività. Il bambino frequentava il quarto anno della scuola elementare di lingua slovena ma soprattutto gli piaceva giocare al calcio. “Non ci sono parole di fronte a ciò. Riposa in pace”, concludono un messaggio della società soprtiva postato sui social. Davanti al piccolo portone di piazza Marconi in molti con il passar delle ore hanno portato giocattoli, mazzolini di fiori, biglietti con pensieri gentili.

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