Un talento italiano ai vertici di una grande organizzazione internazionale: Stefano Scarpetta è stato nominato capo economista dell’Ocse e assumerà le sue funzioni ad aprile. Si tratta del primo italiano a essere nominato Chief Economist dell’Ocse dai tempi dell’ex ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan (2009-2014). Durante tre decenni nell’organizzazione internazionale con sede a Parigi, Scarpetta “ha costantemente dimostrato una leadership eccezionale, una profonda competenza nell’analisi economica e nella politica, con un impegno nel promuovere la missione dell’Ocse e gli interessi collettivi dei suoi membri e partner”, ha affermato il segretario generale dell’organizzazione, Mathias Cormann, annunciando la nomina.
L’incarico “è” un’ulteriore tappa di una lunga carriera all’Ocse in cui ho avuto ruoli di responsabilità a diversi livelli dell’Ocse, un’organizzazione che credo ormai di conoscere bene. Oggi, sia come organizzazione internazionale sia come Stati membri dell’Ocse, abbiamo grandi sfide da affrontare”: ha dichiarato Scarpetta, evocando, in un’intervista rilasciata all’ANSA dopo l’annuncio della nomina, le ”persistenti incertezze” del mondo globale: dalle domande “geopolitiche” del nostro tempo fino “alle grandi trasformazioni che stiamo vivendo”, come la rivoluzione digitale, l’Intelligenza artificiale generativa (IA), la questione demografica o quella climatica. Dal 2013 Scarpetta ha guidato la direzione Ocse per l’Occupazione, il Lavoro e gli Affari Sociali. Ha inoltre ricoperto il ruolo di sous-sherpa per il G7 e il G20 su questioni di politiche occupazionali e sociali. tema fondamentale, che è quello della bassa crescita e produttività”.
L’Italia, ha proseguito, ha tuttavia un “grande potenziale di usare meglio le risorse ei talenti che sono ancora in parte inespressi”. Un riferimento, in particolare, al tasso di occupazione delle donne oa quello giovanile (“ancora elevato”) nonché “la possibilità di fare il salto tecnologico, utilizzando tecnologie di punta, più produttive, grazie al digitale, all’Intelligenza artificiale: su questo l’Italia può fare ancora molti progressi”. Il futuro numero due dell’Ocse ha poi evocato un “problema che si sta finalmente affrontando che è quello di migliorare il capitale umano: l’investimento in istruzione, dall’asilo nido fino all’università ma anche la formazione continua degli adulti. A mio avviso – dichiara Scarpetta – nel futuro anche prossimo, il capitale umano diventerà il fattore centrale accanto al capitale fisico e all’innovazione”.
Un settore su cui l’Italia “ha fatto decisi progressi negli ultimi anni ma sui cui c’è ancora molto da fare”. Scarpetta ha iniziato la sua carriera all’Ocse nel 1991 ed è diventato economista senior nel dipartimento di Economia nel 1995. Dal 2002 al 2006 ha lavorato presso la Banca Mondiale come consulente per il mercato del lavoro ed economista principale prima di tornare al dipartimento di Economia dell’Ocse nel 2006. Laureato all’Università di Roma, ha conseguito anche un Master of Science in Economia presso la London School of Economics and Political Science e un dottorato in Economia presso l’École des Hautes Études en Sciences Sociales (EHESS).
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